C'è chi ne è completamente sprovvisto. Ecco uno stralcio illuminante del contratto che firmeranno gli automi di Grillo candidati a Roma:
«Il candidato accetta la quantificazione del danno d'immagine che subirà il M5S nel caso di violazioni dallo stesso poste in essere alle regole contenute nel presente codice e si impegna pertanto al versamento dell'importo di 150mila euro, non appena gli sia notificata formale contestazione a cura dello staff coordinato da Beppe Grillo e Gianroberto»
Citazione di: Zanzalf il 09 Feb 2016, 11:17
C'è chi ne è completamente sprovvisto. Ecco uno stralcio illuminante del contratto che firmeranno gli automi di Grillo candidati a Roma:
«Il candidato accetta la quantificazione del danno d'immagine che subirà il M5S nel caso di violazioni dallo stesso poste in essere alle regole contenute nel presente codice e si impegna pertanto al versamento dell'importo di 150mila euro, non appena gli sia notificata formale contestazione a cura dello staff coordinato da Beppe Grillo e Gianroberto»
Se il PD facesse una cosa simile, il vantaggio e' che i suoi parlamentari avrebbero i soldi per pagare.
Se lo facesse pure il PD potrebbe tranquillamente rinunciare ai rimborsi elettorali :)
Perché invece governare a botte di decreti, mettere in piedi un enorme macchina per il voto di scambio con la comunità cinese a milano in modo di far vincere Sala alle primarie del centrodestra, non accogliere nessuna delle richieste provenienti dalle parti sociali eccezion fatta per Confindustria & friends è indice di cultura democratica?
Meno male va, e io che pensavo di essere finito in un regime che di democratico manteneva solo la forma, stretto nella morsa tra regime autoritario della troika e populismi.
Ora sto più tranquillo
:sisisi:
Non penso di essere OT perché il titolo è molto generico, quindi, a proposito di automi e di cultura democratica:
"Abbiamo saputo che durante il prossimo Festival di Sanremo ( probabilmente martedì 9) si esibirà anche Elton John, famoso non solo per le sue canzoni, ma anche per il suo matrimonio gay e per avere acquistato due figli attraverso l'affitto dell'utero di due donne.
E' molto probabile che tale artista, prima o dopo l'esibizione canora, esterni la propria opinione a favore delle unioni civili, proprio nelle ore in cui il Senato starà votando sul ddl Cirinnà.
Per manifestare il nostro totale dissenso verso questi spot gratuiti e unilaterali a favore di una legge che consideriamo dannosa per il nostro Paese, invitiamo tutti a SPEGNERE LA TV DURANTE L'ESIBIZIONE DEL CANTANTE INGLESE.
E' uno dei tanti modi con cui il popolo vero può manifestare la propria opposizione nei confronti dell' attuale "pensiero unico" che ci vogliono imporre.
In tal senso abbiamo inviato una lettera al Direttore Rai, al Presidente Rai e a Carlo Conti."
Comitato Famiglia Educazione Libertà
Associazione nonni 2.0
Carib, il titolo è generico, ma quello che riporti è più in continuità con il Family Day, no?
Diverso è sui discorsi del governare per decreti, che come tema ci sta eccome. E' giusto un tantinello meno sconcertante che trattare i propri militanti come dipendenti, anche formalmente. La penale per danno di immagine sottointende una concezione del tutto padronale del partito: roba mia. Un eccesso di decreti attiene invece alla dialettica tra Governo e Parlamento, ed ha una via di uscita del tutto democratica: la sfiducia. Ma se non c'è la sfiducia vuol dire che Governo e Parlamento sono in sintonia.
Citazione di: Zanzalf il 09 Feb 2016, 12:36
Carib, il titolo è generico, ma quello che riporti è più in continuità con il Family Day, no?
Diverso è sui discorsi del governare per decreti, che come tema ci sta eccome. E' giusto un tantinello meno sconcertante che trattare i propri militanti come dipendenti, anche formalmente. La penale per danno di immagine sottointende una concezione del tutto padronale del partito: roba mia. Un eccesso di decreti attiene invece alla dialettica tra Governo e Parlamento, ed ha una via di uscita del tutto democratica: la sfiducia. Ma se non c'è la sfiducia vuol dire che Governo e Parlamento sono in sintonia.
Comunque sei fantastico, riesci ad unire tutto il forum sotto la bandiera dell'anti-PD :beer:
Scherzi a parte Za', nel partito c'è un regolamento, se entri nel partito ne sei a conoscenza e lo devi rispettare, qual'è il problema?
Ah beh, se per questo anche nella Yakuza c'è un regolamento. Ma non si presenta alle elezioni giapponesi.
Citazione di: Thorin il 09 Feb 2016, 12:58
Comunque sei fantastico, riesci ad unire tutto il forum sotto la bandiera dell'anti-PD :beer:
Scherzi a parte Za', nel partito c'è un regolamento, se entri nel partito ne sei a conoscenza e lo devi rispettare, qual'è il problema?
Che il regolamento è antidemocratico.
"Uno vale uno"? Ehe?
Partito Democratico (300 deputati e 112 senatori)
Movimento 5 Stelle (91 deputati e 35 senatori)
Forza Italia (55 deputati e 41 senatori)
I primi tre partiti per numero di PARLAMENTARI (anche se stiamo dimenticando l'importanza di questo ruolo...), un totale di 446+188=534, quelli che si contendono la guida di questo Paese.
Tra monarchie e oligarchie stiamo messi proprio bene.
Cosa fare?
Sempre in termini di tutela della cultura democratica del nostro Paese, per esempio io comincerei dalla riforma del Concordato. Sarebbe un bel segnale di svolta. E cito Carlo Troilo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/09/patti-lateranensi-rivediamo-il-concordato-per-ridurre-i-privilegi-della-chiesa-ecco-la-proposta/2444620/):
Propongo alle forze politiche ed alle associazioni laiche una manifestazione di protesta che si svolga a Roma l'11 febbraio quando le massime autorità politiche nazionali e romane si recheranno in processione a "baciare" la pantofola del Papa in via Po – nella sfarzosa sede dell'Ambasciatore delle Santa Sede presso lo Stato italiano – per celebrare l'anniversario del Concordato firmato nel 1929 da Benito Mussolini e malauguratamente inserito nella Costituzione repubblicana per volere della DC e con il vergognoso sostegno di Palmiro Togliatti.
Ecco le ragioni della mia proposta.
Le ragioni "storiche"
Nel 1984 il governo Craxi definì con la Chiesa Cattolica una revisione del Concordato del 1029 che portò a modifiche di grande rilievo, facendo cadere tre dei punti essenziali del Concordato di Mussolini: quella cattolica smise di essere la "religione di Stato"; il suo insegnamento nelle scuole divenne facoltativo; fu abolita la congrua. Le scelte politiche degli anni e dei governi successivi – compreso quello dello stesso Craxi – si mossero però in direzione opposta a quella che ci si poteva attendere dopo la revisione del Concordato, riportando in essere, sia pure senza dirlo e sotto mentite spoglie, i privilegi accordati nel 1929 e revocati nel 1984 e portando il costo della Chiesa per lo Stato italiano al livello stratosferico di 4 miliardi l'anno.
Alcune delle ragioni maturate nell'ultimo anno
1. Il Papa fa piombare su una capitale disastrata un Giubileo Straordinario destinato a complicare per un intero anno la vita dei romani, senza benefici economici per la città, come dimostra lo scarsissimo afflusso di pellegrini. Il sindaco Marino promette il sostegno di Roma, pur chiedendo al Governo un intervento finanziario.
2. Lo stesso Papa – rispondendo alla domanda "concordata" con un giornalista – tratta con disprezzo il sindaco della capitale d'Italia e concorre in modo decisivo alla sua caduta. Il Papa "punisce" così il sindaco che ha osato istituire i registri dei testamenti biologici e delle unioni civili ed ha fatto registrare le nozze gay contratte all'estero da nostri concittadini.
3. Gli scandali finanziari, morali e sessuali dello Stato del Vaticano fanno apparire Buzzi e Carminati come dei galantuomini. Si tocca il fondo con la vicenda del Cardinal Bertone che per ristrutturare la casa offertagli dal Vaticano ed in cui vive, inspiegabilmente, con tre suore e una segretaria, sottrae duecentomila euro, per finanziare i lavori, al Bambin Gesù, che ogni anno salva la vita a migliaia di bambini, provenienti da tutta Italia (come dice Paperone: "Strapperò le bambole alle orfanelle in lacrime").
4. Contro qualsiasi tentativo dello Stato di introdurre nuovi diritti civili la Cei solleva barricate. Sulle Unioni civili anche il Papa (che parlando degli omosessuali si era chiesto: "Chi sono io per giudicare?") si allinea al no delle gerarchie. Editorialisti moderati dei maggiori quotidiani denunciano "l'ingerenza" della Chiesa nelle vicende dello Stato italiano.
5. Praticamente senza preavviso – e per rianimare un Giubileo fallimentare – il Papa manda in giro per Roma una teca di vetro con la salma di Padre Pio. Il servilismo del governo e delle autorità romane raggiunge il suo culmine: 8.000 poliziotti impegnati per otto giorni, tratti di Lungotevere chiusi al traffico, cittadini infastiditi.
Queste le richieste che dovranno emergere dalla manifestazione.
Le richieste al Governo e al Parlamento
1. Abolire o modificare le leggi che hanno sterilizzato le riforme introdotte con la revisione del 1984, soprattutto in materia di distribuzione dell'8 per mille e di insegnamento della religione.
2. Dopo aver valutato le possibilità giuridiche di abrogare il Concordato, affrontare con il Vaticano il problema di rilevanti modifiche dello stesso.
Le richieste alla futura amministrazione capitolina
1. Misure incisive per fare in modo che gli immobili del Vaticano paghino l'Imu
2. Verifica dei finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche, vietati dalla Costituzione
3. Definizione di un "protocollo" per regolare "gli eventi" del Vaticano, i cui costi dovranno essere co-finanziati e le cui modalità concordate con il Campidoglio per ridurre al minimo il disagio dei cittadini romani.
[ndc: La frase attribuita a Bergoglio è sbagliata. Lui disse: "Chi sono io per giudicare un gay"]
Il 'contratto' è un clamoroso autogol, sicuramente incostituzionale e dunque nullo.
Un tale rapporto sancisce l'assoluta sfiducia nei candidati, che si ritengono non in grado di prendere decisioni autonome in base al contesto nel quale operano.
Speravo, in tutta onestà, fosse una bufala.
Credo, in tutta onestà, di poterli comunque preferire alla nuova democrazia cristiana, a marchini e alla draghetta.
Molto meglio il Piano di rinascita democratica (https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica)
Citazione di: MisterFaro il 09 Feb 2016, 13:08
Che il regolamento è antidemocratico.
"Uno vale uno"? Ehe?
Mister, non sono d'accordo, per me un regolamento di un partito, o di una associazione, non è mai antidemocratico perchè entrando a far parte di quell'associazione l'hai accettato.
Io non mi iscrivo ad una associazione Vegana per poi pretendere di mangiare la porchetta, democrazia non significa fare come ci pare.
Ritengo molto più grave che il regolamento venga piegato per gli interessi politici, anzi sono incazzato nero!
Ma come, Di Battista non si può candidare a Roma perchè il regolamento è contrario, lo stesso regolamento che dice che i deputati devono votare in base a quanto stabilito dal web, ma in quel caso chiudiamo un occhio e diamo "libertà di coscienza"?
Questo mi fa incazzare, altro che.
Siamo in un momento di grande deficit democratico, deficit che si manifesta soprattutto nella difficoltà ad accettare il dissenso. Si va da una vera e propria multa ad una delegittimazione morale e politica di chi non ha la stessa visione della Maggioranza.
Credo, ma ovviamente posso benissimo sbagliare, che all'interno del M5S e del Pd ci sia una grande insofferenza rispetto ai dettami del Padrone nel primo caso e del Primo Ministro nel secondo. Trovo che soprattutto nel Pd le funzioni di segretario di partito e di Primo Ministro si stiano rivelando sempre meno conciliabili.
La questione poi diventa veramente pericolosa quando per fermare un certo dissenso politico si passa direttamente ad una delegittimazione MORALE. Viene spostato continuamente l'ambito di discussione, così il dissidente diventa multabile (e per i miei parametri questo è grave), fino a diventare un vero nemico della MIGLIORE ITALIA (questo per i miei parametri è insostenibile). Si arriva al punto che anche l'ultimo degli iscritti del partito si sente in diritto di valutare lo status morale di chi ha una visione diversa.
Sarebbe, o dovrebbe essere, superfluo ricordare che la Democrazia ha un senso se tutela SOPRATTUTTO le minoranze e le resistenze alla maggioranza. Ma viviamo un periodo veramente difficile sotto questo punto di vista. Un periodo in cui la maggioranza detta le regole del dissenso, stabilisce quanto e fin dove il dissenso è accettabile (attenzione non parlo ovviamente della legge, quella vale tanto per la maggioranza quanto per la minoranza) e lo condanna moralmente stabilendo nuovi parametri, e soprattutto non politici, ma veri e propri paradigmi morali. Così il progresso viene definito talvolta buono (magari riferendosi alla Tav) e talvolta cattivo (quando si parla di maternità surrogata). Va da sé che chi si oppone alla Tav, e magari ritiene che vada aperta una fase di confronto per arrivare a legiferare sulla maternità surrogata , è proprio la rappresentazione plastica del Male. Non c'è confronto politico. C'è una forma di governo, non solo delle istituzioni ma soprattutto delle coscienze, per cui si crea un "immorale" pericoloso da fermare, si traccia una linea dove chi sta da una parte è buono, chi sta dall'altra è cattivo. E confronto non ci deve essere, ci deve essere eliminazione. Così , come davanti ad un lanciatore di sassi e molotov, chi dissente trova solo scudi alzati in difesa non solo dell'azione inarrestabile di Governo, Partito, Movimento, ma in difesa della salute morale del nostro Paese, Partito, Movimento.
Pensa quanto costerebbe al pd comprarsi i parlamentari che servono a mantenere una maggioranza.
Altro che affitto a via dei giubbonari...
Per ora la maggioranza il PD ce l'ha gratis. La democrazia funziona così, non con le franchigie sul cervello dei propri dipendenti/eletti.
Dipendenti di Casaleggio, ovvio. Ci si chiedeva chi avrebbe candidato a Roma il 5 stelle. Gegia? No, MagoG Casaleggio, col telecomando sui suoi.
Perchè il candidato del pd chi lo ha scelto?
Hanno raccolto le firme i candidati. Ce ne sono quattro che sono riusciti nell'intento. Volendo avrei potuto farlo pure io: iscritto PD, potevo raccoglierle su Lazionet, no?
Adesso lo sceglieranno i cittadini, quelli veri, in carne ed ossa. Puoi venire anche tu. Senza penali.
" La presentazione della candidatura a sindaco deve essere sottoscritta da un minimo di 2 mila firme (che possono essere raccolte a partire da domani) a un massimo di 2.500 elettori del Comune di Roma e consegnata entro le 12 del 10 febbraio."
CAZZO facciamo ancora in tempo!!!
Mio programma: Tor di Valle corcazzo e Flaminio conferito a SSLazio con annessa carta bianca su scavi ed innalzamenti. DAJE co' ste firme!!
Non essendoci vincolo di mandato , magari , chissa' , forse , domani , danno una mazzetta sotto banco , e voila' lo stadio a TdV si fara' .
Magari . Chissa' , Forse , Domani .
Ah , dimenticavo lo slogan .
Meglio DI niente .
Mmmm, ma nella politica il gioco è anche di fiducia. Davvero non ti fidi di me su TdV e Flaminio? Poi magari ti ci faccio la cappelletta dentro (è così non paghiamo l'ICI) ma su questi punti del programma ti DEVI fidare, se no mi offendo...
Citazione di: Zanzalf il 09 Feb 2016, 18:41
Hanno raccolto le firme i candidati. Ce ne sono quattro che sono riusciti nell'intento. Volendo avrei potuto farlo pure io: iscritto PD, potevo raccoglierle su Lazionet, no?
Adesso lo sceglieranno i cittadini, quelli veri, in carne ed ossa. Puoi venire anche tu. Senza penali.
Quindi giachetti, che è il candidato del padrone del pd è battibile dagli altri 3. Eddai su...
Citazione di: SantiByron il 09 Feb 2016, 22:02
Quindi giachetti, che è il candidato del padrone del pd è battibile dagli altri 3. Eddai su...
Il padrone è quello degli alberghi a cinque stelle. Ai suoi camerieri fa firmare la penale nel caso facciano male il lavoro. Tipo quando ti fanno firmare le dimisioni in bianco quando sei assunto.
Nel PD, con la politica, si può fare tutto: Renzi aveva contro tutto il partito, me compreso, ed è diventato segretario; coi voti e col lavoro politico. Fosse stato nel cinquestelle Bersani gli faceva firmare le dimissioni in bianco ed aveva risolto.
Citazione di: Zanzalf il 09 Feb 2016, 22:30
Il padrone è quello degli alberghi a cinque stelle. Ai suoi camerieri fa firmare la penale nel caso facciano male il lavoro. Tipo quando ti fanno firmare le dimisioni in bianco quando sei assunto.
Nel PD, con la politica, si può fare tutto: Renzi aveva contro tutto il partito, me compreso, ed è diventato segretario; coi voti e col lavoro politico. Fosse stato nel cinquestelle Bersani gli faceva firmare le dimissioni in bianco ed aveva risolto.
Ah Za, oggi Giachetti è venuto a Fidene, la gente manco sapeva chi era, ha preso il caffè con 4 persone...
Citazione di: Thorin il 09 Feb 2016, 22:35
Ah Za, oggi Giachetti è venuto a Fidene, la gente manco sapeva chi era, ha preso il caffè con 4 persone...
embe'?
Citazione di: Zanzalf il 09 Feb 2016, 22:45
embe'?
Niente siamo ot, volevo dire che non mi sembra proprio un candidato di punta...
Citazione di: TomYorke il 09 Feb 2016, 15:38
Siamo in un momento di grande deficit democratico, deficit che si manifesta soprattutto nella difficoltà ad accettare il dissenso. Si va da una vera e propria multa ad una delegittimazione morale e politica di chi non ha la stessa visione della Maggioranza.
Credo, ma ovviamente posso benissimo sbagliare, che all'interno del M5S e del Pd ci sia una grande insofferenza rispetto ai dettami del Padrone nel primo caso e del Primo Ministro nel secondo. Trovo che soprattutto nel Pd le funzioni di segretario di partito e di Primo Ministro si stiano rivelando sempre meno conciliabili.
La questione poi diventa veramente pericolosa quando per fermare un certo dissenso politico si passa direttamente ad una delegittimazione MORALE. Viene spostato continuamente l'ambito di discussione, così il dissidente diventa multabile (e per i miei parametri questo è grave), fino a diventare un vero nemico della MIGLIORE ITALIA (questo per i miei parametri è insostenibile). Si arriva al punto che anche l'ultimo degli iscritti del partito si sente in diritto di valutare lo status morale di chi ha una visione diversa.
Sarebbe, o dovrebbe essere, superfluo ricordare che la Democrazia ha un senso se tutela SOPRATTUTTO le minoranze e le resistenze alla maggioranza. Ma viviamo un periodo veramente difficile sotto questo punto di vista. Un periodo in cui la maggioranza detta le regole del dissenso, stabilisce quanto e fin dove il dissenso è accettabile (attenzione non parlo ovviamente della legge, quella vale tanto per la maggioranza quanto per la minoranza) e lo condanna moralmente stabilendo nuovi parametri, e soprattutto non politici, ma veri e propri paradigmi morali. Così il progresso viene definito talvolta buono (magari riferendosi alla Tav) e talvolta cattivo (quando si parla di maternità surrogata). Va da sé che chi si oppone alla Tav, e magari ritiene che vada aperta una fase di confronto per arrivare a legiferare sulla maternità surrogata , è proprio la rappresentazione plastica del Male. Non c'è confronto politico. C'è una forma di governo, non solo delle istituzioni ma soprattutto delle coscienze, per cui si crea un "immorale" pericoloso da fermare, si traccia una linea dove chi sta da una parte è buono, chi sta dall'altra è cattivo. E confronto non ci deve essere, ci deve essere eliminazione. Così , come davanti ad un lanciatore di sassi e molotov, chi dissente trova solo scudi alzati in difesa non solo dell'azione inarrestabile di Governo, Partito, Movimento, ma in difesa della salute morale del nostro Paese, Partito, Movimento.
Vedi Tom, nel Partito Democratico il dissenso è talmente parte della dialettica politica che oggi trepidiamo per il DDL Cirinnà: ci sono senatori che dissentono e, forse, voteranno diversamente. Quelli non te piacciono però come dissezienti minoritari, me sa... Come dicevi?
"L'ultimo dei non-iscritti del partito si sente in diritto di valutare lo status morale di chi ha una visione diversa"Comunque ai dissidenti, che ci sono stati anche a sinistra, nessuno ha chiesto di pignorargli la casa. Capisci la scala delle cose? Una cosa è la capacità POLITICA di Renzi di creare consenso, un'altra i contratti illegali per tenere economicamente per le palle quelli che diventano servi, letteralmente.
Citazione di: TomYorke il 09 Feb 2016, 15:38
Siamo in un momento di grande deficit democratico, deficit che si manifesta soprattutto nella difficoltà ad accettare il dissenso. Si va da una vera e propria multa ad una delegittimazione morale e politica di chi non ha la stessa visione della Maggioranza.
Credo, ma ovviamente posso benissimo sbagliare, che all'interno del M5S e del Pd ci sia una grande insofferenza rispetto ai dettami del Padrone nel primo caso e del Primo Ministro nel secondo. Trovo che soprattutto nel Pd le funzioni di segretario di partito e di Primo Ministro si stiano rivelando sempre meno conciliabili.
La questione poi diventa veramente pericolosa quando per fermare un certo dissenso politico si passa direttamente ad una delegittimazione MORALE. Viene spostato continuamente l'ambito di discussione, così il dissidente diventa multabile (e per i miei parametri questo è grave), fino a diventare un vero nemico della MIGLIORE ITALIA (questo per i miei parametri è insostenibile). Si arriva al punto che anche l'ultimo degli iscritti del partito si sente in diritto di valutare lo status morale di chi ha una visione diversa.
Sarebbe, o dovrebbe essere, superfluo ricordare che la Democrazia ha un senso se tutela SOPRATTUTTO le minoranze e le resistenze alla maggioranza. Ma viviamo un periodo veramente difficile sotto questo punto di vista. Un periodo in cui la maggioranza detta le regole del dissenso, stabilisce quanto e fin dove il dissenso è accettabile (attenzione non parlo ovviamente della legge, quella vale tanto per la maggioranza quanto per la minoranza) e lo condanna moralmente stabilendo nuovi parametri, e soprattutto non politici, ma veri e propri paradigmi morali. Così il progresso viene definito talvolta buono (magari riferendosi alla Tav) e talvolta cattivo (quando si parla di maternità surrogata). Va da sé che chi si oppone alla Tav, e magari ritiene che vada aperta una fase di confronto per arrivare a legiferare sulla maternità surrogata , è proprio la rappresentazione plastica del Male. Non c'è confronto politico. C'è una forma di governo, non solo delle istituzioni ma soprattutto delle coscienze, per cui si crea un "immorale" pericoloso da fermare, si traccia una linea dove chi sta da una parte è buono, chi sta dall'altra è cattivo. E confronto non ci deve essere, ci deve essere eliminazione. Così , come davanti ad un lanciatore di sassi e molotov, chi dissente trova solo scudi alzati in difesa non solo dell'azione inarrestabile di Governo, Partito, Movimento, ma in difesa della salute morale del nostro Paese, Partito, Movimento.
Honore
Per me è sconcertante vedere candidato sindaco per il fu centrosinistra un dirigente di azienda che ha fatto guadagnare milioni ai grossi gruppi industriali che hanno pasteggiato su Expo sfruttando il lavoro di ragazzi sottopagati e tenuti a nero.
E' sconcertante anche vedere come due esponenti di quello stesso schieramento, dalle posizioni più o meno simili, abbiano scelto di correre da soli stendendo il tappeto rosso ad uno come Sala, cosa che mi fa pensare malissimo.
Il partito di Gramsci organico alla Confindustria, chi lo avrebbe mai detto.
OT grosso come una casa?
Citazione di: anderz il 10 Feb 2016, 13:20
Il partito di Gramsci organico alla Confindustria, chi lo avrebbe mai detto.
Il nemico puoi distruggerlo o inglobarlo, a seconda dei rapporti di forza e della convenienza. Giusto?
Citazione di: Zanzalf il 09 Feb 2016, 11:17
C'è chi ne è completamente sprovvisto. Ecco uno stralcio illuminante del contratto che firmeranno gli automi di Grillo candidati a Roma:
«Il candidato accetta la quantificazione del danno d'immagine che subirà il M5S nel caso di violazioni dallo stesso poste in essere alle regole contenute nel presente codice e si impegna pertanto al versamento dell'importo di 150mila euro, non appena gli sia notificata formale contestazione a cura dello staff coordinato da Beppe Grillo e Gianroberto»
Una curiosità, sbaglio o sei tu che sostieni questo quando si criticano le organizzazioni a cui appartieni:
"Le battaglie si fanno dall'interno"Se gli aspetti negativi di una organizzazione sono troppi a me di entrarci/restarci per sperare di cambiarla dall'interno non va.
Io sostengo che un partito democratico può contenere i Blair e i Corbyn. I Fassina o, specularmente, i Rutelli, che se ne vanno perché il segretario non piace fanno una cazzata nei confronti di loro stessi.
La cosa non si applica ai partiti padronali come il cinque stelle dove, se non se d'accordo col capo, ti pignorano casa.
(Rega' i M5S so' indifendibili, su).
Citazione di: MisterFaro il 10 Feb 2016, 13:47
Il nemico puoi distruggerlo o inglobarlo, a seconda dei rapporti di forza e della convenienza. Giusto?
Parli di quello che ha fatto Confindustria col PD, inglobarlo?
Citazione di: Zanzalf il 10 Feb 2016, 13:57
Io sostengo che un partito democratico può contenere i Blair e i Corbyn. I Fassina o, specularmente, i Rutelli, che se ne vanno perché il segretario non piace fanno una cazzata nei confronti di loro stessi.
La cosa non si applica ai partiti padronali come il cinque stelle dove, se non se d'accordo col capo, ti pignorano casa.
Dai, questa è una falsità grossa come un palazzo.
Se non sei d'accordo ti dimetti e non ti dice niente nessuno, se vuoi rimanere all'interno segui le regole, è la cosa più sensata.
Tra l'altro il pd non mi sembra proprio un faro di democrazia interna, chiedere a Bersani e Cuperlo, ad esempio: http://www.repubblica.it/politica/2015/04/20/news/italicum_in_commissione_135_emendamenti_11_sono_del_pd-112396104/
Citazione di: Tarallo il 10 Feb 2016, 14:00
(Rega' i M5S so' indifendibili, su).
anche questo mi pare abbastanza evidente.
Citazione di: Thorin il 10 Feb 2016, 14:12
Tra l'altro il pd non mi sembra proprio un faro di democrazia interna, chiedere a Bersani e Cuperlo, ad esempio: http://www.repubblica.it/politica/2015/04/20/news/italicum_in_commissione_135_emendamenti_11_sono_del_pd-112396104/
L'avevo dimenticato, grazie per il promemoria.
Che schifo.
Citazione di: cartesio il 10 Feb 2016, 15:09
L'avevo dimenticato, grazie per il promemoria.
Che schifo.
Capito sì...
Fortunatamente, nonostante alcuni qui cerchino di fare chiasso (20 messaggi al secondo quasi, una macchina da guerra) confondendo le idee a chi legge, la situazione sta cambiando e più di qualcuno è riuscito ad aprire gli occhi.
Etichettarli come automi è veramente troppo, soprattutto da chi sostiene ladri, usurai, arrivisti e personaggi che un giorno si e l'altro pure vengono arrestati/processati.
Per quanto riguarda la penale: sacrosanta.
Se io vado a giocare per la Lazio e poi comincio a fare autogol a ripetizione, cambiando persino maglia durante la partita, altro che multa.
Se vuoi evitare questo puoi semplicemente candidarti con un altro partito. Non è obbligatorio gareggiare col M5S.
Citazione di: Zanzalf il 09 Feb 2016, 11:17
C'è chi ne è completamente sprovvisto. Ecco uno stralcio illuminante del contratto che firmeranno gli automi di Grillo candidati a Roma:
«Il candidato accetta la quantificazione del danno d'immagine che subirà il M5S nel caso di violazioni dallo stesso poste in essere alle regole contenute nel presente codice e si impegna pertanto al versamento dell'importo di 150mila euro, non appena gli sia notificata formale contestazione a cura dello staff coordinato da Beppe Grillo e Gianroberto»
Un buon articolo di Alessandro Gilioli sul tema.
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/02/15/torni-quando-vuole/ (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/02/15/torni-quando-vuole/)
Non è la prima volta che - con tutta la brutalità e grevità che volete - Grillo e i suoi pongono tuttavia problemi urgenti, su cui quasi tutti gli altri invece glissano. È accaduto in passato con i costi e le chiusure autoreferenziali della politica, con le fedine penali dei parlamentari, con i business degli inceneritori e delle "grandi opere", con l'assimilazione politica di centrosinistra e centrodestra - e altro ancora.
A questo giro è la volta dei parlamentari voltagabbana.
No, lo dico perché ho letto furiosi attacchi e sagaci ironie sull'idea della "multa agli eletti" che poi se ne vanno o sono cacciati - e, intendiamoci, mi chiedo anch'io non solo che efficacia reale possano avere queste multe, ma anche quale trasparenza e quali garanzie ci siano se l'autorità a decidere chi e quando viene sanzionato è il temibile "staff".
Ma al netto di questo, tanto i furiosi attacchi quanto le sagaci ironie glissano - appunto - sulla rilevanza e anzi sull'enormità della questione di fondo che i grillini pongono. E cioè: cosa ne è della rappresentanza democratica quando troppi eletti cambiano casacca per soldi, opportunismo, convenienza o altre cause simili? Non è cioè in gioco il concetto stesso di democrazia e di rappresentanza? E vi pare questione da poco, a cui rispondere con un'alzata di spalle o con uno sberleffo?
Non ci si può infatti nascondere che in Italia la questione ha assunto dimensioni eccessive.
Intanto abbiamo un governo che si regge sui voti di un gruppo parlamentare mai eletto da nessuno e creato dopo, nel Palazzo, cioè l'Ncd. Inoltre Openopolis informa che i deputati e senatori che hanno lasciato il partito con cui sono stati eletti, a metà legislatura, sono già 336 (!), cioè un terzo dell'intero parlamento: «Ogni mese, almeno 10 parlamentari cambiano casacca, per una media più di due volte superiore a quella della scorsa legislatura»: si tratta di «un giro di valzer che mese dopo mese continua a battere tutti i record».
Insieme - sempre dati Openpolis - Pd e Ncd fanno un bel + 79, tutta gente che proviene da altri gruppi parlamentari - ed è difficile non chiedersi se questo saldo positivo abbia a che fare con il fatto che sono le due architravi di governo e maggioranza. Nel Gruppo Misto alla Camera ora sono 63, ma nel corso degli ultimi trenta mesi ci sono state 32 defezioni e 66 ingressi; al Senato, al momento, i "misti" sono 26, con uno score finora di 27 fuoriuscite e 37 neoingressi.
Ma che roba è? Ma che senso ha? Ma nemmeno una hall d'albergo ha le porte tanto girevoli.
Con alcune menzioni speciali: tale onorevole ex grillino Ivan Catalano, ad esempio, dopo essere passato dal M5S al Misto è andato in Scelta Civica, ma non dev'essersi trovato bene perché giusto l'altra settimana è rientrato nel Misto, non so, qualcuno gli dica che gli vuole bene. Anche un'altra ex grillina, Paola Pinna, ha lasciato prima il Movimento, poi il Misto e quindi pure Scelta Civica, ma ora - alla quarta casacca - è approdata nel Pd dove forse troverà un ambiente più confortevole.
Niente, ovviamente, in confronto, al senatore Luigi Compagna: eletto nel Pdl, poi passato al Misto, poi al Gal (altro gruppo creato nel Palazzo), quindi traslocato al Ncd di Alfano, poi tornato al Gal, poi di nuovo al Ncd, ma le ultime notizie lo danno di nuovo al Gal - speriamo abbia un buon analista.
Al Gal, Compagna troverà un suo consimile, per passato turbinoso, cioè il mitico Riccardo Villari, ex Dc-Ppi, ex Cdu, ex Udeur, ex Margherita, ex Partito democratico, ex Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, ex Pdl-Forza Italia. Ora che entra nel Gal è dato «in avvicinamento ai verdiniani di Ala o i tosiani di Fare» (già, in Parlamento ci sono pure i verdiniani di Ala e i tosiani di Fare, altri partiti mai votati da chicchessia). Un dettaglio divertente è che, nel lasciare Forza Italia, Villari ha ringraziato il suo ex capogruppo «per l'ospitalità»: ma si figuri, torni quando vuole, magari chiami un po' prima per prenotare e al check-out ci dica se ha preso qualcosa nel minibar.
Ecco, forse siamo andati un po' troppo oltre nell'applicazione pratica della norma costituzionale che impedisce il vincolo di mandato. Forse un punto d'equilibrio migliore tra l'autonomia di coscienza dell'eletto e il fatto che questi rappresenta dei cittadini va cercato meglio, ed erga omnes. Senza eccessi, né le tanto temute "demagogie", ma va trovato.
Perché qui siamo all'imbarbarimento della rappresentanza. Siamo all'allontanamento ormai interstellare tra gli elettori e gli eletti - e quanto più è ampia la distanza tra chi vota alle urne e chi fa le le leggi e il governo, peggio sta la democrazia (e più crescono gli astensionisti).
Ah, faccio umilmente presente che la difesa della voce e dei voleri della cittadinanza - quindi il restringimento della distanza tra elettori ed eletti - in termini contemporanei è un tema decisamente "di sinistra", dato che non si può essere di sinistra oggi se non si mette in primissimo piano l'esigenza che le decisioni vengano prese dalla cittadinanza, anziché da pochi. Tanto più se quei pochi sono, come sono, potenziali oggetti di pressioni, lobby, carriere, premi, ricatti e altro.
Citazione di: genesis il 15 Feb 2016, 13:08
cosa ne è della rappresentanza democratica quando troppi eletti cambiano casacca per soldi, opportunismo, convenienza o altre cause simili? Non è cioè in gioco il concetto stesso di democrazia e di rappresentanza? E vi pare questione da poco, a cui rispondere con un'alzata di spalle o con uno sberleffo?
Secondo la Costituzione non si vota il partito, ma il proprio rappresentante in parlamento. La disciplina di partito, che ha dominato le dinamiche parlamentari per più di mezzo secolo, è anticostituzionale perché va contro l'assenza del vincolo di mandato.
Da https://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_67_della_Costituzione_italiana
L'Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita:
« Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli avevano permesso di essere eletto a una delle due Camere (divieto di mandato imperativo). Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.
Citazione di: cartesio il 15 Feb 2016, 14:51
Secondo la Costituzione non si vota il partito, ma il proprio rappresentante in parlamento. La disciplina di partito, che ha dominato le dinamiche parlamentari per più di mezzo secolo, è anticostituzionale perché va contro l'assenza del vincolo di mandato.
Da https://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_67_della_Costituzione_italiana
L'Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita:
« Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli avevano permesso di essere eletto a una delle due Camere (divieto di mandato imperativo). Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.
Lo sappiamo, cartesio, ma il giornalista poneva un altro problema.
Citazione di: cartesio il 15 Feb 2016, 14:51
Secondo la Costituzione non si vota il partito, ma il proprio rappresentante in parlamento. La disciplina di partito, che ha dominato le dinamiche parlamentari per più di mezzo secolo, è anticostituzionale perché va contro l'assenza del vincolo di mandato.
Da https://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_67_della_Costituzione_italiana
L'Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita:
« Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli avevano permesso di essere eletto a una delle due Camere (divieto di mandato imperativo). Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.
Quell'articolo fu scritto DA e PER rappresentanti con una statura morale che questi neanche sognano .
Quando la costituzione parla di lavoro e dignita' puo' anche essere buttata a mare.
Quando tocca LOR signori , chi la tocca muore .
Citazione di: COLDILANA61 il 15 Feb 2016, 17:08
Quell'articolo fu scritto DA e PER rappresentanti con una statura morale che questi neanche sognano .
Infatti.
Breve intrusione (di stampo storiografico) e poi mi taccio.
Quell'articolo in realtà è stato scritto non per una ingenua fiducia nella virtù umana (chi usciva dal ventennio ed aveva sperimentato i totalitarismi del 900 probabilmente qualche scetticismo doveva nutrirlo in proposito) ma perché il vincolo di mandato - ossia quel divieto di disattendere la linea politica del Partito che, in forma aggiornata ai tempi, i 5* parrebbero invocare - è stata una delle architravi sulle quali storicamente si è fondato il programma politico di svuotamento delle istutizioni democratico realizzato del PNF e sulle quali, in un modo o nell'altro, si riconoscono i progetti politici autoritari e la loro avversione per il dissenso.
150.000 euro sono pure pochi. Per me chi cambia schieramento deve decadere dalla carica con effetto immediato. Fare il parlamentare é una responsabilitá. Un conto é la libertá nell'attivitá parlamentare. Altro é prendere i voti con la destra e andare a votare con quelli di sinistra o viceversa.
É una buffonata, non é libertá.
Citazione di: COLDILANA61 il 15 Feb 2016, 17:08
Quell'articolo fu scritto DA e PER rappresentanti con una statura morale che questi neanche sognano .
Una Costituzione va scritta per tutti, non per gente di statura morale superiore.
Come fa giustamente notare PGL, la disciplina di partito è stata la base dello svuotamento delle istituzioni, prima e
dopo la guerra.
Ripeto: i dati citati ci dicono che così non può andare, bisogna cambiare e trovare una soluzione.