Citazione di: Adler Nest il 24 Ott 2022, 21:34
Ognuno dovrebbe essere libero di farsi chiamare come più gli aggrada.
Basta non farne una battaglia ideologica.
ma la libertà già ce l'hai, non esageriamo, non mi sembra che non parliamo come vogliamo.
al limite chi ha meno libertà d'espressione è proprio chi viene deriso perché persegue queste lotte culturali, lotte che, come dicevo prima, non cascano dal famoso pero ma sono frutto di un percorso naturale e inevitabile. persone come la boldrini, ad esempio, hanno meno libertà d'espressione dato che vengono prese di mira e sbeffeggiate per questo e non chi vuole continuare nel solco prestabilito.
bisognerebbe riflettere, quando ti spiegano qualcosa di cui non eri a conoscenza, a cui non avevi minimamente pensato per consuetudine. se mi spiegano che il suffisso al femminile non è stato sistematicamente usato per caso ma per imposizione, invece di ridere e scrollare le spalle considerando pesante o fatuo chi me lo spiega, dovrei ascoltare. e se ho difficoltà ad accettarlo basterebbe pensare a tutte le cose che cambiano nel tempo che ormai sono assodate, o stanno per diventarlo, e non ci fa più scrollare le spalle per il fastidio il non poterle enunciare, tipo quanto siano parole/concetti sbagliati negro, frocio, mongoloide... . chi ha capito prima dovrebbe ricevere riconoscenza, non coxionella.
nessuno vieta nulla. puoi continuare a chiamare madre una mamma e darle pure del lei come negli anni 10 se ciò fa sentire il rassicurante vento della libertà, o architetto un'architetta perché è tanto urticante sentire quella
a finale. ma se la valutazione di fondo è corretta, prenderà piede e nessuna offesa di presunto radicalscicchismo la spazzarà via, attecchirà.