Orrore!

Aperto da andyco, 30 Mag 2016, 12:35

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Fiammetta

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Citazione di: Tarallo il 05 Ago 2016, 14:01
O, in alternativa, ce dovremmo vede':DD
:D
E anche questo è vero.

Carib, non la reputo minimamente una cazzata.

carib

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Gli animali so' animali. Gli umani so' umani. Se alcuni esseri umani ammazzano altri esseri umani è perché so' diventati disumani. Bisogna capire come e perché so' diventati disumani. Questo si può fare solo studiando gli umani e no "guardando" altre specie viventi che non hanno la sessualità, il desiderio, l'inconscio, la fantasia, la vitalità, l'affettività, la creatività. Cioè tutte quelle cose specifiche degli esseri umani che chi uccide, violenta etc ha perso nel corso della propria vita. Altrimenti dai ragione a quegli psichiatri che biasimavi alcuni post fa. Sono gli stessi che si arricchiscono prescrivendo gli antipsicotici e gli antidepressivi sperimentati su dei poveri topi che non potranno mai essere né depressi né schizofrenici. Poi capita che dei loro pazienti si suicidano, a volte - spesso - dopo aver ammazzato o tentato di...

Ma se esci con me magari mi convinci :D

Fiammetta

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Citazione di: carib il 05 Ago 2016, 14:33
Gli animali so' animali. Gli umani so' umani. Se alcuni esseri umani ammazzano altri esseri umani è perché so' diventati disumani. Bisogna capire come e perché so' diventati disumani. Questo si può fare solo studiando gli umani e no "guardando" altre specie viventi che non hanno la sessualità, il desiderio, l'inconscio, la fantasia. Cioè tutte quelle cose specifiche degli esseri umani che chi uccide, violenta etc ha perso nel corso della propria vita. Altrimenti dai ragione a quegli psichiatri che biasimavi alcuni post fa. Sono gli stessi che si arricchiscono prescrivendo gli antipsicotici e gli antidepressivi sperimentati sui topi. Poi capita che dei loro pazienti si suicidano, alcuni - spesso - dopo aver ammazzato...
Federico, sono in totale disaccordo. In quale epoca storica gli uomini hanno smesso di ammazzare? Mai. La nostra Storia gronda sangue. Dunque, a ben vedere, gli esseri umani sono bestie sanguinarie.
Hai mai visto un leone e una leonessa in amore? Se non lo hai fatto, te lo consiglio. Altro che assenza di sensualità, nel loro specifico sono bellissimi. Certo non è il nostro, ma dovremmo smetterla di sentirci il pinnacolo delle specie. Non siamo la massima espressione dell'intelligenza, nella nostra economia siamo stupidi e crudeli, altrimenti saremmo già usciti dalle tenebre. Pertanto, mi vedo costretta ad affermare che il problema non è la disumanità. Il problema è l'umanità e i suoi guasti.
Sui topi? Bei cretini, complimenti. Non stavo parlando di sperimentazione. Parlavo di studio del comportamento degli animali nel proprio habitat, non nelle galere in cui mettiamo anche loro.

carib

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Studiare gli animali per capire gli esseri umani non serve a nulla. Il pensiero animale funziona in maniera diversa da quello nostro: segue schemi predeterminati, non ha capacità di scelta, non ha il concetto di diversità dunque nemmeno quello di uguaglianza.
Ci interessa capire perché accadono certe cose? Ci interessa evitare che accadano di nuovo? Bisogna studiare il pensiero umano, capire come e perché in alcuni individui si ammala al punto di perdere il concetto di uguaglianza (che c'è alla nascita per tutti gli esseri umani, o siamo d'accordo con hitler?) e arrivare a "vedere" un altro essere umano, solo perché diverso (la donna, il bambino, l'immigrato), come un oggetto. Se - come tu affermi - questo è sempre accaduto (e non è vero) il motivo sta nel fatto che nessuno ha mai pensato che l'omicidio e la violenza non sono natura umana ma perdita della natura umana. Perdita del concetto di uguaglianza originaria alla nascita, e quindi di diversità che fa l'identità umana.

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Fiammetta

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Ancora una volta non sono d'accordo. Hai una visione romantica e appassionata degli esseri umani e posso capirlo. Talvolta, guardo l'umanità nel medesimo modo, diversamente smetterei di amare. Diciamo solo che, rispetto al tuo punto di vista, il mio ha raggiunto un punto di cinismo totale. Questo non mi rende disumana, mi rende solo disincantata.
Parli di studiare il pensiero umano? Scusa, ma dare 52 coltellate a una donna indifesa ti pare il frutto di un pensiero? Darle fuoco, violentarla in branco, lapidarla, buttarle l'acido addosso, è frutto di un pensiero?
Io non credo proprio. Altrimenti stai affermando una cosa peggiore della mia.

carib

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Ho una visione concreta e affettiva della realtà umana. E mi preme che accadano sempre meno fatti orrendi come quelli che vengono descritti in questo topic.

Sì. Dare 52 coltellate è un atto originato da un pensiero malato: un pensiero che porta questa persona a "vedere" l'altro come un oggetto e non più come un essere umano. Si chiama delirio, non mi invento nulla. Anche nelle cronache dei giornali è descritto benissimo, non occorre sfogliare i trattati o le riviste scientifiche. Bisogna cercare di campire come e perché si matura questo delirio. Qualsiasi altro approccio non porta da nessuna parte: purtroppo finisce per diventare complice.

Fiammetta

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Hai scritto pensiero, non delirio. So che non ti inventi nulla. Dovresti conoscermi abbastanza da sapere che nemmeno io vivo di invenzioni.
EDIT: scusa, ma un po' di antropologia l'ho studiata. Non vi è assolutamente niente che indichi un concetto originario di uguaglianza. Anzi, è l'esatto opposto.

carib

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Citazione di: Fiammetta il 05 Ago 2016, 15:08
Hai scritto pensiero, non delirio. So che non ti inventi nulla. Dovresti conoscermi abbastanza da sapere che nemmeno io vivo di invenzioni.
Il pensiero di chi uccide "perché mi voleva lasciare" è un pensiero delirante.

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carib

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Ma io non ce l'ho con te. Ce l'ho con chi in ambito psichiatrico non passa la sua esistenza professionale a "cercare di campire come e perché si matura questo delirio". Per questo dico che "qualsiasi altro approccio (medico-scientifico) non porta da nessuna parte: e purtroppo finisce per diventare complice"

Fiammetta

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Federico, siamo due capoccioni e rischiamo di fare a craniate per le prossime venti pagine. Lo sai, vero? :DD
Lo farei volentieri se giovasse a qualcosa. Purtroppo sappiamo ambedue che non è così. So che hai molta fiducia nel tuo ambito di studi e lo difendi in modo appassionato. Io credo, invece, provenendo da altre storie e altre osservazioni, che niente basterà mai. Se avessimo una soluzione, non faremmo la conta delle donne morte.
In amicizia, ti bacio.

carib

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Citazione di: Fiammetta il 05 Ago 2016, 15:08
Hai scritto pensiero, non delirio. So che non ti inventi nulla. Dovresti conoscermi abbastanza da sapere che nemmeno io vivo di invenzioni.
EDIT: scusa, ma un po' di antropologia l'ho studiata. Non vi è assolutamente niente che indichi un concetto originario di uguaglianza. Anzi, è l'esatto opposto.
La nascita umana è uguale per tutti. Le dinamiche sono identiche, nasciamo tutti allo stesso modo: siamo tutti esseri umani. Peraltro se così non fosse avrebbero ragione hitler, salvini, i pedofili e chi ammazza le donne. La diversità si realizza alla pubertà con la definizione dell'identità sessuale. Si parlava di terminologia alcune pagine indietro. Sui giornali si legge ancora "omicidio passionale". Una definizione del genere è figli a della cultura che non ammette il concetto originario di uguaglianza assoluta degli esseri umani alla nascita. Senza questo concetto non ci può essere quello di diversità tra donna e uomo, cioè di sessualità. Ammetto la diversità perché so cosa è l'uguaglianza. Chi amazza e violenta non ammette la diversità. L'omicidio è violenza cieca, dettata da un pensiero delirante tipico di chi ha perso o non ha mai realizzato la propria identità sessuale e deve distruggere quella altrui. Ecco la disumanità, altro che "omicidio passionale". Mortacciloro e di chi non gli espelle dall'Ordine dei giornalisti.

carib

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Citazione di: Fiammetta il 05 Ago 2016, 15:14
Federico, siamo due capoccioni e rischiamo di fare a craniate per le prossime venti pagine. Lo sai, vero? :DD
Lo farei volentieri se giovasse a qualcosa. Purtroppo sappiamo ambedue che non è così. So che hai molta fiducia nel tuo ambito di studi e lo difendi in modo appassionato. Io credo, invece, provenendo da altre storie e altre osservazioni, che niente basterà mai. Se avessimo una soluzione, non faremmo la conta delle donne morte.
In amicizia, ti bacio.
:luv:

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Fiammetta

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Nemmeno la nascita è uguale, se non nelle modalità. Il luogo in cui nasci, l'epoca in cui nasci e da chi nasci sono  elementi fortemente condizionanti. Poi viene avanti la struttura, le abilità, l'intelligenza. E la crudeltà, anche. Il condizionamento, la gabbia, il vuoto. Vedi, il problema reale è proprio la diversità e il modo in cui viene vissuta. E non riguarda solo le donne. Andremmo a finire in un brodo infimo e osceno. Un brodo che ha fatto parte e fa parte della nostra storia e che non riusciamo a risolvere. Il delirio d'onnipotenza. Io sono contenta vi sia qualcuno che pensi alle possibili soluzioni. Da donna, non ci credo. Per un motivo molto semplice e ti faccio una domanda spicciola: quando vai in autobus, devi mai difendere le tue chiappe dalle manacce di qualche [...]? O quando sei per strada, ti hanno mai detto "ciaccare' che bella scopata che si'". Credo di no. E' per questo che puoi permetterti il lusso di un pensiero così funzionale a dimostrare un assunto. Il mio assunto è purtroppo e con mio sommo dispiacere, un altro: se deliro è, si tratta di un delirio diffusissimo. E torniamo sempre al post di ammoreTarallo. Senza soluzioni di continuità.



carib

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Citazione di: Fiammetta il 05 Ago 2016, 15:37
Nemmeno la nascita è uguale, se non nelle modalità. Il luogo in cui nasci, l'epoca in cui nasci e da chi nasci sono  elementi fortemente condizionanti.
Noi esseri umani nasciamo e siamo sempre nati tutti allo stesso modo. Quello che dici viene dopo, quindi non è più nascita. La nascita è uguale per tutti, le dinamiche della nascita umana sono identiche per tutti gli esseri umani. Estremizzando sono d'accordo con chi afferma tranquillamente che alla nascita non c'è nemmeno maschio e femmina: c'è un essere umano. Le dinamiche della nascita non dipendono né dal luogo, né dai genitori, né dal colore della pelle dei genitori, né dalla religione professata dai genitori, né dalla temperatura esterna, né dalla lingua, né dalla professione esercitata dai genitori. La dinamica della nascita umana - cioè la fusione tra inizio del funzionamento del corpo e del pensiero che avviene nel momento in cui si viene alla luce - è un fatto naturale identico per tutti. Ripeto, il resto viene dopo. Nasciamo tutti esseri umani, le differenze si vivono e si realizzano successivamente. Ma per uno strano paradosso siamo umani lo stesso. La diversità è umanità così come lo è l'uguaglianza.
L'orrore oggetto di questo topic si compie in chi ha perso completamente l'affettività che c'è nell'idea di uguaglianza e quindi non regge più il confronto/rapporto con l'essere umano diverso da sé.

Fiammetta

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Ascolta, potrei anche sottoscrivere il tuo intervento se fosse risolutivo. In realtà, non lo è. Noi essere umani nasciamo tutti nello stesso modo, sì. Ma non essendo un atto di autodeterminazione, scusami, non vedo quale rilevanza possa avere nelle scelte dei comportamenti futuri, se non si ricorra a osservare come "crescono" gli esseri umani. E a quel punto, i distinguo sono d'obbligo.
In ogni caso, non mi hai risposto.

carib

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Non ti ho risposto perché non occorre rompersi una gamba per potersi iscrivere al corso di ortopedia.

Sono un essere umano anche io, non è affatto un lusso per un uomo essere consapevole di cosa è violenza e di cosa non lo è. E' anzi doveroso perché è una consapevolezza che fa parte della natura umana.

Fiammetta

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Bella risposta, peccato sia solo tua e di altre belle anime. Facendo una statistica, sono grata di conoscere uomini in gamba. Certo, devo bendarmi e fare finta di non aver visto svariate migliaia di teste marce. E non posso farlo, purtroppo.

Rugiule

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Carib, avevo letto prima una tua affermazione che mi ha colpito: hai detto più o meno che le cose non sono sempre andate così, riferendoti alle violenze contro le donne. Ho capito bene? Cosa intendevi?

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carib

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Citazione di: Rugiule il 05 Ago 2016, 16:44
Carib, avevo letto prima una tua affermazione che mi ha colpito: hai detto più o meno che le cose non sono sempre andate così, riferendoti alle violenze contro le donne. Ho capito bene? Cosa intendevi?
Intendevo dire che la prevaricazione dell'uomo sulla donna si è sviluppata da un certo momento in poi. Un'ipotesi che mi affascina è che tutto sia cambiato quando qualcuno (7-8mila ani fa?) ha fatto il nesso tra la scopata e la nascita di un altro essere umano. Fino a quel momento, per migliaia di anni la donna è stata il simbolo della creatività, e per questo 'venerata' dal maschio. Quando questo ha pensato che potesse aver avuto un ruolo in quella dinamica misteriosa (cosa che non è perché la nascita è un fatto naturale, meccanico) la situazione per le donne è precipitata.... al letto e in cucina.... Un altro momento chiave (in Occidente) è la nascita del logos occidentale: inutile ricordare cosa hanno detto e scritto della donna idoli tuttora in voga del calibro di Platone e Aristotele. Il terzo passaggio è la fusione tra logos occidentale e monoteismi: annullamento totale dell'identità della donna (e del bambino).

Citazione di: Fiammetta il 05 Ago 2016, 16:43
Bella risposta, peccato sia solo tua e di altre belle anime. Facendo una statistica, sono grata di conoscere uomini in gamba. Certo, devo bendarmi e fare finta di non aver visto svariate migliaia di teste marce. E non posso farlo, purtroppo.
Una cosa non esclude l'altra. Nessuno pretende che tu faccia finta di non aver visto svariate migliaia di teste marce. Significa solo che esistono svariate migliaia di teste marce, non che metà del genere umano è marcio. E qui mi taccio.

Rugiule

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Ah, ok, pensavo che ti riferissi a un cambiamento molto più recente. Nella storia propriamente detta le cose sono andate sempre così, anzi, in alcune civiltà peggio che in altre.

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