vorrei riportare il discorso su una considerazione fatta da Tarallo ad inizio Topic, poiché è una cosa su cui sto ragionando da giorni, discutendone.
Sono convinto che ogni essere umano, senza distinzione alcuna (santi, illuminati e asceti a parte), possa essere un assassino, in determinate condizioni. Ma solo alcuni possono uccidere per piacere, possono usare violenza in maniera "disinvolta" e compiere delitti portando avanti una vita apparentemente normale: Il classico "ma era un brav'uomo, veniva tutte le domenica a messa, la sera portava i figli al parco, sempre puntuale in ufficio..." e poi abusava della moglie e dei figli.
Ecco, quelli della prima categoria non alzerebbero mai le mani su una donna in quanto tale, MAI, come mai ucciderebbero qualcuno premeditandolo o per il gusto di farlo.
E tarallo ha ragione anche su tutto il resto, ma ci sarebbe da parlarne moooolto a lungo, perché la violenza machista del fischiare ad una perché ha un bel culo (cosa che, OGGI, non vede più alcuna distinzione tra sessi, oltre al fatto che nelle nuove generazioni la concezione binaria inizia a svanire) ha il suo peso, culturalmente.
AL: io sento sempre di gente che abusava della ragazza, andava in carcere (per tot tempo) ed appena usciva andava ad ammazzarla. Mi dispiace, ma o si da l'ergastolo alla prima pizza che vola o la repressione non può essere una soluzione (anzi, forse peggiora la situazione). Bisogna trovare un modo diverso, fermo restando che io li ammazzerei quelli che picchiano le donne.