Da una breve ricerca vedo che ne abbiamo parlato di sfuggita in 2 o 3 topics ma la sua vicenda forse merita un topic apposta.
Leggo oggi della condanna a 13 anni e mi piacerebbe capire di piu'
https://www.repubblica.it/cronaca/2021/09/30/news/lucano-320057287/?ref=RHTP-BH-I319628943-P1-S1-T1 (https://www.repubblica.it/cronaca/2021/09/30/news/lucano-320057287/?ref=RHTP-BH-I319628943-P1-S1-T1)
Non solo il giudice ha notevolmente aggravato la richiesta della procura.
Ma qui siamo di fronte ad un teorema giudiziario in cui si afferma che pur non avendo trovato alcun riscontro di eventuali guadagni personali (lucro) la prova sarebbe in termini di guadagno politico.
Non so se è chiara la logica aberrante della sentenza.
Mimmo Lucano è colpevole perché pur non guadagnandoci una lira ci guadagnava in consenso politico.
Questo anche per quelli che "le sentenze si rispettano sempre".
Col cazzo. Le sentenze si analizzano. Si analizzano nella logica, nelle affermazioni e quindi se ne trae un giudizio. Cosa impensabile per chi fa della legge un principio insindacabile, unico potere non passibile di critica a differenza di esecutivo e legislativo.
Assurdità del giustizialismo a cui hanno ben contribuito girotondini prima e grillini poi.
riccardo cucchi liked
Amnesty Italia
@amnestyitalia
·
1h
In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, la condanna di #MimmoLucano pare del tutto spropositata e sproporzionata
Citazione di: FatDanny il 30 Set 2021, 13:27
Non solo il giudice ha notevolmente aggravato la richiesta della procura.
Ma qui siamo di fronte ad un teorema giudiziario in cui si afferma che pur non avendo trovato alcun riscontro di eventuali guadagni personali (lucro) la prova sarebbe in termini di guadagno politico.
Non so se è chiara la logica aberrante della sentenza.
Mimmo Lucano è colpevole perché pur non guadagnandoci una lira ci guadagnava in consenso politico.
Questo anche per quelli che "le sentenze si rispettano sempre".
Col cazzo. Le sentenze si analizzano. Si analizzano nella logica, nelle affermazioni e quindi se ne trae un giudizio. Cosa impensabile per chi fa della legge un principio insindacabile, unico potere non passibile di critica a differenza di esecutivo e legislativo.
Assurdità del giustizialismo a cui hanno ben contribuito girotondini prima e grillini poi.
D'accordo nel merito però rispettare una sentenza non vuol dire subirla passivamente, altrimenti non esisterebbero la difesa e i vari gradi di giudizio.
Una sentenza rappresenta la Legge ma non è una legge.
Citazione di: FatDanny il 30 Set 2021, 13:27
Non solo il giudice ha notevolmente aggravato la richiesta della procura.
Ma qui siamo di fronte ad un teorema giudiziario in cui si afferma che pur non avendo trovato alcun riscontro di eventuali guadagni personali (lucro) la prova sarebbe in termini di guadagno politico.
Non so se è chiara la logica aberrante della sentenza.
Mimmo Lucano è colpevole perché pur non guadagnandoci una lira ci guadagnava in consenso politico.
Questo anche per quelli che "le sentenze si rispettano sempre".
Col cazzo. Le sentenze si analizzano. Si analizzano nella logica, nelle affermazioni e quindi se ne trae un giudizio. Cosa impensabile per chi fa della legge un principio insindacabile, unico potere non passibile di critica a differenza di esecutivo e legislativo.
Assurdità del giustizialismo a cui hanno ben contribuito girotondini prima e grillini poi.
Scusa Fat, magari sbaglio ma l'affermazione "Mimmo Lucano è colpevole perché pur non guadagnandoci una lira ci guadagnava in consenso politico." credo sia sbagliata. Credo sia colpevole perché sono stati riconosciuti i comportamenti illegittimi indipendentemente dal "movente". E questo senza entrare nel merito se ritengo "giusta" la sentenza
Questo è quel che sostiene l'accusa. Concordo che sia sbagliato ma questo è.
"numerose conversazioni dimostrano in modo netto che l'agire, anche illecito, di Lucano è determinato da interessi di natura politica... non era importante la qualità dell'accoglienza ma far lavorare i riacesi così da conseguire, quale contraccambio, un sostegno politico elettorale"
Tanto folle l'accusa che il gip aveva rigettato l'arresto proprio per la sua vaghezza.
L'accusa parla di clientele ma le clientele, per definizione, servono ad ottenere favori.
Visto che è stato dimostrato che Lucano non si è messo in tasca un euro il favore si riduce a quello di essere Sindaco di Riace e guadagnare 1600 euro al mese.
Attenzione, che con questo criterio potremmo mandare in galera la quasi totalità dei politici eletti, i quali agiscono esattamente al fine del consenso politico.
Ma andiamo a vedere i capi d'imputazione: associazione a delinquere, abuso d'ufficio, favoreggiamento immigrazione clandestina, falsità ideologica, turbativa d'asta, concussione, peculato e malversazione.
- L'associazione a delinquere non è di per sé un reato, afferma solo un concorso con altri, ma va provato il fine delinquenziale
- abuso d'ufficio, truffa, turbativa d'asta si riferiscono alla raccolta dei rifiuti fatta con gli asini, su cui al momento dell'arresto la Corte di Cassazione aveva riscontrato l'assenza di indizi di comportamenti fraudolenti del sindaco.
Cito dalle motivazioni di allora:
"L'appalto è stato affidato in modo assolutamente regolare. Lo hanno deciso in modo collegiale da Giunta e Consiglio Comunale, sulla stregua di pareri di regolarità tecnica e contabile, sottoscritti dal segretario e dai funzionari tecnici del Comune, dopo averlo reso pubblico e noto a tutti grazie all'istituzione persino di un albo comunale delle cooperative.
In più a Riace – borgo di un pugno di case che si arrampicano lungo vicoli strettissimi - era stato deciso di ricorrere "alla modalità dell'asinello porta a porta per la raccolta dei rifiuti urbani". Nel contestare a Lucano di aver affidato "a tutti i costi" l'appalto alle due coop sociali che hanno svolto il servizio, i magistrati calabresi – fa notare la Suprema Corte – non si sono soffermati su quali altre imprese in quel territorio avrebbero potuto svolgerlo, tenuto conto della conformazione del centro storico del Comune interessato e delle specifiche caratteristiche del servizio.
Per la Corte non basta "il generico riferimento alla presenza di interferenze od opacità", sono "contraddittorie" e "illogicamente formulate" le argomentazioni a sostegno della presunta irregolarità dell'appalto, è "apoditticamente evocata" la presunta malafede di Lucano nell'assegnazione del servizio. Ma soprattutto, l'intera procedura era perfettamente regolare. È la legge – sottolineano i magistrati della Suprema Corte - che consente "l'affidamento diretto di appalti" in favore delle cooperative sociali "finalizzate all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate" a condizione che gli importi del servizio siano "inferiori alla soglia comunitaria".
- sulla concussione c'è solo un commerciante - già denunciato da Lucano e altri riacesi imputati per messaggi minatori - che si è pure rimangiato tutto in tribunale. e questo è il teste chiave dell'accusa (nonché l'unico), la quale ha fatto archiviare le querele prima di sentirlo. Maguardaunpo'.
i comportamenti illegittimi sono indipendenti dal movente ma fino ad un certo punto.
Ci sono comportamenti che diventano illegittimi proprio in presenza di un movente (ad esempio il già citato lucro) e che altrimenti sono legittimi (vedi l'assegnazione diretta).
Che poi, Mimmo Lucano le elezioni successive le ha pure perse...il sostegno politico...
la giustizia italiana è un pericolo.
magari tra 10 e passa anni lo riabiliteranno.
Giustizia allucinante e aberranti sono i tweet di "coso" .
Sono convinto che Mimmo Lucano possa aver sbagliato diverse cose in un sistema incardinato sulla burocrazia spesso cieca, sono altrettanto convinto che lo abbia fatto per fini nobili, per far sopravvivere la dignità e l'umanità degli ultimi, non ha conti in paradisi fiscali e forse neanche in una filiale di periferia.
Raddoppiare la pena richiesta dai PM è allucinante.
Il commento è di pancia, rispetto chi ha avuto la lucidità di analizzare la sentenza nelle sue pieghe tecniche.
Ci sono diversi aspetti che non mi convincono su questa sentenza.
Non solo il raddoppio della pena richiesta dal pm, ma la confisca dei beni per oltre 700 mila euro - patrimonio che Lucano non possiede - mi lascia perplesso, come se si fosse voluto infierire.
C'è un aspetto, tuttavia, che mi fa pensare: è l'assunto, implicito nella sentenza, per cui un politico non possa, soprattutto al sud, ricoprire il proprio ruolo senza che bene collettivo ed interesse personale (limitato, nella fattispecie, a garantirsi consenso elettorale) possano combaciare.
"Non era importante la qualità dell'accoglienza ma far lavorare i riacesi così da conseguire, quale contraccambio, un sostegno politico elettorale". A me questo passaggio mette i brividi non solo per l'inconsistenza dell'accusa mossa, visto che la qualità dei servizi messi in piedi a Riace hanno avuto riconoscimenti vari, ma anche perché il riferimento al "sostegno politico elettorale", in assenza di fatti che accertino pratiche di voto di scambio, ricade nella normale attività politica di un qualunque amministratore pubblico.
hanno voluto combattere un modello possibile, di solidarietà, di convivenza.
valori volti a una società equa: ma da sinistra, una sinistra vera, "compagna", non dalla chiesa o da comunità cattoliche. e questo ha disturbato moltissimo, come sempre del resto.
Personaggio scomodo. La sentenza verrà ribaltata in appello.
Sono rimasto sbigottito davanti a questa sentenza, forse davvero conviene fare una rapina a mano armata o sparare a casaccio agli immigrati invece che accoglierli, si rischia molto meno
Io credo che la sentenzia sia stata così pesante perchè
Citazione di: geddie il 01 Ott 2021, 08:55
La sentenza verrà ribaltata in appello.
Non so le motivazioni della sentenza, non so niente, so solo che a quello che ai migranti je sparava j'hanno dato 12 anni.
Un anno in meno.
Citazione di: pan il 30 Set 2021, 20:22
hanno voluto combattere un modello possibile, di solidarietà, di convivenza.
valori volti a una società equa: ma da sinistra, una sinistra vera, "compagna", non dalla chiesa o da comunità cattoliche. e questo ha disturbato moltissimo, come sempre del resto.
Tutto qua.
Sentenza " politica ".
non sono state applicate neanche le attenuanti generiche, praticamente una sentenza politica per far intendere a suocera... in appello verrà ribaltata, ma intanto ci si becca questo schiaffo giuridico. Solidarietà a Lucano.
"numerose conversazioni dimostrano in modo netto che l'agire, anche illecito, di Lucano è determinato da interessi di natura politica... non era importante la qualità dell'accoglienza ma far lavorare i riacesi così da conseguire, quale contraccambio, un sostegno politico elettorale"
In pratica, secondo questo ragionamento, chi agisce per il bene dei propri concittadini ė perseguibile perché ne guadagnerebbe un consenso elettorale o politico... A parte che le elezioni mi pare le abbia pure perse... Ma questo paese ha una qualche possibilità? Inizio a temere di no
Ma chi cazzo so sti pazzi???
Citazione di: WhiteNoise il 30 Set 2021, 13:47
D'accordo nel merito però rispettare una sentenza non vuol dire subirla passivamente, altrimenti non esisterebbero la difesa e i vari gradi di giudizio.
Una sentenza rappresenta la Legge ma non è una legge.
Intendevo dire questo, Franco palazzi lo dice meglio:
La sentenza ai danni di Mimmo Lucano rappresenta, spero, la pietra tombale sulla lunga (e peraltro raramente ricambiata) infatuazione di certa 'sinistra' per la magistratura come istituzione intrinsecamente positiva. Se ne può trarre un piccolo vademecum.
1) A meno di non vivere in uno stato di fantasia che abbia solo leggi giuste (o nessuna palesemente ingiusta), la legalità non può essere considerata come un valore.
2) Dire "confido nella magistratura" non è meno assurdo di sostenere "ho fiducia nella politica". Si può al massimo avere fiducia in un* o più magistrat*, in un* o più politic* o partiti. Confidare in magistrat* che seguono approcci al diritto diametralmente opposti non ha più senso che fare la tessera di partiti fra loro agli antipodi (questo sarebbe vero anche in un paese in cui la magistratura non fosse per nulla 'politicizzata', figuriamoci da noi).
3) Solo chi è molto privilegiat* o piuttosto sciocc* può ripetere il mantra della Seconda Repubblica "le sentenze non si discutono, si applicano". Come sanno benissimo giuriste e giuristi, le persone addette ai lavori non fanno altro che discuterle criticamente, le sentenze. Occorre farla finita con una situazione in cui milioni di persone leggono intercettazioni telefoniche non di dominio pubblico ma non si può leggere una sentenza (che è pubblica) e criticarla a ragion veduta senza venire tacciat* di eversione.
4) A fronte di leggi già di loro ingiuste applicate per di più con il massimo della severità (tredici anni di reclusione in Italia è difficile prenderli pure per alcuni dei reati più gravi previsti dal codice), bisogna ampliare il novero delle strategie di disobbedienza che hanno cittadinanza nello spazio pubblico - dicendo, nel caso specifico, che se un domani Lucano si desse alla latitanza invece che finire dietro le sbarre ci sarebbe solo da comprenderlo.
5) Sarà il caso di considerare che gli stessi fenomeni che hanno dato tredici anni a Lucano hanno con ogni probabilità già mandato in carcere altre persone, e altre ce ne manderanno ancora - se il carcere è già di suo un'istituzione da ridurre al lumicino e nel lungo periodo da abolire, con quest* giudici la faccenda diventa particolarmente urgente.
6) Tocca aprire gli occhi sul fatto che abbiamo magistrat* tra i più politicizzat* d'Europa e che, nell'esercizio perfettamente legittimo dell'azione penale, esistono oggi i margini per cui la magistratura può svolgere funzioni di repressione del dissenso sociale e politico che ben poco hanno di giuridico (un caso di scuola potrebbe essere quello del Movimento No Tav, ma non è l'unico(.
7) Per ogni (meritato) attestato di stima a magistrate e magistrati che quotidianamente fanno fare dei passi in avanti alla nostra civiltà giuridica, ne occorrerebbe uno di disistima per chi la lascia tornare indietro di decenni o peggio.
Postilla: non consoliamoci con il fatto che si tratti di una sentenza di primo grado, l'elenco delle sentenze 'politiche' passate in giudicato anche di recente è purtroppo lungo.
Per amore di discussione aggiungo questa voce "fuori dal coro":
Questa è la campana del procuratore di Locri
https://m.dagospia.com/il-procuratore-di-locri-luigi-d-alessio-mimmo-lucano-e-un-bandito-idealista-da-western-284640
Citazione di: pandev66 il 02 Ott 2021, 15:16
Per amore di discussione aggiungo questa voce "fuori dal coro":
Questa è la campana del procuratore di Locri
https://m.dagospia.com/il-procuratore-di-locri-luigi-d-alessio-mimmo-lucano-e-un-bandito-idealista-da-western-284640
Grazie (l'avevo già letta)
E comunque leggere le motivazioni mi conferma l'idea che la condanna sia molto molto sproporzionata.
Certo la frase
"Lucano è una delle persone più potenti che abbia conosciuto" detta da un magistrato alle soglie della pensione qualche dubbio su chi abbia incontrato nella vita, o della sua percezione del potere delle persone, viene naturale
Questo rende l'idea della sproporzione della condanna:
(https://i.ibb.co/HnrWpy8/IMG-20211007-100726.jpg) (https://ibb.co/Pw57zyH)
Tutto quello che non torna nella condanna di Mimmo Lucano
Da Left un articolo di Pietro Adami, avvocato e membro dei Giuristi democratici
Mimmo Lucano è stato condannato a 13 anni e due mesi di reclusione, oltre a confische per importi elevatissimi. Una condanna che, giustamente, la maggior parte dei commentatori ha definito abnorme. In particolare questa abnormità risalta, perché tutte le violazioni che gli sono state contestate sono di modesta entità.
Passata l'onda delle prime reazioni, prevalentemente di segno politico, occorre provare ad aggiungere qualche elemento giuridico che aiuti a capire come è potuto accadere.
Occorre fare un passo indietro. Il diritto penale si forgia sul fatto fisico, istantaneo, spesso violento: la coltellata, lo scippo. Qui l'azione punita è un fatto umano, dai contorni concreti.
Nel corso degli anni, si sono aggiunti reati di secondo livello. La norma penale non punisce più un fatto fisico ben individuato, ossia la coltellata di cui si diceva, ma può riguardare anche la violazione di una norma di primo livello. Il reato consiste quindi, ad esempio, nella violazione di una norma amministrativa. Qui la spiegazione si fa necessariamente più complicata.
Ci sono infinite norme amministrative. Faccio un esempio del tutto di fantasia, gli atti del sindaco devono essere controfirmati dal segretario comunale. La mancata controfirma rende l'atto annullabile, ma non è sanzionata, in sé, dalle norme in alcun modo. Il sindaco non va in galera, per non aver fatto controfirmare l'atto. Se però, e qui sta il nodo, questa mancata firma è parte di un disegno criminoso di altro tipo, ecco allora che scatta la norma penale (che per questo definisco di secondo livello), ed il sindaco, per lo stesso evento fisico (non è passato nella stanza del segretario a far firmare il pezzo di carta) va in galera. La maggior parte di questi reati di secondo livello prevedono che scatti il penale, quando l'indebita azione amministrativa è voluta, da chi la compie, in virtù di un beneficio potenziale, di un profitto.
Ad esempio: la norma amministrativa dice che l'ufficio postale chiude alle 12. L'impiegato fa entrare un ritardatario alle 12,10: non è reato, anche se ha violato la norma amministrativa. Se, però, l'impiegato ha preso dei soldi, per violare la norma amministrativa, il discorso cambia e scatta la sanzione penale. All'origine il profitto, determinante per cambiare colore alla violazione, era la mazzetta, ossia una dazione di soldi. Ma poi, nel tempo, si è cominciato a ritenere limitativo il criterio dei soldi. Si è quindi giunti a dire che qualunque beneficio potenziale è idoneo a far scattare il reato.
E questo è il primo nodo della questione Lucano. Pacifico che Lucano abbia, semmai, compiuto solo la violazione di norme amministrative, peraltro neanche così rilevanti. Anche i suoi accusatori non lo negano (e lo definiscono un pasticcione). Queste violazioni, lo si ripete, non sono punite di per sé dalle leggi, ma possono trasformarsi in reati in base al fine con cui vengono compiute. In base al vantaggio che Mimmo Lucano intendeva trarne.
E qui l'accusa, sfruttando le faglie del sistema, inserisce il primo salto (mortale) logico. Tutti riconoscono che Lucano non percepiva nulla, e che neanche chiedeva favori. Ma, secondo l'accusa, il vantaggio sarebbe quello del ritorno, in termini politici, della sua azione. Insomma, lui avrebbe forzato le norme sull'accoglienza per far funzionare meglio il meccanismo che aveva contribuito a ideare, e così ottenere consenso elettorale.
L'accusa dimentica però che, agire per il consenso [l'articolo prosegue qui (https://left.it/2021/10/06/tutto-quello-che-non-torna-nella-condanna-di-mimmo-lucano/)]
Grazie Carib, un contributo ottimo che spiega bene quel che io avevo provato a spiegare rispondendo a questo commento
Citazione di: Laziostyle87 il 30 Set 2021, 14:16
Scusa Fat, magari sbaglio ma l'affermazione "Mimmo Lucano è colpevole perché pur non guadagnandoci una lira ci guadagnava in consenso politico." credo sia sbagliata. Credo sia colpevole perché sono stati riconosciuti i comportamenti illegittimi indipendentemente dal "movente". E questo senza entrare nel merito se ritengo "giusta" la sentenza
Io sto soffrendo molto per questa vicenda.
Per mia disgrazia, siccome "so", aspetto di leggere le motivazioni per esprimermi, per evitare di soffrire ancora di più.
Il "quantum" della pena è probabilmente una discussione molto formale che non interessa davvero a nessuno se non agli specialisti (c'è associazione a delinquere? C'è continuazione del reato? C'è peculato o abuso d'ufficio? Ci sono aggravanti?).
Ma ci tengo a dire che il punto centrale, per me, è ben diverso, ossia se le violazioni accertate fossero orientate a procurare un profitto che altrimenti non ci sarebbe stato a qualcuno di specifico (la compagna; un imprenditore suo sostenitore e finanziatore; un gruppo di imprenditori organizzati).
Casini sono stati fatti: se sono stati fatti per aiutare persone deboli, spendendo irregolarmente soldi pubblici che comunque sarebbero stati spesi prima o dopo per aiutare altri soggetti deboli, il sindaco meritava una sanzione ispirata a un fondamento totalmente diverso: una "sgridata", per tenere il punto, convertibile con una misura alternativa (per consentirgli di continuare la sua missione) e non 13 anni di galera. Manco per un sequestro di persona o per spaccio di eroina.
Grazie Carib, davvero un ottimo articolo accessibile anche ai somari come me
Effettivamente il contributo di Carib ha chiarito molte cose anche a me che avevo invece pensato che ci fosse violazione della legge punita con condanna abnorme. Messa così la cosa ovviamente la sentenza assume un'altra rilevanza. Voglio pensare che i successivi gradi di giudizio consentiranno di reinquadrare il tutto nel giusto livello e che Lucano venga punito come merita e non con salti mortali logici.
Spero che Mimmo Lucano ne esca pulito da questa storia assurda, solo in Italia possono succedere cose così
A proposito di Lucano che dovrebbe «essere punito come merita» :lol:, ho avuto modo di parlare con l'avvocato Pietro Adami, quello dell'altro articolo.
Mi ha suggerito di leggere questo testo --> https://www.bosettiegatti.eu/info/commenti/varie/v001pareretecnico.htm
perché, dice, «rende agevole capire quanto sia facile incappare in violazioni amministrative, e quanto sia supponente la posizione di chi afferma che sarebbe capace a districarsi senza violazioni. In un sistema normativo come il nostro, l'unico modo per non violare una norma amministrativa , è l' immobilità assoluta. Ossia attenersi all'ordinaria amministrazione ciclica (e pure in quel caso, non è detto)».
Citazione di: carib il 14 Ott 2021, 11:55
A proposito di Lucano che dovrebbe «essere punito come merita» :lol:, ho avuto modo di parlare con l'avvocato Pietro Adami, quello dell'altro articolo.
Mi ha suggerito di leggere questo testo --> https://www.bosettiegatti.eu/info/commenti/varie/v001pareretecnico.htm
perché, dice, «rende agevole capire quanto sia facile incappare in violazioni amministrative, e quanto sia supponente la posizione di chi afferma che sarebbe capace a districarsi senza violazioni. In un sistema normativo come il nostro, l'unico modo per non violare una norma amministrativa , è l' immobilità assoluta. Ossia attenersi all'ordinaria amministrazione ciclica (e pure in quel caso, non è detto)».
Il male dell'Italia è tutto qui
Citazione di: carib il 14 Ott 2021, 11:55
A proposito di Lucano che dovrebbe «essere punito come merita» :lol:, ho avuto modo di parlare con l'avvocato Pietro Adami, quello dell'altro articolo.
Mi ha suggerito di leggere questo testo --> https://www.bosettiegatti.eu/info/commenti/varie/v001pareretecnico.htm
perché, dice, «rende agevole capire quanto sia facile incappare in violazioni amministrative, e quanto sia supponente la posizione di chi afferma che sarebbe capace a districarsi senza violazioni. In un sistema normativo come il nostro, l'unico modo per non violare una norma amministrativa , è l' immobilità assoluta. Ossia attenersi all'ordinaria amministrazione ciclica (e pure in quel caso, non è detto)».
OT.
Pietro Adami è un bravissimo avvocato, ho avuto modo di conoscerlo. Ed è anche una bellissima persona.
Anche presupponendo la colpevolezza, la conseguenza non dovrebbe essere un processo e men che meno la condanna. Piuttosto si dovrebbe cambiare la macchina politico-amministrativo.
A volte la domanda deve anche essere etico-filosofica e non solo giuridica, ossia: é/era giusto il modello Riace??? Questa é la domanda che la comunitá politica deve porsi.
Il giusto ha sempre prioritá "ontologica" rispetto al legale; altrimenti non si sarebbero mai e poi mai potuti condannare i criminali di Norimberga, che non avevano fatto niente di illegale.
Solidarietá a Mimmo Lucano.
Citazione di: carib il 14 Ott 2021, 11:55
A proposito di Lucano che dovrebbe «essere punito come merita» :lol:, ho avuto modo di parlare con l'avvocato Pietro Adami, quello dell'altro articolo.
Mi ha suggerito di leggere questo testo --> https://www.bosettiegatti.eu/info/commenti/varie/v001pareretecnico.htm
perché, dice, «rende agevole capire quanto sia facile incappare in violazioni amministrative, e quanto sia supponente la posizione di chi afferma che sarebbe capace a districarsi senza violazioni. In un sistema normativo come il nostro, l'unico modo per non violare una norma amministrativa , è l' immobilità assoluta. Ossia attenersi all'ordinaria amministrazione ciclica (e pure in quel caso, non è detto)».
Non so l'espressione punito come merita perché ti ha fatto ridere. Vuol dire avere una pena commisurata ll'illecito commesso. Però bo forse è una espressione simpatica.
(https://i.ibb.co/nQfVN5F/Screenshot-20211218-075539-com-datastampa-senastampa.jpg) (https://ibb.co/P14bvfd)
Trovo questa sentenza semplicemente mostruosa, pensando a cos'era Riace prima, e cosa ha rappresentato per l'opera di Lucano poi, almeno fino a quando non si è accesa l'attenzione politica su una persona che, anche a quanto si legge nella stessa sentenza, ha lavorato per le persone (deboli) e per il territorio, e sempre a quanto si legge dalla sentenza avrebbe avuto un tornaconto esclusivamente di immagine e politico (non si è messo un euro in tasca) tutto da dimostrare e totalmente nell'immaginario di chi ha gestito questo processo. La Calabria è una di quelle regioni che per mille motivi, a noi incomprensibili, non riesce a spendere i fondi europei già pronti per la riqualificazione di ospedali inutilizzati o mai completati, e che servirebbero come il pane soprattutto in un momento come questo... Beh in questo stato di cose, non aver restituito i soldi avanzati per riutilizzarli sempre su un territorio che non ha nulla e che lui stava amministrando mi pare davvero l'ultimo dei problemi di quella regione, in un paese che non sa trovare risorse e non sa utilizzare quelle che ha a disposizione... e forse non vuole spendere proprio per non rischiare di finire come un Mimmo Lucano qualsiasi... Meglio non fare un cazzo, hai visto mai
Travaglio è la merda.
addirittura un frantoio per struttura turistica... che criminale :x
https://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2021/12/Sentenza-607_21-LUCANO.pdf
Non è una storia semplice. Nessuno è totalmente "cattivo", ma pochi sono solamente "buoni". E così anche per ML.
Travaglio non ha letto la sentenza per intero, ma le prime 10 pagine di premessa metodologica. C'è perfino di peggio, dentro, ma c'è anche qualcosa che non torna. Per esprimere davvero un convincimento, però, bisogna davvero studiarsela e non avere pregiudizi.
Lucano, io la vedo così, non è per nulla un essere malvagio. Anzi. Ma è un uomo che ha voluto farsi Re.
Tutto quello che si vuole. Ma 13 anni sono una cosa fuori dal mondo a prescindere...
Citazione di: Il nostro Giorgione il 18 Dic 2021, 14:51
https://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2021/12/Sentenza-607_21-LUCANO.pdf
Non è una storia semplice. Nessuno è totalmente "cattivo", ma pochi sono solamente "buoni". E così anche per ML.
Travaglio non ha letto la sentenza per intero, ma le prime 10 pagine di premessa metodologica. C'è perfino di peggio, dentro, ma c'è anche qualcosa che non torna. Per esprimere davvero un convincimento, però, bisogna davvero studiarsela e non avere pregiudizi.
Lucano, io la vedo così, non è per nulla un essere malvagio. Anzi. Ma è un uomo che ha voluto farsi Re.
per ragioni lavorative (RUP) sto facendo un corso di circa 35 ore sul Codice degli appalti.
A me pare che le possibili zone d'ombra giuridiche siano immense, con margini interpretativi notevolissimi.
In altri termini un'azione lecita può essere tranquillamente interpretata come illecita e viceversa.
L'unico modo per evitare al 100% questo rischio è limitarsi all'ordinaria amministrazione (e anche su quella facendo attenzione...)
Che è esattamente quello che succede: un amministratore avveduto interpreta il codice nella maniera più restrittiva possibile, anche a dispetto di leggi, decreti, pareri e sentenze che vanno nella direzione opposta.
Un esempio per tutti: la trattativa privata.
Nonostante la soglia sia stata innalzata, si continua a preferire la licitazione (la gara ad inviti) proprio per non dar adito a sospetti.
Bene, direte voi.
Mica tanto: la ratio della norma è quella di snellire le procedure e le relative tempistiche, per accelerare la spesa e dar così fiato (e lavoro) all'economia.
Peccato che una licitazione richieda nel complesso un tempo tre volte superiore ad una trattativa privata.
Moltiplicate questo per tutte la PA sparpagliate sul territorio italiano.
Mi domando come faremo a spendere i soldi del PNRR entro il 2026
Citazione di: pan il 30 Set 2021, 20:22
hanno voluto combattere un modello possibile, di solidarietà, di convivenza.
valori volti a una società equa: ma da sinistra, una sinistra vera, "compagna", non dalla chiesa o da comunità cattoliche. e questo ha disturbato moltissimo, come sempre del resto.
È l'idea che mi sono fatta anch'io
Quello del Codice Appalti è' un luogo comune e una scusa. Come si interpreta e come si deve applicare il Codice Appalti qualsiasi amministrazione (e qualsiasi stazione appaltante) può (dovrebbe) chiederlo in ogni momento all'Anac che offre tutti gli strumenti necessari per comprenderlo, (compresi i bandi di gara già predisposti). Basta andare sul sito e lì c'è tutto per privati, imprese e stazioni appaltanti.
Poi, se l'atteggiamento è "come faccio a far vincere chi dico io senza andare in galera" il problema sono le persone e non il Codice.
no, non è affatto vero.
Ci sono regolamenti mai redatti perché ogni volta si finisce per intervenire con una nuova legge, un orientamento alla soft law senza che questa sia prevista dall'ordinamento tanto che si è costretto il consiglio di Stato a specificare a quale rango già previsto afferiscono le varie forme indicate.
Faccio un esempio su tutti: per gli appalti sotto soglia tra 40 e 150mila euro è prevista la possibilità di assegnazione diretta a seguito della consultazione di tre preventivi. Peccato che non ci sia in alcuna norma o regolamento la specifica di cosa si intenda per preventivo. Basta chiedere un conto di massima? Serve un preventivo dettagliato a livello capitolato? Non c'è scritto da nessuna parte.
E come si fa a stabilire se quei tre preventivi consultati sono effettivi o farlocchi perché tanto avevo già deciso a chi assegnarlo?
Se parliamo di Lucano e di Riace parliamo mica di lavori pubblici sopra i 5 milioni di euro o di beni e servizi sopra i 136 e 214mila. Saranno praticamente tutti sotto soglia.
Non è affatto una scusa, gli stessi esperti del Consiglio di Stato, di ANAC, del Ministero delle infrastrutture ti dicono che c'è un margine di interpretabilità da parte della stazione appaltante.
Ma questo significa che c'è anche per il giudice che deve capire se quel comportamento è fraudolento.
Ad oggi, soprattutto sul sotto soglia che non impone la normativa comunitaria sulle procedure aperte o ristrette, c'è un caos non da poco.
E te lo dico perché, corso a parte, sul sito dell'ANAC me ce so' venuti i capelli bianchi per capire cosa fare senza fare cazzate.
Ti vengono i capelli bianchi perché non è la tua professione. Bandire gare (e parteciparvi) è un mestiere ed anche difficile. La PA hanno un'area dedicata del sito in cui possono chiedere qualsiasi cosa.
Anche l'interpretabilità non giustifica nulla. In attesa dei regolamenti l'ANAC ha dettato linee guida su vari aspetti che sono di fatto vincolanti per le stazioni appaltanti. Sicuro, poi, interpretabilità di una norma non significa poter fare quello che si vuole. Ci sono dei principi fondamentali in tema di gare ed appalti che devono essere rispettati da tutti anche nell'interpretazione (esempio la parità di trattamento tra concorrenti: non può esserci interpretazione possibile in violazione di questo principio). Ed è quello che vanno a vedere in concreto i giudici (ci stanno tonnellate di giurisprudenza su ogni articolo del codice, se ti interessa).
Ti ripeto, non è l'interpretazione del codice il problema di sostanza. Quella è una scusa che si usa quando si è in difficoltà. Una versione sofisticata dell' "a mia insaputa". Il problema di molti è come eluderlo, uscendone indenni. Ed infatti, questi molti vogliono eliminarlo, il codice, più che interpretarlo.
eh ma lo diventa dal momento in cui il ruolo di RUP viene ormai distribuito ampiamente tra i dipendenti delle PA per non concentrare oneri e responsabilità sui dirigenti (porelli).
Sarà pure una professione bandire gare e parteciparvi ma fai attenzione che sta cosa, come già detto, vale per i bandi grossi.
Allora lì hai la professionalità e la normativa adeguata, comunitaria e nazionale.
Quando stai nei piccoli paesi o per l'appalto da 50k della singola PA la realtà non è assolutamente quella che dici tu e a quel livello bandire gare non è la propria professione, ma un corollario nei ritagli di tempo della tua professione.
E lì vengono fuori i casini, anche perché c'è meno chiarezza normativa.
Ad esempio la parità di trattamento tra concorrenti non è detto che debba esserci nelle assegnazioni dirette.
Le linee guida di cui parli le ho presente, ma sono appunto linee guida (anche a livello di fonte giuridica). Non indicano comportamenti cogenti ferrei.
Questi ci sono sui contratti rilevanti, sopra soglia (o per la procedura negoziata), che sono la maggioranza delle risorse impiegate dalle PA. Chiaro che se parliamo di un lavoro pubblico, la strada X o l'ospedale Y o la nuova sede del Ministero Z, p ancora la fornitura di servizi IT al ministero F lì certo che non ci sono questi problemi e vale quel che dici tu.
Capace che accanto al RUP se siede pure una schiera di tecnici.
Paradossalmente questi problemi di zone d'ombra sono molto più presenti sui contrattini.
Perché nel fare un contratto da 20k in cui addirittura posso evitare pure l'indagine di mercato o gli elenchi di operatori mi dici come fai a stabilire che non ho operato per favorire l'amico mio se la norma afferma che questi passaggi non devo farli? E se sti contratti da 20k sono quattro su quattro ambiti diversi e favoriscono uno stesso soggetto?
Che linea guida risponde a questa fattispecie?
Le linee guida ANAC per i "sotto soglia" dovrebbero essere le n. 4 (vado a memoria e non so se ci sono stati aggiornamenti recenti, ma sul sito trovi tutto). Ti saranno utili.
Poi condivido quello che scrivi sulla differenza tra i vari tipi di appalto, come non nego che il codice degli appalti sia materia ostica e che si presti ad errori (ora meno di prima, dieci anni fa si potevano perdere gare da milioni per una firma messa male). E non esiste norma o linea guida che possa impedire al 100% che qualcuno favorisca l' "amico suo". Anche nei grandi appalti accade. Su questo hai ragione.
Però il problema (di sostanza) è che c'è uno che vuole favorire l' "amico suo". Non il codice interpretabile (che è la scusa che questo "uno" utilizza quando lo beccano).