Citazione di: FatDanny il 14 Set 2021, 13:38
subiamo talmente l'infantilizzazione che qualsiasi policy non sia costrittiva ma persuasiva manda in tilt la sua lettura. Da cui il cortocircuito "si obbligo, no green pass".
Se mi obblighi ok, se mi spingi a farlo attraverso deterrenti no, lì violi la libertà. Come se l'induzione fosse una frode e non semplicemente un'attenuazione di quella che altrimenti dovrebbe darsi come costrizone. Mah.
A me pare un gran controsenso.
consapevolezza significa anche fin dove puoi spingerti nella conoscenza.
E questo, concordo, è una gran pecca dell'era digitale (ma non rende meno vera quella massima, anzi).
Non è che siccome hai una moltiplicazione di informazioni da parte degli esperti puoi pensare di colmare il gap leggendo in maniera smodata quel che dicono. Così non fai informazione, così crei maggiore confusione basata sull'illusione che il gap possa essere colmato tramite ulteriore informazione. E questo è del tutto evidente da questo tuo post.
Te lo dico frivolmente, ma ci stai diventando matto appresso a sta roba.
Consapevolezza significa invece sapere che quel gap NON può essere colmato e quindi scegliere a quale fonte dare credito e al massimo avere una coscienza critica di tale scelta.
Io non leggo studi, report, paper in merito ai vaccini. Forse questo ha salvato la mia sanità mentale.
E non perché seguo il consiglio di Duccio Patané, ma perché ho assunto la serena consapevolezza che non potrei sapere comunque. Non ho gli strumenti, quindi mi affido.
Un problema enorme della comunicazione attuale è che le fonti novecentesche sono entrate in crisi: partiti, chiese, istituzioni economiche e scientifiche.
Ma questa crisi, per molti versi anche augurabile, non può essere sostituita dall' "Io che tutto valuta".
O meglio, questo Io deve rassegnarsi ad affidarsi, fare affidamento, avere fede in qualcuno o qualcosa.
Ricordo tanti topic fa una discussione in cui stranamente concorde a Zanzalf e contro altri difendevo il concetto di Fede come essenziale anche nel mondo più secolarizzato e razionale ci si immagini, non come categoria religiosa ma come attitudine umana.
L'essere umano che non si affida a niente e nessuno è un animale impaurito che ringhia in ogni direzione, perché non ha nessuna protezione e non sa da quale di esse possa arrivare il pericolo. Potenzialmente da tutte. E di conseguenza agisce.
Ma guarda che io sto come te più o meno: leggo ogni tanto delle dichiarazioni, dei dati qua e la, ma di base più leggo e meno so.
E non ci sto a diventà matto: anzi come ho deto avrei deciso di farmelo, e perchè ho letto le cose di Vaz e di Tarallo in privato, mica per fonti mainstream.
E quindi non è che vivo una costrizione in prima persona: mi fa molta più rabbia la società per cui lavoro che ha vinto un appalto, non fa un cazzo ( sta proprio in un'altra città ), mi carica di responsabilità e alla fine del mese cerca regolarmente di incularmi ore dal monte ore in busta paga.
Però è proprio filosoficamente che non me quadra sto GP.
Riferendomi alla prima parte del tuo post: non è una semplice questione formale.
L'obbligo vaccinale è un obbligo e in quanto obbligo non obbliga solo il cittadino ma obbliga pure lo Stato a determinate responsabilità.
Attenzione al simbolico: è una cosa molto più potente di certi aspetti concreti e materiali.
Con l'obbligo lo Stato si fa Padre e Dominus, e svela la sua natura autoritaria.
E per funzionare, l'obbligo ha bisogno di essere adottato in tutti paesi: in un solo paese non serve a nulla ( almeno così ho sentito dire da una scienziata pro-gp e pro-obbligo ).
Però tra i paesi europei e occidentali in generale nessuno ha scelto l'obbligo.
Anzi nel mondo a quanto pare sono una manciata: Indonesia, Tagikistan, Turkmenistan...
(a quanto pare nella stessa Cuba non è obbligatorio)
Perchè?
E perchè nello spettro dei paesi europei che hanno scelto la strada "persusasiva" del GP l'Italia si configura come il paese insieme alla Francia che lo ha configurato nel modo più stringente in assoluto ( nonostante i numeri ) ?