Lab! Puzzle

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Lab! Puzzle
« il: 10 Feb 2016, 13:00 »
Se mai ce ne fosse stato bisogno in questi giorni abbiamo un'ulteriore riprova di quanto in questa citta', atavicamente carente in tutto quello che sono spazi sociali, istruzione, incontri e cultura popolare, si tende a soffocare qualsiasi iniziativa, magari efficace, vincente e a costo zero, che con semplicita' cerca di dare risposte a chi non le trova, soprattutto dalle istituzioni preposte

L'ultimo esempio e' l'ordine di sgombero recapitato a Lab! Puzzle, uno degli esempi (vedi anche Astra, Centro di Cultura Papolare o la palestra Velerio Verbano per dirne alcuni, che negli ultimi anni sono riusciti a migliorare e non di poco la situazione del III municipio (ex IV) e in specialmodo al Tufello

Faccio girare perche' e' importante proteggere certe realta' cittadine e di quartiere,
prima che sia troppo tardi



Lab! Puzzle non si sgombera


5 anni di mutualismo e welfare dal basso non si cancellano. Sotto sgombero l'occupazione del III municipio, che si prepara a resistere. Il 19/02 giornata di mobilitazione e assemblea.

Nato dall'incontro tra l'Onda studentesca e giovani e precari del III Municipio, in questi anni il Lab! Puzzle è cresciuto e si è trasformato con la crisi, per rispondere ai bisogni del territorio e della cittadinanza. In tempi di tagli lineari e austerity, Puzzle ha rappresentato una casa per decine di studenti e studentesse ai tempi della distruzione del welfare giovanile, nella città con gli affitti più alti d'Italia e mentre l'accesso all'università è sempre di più un privilegio. Una scuola d'italiano, un laboratorio di lavoro comune con centinaia di cittadini migranti, un'esperienza che si è arricchita di uno sportello di tutela legale. La Scuola Popolare Carla Verbano ha invece rappresentato una risposta ai tagli all'istruzione pubblica, dove i corsi di sostegno scompaiono e le ripetizioni private sono spesso inaccessibili. Puzzle è anche una scuola dedicata al fumetto e alle arti grafiche, un coworking dove freelance e ricercatori si incontrano e una delle sedi delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario.

Proprio a pochi giorni dal quinto compleanno di questo laboratorio di welfare dal basso unico in città, l'amministrazione comunale ci ha comunicato l'intenzione di rientrare in possesso dell'immobile, quindi lo sgombero. Al pari di altri spazi a Roma, recuperati dall'abbandono, da Esc a San Lorenzo al Corto Circuito a Cinecittà, da Casale Falchetti a Centocelle da Auro e Marco a Spinaceto, sono le esperienze sociali ad essere sotto attacco. Chi in questi anni ha prodotto una ricchezza sociale che ha cambiato il volto della città e dei territori, valorizzando e facendo vivere il patrimonio pubblico abbandonato senza nessuno scopo di lucro, viene ora accusato di aver arrecato un danno alla comunità!

Non ci arrendiamo a vivere in una città dove i danni di cricche e politici li pagano i più colpiti dalla crisi e chi ogni giorno lotta dalla parte degli ultimi! Siamo intenzionati a difendere questo spazio, trasformato da uno dei tanti luoghi abbandonati o pronti ad essere svenduti in un bene comune gestito assieme da studenti, genitori, precari, migranti e non abbiamo nessuna intenzione di andarcene. Siamo disponibili, come sempre comunicato alle amministrazioni che si sono succedute, a discutere con le istituzioni del futuro di questa stabile, ma solo a partire dalla tutela di questa esperienza e dalla sua permanenza in via Monte Meta 21. Siamo pronti a resistere con intelligenza e con radicalità tutti insieme... perché la tranquillità è importante ma la libertà è tutto!

Invitiamo i cittadini, gli altri spazi sociali, i comitati e tutta la città solidale a partecipare al nostro quinto compleanno.

Programma:

dalle ore 16.30, laboratori e giochi a cura della Scuola Popolare Carla Verbano e della Scuola d'Italiano per migranti

Mostra della Scuola di Fumetto e Illustrazione del Lab! Puzzle. In funzione sportelli informativi, di tutela legale per i migranti e delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario

dalle 18.00 assemblea pubblica con la città solidale, le associazioni e i cittadini del quartiere

dalle 20.30 @Csa Astra cena di sottoscrizione e concerto dei Montelupo

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Offline FatDanny

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Re:Lab! Puzzle
« Risposta #1 il: 10 Feb 2016, 14:25 »
Dopo Esc, dopo il Corto Circuito, dopo le cariche su via Ostiense, si apre un altro capitolo nella "gestione Tronca".
Meno male che doveva essere un commissario tecnico, a me pare invece decisamente politico.

Per altro è davvero raccapricciante che negli stessi giorni in cui si scopre che a Roma immobili al centro venivano affittati ad un euro si debbano vedere senza casa inseguiti e sgomberati da una parte all'altra della città.

Altrettanto raccapricciante che si ponga il problema degli spazi occupati affermando che anche quelli assegnati devono passare da un bando (eccerto perché ESC sono le quattro mura, non il collettivo che ha riempito di iniziative quelle mura; il corto è un piccolo edificio e un parco attorno, non il collettivo che l'ha riempito di attività e sport per il quartiere). Raccapricciante perchè andiamo a vedere come vengono fatti i bandi, prendendo ad esempio quello del Parco della Cervelletta, che dopo mesi di magnata degli amici del PD oggi viene dichiarato inagibile.
O andiamo a vedere il Circolo degli Artisti qualche anno fa e oggi il Monk.

Oggi a Roma si vorrebbe affermare questo: non è legittimo occupare spazi abbandonati e trasformarli in spazi di cultura e attività sociali, occorre passare da una mediazione in mano alla politica, affinché questa possa mettere chi vuole lei a capo di queste esperienze, foraggiando amici e parenti e trasformando i suddetti spazi in veri e propri locali volti al business.
A chiunque invece - stile Romafaschifo - alluda a qualche ipotetico business celato dietro gli spazi sociali occupati lo invito a farsi un giro per questi spazi e vedere in che modo vengono utilizzati i soldi ricavati dalle serate di autofinanziamento.
Prima di parlare fatevelo sto giro e vedrete che la realtà è ben diversa da quella che vorrebbero far passare.

Todo para tod@s, nada para nosotr@s
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #2 il: 11 Feb 2016, 12:12 »
Dopo Esc, dopo il Corto Circuito, dopo le cariche su via Ostiense, si apre un altro capitolo nella "gestione Tronca".
Meno male che doveva essere un commissario tecnico, a me pare invece decisamente politico.

Per altro è davvero raccapricciante che negli stessi giorni in cui si scopre che a Roma immobili al centro venivano affittati ad un euro si debbano vedere senza casa inseguiti e sgomberati da una parte all'altra della città.

Altrettanto raccapricciante che si ponga il problema degli spazi occupati affermando che anche quelli assegnati devono passare da un bando (eccerto perché ESC sono le quattro mura, non il collettivo che ha riempito di iniziative quelle mura; il corto è un piccolo edificio e un parco attorno, non il collettivo che l'ha riempito di attività e sport per il quartiere). Raccapricciante perchè andiamo a vedere come vengono fatti i bandi, prendendo ad esempio quello del Parco della Cervelletta, che dopo mesi di magnata degli amici del PD oggi viene dichiarato inagibile.
O andiamo a vedere il Circolo degli Artisti qualche anno fa e oggi il Monk.

Oggi a Roma si vorrebbe affermare questo: non è legittimo occupare spazi abbandonati e trasformarli in spazi di cultura e attività sociali, occorre passare da una mediazione in mano alla politica, affinché questa possa mettere chi vuole lei a capo di queste esperienze, foraggiando amici e parenti e trasformando i suddetti spazi in veri e propri locali volti al business.
A chiunque invece - stile Romafaschifo - alluda a qualche ipotetico business celato dietro gli spazi sociali occupati lo invito a farsi un giro per questi spazi e vedere in che modo vengono utilizzati i soldi ricavati dalle serate di autofinanziamento.
Prima di parlare fatevelo sto giro e vedrete che la realtà è ben diversa da quella che vorrebbero far passare.

Todo para tod@s, nada para nosotr@s

la situazione che descrivi è per lo più corretta con delle piccole distorsioni.

la lettera arrivata a Lab!Puzzle è la stessa che da luglio ad oggi sta arrivando a +800 spazi di ogni tipo.
trascuro personalmente le risposte ricevute dalla rete degli spazi occupati quando come Coordinamento Realtà Collaborative abbiamo iniziato a porre il problema. però in un'ottica di gestione della città vanno considerate.

il punto sulla Cervelletta lo condivido pienamente, resta il problema però che non vedo molta differenza tra come il PD assegna gli spazi e su come ve li prendete voi.

per cui, pur contestando a voce alta il criterio dei Bandi Pubblici che è una delle più grosse porcate con cui un'amministrazione può gestire gli spazi, credo che con molta serenità si possa affermare l'illegitimità di occupare spazi. (e che ESC dovrebbe pagare gli affitti). sennò non se ne esce.

il passaggio per cui Alemanno sbaglia ad assegnare spazi a CasaPound ma Rutelli ha fatto bene ad assegnare ESC solo perché noi siamo la sinistra e facciamo del bene, o meglio ancora perché noi lo abbiamo occupato, non ha valore amministrativo, legale, tecnico, economico, ma neanche sociale.

bisogna ripensare ai criteri di gestione degli immobili comuni, creare il così detto regolamento dei beni comuni, scrivere degli indicatori di valore che descrivano nel modo più verosimile possibile quanto accade nelle realtà sociali motivando e giustificando i criteri di assegnazione diretta, procedere con meccanismi di Bando all'inizio del processo (ovvero quando si deve decidere come usare dei beni) e non alla fine (ovvero nel momento di decidere a chi darli).

il problema è che la Rete del Diritto alla Città è la prima che non accetta questi criteri perché afferma che queste esperienze non vanno giudicate. questo principio è inaccettabile. soprattutto perché con lo stesso principio il PD piazza alla Cervelletta gli amici suoi.

certamente non sono gli sgomberi la soluzione, certamente la 140/2015 è una porcata immonda, l'idea di riprendersi le chiavi di tutto e poi ripartire da capo... come se un'esperienza sociale che esiste da 40 anni, o anche solo da 4, la chiudi per un anno e nel frattempo? e dopo? davvero chi l'ha scritta  :x :x :x non voglio parlarne.

comunque quelle lettere sono acqua fresca, per ora. almeno fino alle elezioni. Tronca è costretto amministrativamente a mandarle ma non sta procedendo nell'iter giuridico di sgombero. chi ha affitti arretrati da pagare sarebbe anche giusto che li pagasse ma comunque la palla passerà alla prossima giunta.

però soffermarsi sui singoli casi non aiuta affatto a risolvere un problema storico che, mi spiace dirlo, le occupazioni hanno contribuito a generare rifiutandosi sempre di sedersi a un tavolo di riflessione su regole comuni più giuste e limitandosi alla gestione delle occupazioni caso x caso sotto il cappello del sacrosanto diritto all'illegalità.


Offline FatDanny

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Re:Lab! Puzzle
« Risposta #3 il: 11 Feb 2016, 14:30 »
Purple, rispondo su quello che mi trova in disaccordo:

la differenza tra come si prende le cose il PD e come ce le prendiamo noi c'è ed è assolutamente essenziale.

1) noi non prendiamo spazi già destinati ad un uso, ma spazi abbandonati ed inutilizzati.
Senza la nostra azione quegli spazi rimarrebbero tali, rimarrebbero non-luoghi, presenti solo formalmente, ma nei fatti del tutto separati dalla città.
Se uno spazio è privo di interesse collettivo e individuale per 10 anni, proprio mo' dopo che per un anno ho sputato sangue per renderlo decente ti interessa? A me pare che qui a ragionar male non è chi occupa, ma chi vorrebbe speculare pure su chi occupa e senza manco dirci grazie per il lavoro (gratuito) svolto.

2) ne consegue che l'occupazione è una pratica non solo giusta, ma necessaria. Senza questa pratica tanti spazi resterebbero nel limbo dell'inutilizzo o peggio finirebbero in mano alla speculazione, che ha molte più possibilità (soprattutto economiche), anche delle stesse istituzioni pubbliche, per convertire e utilizzare uno spazio.
Se vuoi rovesciare questo rapporto di forza (economico), non puoi che farlo sul piano politico, ossia occupando e dunque affermando un principio diverso dal diritto di proprietà.

3) nonostante quel che possa sostenere RomaFaSchifo noi da questa operazione non traiamo alcun profitto.
Ma zero proprio. A differenza degli "amici del PD" (dalla cervelletta al circolo degli artisti, dal monk ai tanti "circoli Arci" sparsi in città che sono locali mascherati).
Su questo sono pronto a dimostrarlo cifre alla mano. La differenza è dunque essenziale:
loro prendono posti e li ristrutturano per farci serate di profitto.
Noi prendiamo posti e ci facciamo serate per avere i soldi per ristrutturarli.

4) ne consegue il punto tre: il core delle nostre attività non è la proposta serale, la quale serve per autofinanziarci, ma tutta la miriade di attività quotidiane che attraversano gli spazi e che permettono un'attività sociale slegata dal mercato che altrimenti sarebbe completamente sconosciuta in questa città (e in altre).
Postilla sull'affitto: nessuno spazio si rifiuta per principio di pagare un affitto o le utenze. Saremmo dispostissimi a trattare in tal senso. Il problema è che affitto e utenze sono pretesti, non causa effettiva di sgomberi.

5) E andiamo dunque alla questione del perchè si rifiuta il criterio della valutazione come Diritto alla Città e quel che ne consegue.
Esc è Esc non per quelle quattro mura. Se tu togli il collettivo occupante da quello spazio, togli Esc.
Le quattro mura ospitano Esc, il quale coincide con chi lo occupa.
Assegnare Esc a qualcun'altro è un controsenso. Puoi assegnare le quattro mura a qualcun'altro, non Esc.
Se parliamo di "riconoscere Esc" ossia di riconoscerne l'esperienza, le parole hanno un senso.
Vuol dire riconoscere non le quattro mura, ma le attività al loro interno, il collettivo al loro interno.
E queste attività non hanno bisogno di bando, tanto quanto non c'è bisogno di un bando per stabilire l'utilità sociale di un teatro o di un centro culturale. La massiva partecipazione a quelle attività dovrebbe suggerirti che l'utilità sociale è presente e pulsante.
Per altro aggiungo che anche sul piano normativo la cosa è assolutamente fattibile (e non viene fatta semplicemente perchè in contrasto con i criteri fondanti di questo mondo di merda per cui il diritto di proprietà viene posto davanti a qualsiasi altro possibile valore): De Magistris nella sua proposta di delibera afferma esattamente quel che dico io. Gli spazi vanno riconosciuti non come immobili, ma attraverso le esperienze che li rendono vivi. E questo ragionamento scavalca tout court il tuo ragionamento sulla valutazione e anche su caccapound.
Non è che esc va bene perché di sinistra e caccapound no perchè di destra.
Ma come esc anche caccapound non si definisce per le quattro mura, ma per quel che esprime la comunità occupante.
Se tu credi che non ci siano problemi di merito fai tu, per me ci sono.
E' un distinguo? Certo che lo è. Per me equità non vuol dire parità nella forma. Equità è la capacità di distinguere un progetto sociale da un progetto d'odio. Per me (e anche per la Costituzione mi pare) il fascismo è un progetto d'odio che dunque non ha legittimità non di occupare spazi, ma proprio di esistere in forma pubblica.
Capisci bene quindi che porre il problema sull'occupazione è per me guardare il dito e non la luna.

Chiudo: non è affatto vero quanto dici, chiudi con una menzogna che da te non mi aspettavo. Non c'è spazio, nemmeno uno di quelli che conosco, che si è rifiutato di sedersi attorno ad un tavolo. Nessuno. Anzi, per esperienza personale, nel 95% dei casi in cui non ci si siede è per colpa della proprietà degli immobili. Nel restante 5% non ci si siede perché i presupposti sono già chiaramente una fregatura, ma, ribadisco, è veramente una percentuale infima dei casi.
La spiegazione è semplice: codici alla mano chi occupa è in una situazione di forte debolezza, non è proprio nelle facoltà di rifiutare un tavolo che invece ricerca nel modo più assoluto per guadagnarsi legittimità (come parte trattante) e possibilità di mantenere viva l'esperienza (se rifiuti di trattare, la proprietà ci mette zero a richiedere lo sgombero, ne ha facoltà e diritto).

Insomma, mi pare che molte delle cose che affermi siano frutto di una visione un po' superficiale e stereotipata di queste esperienze.
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #4 il: 11 Feb 2016, 14:50 »
Aggiungo a quanto detto da FatDanny (che ringrazio di aver scritto quello che stavo per postare io) che a dimostrazione di quanto poco interessino, nella realta', alle istituzioni in genere questi spazi, prima abbandonati e solo *dopo* occupati, che Astra (per dirne uno) e' stato piu' volte sgomberato per tutta una serie di motivi assolutamente inesistenti, quali necessita' di utilizzo da parte della proprieta', pubblica o privata che sia, in nome di fantomatici progetti di riutilizzo e riqualificazione), il risultato e' che quei posti che erano esempi di socializzazione, attivita' culturali e in qualche caso abitativo, dopo la fuoriuscita di Astra sono tornati a essere esattamente quello che erano prima: luoghi abbandonati e depositi di rifiuti, col tempo pericolosi e pericolanti

Di fatto, al quartiere e' stato sottratto uno spazio vivo, un contenitore di attivita' culturali e aggregative, e e' stato riconsegnato un luogo inutile
Ora tocca a Lab! Puzzle, domani a Astra?
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #5 il: 11 Feb 2016, 16:49 »
con calma risponderó a dei punti.

dal telefono mi limito a precisare due cose:

io sono contrarissimo agli sgombri e riconosco il valore alle persone e alle comunità prima che alle mura

riguardo ai tavoli rifiutati sto parlando di un tavolo specifico di risposta alla 140 in cui mi è stato risposto così. non parlavo di tavoli con le proprietà. sulle motivazioni poi ci torno
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #6 il: 24 Feb 2016, 19:07 »
Due facce della stessa medaglia, tanto per vedere come della stessa cosa si puo' parlare e scrivere in modo tanto diverso, con la differenza che uno dei due articoli e' stato scritto da chi nei posti che descrive non ci ha mai messo piede...
potere del passaparola??!!




Afittopoli, così l'ex assessore Antoniozzi ha regalato un palazzo al centro sociale
Dal 2011 Astra onlusacqua e luce pagate dai cittadini romani

Un assessore di centrodestra che regala un immobile di proprietà del Comune a un centro sociale di estrema sinistra. Locali che erano destinati a un poliambulatorio della Asl Roma A, di cui il quartiere aveva grande bisogno ma che non è mai stato realizzato. Affittopoli è anche questa. Parliamo dell’incredibile vicenda del centro sociale Puzzle di via Monte Meta 21, in zona Tufello, che fa riferimento all’Associazione Astra Onlus, la stessa che occupa ormai da più di un decennio un altro immobile comunale in via Capraia. Nel 2011 il quartier generale dell'estrema sinistra è il centro sociale di via Capraia. Ma a febbraio i militanti mettono gli occhi sui locali di via Monte Meta, irrompono nei vecchi uffici dell’ex Municipio 4 e ne prendono possesso. Quell’immobile diventa presto una base strategica, perché permette ai movimenti di organizzarsi per opporsi all’occupazione da parte dei militanti Casapound di un altro stabile, questa volta a via Val d'Ala. Il partito di estrema destra, a sua volta, stava aspettando l'assegnazione di uno dei casali della Marcigliana, provvedimento che non arriverà mai. Il clima in quartiere è rovente e serve un’operazione che possa rasserenare le acque, ma che si rivelerà un vero pastrocchio. Il 23 maggio 2011, dopo diversi incontri in Campidoglio, arriva un’ordinanza firmata dall’ex assessore al Patrimonio, Alfredo Antoniozzi (fra i nomi di spicco della Giunta guidata da Gianni Alemanno) che di fatto regala l’immobile all’Astra. Ecco il passaggio chiave del provvedimento: «Gli occupanti hanno manifestato la propria disponibilità a rilasciare spontaneamente i locali abusivamente occupati in cambio dell'assegnazione alla Associazione Astra Onlus a cui fanno riferimento gli occupanti stessi». Incredibile. Nell'ordinanza si parla chiaramente di «assegnazione provvisoria», ma come per almeno 195 immobili di proprietà del Comune inseriti nella black-list di Affittopoli, il regolare contratto di concessione non arriverà mai. Così come l’Astra non verserà mai un euro al Campidoglio e, addirittura, utilizzerà fino ai giorni nostri le utenze del municipio scroccando acqua e luce. Ma torniamo al periodo dell’assegnazione. Al centro sociale viene concesso di utilizzare solo una parte dello stabile, il terzo piano (230 mq) e l’attico di 135 mq. E il resto dell’edificio? Dal 2009 il Municipio stava trattando con la Asl di zona per la realizzazione di un ambulatorio e l’intenzione è proseguire con questa strada. Ma come si fa ad associare una struttura sanitaria a un centro sociale? Se lo chiede, in una lettera del 1 marzo 2012, anche Camillo Riccioni, all’epoca direttore generale della Asl Rm A. Che afferma chiaramente: «È quanto mai necessario che la struttura non sia impegnata da attività che non hanno nessuna attinenza con quelle sanitarie». A metterci il carico è il Segretario Generale del Campidoglio, che in una lettera al Direttore del Dipartimento Patrimonio, Lucia Funari (firmataria dell’assegnazione insieme ad Antoniozzi, spiega: «Tale modus operandi ha determinato l’avvio improvvido di due procedure concorsuali pesantemente condizionate da una valutazione superficiale, con inevitabile nascita di contenzioso ed esposizione debitoria dell’Amministrazione capitolina». Tradotto: possibile danno erariale. Che fine ha fatto il Puzzle? È ancora lì. Al suo interno si tengono dei «corsi di italiano per migranti», ma soprattutto c’è uno «studentato». Che nel gergo dei militanti di sinistra significa stanzette umide e maleodoranti affittate a giovani studenti a un prezzo leggermente inferiore a quello di mercato. Un altro guadagno sicuro.
Vincenzo Bisbiglia; Valeria Di Corrado

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La prima volta che ho incontrato il Lab! Puzzle
di La Geena

Il Lab! Puzzle in III Municipio è sotto sgombero, questo il racconto di una ragazza che si è avvicinata pochi giorni fa chiedendo “posso dare una mano alla scuola d'italiano”.

La prima volta che ho incontrato i ragazzi di Puzzle discutevano su cosa organizzare per festeggiare il loro quinto compleanno, cioè l'anniversario del giorno in cui hanno occupato il palazzo dell’ex assessorato ai Servizi Sociali del Municipio. Un edificio in disuso ormai da anni nel quartiere Tufello.La giornata era stata una delle poche davvero fredde dell'inverno romano e loro erano lì, con una stufetta e qualche plaid, alcuni comodamente in ciabatte, a chiacchierare tra amici.

Mi sono seduta vicino alla porta, un po' in disparte. Se si sono chiesti chi è questa e cosa ci fa qui l'hanno nascosto molto bene, perché nessuno mi ha osservato (a parte due ragazze che mi hanno sorriso carinamente), nessuno mi ha fatto sentire di troppo e soprattutto nessuno mi ha chiesto quale sia il mio orientamento politico, se sono iscritta a qualche partito, se ho votato alle ultime elezioni e se sì per chi.

Mi sento pertanto in dovere di sfatare il primo mito che spopola tra la gente riguardo i centri sociali: non devi essere comunista per farne parte!

La cosa che mi colpisce subito di questi ragazzi è il loro modo di organizzare una festa. Hanno elencato in 10 minuti almeno 10 band che avrebbero potuto suonare e 5 artisti di strada che avrebbero potuto contribuire all'intrattenimento. Nella maggior parte delle comitive (la mia inclusa) quando si fa una festa si trova una casa, ognuno porta una bottiglia e al massimo, se vogliamo esagerare, si sceglie un tema.

Invece loro no, conoscono gente che suona, che fa arte. Sono rilassati, ridono e scherzano tra di loro, ma parlano uno alla volta e ognuno espone la sua opinione. Comportamenti tanto basilari quanto ammirevoli.

È qui che decido di essere io a raccontarvi di Puzzle. Perché se ve lo dicesse uno di loro quanto sono fighi non ci credereste. Se ve lo dico io che sono la quasi trentenne media che come voi il venerdì fa una fila di mezz'ora al guardaroba del Lanificio e di sabato beve un cocktail in un bicchiere di plastica davanti al Bar della Pace magari leggete fino alla fine.

La mia prima curiosità è come nasce Puzzle.

«Puzzle nasce come studentato - mi racconta Simona - nasce per permettere a tutti coloro che vogliono studiare a Roma di avere un tetto sopra la testa senza dover pagare affitti esagerati, ma al lato abitativo si affiancano le attività di formazione e cultura. Dopo cinque anni si è trasformata anche la componente abitativa, molti si sono laureati e da precari continuano a vivere qui perché non trovano un lavoro stabile. Quando nel 2010 dicevamo che stavano precarizzando le nostre vite avevamo ragione e i fatti l’hanno dimostrato». Simona studia medicina e viene da Bari, ma vive al secondo piano dell’edificio di via Monte Meta, ha una stanza singola (come tutti coloro che ci abitano) e condivide gli spazi comuni con tutti gli altri. Gli spazi comuni sono la cucina, la sala da pranzo, i bagni e la sala studio. Al piano superiore c'è un terrazzo enorme e un'altra sala comune, questo piano, però, viene usato soprattutto durante la bella stagione, dato che d'inverno si gela.

Al primo piano, invece, ci sono le stanze in cui si svolgono tutte le attività di Puzzle:

- La Scuola Popolare “Carla Verbano”, che fa da sostegno pomeridiano ai ragazzi della scuola media;

- La Scuola di Fumetto e Illustrazione;

- La Scuola di Italiano per stranieri (a cui si accede senza documenti);

- Le Camere del Lavoro Autonomo e Precario (un sindacato autonomo fornito di sportello di consulenza);

- Sportello di Consulenza per i Migranti;

- Sportello per le politiche abitative giovanili (cioè consulenza a giovani lavoratori e a studenti).

Al pian terreno, invece, c'è uno spazio dedicato al co-working “PopUp!” in cui lavorano insieme due giornalisti, una ricercatrice universitaria e dei freelance della comunicazione . E ci sono anche scrivanie libere!

A farmi da Cicerone nell'edificio è Beatrice, che fa parte del gruppo ma non abita nello studentato ed è una delle volontarie che insegnano italiano agli immigrati, per agevolare l'ormai necessario processo di integrazione tra culture che, come si sa, comincia dalla lingua e al quale il Comune di Roma non ha dato ancora una soluzione risolutiva.

Più conosco questi ragazzi, più il loro modo di vivere mi affascina. È cazzutissima la scelta di vivere così intensamente la convivenza, è un modo di crescere e diventare adulti, tutto diverso dagli standard con cui la sciocca che non sono altra si confronta; è davvero una scelta coraggiosa quella di decidere come vogliamo diventare grandi e che tipo di “grandi” essere.

La mia successiva domanda sarebbe stata: «molta gente pensa che frequentare uno spazio sociale autogestito sia una fase tra adolescenza ed età adulta. Cosa ne pensi?». Ma non ho bisogno di porla a nessuno, perchè osservandoli riesco a darmi una risposta da sola. Puzzle non è una cosa da ragazzini. Per prendersi certe responsabilità ci vuole passione, altruismo e la consapevolezza che ciò che è di tutti è anche proprio e che tutti possiamo fare qualcosa per migliorarlo. Ci vuole una maturità che io per prima non so se riuscirei ad avere. Bisogna rinunciare alla palestra, all'aperitivo con le amiche o a stare in ciabatte davanti alla tv, e venire qui dopo il lavoro a darsi da fare anche se si è stanchi.

Altra domanda per Simona «Non pensi mai che stai usufruendo gratuitamente di risorse pubbliche mentre tanti studenti e lavoratori dopo aver pagato l'affitto e le spese non hanno denaro effettivo per vivere?».


«Se guardiamo solo il lato abitativo senza considerare le scuole e gli altri progetti che producono qualcosa di utile per tutti, mentre la casa riguarda la sfera privata di ciascuno, Puzzle è nato nel momento di massima espansione del mercato immobiliare, con affitti indecenti, migliaia di edifici pubblici vuoti e pochi alloggi a disposizione degli studenti nelle residenze universitarie (si parla di 2.000 alloggi per una popolazione studentesca di circa 250.000). Allora perché non dire che uno spazio vuoto e abbandonato può diventare qualcos’altro? Perché lasciare edifici al degrado quando possono rendere migliori le vite di qualcuno? E poi non abbiamo occupato solo per noi, abbiamo uno sportello pubblico in funzione a cui qualunque giovane precario si può rivolgere per prendere una stanza, tant’è che del nucleo originario degli abitanti ne è rimasto soltanto uno».

Quello che a tal proposito ci tiene a sottolineare è che «Puzzle è il frutto di un'esperienza di lotta che prova a costruire un’idea diversa di cultura, formazione e di città, ma nasce con l’idea di essere riproducibile da altri in contesti diversi come alternativa. Infatti è stato il secondo studentato in Italia seguito da esperienze simili in altre città come Pisa, Cagliari, Bologna e Torino, ma ora tutte queste esperienze sono in serio pericolo».

Simona con queste parole si riferisce a un episodio dolente che si è abbattuto da poco sulla comunità di Puzzle così come su altre comunità simili ad essa sul territorio romano. Un'ingiunzione di sgombero dai locali di proprietà del comune. L'esperienza di Puzzle insomma rischia di finire. E perché poi? Classico caso di miopia.

È solo una mia impressione o la soluzione di Puzzle potrebbe essere ottima per risolvere l'emergenza abitativa nella Capitale e per supportare gli studenti e le famiglie in difficoltà? È solo una mia impressione oppure i ragazzi di Puzzle offrono dei servizi non banali né scontati al quartiere, che il settore pubblico non dà o dà parzialmente, in maniera non accessibile a tutti?

Sono comunque in corso tentativi di instaurare tavoli di confronto politico. Il problema è l'interlocutore. In una città commissariata quante possibilità ci sono che l'amministrazione sia interessata alla dialettica politica con le parti sociali piuttosto che a far quadrare il bilancio tagliando le spese inutili, come ad esempio la cultura, rinomato passatempo per scansafatiche? Molto poche, ahimè.

Spazi sociali come quello di Puzzle sono tutelati dalla Delibera 26 approvata nel 1995 che ha riconosciuto il valore sociale di queste esperienze pur non dando loro alcun sostegno economico. Quello che manca in questa delibera sono strumenti di tutela di queste realtà.

L'unica possibilità che ha Puzzle e tutti gli altri centri sociali e associazioni culturali al momento è sensibilizzare l'opinione pubblica. Cioè noi. Che divoriamo serie tv tra una rata e l'altra dell'iPhone, sempre pronti a lamentarci che Roma fa schifo.

La differenza tra noi e loro è che i ragazzi di Puzzle non si lamentano. L'amministrazione non fa abbastanza? Bene! Si rimboccano le maniche e fanno. E il paradosso è che devono anche lottare per rendersi utili e per non perdere quell'importante concezione della città che noi tutti stiamo perdendo. E cioè che è nostra.

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Offline FatDanny

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19456
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #7 il: 25 Feb 2016, 10:20 »
Che nel gergo dei militanti di sinistra significa stanzette umide e maleodoranti affittate a giovani studenti a un prezzo leggermente inferiore a quello di mercato. Un altro guadagno sicuro.

ma che infàmi. che merde.
ma a questi je dovrebbero togliere il tesserino perché non fanno informazione, producono calunnie a profusione.
Ma è chiaro che poi chi legge questi giornali si tramuta in una bestia irrazionale.
Perchè si convincono di una realtà che non esiste, in cui noi occuperemmo spazi più o meno con la stessa logica della criminalità organizzata.

Infàmi. Merde.
Vi auguro il peggio per le vostre miserevoli vite.
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #8 il: 25 Feb 2016, 17:15 »
vabbé ragà, ma il tempo ormai è andato. giornale più a destra della destra stessa. non lo legge davvero più nessuno.

Offline FatDanny

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19456
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #9 il: 02 Mar 2016, 10:43 »
Così finiscono le occupazioni sgomberate.

http://www.corriere.it/cultura/16_febbraio_28/che-grande-delusione-teatro-valle-liberato-7157d448-de63-11e5-8660-2dd950039afc.shtml

Dal discorso di Di Battista si vede chiaramente come la controparte liberista rovesci il discorso reale.
E' assolutamente falso che uno spazio occupato viene tolto alla città da una minoranza. E' l'esatto opposto.
Quando uno spazio viene occupato viene RESTITUITO alla città da una minoranza. Viene tolto alla speculazione, al profitto, alla gestione mafiosa.
Siccome però la gestione mafiosa, il profitto e la speculazione provano a far si che la popolazione si identifichi con esse articolino un siffatto discorso.

Ma la popolazione quando utilizzava il Valle? Quando poteva vedere spettacoli al suo interno?
Quando era occupato.
Quando ha smesso di poterlo fare? Ora che l'hanno sgomberato per "regolarizzarne" la situazione.

Esempio classico di come stare alle leggi della proprietà e del profitto TOGLIE diritti alla popolazione, mentre violare quelle stesse leggi RESTITUISCE diritti alla popolazione.

Todo para tod@s, nada para nosotr@s
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #10 il: 02 Mar 2016, 12:52 »
Così finiscono le occupazioni sgomberate.

http://www.corriere.it/cultura/16_febbraio_28/che-grande-delusione-teatro-valle-liberato-7157d448-de63-11e5-8660-2dd950039afc.shtml

Dal discorso di Di Battista si vede chiaramente come la controparte liberista rovesci il discorso reale.
E' assolutamente falso che uno spazio occupato viene tolto alla città da una minoranza. E' l'esatto opposto.
Quando uno spazio viene occupato viene RESTITUITO alla città da una minoranza. Viene tolto alla speculazione, al profitto, alla gestione mafiosa.
Siccome però la gestione mafiosa, il profitto e la speculazione provano a far si che la popolazione si identifichi con esse articolino un siffatto discorso.

Ma la popolazione quando utilizzava il Valle? Quando poteva vedere spettacoli al suo interno?
Quando era occupato.
Quando ha smesso di poterlo fare? Ora che l'hanno sgomberato per "regolarizzarne" la situazione.

Esempio classico di come stare alle leggi della proprietà e del profitto TOGLIE diritti alla popolazione, mentre violare quelle stesse leggi RESTITUISCE diritti alla popolazione.

Todo para tod@s, nada para nosotr@s

Pierluigi Battista, il maître a penser, no Di Battista il 5 Stelle :)

Offline FatDanny

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19456
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #11 il: 02 Mar 2016, 13:12 »
Si è vero, ahahahahaah
Vedi a fa i salti da un topic all'altro. Più che cross-topic cross-mind

 :lol: :lol: :lol: :lol:
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #12 il: 02 Mar 2016, 14:03 »
Si è vero, ahahahahaah
Vedi a fa i salti da un topic all'altro. Più che cross-topic cross-mind

 :lol: :lol: :lol: :lol:

E che ho aperto il link, se no al Di Battista gliene scrivevo quattro su facebook 8)

Offline Kredskin

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Re:Lab! Puzzle
« Risposta #13 il: 03 Mar 2016, 06:57 »
Aggiungo a quanto detto da FatDanny (che ringrazio di aver scritto quello che stavo per postare io) che a dimostrazione di quanto poco interessino, nella realta', alle istituzioni in genere questi spazi, prima abbandonati e solo *dopo* occupati, che Astra (per dirne uno) e' stato piu' volte sgomberato per tutta una serie di motivi assolutamente inesistenti, quali necessita' di utilizzo da parte della proprieta', pubblica o privata che sia, in nome di fantomatici progetti di riutilizzo e riqualificazione), il risultato e' che quei posti che erano esempi di socializzazione, attivita' culturali e in qualche caso abitativo, dopo la fuoriuscita di Astra sono tornati a essere esattamente quello che erano prima: luoghi abbandonati e depositi di rifiuti, col tempo pericolosi e pericolanti

Di fatto, al quartiere e' stato sottratto uno spazio vivo, un contenitore di attivita' culturali e aggregative, e e' stato riconsegnato un luogo inutile
Ora tocca a Lab! Puzzle, domani a Astra?

100%

Ed ovviamente 100% anche su FD.

Queste realtà sono fondamentali ed assolutamente benefiche per la comunità.

Offline Giako77

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5260
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #14 il: 04 Mar 2016, 20:40 »
L'art 42 della Costituzione tutela la proprietà privata se non va in contrasto con il bene della collettività. Se lasci abbandonato un palazzo per diversi anni, ledi la collettività e i Comuni dovrebbero ri-prenderseli, senza requisizione, se li riprende e basta. Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, da un po di tempo lo sta dicendo...De Magistris a Napoli lo sta applicando...

Serve gente coraggiosa in questo Paese
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #15 il: 05 Mar 2016, 20:14 »
L'art 42 della Costituzione tutela la proprietà privata se non va in contrasto con il bene della collettività. Se lasci abbandonato un palazzo per diversi anni, ledi la collettività e i Comuni dovrebbero ri-prenderseli, senza requisizione, se li riprende e basta. Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, da un po di tempo lo sta dicendo...De Magistris a Napoli lo sta applicando...

Serve gente coraggiosa in questo Paese

questo va assolutamente fatto.

serve ripensare totalmente la gestione "immobiliare" della città
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #16 il: 23 Mar 2016, 19:43 »

Colazione da..


link

Proseguisce...
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #17 il: 24 Mar 2016, 21:01 »
partono gli sgomberi


Spinaceto. Blindati e idranti a Auro e Marco. Dopo i sigilli rischio sgombero per il centro sociale


Spinaceto, cronaca della giornata. Ore 13 // Arrivata la celere, il presidio a difesa del centro sociale di ingrossa. Appello a raggiungere Via dei Caduti della Liberazione. Per aggiornamenti seguite HT #Romanonsivende

Ore 10 // La polizia municipale ha posto i sigilli all'aula studio autogestita di Auro e Marco. Ha prima minacciato e poi allontanato i pochi studenti presenti in quel momento. Le operazioni sono ancora in corso. Tutti i materiali e i computer presenti all'interno sono stati sequestrati.

Dei centinaia di spazi minacciati dalle letterine del commissario Tronca si tratta del primo che subisce effettivamente uno sgombero. Mentre la città continua ad essere allo sbando – con lavoratori senza stipendio da mesi, il risultato del referendum sull'acqua tradito, nuovi tagli al welfare e ai servizi – la preoccupazione del Commissario è di chiudere luoghi di aggregazione e di produzione culturale.

Ha scelto di iniziare da una periferia, da Spinaceto, da uno spazio sociale che - come abbiamo raccontato nella puntata di “Fuori Mercato" Auro e Marco, un'oasi a Spinaceto - costituisce l'unico punto di riferimento per i giovani del quartiere nel deserto prodotto dalle istituzioni. L'aula autogestita di Auro e Marco è aperta quotidianamente, dalla mattina alla sera, più di qualsiasi aula studio pubblica. È frequentata da decine di studenti, che la autogestiscono. Ed è anche il luogo in cui si tiene una scuola popolare per i bambini della zona, alcuni segnalati dai presidi delle scuole pubbliche.

Quello che è successo questa mattina è una vergogna. La parte sana di questa città deve schierarsi e prendere parola a sostegno degli attivisti di Auro e Marco. Lo sgombero arriva pochi giorni dopo la grande manifestazione in cui oltre 20mila persone hanno detto pubblicamente di stare dalla parte degli spazi sociali e di opporsi all'idea di città disegnata dal governo Renzi per il tramite di Tronca.

Se la gestione commissariale crede di non dover rendere conto agli abitanti della città si sbaglia di grosso. “Roma non si vende” e “decide la città” non sono solo due slogan, ma un programma di lotta per resistere e reagire collettivamente alle provocazioni dell'amministrazione. Non è questa la fine della storia.

link
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #18 il: 14 Apr 2016, 10:37 »
continua la lotta senza confronti. il mio unico vero cruccio è che oggi la palla è in mano a chi le lotte ha dimostrato di non saperle gestire.

 :(

una vera carneficina trasversale che sta distruggendo il sottobosco sociale di Roma. LMV LMV LMV

Offline Giako77

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5260
Re:Lab! Puzzle
« Risposta #19 il: 14 Apr 2016, 21:19 »
Oggi Gabrielli ha detto che non si faranno sgomberi e che dicederà il prossimo sindaco
 

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