(http://cdn.ipetitions.com/user-images/petitions/NoKosovoUnesco/UJvsPUGDR2C1xFU8uhh0_nokosovounescoJPG.jpg)
Belgrado riconosce infatti l'indipendenza proclamata unilateralmente dal Kosovo il 17 febbraio 2008.
Sulla base della risoluzione 1244 adottata dal consiglio di sicurezza dell'Onu nel 1999 al termine del conflitto armato con la Serbia, il Kosovo - ha detto il premier - e' un territorio sotto amministrazione dell'Onu entro i confini della Serbia.
"Poiche' il Kosovo non puo' essere considerato uno stato come soggetto di diritto internazionale, e' evidente come non esista alcun requisito base per prendere in considerazione la richiesta del Kosovo di aderire all'Unesco", ha scritto Vucic nella sua lettera. Pristina peraltro, ha aggiunto, ha dimostrato di non avere ne' le capacita' ne' la volonta' di adempiere ai requisiti e agli obblighi derivanti dall'adesione all'Unesco. Il vandalismo e la distruzione sistematica del patrimonio artistico e culturale serbo, infatti, sono incompatbili con gli obiettivi dell'Unesco"
Nelle foto seguenti alcuni degli innumerevoli scempi compiuti in questi anni
(http://www.economy.rs/slike/vesti/1444840374noKosovoUnesco.jpg)
(http://www.spc.rs/files/u5/2015/10/serbian_church_kosovo_0.jpg)
(http://www.ebritic.com/wp-content/themes/mymag/timthumb.php?src=http://www.ebritic.com/wp-content/uploads/2015/10/unesco.jpg&h=225&w=400&zc=1)
Il veto posto in sede Unesco da Cina, Russia, Cuba, Argentina, Brasile e altri per ora allontana questo orrore. Ma si sa, la corda va tirata ogni tanto, poi, nel tempo, dai e dai, si spezzerà.
Per chi volesse qualche informazione in più sul tema, lo invito a visitare il mio blog:
http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.it/2015/07/monasteri-del-kosovo-e-della-metohija.html
dove troverà un rimando al mio recentissimo dottorato di ricerca sul tema della salvaguardia del patrimonio culturale serbo-ortodosso in Kosovo e Metohija
(per consultare o scaricare la tesi collegarsi al link:
https://owncloud.uniroma2.it/index.php/s/2Xln7LnJuEtInxH
e inserire la password: alessandro
(c'è un refuso: Belgrado NON riconosce l'indipendenza unilaterale del Kosovo sulla base della risoluzione Onu 1244)
Il Kosovo, piaccia o meno, è de facto indipendente da 16 anni. Anche la Serbia deve iniziare a rendersene conto.
Citazione di: anderz il 20 Ott 2015, 13:10
Il Kosovo, piaccia o meno, è de facto indipendente da 16 anni. Anche la Serbia deve iniziare a rendersene conto.
la questione, in questo caso, non è l'indipendenza, che comunque è stata dichiarata unilateralmente e in barba a ogni diritto internazionale, ma che tutto un patrimonio, testimone di una cultura plurisecolare, passi di mano in modo così assurdo, intollerabile e ingiustificato, solo perchè, appunto da 16 anni, qualcuno ha deciso che secoli e secoli di storia e di cultura siano da spazzare via o da utilizzare in modo bizzarro.
Citazione di: Aquila grigia il 20 Ott 2015, 13:13
la questione, in questo caso, non è l'indipendenza, che comunque è stata dichiarata unilateralmente e in barba a ogni diritto internazionale, ma che tutto un patrimonio, testimone di una cultura plurisecolare, passi di mano in modo così assurdo, intollerabile e ingiustificato, solo perchè, appunto da 16 anni, qualcuno ha deciso che secoli e secoli di storia e di cultura siano da spazzare via o da utilizzare in modo bizzarro.
La questione è invece indubbiamente quella dell'indipendenza. Anche la Palestina tentò questa carta un paio di anni fa; essere rappresentati all'interno di un'agenzia Onu è solo un passo per entrare in assemblea generale e il patrimonio artistico è un pretesto, da una parte e dall'altra.
Citazione di: Kobra il 20 Ott 2015, 11:56
"Poiche' il Kosovo non puo' essere considerato uno stato come soggetto di diritto internazionale, e' evidente come non esista alcun requisito base per prendere in considerazione la richiesta del Kosovo di aderire all'Unesco", ha scritto Vucic nella sua lettera.
Ah beh.. se l'ha detto Vucic..
e concordo con
Citazione di: anderz il 20 Ott 2015, 13:10
Il Kosovo, piaccia o meno, è de facto indipendente da 16 anni. Anche la Serbia deve iniziare a rendersene conto.
.
Dalla fine dei conflitti nel 1999, 141 chiese ortodosse sono distrutte completamente oppure danneggiate con le iscrizioni dell'UCK (Esercito di liberazione del Kosovo) e negli ultimi tempi anche con iscrizioni che celebrano lo Stato islamico,
mentre non si contano i cimiteri profanati, cosa questa che mi da fastidio pure scrivere.
Se poi vi va bene che il patrimonio culturale europeo venga devastato in nome di non si sa quale realpolitik, dato che il Kosovo è il principale esportatore/importatore di guerriglieri del califfo, allora bene così,
quos vult Iupiter perdere, dementat prius
P.S.: il paragone con la Palestina è del tutto fuori luogo visto che da un lato abbiamo territori occupati in barba a risoluzioni ONU,
dall'altro abbiamo un'indipendenza riconosciuta in barba alla risoluzione ONU.
L'unica cosa che accomuna le due vicende è la violazione del diritto internazionale.
E comunque non c'entra niente col caso in questione che riguarda la tutela del patrimonio storico culturale artistico da parte di chi assiste inerte alla sua distruzione quando non la incoraggia. La questione è questa. Tutto il resto esula.
Citazione di: Kobra il 20 Ott 2015, 14:27
Dalla fine dei conflitti nel 1999, 141 chiese ortodosse sono distrutte completamente oppure danneggiate con le iscrizioni dell'UCK (Esercito di liberazione del Kosovo) e negli ultimi tempi anche con iscrizioni che celebrano lo Stato islamico,
mentre non si contano i cimiteri profanati, cosa questa che mi da fastidio pure scrivere.
Se poi vi va bene che il patrimonio culturale europeo venga devastato in nome di non si sa quale realpolitik, dato che il Kosovo è il principale esportatore/importatore di guerriglieri del califfo, allora bene così,
quos vult Iupiter perdere, dementat prius
P.S.: il paragone con la Palestina è del tutto fuori luogo visto che da un lato abbiamo territori occupati in barba a risoluzioni ONU,
dall'altro abbiamo un'indipendenza riconosciuta in barba alla risoluzione ONU.
L'unica cosa che accomuna le due vicende è la violazione del diritto internazionale.
E comunque non c'entra niente col caso in questione che riguarda la tutela del patrimonio storico culturale artistico da parte di chi assiste inerte alla sua distruzione quando non la incoraggia. La questione è questa. Tutto il resto esula.
nel caso della Palestina (a mio avviso imparagonabile il suo caso con quello del Kosovo) l'Unesco rischiò di restare senza i fondi USA, che fu ovviamente, con Israele, acerrima nemica della decisione di ammetterla fra i paesi dell'organizzazione. In questo caso, ci sarebbe da scommettere che presto avverrà l'esatto contrario.
In ogni caso, la questione Kosovo (e Metohija...) può risolversi, sempre a mio avviso, solo se la regione, a prescindere dall'indipendenza unilaterale, potrà godere nel futuro di uno status paragonabile a quello del Monte Athos (il monte sacro degli ortodossi) all'interno della Grecia. Cioè, un'extra territorialità garantita dalla comunità internazionale.
L'eventuale entrata del Kosovo in Unesco sarebbe davvero un punto tragico di non ritorno nel campo del rispetto e della tutela della cultura mondiale. A questo bisogna opporsi.
premetto che su sto tema ne so assai poco, vorrei restare al primo post, cioè quello del vandalismo e della distruzione sistematica del patrimonio artistico e culturale serbo
be', se in kosovo dobbiamo ritrovarci con una sorta di califfato easy, che distrugge ogni memoria, per me non se meritano un cazzo
mi fa sempre impressione consegnare il potere a ceffi strani vestiti con tuniche nere
Citazione di: Monsieur Opale il 20 Ott 2015, 15:00
premetto che su sto tema ne so assai poco, vorrei restare al primo post, cioè quello del vandalismo e della distruzione sistematica del patrimonio artistico e culturale serbo
be', se in kosovo dobbiamo ritrovarci con una sorta di califfato easy, che distrugge ogni memoria, per me non se meritano un cazzo
mi fa sempre impressione consegnare il potere a ceffi strani vestiti con tuniche nere
le contraddizioni sono sempre più evidenti: in apparenza si combatte il Daesh (Isis) ma poi si favoriscono il sorgere e lo sviluppo (e nel Kosovo questo lo si può toccare con mano) di nuove moschee, di scuole coraniche e di fanatismi spesso finanziati da ricchi paesi arabi... il discorso sarebbe lungo, ma anche semplice.
Leggo cose un po' esagerate sinceramente.
A leggervi pare davvero che il governo kosovaro abbia issato la bandiera nera a Pristina e che il Califfo stia progettando la conquista dei Balcani nemmeno fosse il XVI secolo.
Per rispondere ad aquila grigia: ovvio che Kosovo e Palestina sono casi per nulla simili (anche perché pristina controlla il territorio, a differenza dell'ANP) ma auspicare una soluzione alla Monte Athos è davvero un'assurdità, non c'è nemmeno da specificare il perché.
Il problema vero sono i maledetti nazionalismi balcanici tutti e chi li cavalca, gli stessi nazionalismi [...] che portano alla distruzione dei monasteri come al massacro di Srebrenica. La Serbia non rientrerà mai più nella regione a maggioranza albanese e deve cominciare ad ammetterlo se si vogliono evitare altri disastri in futuro.
[MSG-EDITATO]
QUESTA E' UNA BOARD DOVE E' POSSIBILE PARLARE DI TUTTO, CON UNA SOLA INDEROGABILE REGOLA, OSSIA IL RISPETTO DELLE OPINIONI ALTRUI E DELLA FRUIBILITA' DELLE DISCUSSIONI.
QUI NON C'E' NESSUNA GUERRA IN CORSO NE' PROPAGANDA DA EFFETTUARE, IN UN SENSO COME NELL'ALTRO.
CI INTERESSA, COME SEMPRE, CHE LA DISCUSSIONE POSSA CHIARIRE LE POSIZIONI, SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA TEMI CONTROVERSI COME QUESTO, NEL MASSIMO RISPETTO DEGLI INTERLOCUTORI E DEL REGOLAMENTO DEL FORUM.
UNA CONTRAPPOSIZIONE STERILE A COLPI DI ARTIGLIERIA INCROCIATI DA TRINCEA A TRINCEA NON CI INTERESSA.
SEI LIBERO DI INTERVENIRE ANCHE UTILIZZANDO ARGOMENTI PESANTI MA SENZA DEVIARE IL SENSO DELLA DISCUSSIONE E SENZA PORRE IN ESSERE LE CONDIZIONI AFFINCHE' IL QUI PRESENTE TOPIC SI TRASFORMI IN UN FLAME INGOVERNABILE.
GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE.
Lazio.net Staff Qui non si tratta e mai si è trattato di un conflitto religioso, è sempre stato un conflitto etnico. Come la guerra tra Serbia e Croazia, non è certo scaturita per motivi religiosi, visto che sono cattolici. Li avete distrutto tante chiese cattoliche e ucciso 15 mila croati. A meno che voi non odiate tutti i cattolici, ma spero per voi che non sia cosi.
Nelle guerre Jugoslave, i serbi sono gli unici ad essere stati condannati UFFICIALMENTE nella corte dell'AIA per Genocidio. Solo i Nazisti possono vantare un tale "riconoscimento".
In Bosnia sono stati massacrati 100 mila persone, civili inermi, bambini e donne.
Quando parli di cimiteri profanati in Kosovo, ricordati delle fosse comuni di 10 mila donne e bambini inermi massacrati. 800 mila persone espulse dalle proprie case, vittime di una VOSTRA pulizia etnica. Anche per questo e tanti altri crimini, molti vostri Generali dell'esercito, sono stati condannati dall'AIA.
Se il motivo per cui il Kosovo non merita di entrare a far parte dell'Unesco è quello del danneggiamento del patrimonio culturale, allora A MAGGIOR RAGIONE sarebbe opportuno che entrasse, perché quel patrimonio culturale diventerebbe mondiale, quindi protetto anche dalle Nazioni Unite. Sarebbe meglio per tutti.
Io capisco che tu, per dare peso alla tua propaganda, voglia spostare l'attenzione sull'aspetto religioso per cercare di trovare del misero supporto, ma sappi che l'Albania è un esempio di convivenza religiosa NEL MONDO.
Una delle maggiori figure religiose albanesi è Madre Teresa di Calcutta, che è cattolica e da cui prende nome anche
la Cattedrale della Beata Madre Teresa,
la più grande dei Balcani. Voi quanti siti archeologici, monumenti e moschee avete raso al suolo in Kosovo? Ma di che cosa vogliamo parlare?
Vuoi che ti parli di
Vucic? Vuoi che ti ricordi cosa diceva durante la guerra in Bosnia?
"Per ogni serbo ucciso, uccideremo 100 musulmani", lo disse davanti al Parlamento Serbo. E cosi avete fatto.
Tu che sei Serbo, traducilo un po, cosa dice Vucic?
[MSG-EDITATO]p.s parlo perché quei posti li conosco e so benissimo come si è evoluta la storia nei balcani. Potrei raccontare tanti atri fatti, ma non ne vale la pena.
Cvd
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/03/corte-onu-serbia-non-commise-genocidio-contro-croazia/1393159/
non sono serbo ne parteggio per nessuno, tuttavia...
nei casini balcanici non mi sembra corretto accusare i soli serbi, non è che i croati fischiassero....tanto per dire
io, non sono un esperto, leggiucchio qualcosa, un po mi informo ma una cosa la so: è materia talmente controversa che dura decenni con odi, stragi, rancori, fra fede, ideologie e quant'altro
mi limitavo a dire che quei tizi in tunica nera (ma potevano essere serbi, croati, molisani o altro) che distruggono la memoria sono barbari, sono una sorta di califfato light, per i miei gusti...
tutto qui, e chiudo dicendo: dalle vicende balcaniche non se ne esce con un paio di post su un forum. Non scherzate.
[MSG-EDITATO]
Da Anderz soltanto vorrei capire dove sta l'assurdità dell'equiparazione fra monte Athos e Metohija: sarebbe bello farci un salto insieme, per capire come si vive la questione. Quanto ai nazionalismi, farei notare sommessamente che sono sorti, dalle macerie della Jugoslavia, staterelli etnicamente puri mentre in Serbia ho incontrato, anche dopo il '99, tutte le etnie che formavano la Jugoslavia. Magari qualcuno che spara a zero sui serbi e monta la bandiera della pluri sponsorizzata e finanziata albanese kosovara d'origine, madre Teresa di Calcutta, mi spiegasse come fanno gli ospedali di Belgrado a essere frequentati da albanesi, anche dal Kosovo, per curare malattie che a Pristina neppure si sognano di poter curare... Il problema è che, ancora oggi, cimiteri chiese e monasteri ortodossi sono fatti oggetto di violenza, quella più becera, quella che deriva dai libri di scuola albanesi kosovari che già nelle elementari insegnano come siano solo testimonianze di soprusi e imposizioni e non di cultura. datemi una risposta a questo, se ne avete. Cimiteri che non possono essere visitati perchè i visitatori, spesso donne e anziani, serbi, certo, vengono presi a sassate! Vergognatevi e basta.
Citazione di: Monsieur Opale il 20 Ott 2015, 20:09
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/03/corte-onu-serbia-non-commise-genocidio-contro-croazia/1393159/
non sono serbo ne parteggio per nessuno, tuttavia...
nei casini balcanici non mi sembra corretto accusare i soli serbi, non è che i croati fischiassero....tanto per dire
io, non sono un esperto, leggiucchio qualcosa, un po mi informo ma una cosa la so: è materia talmente controversa che dura decenni con odi, stragi, rancori, fra fede, ideologie e quant'altro
mi limitavo a dire che quei tizi in tunica nera (ma potevano essere serbi, croati, molisani o altro) che distruggono la memoria sono barbari, sono una sorta di califfato light, per i miei gusti...
tutto qui, e chiudo dicendo: dalle vicende balcaniche non se ne esce con un paio di post su un forum. Non scherzate.
a quali tizi in tunica ti riferisci?
@aquila grigia: ma davvero dobbiamo parlare del perché delle norme internazionali che valgono per un monastero teocratico con una popolazione di soli uomini (poche centinaia di) non possano essere applicate ad un territorio di un milione e mezzo di abitanti che è insorto contro l'ex stato centrale? Eddaje
La parte serba va ridata alla Serbia, la parte albanese scegliesse se proseguire con l'indipendenza o unirsi all'Albania. Autodeterminazione, questa ormai mi sembra l'unica strada.
Delle guerre tra filoserbi, filocroati e filo albanesi non solo mi interessa poco, le trovo anche tristi visto il bel paese che era la Jugoslavia.
Senza ribattere a Kobra e Aquilagrigia : abbiamo già dato, siamo in una situazione di crisi (tutti i Balcani) e pensiamo ancora a queste cose. I tempi sono cambiati, è arrivato il momento di porre fine a questa situazione.
Non è possibile che le nuove generazioni continuino a nutrirsi dell'odio del passato. La verità è che abbiamo paura di conoscerci realmente, abbiamo paura di scoprire che sono molte di più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono.
Chiaramente in molti non potranno cancellare il dolore causato dal passato, ma il resto è marciume propagandistico nazionalistico che non serve ai Balcani e alla gente che ci vive.
Riguardo ai libri albanesi : non ho mai letto qualcosa che faccia pensare ai soprusi da parte della chiesa (forse ci dovevano scrivere qualcosa). L'eroe nazionale albanese, vale a dire Skenderbeu, viene chiamato diverse volte nei libri di storia "difensore del Cristianesimo" e l'eroina albanese già menzionata chiaramente non mi pare dellISIS. Il problema delle religioni, almeno in Albania, non esiste. Parlando invece di tuniche e di ISIS, contrapponendolo al cristianesimo della Serbia (ma anche della Grecia) si rischia di radicalizzare delle posizioni che attualmente non esistono.
Vi posto un video (probabilmente abbastanza propagandistico), di un studente serbo che ha visitato ultimamente l'Albania, per vedere la partita contro la sua Serbia.
Le scene viste ultimamente a Belgrado (ma anche a Tirana), non sono accettabili nel 21 secolo, nè per una partita di calcio e nè in assoluto.
Citazione di: Monsieur Opale il 20 Ott 2015, 15:00
premetto che su sto tema ne so assai poco, vorrei restare al primo post, cioè quello del vandalismo e della distruzione sistematica del patrimonio artistico e culturale serbo
be', se in kosovo dobbiamo ritrovarci con una sorta di califfato easy, che distrugge ogni memoria, per me non se meritano un cazzo
mi fa sempre impressione consegnare il potere a ceffi strani vestiti con tuniche nere
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Citazione di: Splash21 il 20 Ott 2015, 23:03
Senza ribattere a Kobra e Aquilagrigia : abbiamo già dato, siamo in una situazione di crisi (tutti i Balcani) e pensiamo ancora a queste cose. I tempi sono cambiati, è arrivato il momento di porre fine a questa situazione.
Non è possibile che le nuove generazioni continuino a nutrirsi dell'odio del passato. La verità è che abbiamo paura di conoscerci realmente, abbiamo paura di scoprire che sono molte di più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono.
Chiaramente in molti non potranno cancellare il dolore causato dal passato, ma il resto è marciume propagandistico nazionalistico che non serve ai Balcani e alla gente che ci vive.
Riguardo ai libri albanesi : non ho mai letto qualcosa che faccia pensare ai soprusi da parte della chiesa (forse ci dovevano scrivere qualcosa). L'eroe nazionale albanese, vale a dire Skenderbeu, viene chiamato diverse volte nei libri di storia "difensore del Cristianesimo" e l'eroina albanese già menzionata chiaramente non mi pare dellISIS. Il problema delle religioni, almeno in Albania, non esiste. Parlando invece di tuniche e di ISIS, contrapponendolo al cristianesimo della Serbia (ma anche della Grecia) si rischia di radicalizzare delle posizioni che attualmente non esistono.
Vi posto un video (probabilmente abbastanza propagandistico), di un studente serbo che ha visitato ultimamente l'Albania, per vedere la partita contro la sua Serbia.
Le scene viste ultimamente a Belgrado (ma anche a Tirana), non sono accettabili nel 21 secolo, nè per una partita di calcio e nè in assoluto.
esatto, basta col marciume nazionalista,
il nazionalismo produce sempre mostruosità
i giovani dicano basta
Citazione di: Splash21 il 20 Ott 2015, 23:03
Senza ribattere a Kobra e Aquilagrigia : abbiamo già dato, siamo in una situazione di crisi (tutti i Balcani) e pensiamo ancora a queste cose. I tempi sono cambiati, è arrivato il momento di porre fine a questa situazione.
Non è possibile che le nuove generazioni continuino a nutrirsi dell'odio del passato. La verità è che abbiamo paura di conoscerci realmente, abbiamo paura di scoprire che sono molte di più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono.
Chiaramente in molti non potranno cancellare il dolore causato dal passato, ma il resto è marciume propagandistico nazionalistico che non serve ai Balcani e alla gente che ci vive.
Riguardo ai libri albanesi : non ho mai letto qualcosa che faccia pensare ai soprusi da parte della chiesa (forse ci dovevano scrivere qualcosa). L'eroe nazionale albanese, vale a dire Skenderbeu, viene chiamato diverse volte nei libri di storia "difensore del Cristianesimo" e l'eroina albanese già menzionata chiaramente non mi pare dellISIS. Il problema delle religioni, almeno in Albania, non esiste. Parlando invece di tuniche e di ISIS, contrapponendolo al cristianesimo della Serbia (ma anche della Grecia) si rischia di radicalizzare delle posizioni che attualmente non esistono.
Vi posto un video (probabilmente abbastanza propagandistico), di un studente serbo che ha visitato ultimamente l'Albania, per vedere la partita contro la sua Serbia.
Le scene viste ultimamente a Belgrado (ma anche a Tirana), non sono accettabili nel 21 secolo, nè per una partita di calcio e nè in assoluto.
Conosco abbastanza bene la Serbia ed il suo popolo per legami affettivi molto forti.
Ma il tuo post è illuminato e pieno di buon senso e ragionevolezza.
Impossibile non essere d'accordo con te.
Complimenti di cuore.
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Citazione di: Aquila grigia il 20 Ott 2015, 14:48
In ogni caso, la questione Kosovo (e Metohija...) può risolversi, sempre a mio avviso, solo se la regione, a prescindere dall'indipendenza unilaterale, potrà godere nel futuro di uno status paragonabile a quello del Monte Athos (il monte sacro degli ortodossi) all'interno della Grecia.
Posso capire il valore culturale storico della regione per i serbi, ma tra i due casi non ci può essere paragone.
Citazione di: anderz il 20 Ott 2015, 19:02
Il problema vero sono i maledetti nazionalismi balcanici tutti e chi li cavalca, gli stessi nazionalismi [...] che portano alla distruzione dei monasteri come al massacro di Srebrenica. La Serbia non rientrerà mai più nella regione a maggioranza albanese e deve cominciare ad ammetterlo se si vogliono evitare altri disastri in futuro.
Cominicia dall'impero ottomano arrivando alla seconda guerra mondiale passando per due guerre balcaniche.
Sottoscrivo lo spirito di Splash,
ma ci sono due punti che non collimano: parliamo di Kosovo, non di Albania.
Il problema della religione esiste eccome, visto che senza i militari italiani i monasteri patrimonio dell'UNESCO sarebbero cumuli di macerie, visto che la regione esporta combattenti dell'IS a migliaia, e visto che si viola pure la sacralità della morte.
E trovo difficile anche il discorso del voltar pagine: voltare pagina si può, e si deve fare, una volta che siano riconosciute legittime ambizioni, aspirazioni ed esistenze di chiunque e di tutti, non è possibile farlo quando una parte riceve quotidianamente calci negli stinchi con le punte chiodate. Abbiamo una percezione molto distorta dei fatti ben esemplificata da quanto dice anderz, ossia che la Serbia deve cominciare ad riconoscere l'indipendenza del Kosovo visto che sono 16 anni che lo è di fatto. Bene, vero, ma l'occidente invece non deve riconoscere che il Kosovo è fuori dall'ONU? Non deve riconoscere che è un (narco)stato marcio dove proliferano interessi criminali di ogni risma? Non deve ammettere che la condizione esistenziale della minoranza serba è qualcosa di osceno? Non deve ammettere che sotto i suoi occhi si è consumata una pulizia etnica quasi assoluta? Sono i bimbi portati a scuola dentro i blindati il modello culturale cui ci ispiriamo?
Torti e ragioni stanno da tutte le parti: la base di qualsiasi pace è la disponibilità a riconoscerlo. Il vae victis è solo foriero di nuovi conflitti.
P.S. Bekim Fehmiu, l'Ulisse dell'Odissea televisiva quando eravamo piccoli, albanese di famiglia kosovara, è morto a Belgrado, dove viveva, nel 2010.
mi sembra perfetto, si stia sul pezzo, sul presente
che a fare i calcoli dei torti e delle ragioni si ricomincia a sparare
@kobra
Ammettere che il Kosovo sia fuori dall'ONU non ha molto senso, visto che un tentativo di ingresso si scontrerebbe in partenza con l'insormontabilità del veto russo in consiglio di sicurezza. Se poi vogliamo parlare di narcostati, beh, benvenuto in una comunità internazionale che ospita senza troppi problemi il Montenegro, la Guinea Bissau, regimi disumani come quello nordcoreano e stati come l'Uganda, che applica l'ergastolo nei confronti degli omosessuali.
Sulla tutela dei diritti dei serbi kosovari non credo si possa essere in disaccordo, l'UE si sta muovendo in tal senso (andatevi a vedere come i nazionalisti albanesi stanno reagendo al tentativo del primo ministro kosovaro di arrivare ad un accordo con Bruxelles sulla tutela della comunità serba) e uno Stato isolato dalla comunità internazionale può essere ancora meno rispettoso dei diritti umano.
I militanti jihadisti kosovari sono 200 (come percentuale inferiore a quella di molti altri paesi a maggioranza islamica), non mi sembra un argomento valido.
Io parlo dell`Albania perche` la conosco bene (diciamo).
Riguardo al numero dei combattenti dell`IS siamo a 100-150 su quasi 2mln per il Kosovo (in Albania meno di 100 su quasi 3mln), altro che migliaia. Numeri che chiaramente, riportati alla popolazione, hanno valore puramente statistico. Considera che in Albania, piu` del 60% della popolazione viene considerata mussulmana (anche se la maggior parte non e` praticante): in pratica stanno combattendo in Iraq e Siria, il 0.006% (e non ho fatto male i conti, i numeri sono quelli) dei mussulmani albanesi. Stiamo parlando del 0.006% dei mussulmani albanesi.
Per il resto, non vedo ragioni nel tuo post che non permettano di voltare pagina subito. Non capisco cosa c`entri con questo,ad esempio, riconoscere, da parte dell`occidente, che il Kosovo sia un (narco)stato marcio (Djukanovic, anyone?); oppure ammettere la pulizia etnica (da parte di chi e verso chi? e si comincia con un altro giro di giostra).
Io parlavo dei rapporti tra i stati dei Balcani ed i loro popoli.
Nei Balcani, se si guardasse al passato, sarebbe molto facile trovare delle ragioni per promuovere l'odio e il conflitto. Credo però che questo non sia il modo giusto per rasserenare gli animi tra queste Nazioni e promuovere la pace.
La strategia politica di attribuire tutti i mali di questo mondo ai "nemici", trasformandoli in mostri da isolare, per far apparire loro stessi delle anime candide è vecchia ed ha causato già tantissime sofferenze, non solo a chi ne è stato vittima, ma anche a chi l'abbia promossa. E' pacifico che questa sia una logica che non possa essere accettata da nessuno.Tale strategia, che fu di Milisoevic, di dipingere i Croati "Ustascia", i Bosniaci dei fondamentalisti islamici e i Kosovari come dei criminali, per giustificare un intervento militare, ha già ricevuto una condanna dalla comunità internazionale. E' storia recente e non si tratta di una mistificazione.
Hanno sbagliato in tanti, bisogna voltare pagina. Perché se si entrasse nei particolari, uno potrebbe raccontare la recentissima partita tra Serbia e Albania, dove è bastato un drone con dei simboli albanesi per sfociare in una violenza che ha portato alla devastazione di negozi di proprietà albanesi in Serbia(Voivodina, Starapazova, Becej ect) e di due moschee bruciate(una a Novisad e Subotica). Hanno tirato bombe e molotov. Se si vogliono le cose documentate, eccole e ne potrei portare tante altre, che dimostrano chiaramente come i Serbi non siano diventati improvvisamente diventati degli angeli. Che questi popoli si odino non è una novità, però qui mi pare di scoprire l'acqua calda e da come viene descritta la situazione, sembra che l'odio sia unilaterale e si sbagli solo da una parte.
Vogliamo parlare di Mafia? Nei balcani, come in tutto il mondo, ce n'è. Anzi, non si capisce dove finisce la mafia ed inizia lo stato. In Serbia, che dovrebbe essere uno stato più evoluto, il Primo Ministro
Zoran Đinđić nel 2003 è stato assassinato dalla Mafia serba. Questo fatto fa capire molte cose.
Vogliamo discutere su quanto la Serbia ci tenga alla salvaguardia del patrimonio dell'Unesco? Visto che si parla di "luoghi comuni", eccolo un luogo comune, un sito dell'Unesco come Dubrovnik attaccato dall'esercito serbo e distrutto. Questo è documentato:
Possiamo trattare anche il tema dell'estremismo religioso che affligge tutto il mondo, chiaramente non solo il Kosovo(dove cmq la comunità internazionale ha dei poteri esecutivi e c'è la presenza della Nato, quindi ci sono anche responsabilità "condivise") ma ci vorrebbero dei giorni. Dal Kosovo sono partiti circa 100-200(non migliaia come sostiene qualcuno) "foreign fighters", dalla Germania, uno stato di tutt'altro spessore e molto più evoluto, sono partiti circa 500. Il tagliagole, "John", che vediamo nei video è cresciuto a Londra, buona famiglia e si è formato nelle scuole migliori. Che cosa vogliamo fare, affrontare il tema dei Foreign Fighters come un problema esclusivo che trova terreno fertile solo nel Kosovo? Mi sembra un pochino riduttivo.
Chi conosce la materia, sa perfettamente che questi sono tutti dei pretesti per impedire che il Kosovo faccia parte delle organizzazioni internazionali e diventi cosi uno stato a tutti gli effetti. Questa è la politica di stato della Serbia, che non accetta che il Kosovo diventi uno stato normale e fa di tutto per impedirlo.
Con tutto il rispetto, ma non è un monastero il motivo del contendere, questo lo percepisce chiunque abbia un minimo di conoscenza della situazione.
Oggi il pretesto è "l'Unesco", domani sarà "l'Uefa, poi più in là "Il Consiglio d'Europa", fino ad arrivare alla battaglia finale che riguarderà l'entrata del Kosovo nelle Nazioni Unite. Questo è il succo di tutta queste storia, detta in poche parole.
Mi auguro solo che nella politica Serba alberghi la necessaria intelligenza che gli consenta di capire, che si è innescato un meccanismo irreversibile. Cambiassero questa strategia, perché ha degli effetti collaterali devastanti, produce solo dell'odio e non aiuta a compiere dei passi in avanti verso un processo di pace che sarà realtà fra qualche decennio nelle future generazioni.
L'odio genera odio e mi auguro che non provochi una escalation. Dio non voglia, ma se si accende un altro conflitto armato, la Serbia si ritroverebbe accerchiata dai propri vicini, che nutrono ancora dei sentimenti profondi di vendetta e non sono più quelli degli anni '90 che combattevano con gli AK47, ma hanno in dotazione armi di tutt'altra portata e l'appoggio dei paesi più potenti occidentali. Se li ritroverebbero tutti in casa e non si parlerebbe più del Kosovo, ma dell'indipendenza di Voivodina o del Sangiaccato.
Bisogna che si rendano conto che gli equilibri di potenza sono cambiati e ci si deve adeguare, altrimenti diventa una politica autodistruttiva.
Detto questo, va considerato dalla parte serba anche l'assurdo(per certi versi divertente) che un giorno i Kosovari impazziscano e decidano di tornare a far parte della Serbia. Riuscite veramente ad immaginare cosa vorrebbe dire questo per lo stato serbo? Gli albanesi avrebbero il potere di veto su tutto: 1/3 del parlamento sarebbe albanese, 1/3 del governo albanese, 1/3 dell'esercito sarebbe albanese, 1/3 della polizia sarebbe albanese, tutto. Riuscite a realizzare cosa significherebbe per la Serbia tutto questo, o no?
Nella vita, certe volte, bisogna stare attenti a ciò che si desidera.
p.s Mi dispiace, e lo ripeto, che questo argomento venga discusso in un forum frequentato prettamente da persone interessate a parlare di calcio e che conoscano poco un argomento cosi complicato. Per questo motivo mi sono opposto.
Intanto vi informo, con un'ultim'ora, che il primo passo verso un'adesione all'Unesco da parte del Kosovo è stato compiuto. "The Executive Council of Unesco" ha accettato la richiesta del Kosovo con 27 voti favoreli, 14 contrari e 14 astenuti.
Citazione di: Splash21 il 21 Ott 2015, 10:05
Io parlo dell`Albania perche` la conosco bene (diciamo).
Riguardo al numero dei combattenti dell`IS siamo a 100-150 su quasi 2mln per il Kosovo (in Albania meno di 100 su quasi 3mln), altro che migliaia. Numeri che chiaramente, riportati alla popolazione, hanno valore puramente statistico. Considera che in Albania, piu` del 60% della popolazione viene considerata mussulmana (anche se la maggior parte non e` praticante): in pratica stanno combattendo in Iraq e Siria, il 0.006% (e non ho fatto male i conti, i numeri sono quelli) dei mussulmani albanesi. Stiamo parlando del 0.006% dei mussulmani albanesi.
Per il resto, non vedo ragioni nel tuo post che non permettano di voltare pagina subito. Non capisco cosa c`entri con questo,ad esempio, riconoscere, da parte dell`occidente, che il Kosovo sia un (narco)stato marcio (Djukanovic, anyone?); oppure ammettere la pulizia etnica (da parte di chi e verso chi? e si comincia con un altro giro di giostra).
Io parlavo dei rapporti tra i stati dei Balcani ed i loro popoli.
E così rispondo anche ad anderz.
O, almeno, ci provo
;)
Una cosa sono i regimi degli stati, altra cosa uno stato nato in barba ad una risoluzione ONU che sta in piedi solo e soltanto grazie ai finanziamenti che riceve. Mi pare che le cose vadano distinte, visto che il governo di ogni singolo stato è discutibile, ma son cose esulano dal Diritto Internazionale.
Il Kosovo è fuori dall'ONU non solo per il veto russo (e cinese), ma anche diversi paesi UE - Spagna, Grecia, Slovacchia, Romania e Cipro - non ne riconoscono l'indipendenza.
Quanto alla percentuale dei combattenti per l'IS ho scritto migliaia perchè il fatto che 200 siano in loco - uno si è anche fatto esplodere a Baghdad - implica anche una rete che permetta loro di andare, una logistica di fiancheggiatori ecc. Diciamo che migliaia di simpatizzanti e tagliamo la testa al toro.
Alla GB, che ha una forte immigrazione da paesi islamici tipo il Pakistan, viene attribuito lo stesso numero di militanti sotto le bandiere del califfo, e questo con una popolazione oltre 30 volte maggiore.
Quanto al voltare pagina adesso e subito, una cosa è voltare pagina, altra cosa è - appunto - il vae victis: non mi pare che all'attuale (ma anche al precedente) premier serbo manchi tale volontà, è andato pure a prendersi le pietre in testa a Potočari, per dire.
E comunque la questione è: può il Kosovo attuale tutelare il patrimonio UNESCO rappresentato dai monasteri serbi?
Chiedetelo a qualche militare italiano che vi abbia prestato servizio e mi saprete ridire
P.S.;
https://vimeo.com/36827025
(bellissimo filmato per chi abbia voglia di vederlo)
e comunque la guerra è finita..
ora, oggi, chiunque compia crimini verso il patrimonio culturale
va isolato e condannato al pari del califfato o dei talebani per la barbarie praticata
OT
Oggi Drazen avrebbe compiuto 51 anni :cry:
EOT
Come potete notare ancora una volta, l'argomento principale è l'indipendenza del Kosovo, non tanto l'adesione all'Unesco, che è solamente un appiglio per creare un altro ostacolo.
1- Innanzitutto, non far parte dell'Onu non significa essere uno stato a tutti gli effetti o meno. Un esempio è la Svizzera, fino al 2002 non ne faceva parte. Ma non si può mica sostenere che la Svizerra non fosse uno stato...
2- Argomento Diritto Internazionale: siccome qualcuno non lo sa o fa finta di non saperlo, la Serbia ha fatto un rincorso nella Corte internazionale di giustizia(il principale organo giudiziario dell'ONU), la quale nel 2010 ha sentenziato che " la dichiarazione di indipendenza del Kosovo del 2008 non ha violato il diritto internazionale."
Conoscere questi fatti è importante per non mistificare la realtà. La Serbia ha perso su tutti i fronti, sia de Iure che de Facto.
L'unica cosa che le è rimasta è il potere di veto della Russia, che non è certo un esempio di rispetto del Diritto Internazionale, considerando che solo pochi mesi fa ha compiuto uno degli atti più gravi che si posso fare secondo il Diritto Internazionale, cioè l'annessione del territorio di un altro stato sovrano, oltretutto riconosciuto anche dall'ONU. Parliamo della Crimea, ovviamente, è un argomento di attualità.
3- Su 28 paesi dell'UE, solo 5 non la riconoscono. Anche per questi 5 non è una questione di diritto internazionale, bensi' una questione di politica interna. La Spagna ha i problemi con la Catalogna che chiede l'indipendenza, la Grecia ha problemi con la questione del Cipro e anche il Cipro stesso per motivi riguardanti il nord dell'isola, controllato dai Turchi. La Romania ha il problema della Transnistria, che è controllato dalla Russia, la Slovacchia ha problemi con una sostanziosa minoranza Ungherese.
Insomma è del tutto evidente, per chiunque abbia delle nozioni anche elementari di Geopolitica, che per questi stati si tratti di una semplice questione di politica interna e di interessi nazionali. Ogni stato fa i propri interessi.
4- I combattenti sono quelli che combattono, i simpatizzanti sono tutta un'altra cosa e nessuno è in grado di stabilirlo quanti possano essere.
Lo sapete che la popolazione musulmana nei paesi come Francia, Germania, Inghilterra, Olanda ect. supera di 3 o 4 volte la popolazione musulmana presente nei balcani, non solo come numero effettivo ma anche come percentuale di Foreign Fighters?
Questo è un fenomeno che tocca paesi con istituzioni molto più forti, anche l'Italia stessa(anche se ringraziando dio con cifre minori), come si può pretendere che uno stato nato solamente 7 anni fa, come il Kosovo, rimanga escluso da un fenomeno cosi vasto?
Inoltre, in Kosovo ci sono altre minoranze che hanno sicuramente una più forte appartenenza religiosa rispetto agli albanesi, come i Bosniaci, i Gorani, gli Ashkali, Turchi ect, quindi anche più propensi a sposare queste ideologie estremiste.
E' una questione complessa, ma non si può generalizzare. Una minoranza non può rispecchiare i valori di un'intero popoli.
5- Quanto all'episodio di Potocari con Vucic, di cui ho parlato anche in precedenza e non mi vorrei soffermare molto, è un incidente sgradevole ma che prende spunto dalla storia personale POLITICA di Vucic, non dalla carica che ricopre attualmente come Premier.
In precedenza altri politici importanti serbi, come Tadic, hanno fatto visita in quei luoghi, ma a nessuno hanno tirato le pietre. Con Vucic è successo perché faceva parte del partito radicale di Vojislav Šešelj ed era un esponente importante di quel partito, che promuoveva l'odio e la guerra.
Il fatto che ci sia andato è da apprezzare, ma ricordiamoci che parliamo del massacro di Srebrenica del 1995, riconosciuto come Genocidio dal tribunale dell'AIA. Sono morte 8 MILA CIVILI bosniaci, uccisi dai serbi, in pochi giorni e molti associano la faccia di Vucic con i protagonisti dell'epoca. Era colui che dichiarava "per un serbo ucciso, ammazzeremo 100 bosniaci".
Ricordiamoli bene questi fatti, prima di raccontare certe cose.
6- Quanto al militare Italiano, il Governo Italiano ieri ha votato #YesKosovoUnesco. Non penso che siano cosi sprovveduti... ;)
p.s Serve una catarsi, vivreste tutti meglio. Ma non tutti sono in grado di farlo e me ne dispiaccio.
Citazione di: Thunder il 22 Ott 2015, 14:44
5- Quanto all'episodio di Potocari con Vucic, di cui ho parlato anche in precedenza e non mi vorrei soffermare molto, è un incidente sgradevole ma che prende spunto dalla storia personale POLITICA di Vucic, non dalla carica che ricopre attualmente come Premier.
In precedenza altri politici importanti serbi, come Tadic, hanno fatto visita in quei luoghi, ma a nessuno hanno tirato le pietre.
si si ,
certo, come no...
Il presidente serbo Boris Tadic viene accolto con proteste e lancio di pietre da parte di attivisti di Vetevendosje mentre si reca in visita al monastero di Visoki Decani per il Natale ortodossohttp://www.balcanicaucaso.org/Media/Multimedia/Tadic-in-Kosovo-per-il-Natale-ortodosso
Quanto al militare italiano trattasi di Fabio Mini, già capo generale della KFOR, ma questo forse lo sai (anche se sicuramente non lo hai mai letto) visto che pare tu abbia democraticamente deciso in base ai tuoi canoni di essere l'unico informato sui fatti
(notevole questo discorso per cui possano parlare solo le persone informate dei fatti: chiudiamo le chiese allora visto che non credo in giro ci siano molte persone che parlino l'aramaico e siano vissute nella Galilea di un paio di millenni addietro...)
Visto che ci sono stato e conosco diverse persone posso comunque dire al resto dei partecipanti alla discussione che la Croazia è un bellissimo paese abitato da persone squisite.
Tornando all'argomento è da notare anche come eccetto sporadiche manifestazioni colleriche generate per lo più da eventi esterni in tutta la ex Jugoslavia in tempo di pace non vi siano state distruzioni di monumenti religiosi,
pratica che invece continua nel Kosovo con cadenza quasi quotidiana.
Altro dato su cui riflettere
Citazione di: Kobra il 23 Ott 2015, 09:10
Tornando all'argomento è da notare anche come eccetto sporadiche manifestazioni colleriche generate per lo più da eventi esterni in tutta la ex Jugoslavia in tempo di pace non vi siano state distruzioni di monumenti religiosi,
pratica che invece continua nel Kosovo con cadenza quasi quotidiana.
Altro dato su cui riflettere
esatto, riaprire il cassetto dei torti e delle ragioni serve a poco
a me fa incazzare a bestia la barbarie praticata e non solo in Siria o Iraq ma anche vicino a noi e dove la comunità europea potrebbe intervenire
e senza entrare nel merito delle vicende
Purtroppo quasi sempre l'UE va a rimorchio degli USA anche quando, come spessissimo accaduto ultimamente, tale politica comporti costi più o meno salati proprio per l'UE.
Former commander of the French special forces within KFOR, Colonel Jacques Hogard stated that UNSECO should not grant Kosovo membership because it does not belong there.
UNESCO should not yield to pressures because those who destroyed and burned down property now want to become UNSECO members and Kosovo does not belong there, Hogard told the daily Blic.
Serbian cultural heritage in Kosovo, which also belongs to the world, has to be saved, Hogard said. (Ethnic) Albanians and their government have two versions of the story, one that they are good and caring and the other one is real life in Kosovo. There, they are not protecting churches and monasteries, they are destroying them, he said.
Hogard saved the Devic Monastery and its sisterhood in the vicinity of Srbica from the attacks by KLA in 1999, for which he received the Order of Saint Sava.
d'accordo con "MR Opale" e con "Spalsh21".
Citazione di: Kobra il 23 Ott 2015, 09:10
si si ,
certo, come no...
Il presidente serbo Boris Tadic viene accolto con proteste e lancio di pietre da parte di attivisti di Vetevendosje mentre si reca in visita al monastero di Visoki Decani per il Natale ortodosso
http://www.balcanicaucaso.org/Media/Multimedia/Tadic-in-Kosovo-per-il-Natale-ortodosso
:lol:
Cioè, io ti parlo di Srebrenica(che si trova in Bosnia) e tu mi porti l'esempio di un fatto accaduto in Kosovo? Capisco che io ti renda un po difficile il compito, portando dei fatti inconfutabili, però insomma la Geografia non si può proprio trascurare...
"Vetevendosje", di Albin Kurti, è un partito radicale, che ce l'ha con tutti. L'unica cosa che sanno fare è protestare, è una caratteristica che li contraddistingue. Più che con i serbi, ce l'ha con il proprio governo. Solo un paio di giorni fa ha tirato dei lacrimogeni dentro al proprio parlamento...e alcuni di loro sono stati arrestati.
Citazione di: Kobra il 23 Ott 2015, 09:10
Quanto al militare italiano trattasi di Fabio Mini, già capo generale della KFOR, ma questo forse lo sai (anche se sicuramente non lo hai mai letto) visto che pare tu abbia democraticamente deciso in base ai tuoi canoni di essere l'unico informato sui fatti
(notevole questo discorso per cui possano parlare solo le persone informate dei fatti: chiudiamo le chiese allora visto che non credo in giro ci siano molte persone che parlino l'aramaico e siano vissute nella Galilea di un paio di millenni addietro...)
Fabio Mini è stato un comandante del KFOR dal 2002 al 2003, noi stiamo parlando di post Indipendenza, cioè dal 2008 in poi o che cosa? Perché dal dopo guerra alla dichiarazione di indipendenza non era stata trovata ancora una soluzione politica allo status del Kosovo, quindi gli animi erano accesi e fino al 2008 la responsabilità PRINCIPALE era della Comunità Internazionale(Nato, UE ect), quindi si trattava di inadeguatezza di queste istituzioni.
Quindi, il signor Mini, nella peggiore delle ipotesi evidentemente sta facendo dell'autocritica su se stesso e sull'organizzazione per cui lavorava, cioè la Nato. Si sa però che questi militari c'hanno questa strana "malattia" che quando sono in servizio sono tutti "Gung-ho", quando vanno in pensione diventano tutti pacifisti, eppure di sinistra. :DD Ma noi non stiamo parlando del ruolo della Nato in Kosovo, questo è un tema a parte.
Quanto a me, quello è un ruolo che mi stai riconoscendo te, ma io non ho queste aspirazioni, però da quanto pare mi sa che hai proprio ragione.
Citazione di: Kobra il 23 Ott 2015, 09:10
Tornando all'argomento è da notare anche come eccetto sporadiche manifestazioni colleriche generate per lo più da eventi esterni in tutta la ex Jugoslavia in tempo di pace non vi siano state distruzioni di monumenti religiosi,
Quindi, secondo la tua logica, durante il conflitto è tutto permesso, anche la distruzione di siti Unesco(come Dubrovnik ect) o di centinaia di altri siti religiosi(chiese, moschee ect) o monumenti culturali(lega di Prizren)?
Allora, secondo questa tua logica, l'Isis in questo momento è giustificato per quelle barbarie che sta compiendo contro il patrimonio culturale mondiale, perché si trova in un contesto di guerra?! Ammazza...
Se andiamo avanti con questa logica, il modo di fare dell'Isis si identifica molto di più con quanto fatto dalla Serbia durante la guerra.
Tu per giustificare questa barbarie commessa dai Serbi in tempi di Guerra, "inconsciamente" sostieni una logica che non sta ne in cielo ne in terra, ma soprattutto va contro il Diritto Internazionale, di cui tanto parli, ma mi sembra che lo conosca molto poco. Dovresti sapere che anche in regime di Guerra, determinate cose non si possono fare.
EPPURE, nonostante tutto questo, nel 2000, un anno dopo la Guerra la Serbia l'hanno ammessa all'Unesco.
Citazione di: Kobra il 23 Ott 2015, 09:10
pratica che invece continua nel Kosovo con cadenza quasi quotidiana.
Altro dato su cui riflettere
Dal 2008, da quando il Kosovo ha dichiarato l'indipendenza, non c'è nessuna chiesa
distrutta, al massimo ci sono stati dei "graffiti", quando invece solo un anno fa i Serbi hanno dato fuoco a due moschee dopo la partita contro l'Albania, per colpa di un giocattolo...
C'è da dire che la chiesa serba ha un ruolo importante nella vita sociale e politica del paese e anche all'epoca è stato uno dei promotori principali della guerra in Kosovo, tant'è vero che i paramilitari Serbi venivano benedetti quando andavano in guerra e spesso venivano anche rifugiati all'interno delle chiese stesse o dei monasteri, dopo aver commesso dei crimini contro l'umanità. Venivano utilizzati come basi militari.
All'interno dei Monasteri c'erano dei carri armati e centri di comando dell'esercito, che va contro ogni codice militare di guerra.
I Kosovari non ce l'avevano con le chiese in quanto cristiane, ma quanto al fatto che avessero avuto un legame importante con la violenza subita dalla popolazione locale. Altrimenti non avrebbero costruito nel 2009, nel centro di Pristina, la Cattedrale cattolica più grande dei Balcani.
Gli albanesi sono anche Cristiani, cattolici e ortodossi, quindi non c'è odio religioso, come lo si voglia far apparire, ma come ho detto mille volte, semmai si tratta di odio etnico. Questo è certo.
Citazione di: Kobra il 23 Ott 2015, 10:45
Purtroppo quasi sempre l'UE va a rimorchio degli USA anche quando, come spessissimo accaduto ultimamente, tale politica comporti costi più o meno salati proprio per l'UE.
Former commander of the French special forces within KFOR, Colonel Jacques Hogard stated that UNSECO should not grant Kosovo membership because it does not belong there.
UNESCO should not yield to pressures because those who destroyed and burned down property now want to become UNSECO members and Kosovo does not belong there, Hogard told the daily Blic.
Serbian cultural heritage in Kosovo, which also belongs to the world, has to be saved, Hogard said. (Ethnic) Albanians and their government have two versions of the story, one that they are good and caring and the other one is real life in Kosovo. There, they are not protecting churches and monasteries, they are destroying them, he said.
Hogard saved the Devic Monastery and its sisterhood in the vicinity of Srbica from the attacks by KLA in 1999, for which he received the Order of Saint Sava.
Ci sono anche testimonianze o scrittori che negano l'Olocausto, ma non per questo meritano di essere presi in considerazione.
Lo stato di questo signore, cioè la Francia, ha votato
#YesKosovoUnesco. Questo dovrebbe valere qualcosa, o l'opinione di questo personaggio vale più del governo Francese?
Stiamo parlando di alta politica e di Diritto Internazionale, non possiamo scendere cosi in basso, portando la testimonianza di un militare Francese, con tutto il rispetto. Io ne potrei portare migliaia, ma credo che il governo Francese sia più rappresentativo. Credo basti. ;)
Gli stati vengono rappresentati dai governi e, esclusa la Spagna, l'altro giorno tutti i paesi Europei partecipanti hanno votato
#YesKosovoUnesco. Il resto è aria fritta.
p.s Ai fatti si risponde con i fatti, non con argomenti falsi. Se hai altri argomenti che meriti la mia attenzione, risponderò, altrimenti credo che abbia detto abbastanza per rendere chiara un po a tutti la situazione.
Citazione di: Thunder il 22 Ott 2015, 14:44
La Romania ha il problema della Transnistria, che è controllato dalla Russia
Ti confondi con la Moldavia ("aho, sempre rumeno parlano", mi dirai :p).
La Romania ha comunque lo stesso problema con la maggioranza ungherese (szekely) in diverse zone della Transilvania, quindi il tuo ragionamento fila. :=))
Citazione di: Rainman il 23 Ott 2015, 18:52
Ti confondi con la Moldavia ("aho, sempre rumeno parlano", mi dirai :p).
La Romania ha comunque lo stesso problema con la maggioranza ungherese (szekely) in diverse zone della Transilvania, quindi il tuo ragionamento fila. :=))
Non mi sono confuso, semplicemente non mi volevo soffermare molto sulla questione, altrimenti ci avrei messo un'ora e mezza a scrivere il post(che cerco di scrivere velocemente, infatti ci sono un sacco di errori grammaticali.) :beer: Ho solo citato i problemi, ma non sono entrato nei dettagli, perché sono questioni abbastanza note per chi si occupa di queste cose.
Ma giusto per chiarire, come ben saprai, la Moldavia è di maggioranza rumena ed è un territorio che in poche parole la Romania considera proprio, anche se ufficialmente non lo è. Quindi anche la questione della Transnistira di conseguenza, per loro, rientra nella logica degli "interessi nazionali". :))
Anche questo è vero. Sia la Romania che la Serbia e anche la Slovacchia(di oggi, ma che fu la Cecoslovacchia di allora), hanno "lo stesso" problema con le minoranze Ungheresi, praticamente dalla dissoluzione dell'impero Austro-Ungarico, dopo la prima guerra Mondiale. :up:
Kosovo Minister for Communities and Return Dalibor Jevtic on Thursday condemned the breaking into two Serbian Orthodox churches, the Temple of the Birth of the Most Holy Mother of God in the Softovic village and St. Elijah's Church in Kacanik, southeastern Kosovo-Metohija.
The exact time when the break-ins took place is unknown, said a statement from his ministry - which was notified of the incidents by Urosevac parish priest Zivojin Kojic - noting that the churches were completely empty before the attacks and that theft could not have been a motive behind the attacks.
Jevtic, who on Thursday visited with Kojic the St. Elijah's Church, whose door was broken into, and the Temple of the Birth of the Most Holy Mother of God, where the door and windows were smashed, expressed concern over the fact that churches continue to be a target for attackers.
http://www.tanjug.rs/full-view_en.aspx?izb=210524
Citazione di: Thunder il 23 Ott 2015, 15:07
Quindi, secondo la tua logica, durante il conflitto è tutto permesso, anche la distruzione di siti Unesco(come Dubrovnik ect) o di centinaia di altri siti religiosi(chiese, moschee ect) o monumenti culturali(lega di Prizren)?
Evincere questo da questo avevo scritto è veramente impresa titanica.
Ma veramente.
Attieniti a quanto scritto invece di ricamarci sopra.
E ricordati che le distruzioni in guerra, chi più chi meno, le fanno tutti, anche di vecchi ponti.
Ma si parlava di tempi di pace, era scritto ed era chiaro per chiunque non fosse drammaticamente prevenuto.
Sabato scorso a Belgrado c'era il pienone per Dino Merlin, autore del primo inno della Bosnia,
per dire.