La casa è un diritto?

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Offline Giako77

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #20 il: 21 Ott 2015, 13:39 »
La casa é un diritto sacrosanto che deve essere garantito dallo stato.
Non comprendo perché debbano essere "puniti" alcuni privati per garantire un diritto ad altri. Addirittura le multe.
Io, piuttosto, premierei. Esempio detassazione dei canoni di locazione a chi affitta a qualcuno che dispone dell' immobile come prima casa, ma i modi sono molti.

E, soprattutto, garanzia assoluta della possibilitá di recupero della casa con un ragionevole preavviso.
Perché se il problema della casa di alcuni viene scaricato su altri, i piú forti troveranno un modo per tutelarsi e i piú deboli soffriranno sempre.

Perchè la casa è bene primario e non può essere trattato come merce qualunque, va regolamentato. Se tieni chiusi migliaia di appartamenti per tenere alto il prezzo si chiama speculazione: meno offerta + alto è il prezzo.

Offline FatDanny

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #21 il: 21 Ott 2015, 14:06 »
inoltre la detassazione dei canoni di locazione incentiva i proprietari ma non risolve in nulla il problema di chi non ha mezzi per pagarsi un affitto. L'emergenza casa riguarda soprattutto questa fetta crescente di popolazione.
Perché con 6-700 euro di salario (per non parlare di chi non ha nemmeno questo) spiegatemi voi come si possa trovare casa in una metropoli di oggi.

Offline Rorschach

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #22 il: 21 Ott 2015, 14:17 »
Ipertassare le case non abitate abbatterebbe enormemente i prezzi d'affitto. Io farei pure che dopo tot anni una casa sfitta che non paga tasse può essere espropriata, pensa te. E multe ai dirigenti degli enti locali che gestiscono male il patrimonio.

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Offline Rorschach

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10088
Re:La casa è un diritto?
« Risposta #23 il: 21 Ott 2015, 14:18 »
Aggiungo: una casa non abitata/affittata è un bene di lusso e come tale va gestita.
Però non concordo con l'equilibrio canone, di difficile attuazione e controllo.

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Offline FatDanny

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #24 il: 21 Ott 2015, 14:30 »
Don Nicolini. Le occupazioni creano una “legalità superiore”

Bologna 20 ott.- “Mi chiedo dove si collochi la giustizia oggi. Perchè mi capita di pensare che chi cerca di fare giustizia, in realtà stia commettendo una grossa ingiustizia: spesso, chi cerca di risolvere un problema, in realtà lo crea”. Don Giovanni Nicolini, parroco di Sant’Antonio da Padova alla Dozza, a due passi dal carcere, e molto vicino all’assessore bolognese Amelia Frascaroli, commenta così, a caldo, i recenti episodi che hanno coinvolto la città. Prima lo sgombero di Atlantide, poi quello di via Solferino, questa mattina il tentativo in via Fioravanti, all’ex Telecom, struttura dove vivono 300 persone tra cui 104 minori.

“È naturale che se viene annunciato uno sgombero, poi sia eseguito. Ma l’idea di avere centinaia di persone per strada e delle stanze vuote, qualche problema me lo crea. Nasce un cortocircuito tra legalità, moralità ed etica“. Amelia Frascaroli, assessore comunale al welfare, ha dichiarato che le occupazioni creano valore sociale. Don Nicolini è d’accordo? “Io personalmente sono testimone di alcune realtà occupate che sposano in pieno questa tesi. Nelle strutture ci sono persone molto interessanti. E se da un punto di vista legale non approvo, devo ammettere che queste iniziative forse danno vita una legalità superiore. Lì viene offerto aiuto, e questo è un fatto culturale, politico e spirituale”. Nell’ex Telecom, per esempio, ci sarebbero malati terminali di tumore, un bambino attaccato a un respiratore per una grave malformazione e sei lattanti… “Non dovrebbero essere le occupazioni a farsi carico di queste situazioni: e la mia severità nel giudicare alcune situazioni naufraga davanti alla verità e alla bellezza di quello che avviene all’interno”, osserva il religioso.

Il parroco, che da poco è anche consulente del sindaco Merola sui profughi, promuove l’ex Galaxy, la soluzione più importante trovata finora dall’amministrazione per la gestione dell’emergenza abitativa: 95 appartamenti, un paio di giorni fa i primi ingressi: presto arriveranno anche ex occupanti: “Scelta assolutamente necessaria, un passo piccolo, ma pur sempre un passo”. E annuncia che si sta muovendo in prima persona per collaborare con il Comune: l’idea è quella di un volontariato sociale. “Ho chiesto ai miei contatti -sia in ambito cattolico sia laico- di aiutarci. C’e’ chi ha una stanza libera o una casina sfitta fuori città che metterebbe volentieri a disposizione delle famiglie in difficoltà, sulla falsariga di quanto fatto per i migranti”, mentre ricorda l”appello di Papa Francesco. Ma è di pochi giorni fa la notizia che solo quattro parrocchie bolognesi su 416 hanno dato la disponibilità ad accogliere i profughi: “Ecco perchè non stiamo solo cercando abitazioni, ma stiamo cercando di mettere insieme una serie di attività collaterali volte a promuovere l”integrazione. Fa l’esempio di un dopo-scuola riservato ai ragazzi delle scuole medie superiori: “Spesso abbandonano la scuola, e noi proviamo a impedirlo: c’è chi regala un paio d’ore di ripetizione di matematica, chi di italiano, chi di inglese”.

Don Nicolini tratteggia i contorni di una stagione particolarmente triste e opaca: “E la responsabile di questa situazione è la politica, che non fa altro che amministrare il dato di fatto, offrire risposte emergenziali, quando dovrebbe andare oltre, varcare la semplice gestione. La città stessa ha dimostrato di essere molto più avanti: laicamente, l’unica riposta possibile e” ripartire dalla partecipazione”. Il riferimento è alle reazioni dei bolognesi agli sgomberi: “Ho visto tanta gentilezza. Ho visto uomini e donne offrire l’acqua quando nelle occupazioni veniva tagliata. Li ho visti scendere in piazza e rimboccarsi le maniche. Il cancro più grosso del nostro tempo è l’indifferenza: si sconfigge con l’impegno”. Che poi, spiega don Giovanni, il vero problema non sarebbe nemmeno quello abitativo, ma quello lavorativo: “Quattro mura, dritto o storto, si possono anche trovare: ma le persone in difficoltà spesso sono inattive. È il lavoro l’unica prospettiva per sperare in un futuro migliore, e se non c’è, è facile immaginare come e dove si possa finire. Lo Stato deve impegnarsi su questo punto, trovare nuove forme: sennò è come un’alluvione, si aggiunge qualche sacco di sabbia qua e là, ma non si interviene strutturalmente. E tutto si rivela inutile”. (Dires- Redattore Sociale)

Offline Jabot

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #25 il: 21 Ott 2015, 14:46 »
Ero lì durante lo sgombero,  ora non posso scrivere,  stasera appena posso racconto qualcosa.  L'emergenza c'è le persone di cui prendersi cura anche,  ma non e' tutto come stanno dipingendo i giornali.

Offline Gio

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #26 il: 21 Ott 2015, 17:40 »
Perchè la casa è bene primario e non può essere trattato come merce qualunque, va regolamentato. Se tieni chiusi migliaia di appartamenti per tenere alto il prezzo si chiama speculazione: meno offerta + alto è il prezzo.
Io sono anche d'accordo su questo, ma la regolamentazione deve esserci sin dall'inizio. Non é che lo stato prima fa costruire, o comprare, case come se fossero merce qualunque, e, poi, applica le multe a chi l'ha fatto perché le case non sono merce qualunque.
Le costruisca lo stato le case, allora.
In realtá lo stato scarica sui privati la sua inefficienza (anche in altri settori) e questo non é di destra, né di sinistra. Solo ingiusto.
E quando ciò avviene sono sempre i piú deboli a rimetterci, non c'é scampo.
Re:La casa è un diritto?
« Risposta #27 il: 21 Ott 2015, 21:06 »
E' la solita storia .

Si definiscono LIBERALI , e' il mercato a fare , la domanda , l'offerta , le leggi dell'economia .

BALLE .

Nelle case come nel resto delle cose , l'italia e' una giungla . Dove vince il piu' forte .

E lo stato non vuole intervenire . perche' passerebbe per ... fate voi .

Io proporrei :

1) IPER TASSAZIONE SU CASE SFITTE . Progressiva per chi detiene piu' abitazioni .
(ti devo far passare la voglia di speculare)
2)Aliquota al 12% fissa sulla rendita di affitto .
Compenso verso punto 1) come per i BOT e' un aiuto verso lo stato (o no?) 
3) Affitto . Libero . Nessun equo canone , nessuna limitazione .
Vedi punto 1 e 2 combinati

Voglio vedere se qualcuno preferisce pagare 6000 euro l'anno di tasse o prenderne 6000 e pagarne 740 di tasse .
C'e' una differenza di 940 euro al mese . Poche ? Ci sara' qualcuno che definira' meglio i contorni . Ma io parlo di un affitto di 500 euro che per un bilocale a Roma (per esempio ) mi sembra equo .

Poi ci sono i problemi delle singole famiglie , quelle in difficolta' . O quelle con basso reddito , famigliare (vedi topic su quanto serve per vivere)  .
Ecco dove intervenire lo stato/comune .

Qualcuno conosce una societa' che continua a costruire qualcosa che non si vende . O produce 1.000 per vendere 500 . Perche' nell'edilizia SI ?

Ah gia' . I LIBERALI . italiani .

Le persone hanno il diritto anzi il dovere di ribellarsi . Perche' se al 50%+1 piace merda , gli altri non sono obbligati a mangiarla . E saro' sempre dalla parte di chi occupa . Perche' non mi risulta che sono andati a cacciare di casa il pensionato con la pensione sociale .

Eh ma poi si critica a prescindere ... oppure si critica la politica edilizia solo quando fa favori ad una squadra di merda . Marino e questa giunta farebbero schifo (a me) pure se fosse Lotito a speculare su TdV .

E se ci riescono al 50%+1 dei romani sta bene . Poi , forse , ci sarebbe una sparuta minoranza che andrebbe sui cantieri a tirare qualche "bottiglietta" , ed io starei dalla loro parte . SEMPRE .

Immaginate se oggi fosse stato "concluso" il ponte sullo stratto di Messina . Grande . Perfetto .
Peccato che arrivati a Messina non ci sia una autostrada funzionante per Palermo e per Catania .

Edilizia - Mafia - Politica .

Un terzetto indivisibile .

E NESSUNO NE PARLA . MAI .
 









 

Offline FatDanny

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #28 il: 22 Ott 2015, 21:43 »
Quando la realtà supera la fantasia (o forse gli incubi)...

http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VijUMOSwVuP9nkvD


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Offline anderz

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Re:La casa è un diritto?
« Risposta #29 il: 22 Ott 2015, 22:19 »
Mortacci loro.

Offline FatDanny

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16421
Re:La casa è un diritto?
« Risposta #30 il: 23 Ott 2015, 16:19 »
E dopo la democratica Torino dove le guardie usano i giocattoli per sgomberare le famiglie con bambini, si torna a Bologna e al suo governo di "sinistra":

https://twitter.com/assessoremonti/status/656458413321400320

L'assessora Monti si scandalizza che gli ex-occupanti della Telecom vogliano addirittura una casa!
Non gli basta una stalla? Aaaah, ma allora ce volevano marcià, pizzicati!
Che vergogna! Che indecenza! La sinistra certe cose non le fa!
La sinistra tutela la Proprietà e i Profitti, non certo gli straccioni senzacasa, e che diamine...
Re:La casa è un diritto?
« Risposta #31 il: 24 Ott 2015, 18:04 »
il concetto "LIBERALE" alla casa non può proprio applicarsi, per due semplici fatti

nessuno è (per fortuna) LIBERO di costruirsi una casa dove e come vuole

nessuno è (purtroppo) LIBERO di vivere senza casa

per cui diventa insito nel patto sociale che permette ad una civiltà di reggersi in piedi che ciascuno debba poter usufruire di una casa. non c'è molto da dire su questo. un concetto del genere non è né di destra né di sinistra.

ma evidentemente deve essere successo qualcosa nella narrazione sociale che viviamo quotidianamente perché invece ad oggi un concetto del genere pare non essere condiviso da nessuno eccetto pochi "estremisti"

leggevo alcuni post sopra che "la casa non è un diritto, un diritto è il Lavoro perché l'Italia è una repubblica... bla bla bla"

niente di più errato.

innanzitutto la casa NON è un diritto, è più a fondo ancora una CONDIZIONE NECESSARIA per la vita e la sopravvivenza. non può esistere uomo senza casa. purtroppo esistono, ed infatti faticano a conservare la propria umanità, e con essi faticano ad essere umane le società che lo consentono.

secondo poi, civilmente, quando si afferma che la rep italiana è fondata sul lavoro si vuole dare peso e rilevanza ai redditi da lavoro piuttosto che alle rendite di posizione, quali investimenti finanziari e immobiliari.

in un paese fondato sul lavoro come il nostro non dovrebbe proprio essere lecito vivere di rendita affittando immobili, il concetto in sé di "Investimento Immobiliare", per i due motivi da me scritti all'inizio di questo post, non dovrebbe aver luogo.
se le case non sono infinite, e non lo sono perché nessuno può costruirne senza autorizzazione, non può essere lecito specularci sopra.

semplificando, io che ricavo 3mila euro dal mio lavoro mensile ne dò ben 1800 al proprietario del mio negozio, che in pratica vive del mio lavoro. quando alle medie leggevamo sdegnati della mezzadria medievale in realtà ci sdegnavamo per qualcosa che è meglio della rendita da affitto di locali commerciali.

soluzioni esistono:

tasse elevatissime per chi possiede locali e appartamenti sfitti, perché come spiega bene FD il proprietario di un immobile ne detiene l'uso privatistico, ma la gestione generale deve rispondere a chi detiene le licenze immobiliari cioé al comune. un quartiere come Garbatella pieno di case sfitte e la conseguente costruzione di Roma Est non ha alcun senso e impoverisce la città tutta.

ripensamento dei quartieri tutti e dei sistemi di residenza popolare. non più ghetti IACP ma spazi abitativi comunali in concessione in base al reddito sparsi per la città

in ogni caso sgombrare un'occupazione mandando per strada famiglie, bambini, persino malati... a vantaggio di chi? come può la legalità avere più valore del bene comune?
 

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