Ci sono tante cose che vorrei dire sull'argomento e mi affido al forum come valvola di sfogo.
Quello che è accaduto ieri era già avvenuto prima che quei rifiuti umani avessero iniziato a sparare. E avverrà di nuovo, forse con una frequenza ancor maggiore.
Ci sono diversi piani della vicenda, pesantemente intersecati tra di loro: uno è relativo alla politica estera, uno è l'aspetto ideologico e uno è il tema della convivenza di diverse culture in occidente (ce ne sarebbero anche altri ma, almeno per ora mi limito a questi). Proverò a mettere ordine ma già so che non sarà facile.
Ieri hanno colpito la capitale culturale d'Europa e non lo hanno fatto assaltando una sede del FN, una caserma, un'ambasciata o una cattedrale: hanno deciso, come accadde anche a gennaio, che il lato dell'occidente che più va combattuto e che loro percepiscono come più pericoloso è il disimpegno, la satira, il divertimento, la socialità che puoi vivere andando allo stadio, ad un concerto rock o semplicemente al ristorante con gli amici; anche l'altro giorno le vittime sono stati i russi in vacanza. Ieri al Bataclan ci potevo essere facilmente io e questo è un fatto che mi angoscerà per sempre.
L'ISIS e Al Qaeda sono organizzazioni liquide, soprattuto fuori dal bubbone siroiracheno, le cui leadership raramente danno ordini ma piuttosto stilano direttive, linee guida da seguire; tutto questo va a sommarsi al fatto che il principio ideologico sia la religione più seguita al mondo dopo il cristianesimo, nell'accezione estrema del wahhabismo saudita che poi è un'ideologia relativamente recente rispetto alle origini dell'Islam, sviluppatasi quando ormai il mondo islamico era già in una condizione estremamente umiliante di subalternità all'Occidente, i seguaci del profeta ormai servi dei kafir.
Ecco, l'Islam stesso è una parte importante del problema, essendo l'unica religione che fin dalle sue origini ha avuto un lato militare; lo stesso Maometto è stato profeta e condottiero, guidando direttamente in battaglia i suoi seguaci. Come se Gesù Cristo o Siddhartha avessero dichiarato guerra ai nemici infedeli. Parliamo quindi di un retroterra culturale segnato sin dal principio dalla violenza e dal rifiuto dell'altro e del diverso; poi è chiaro che anche la civiltà araboislamica abbia vissuto fasti degni dei più grandi imperi della Terra in campo artistico, scientifico, letterario, tecnologico, filosofico, ma quello era un Islam ormai evoluto ,"sporcatosi" con la cultura greca, persiana, indiana ed ebraica.
Il mio feroce istinto anticlericale dice forte e chiaro che questa religione sia da sradicare una volta per tutte, non deve poter esistere questo alibi della vita ultraterrena piena di fregna, agi e leccornie; Ovvio, mi rendo conto che non solo sarebbe una cosa inattuabile, ma è un pensiero che si avvicina pericolosamente a pulsioni che in Europa conosciamo bene, purtroppo. Allora come si disinnesca questo nonsense medievale? Io credo in due modi complementari: eliminando le cause che possano portare dei ragazzi figli di immigrati di seconda generazione a credere a certe baggianate: ovvero basta vite di merda, basta mancato accesso all'istruzione, basta periferie depresse. Ed è un lavoro enorme, un'impresa titanica che, per forza di cose, deve toccare ogni aspetto dell'economia e delle politiche governative europee.
In aggiunta a ciò ci deve essere una risposta militare e di intelligence interna ed esterna, a 360 gradi.
I responsabili devono essere terrorizzati ed eliminati fisicamente, possibilmente in modo atroce, e lo stato islamico deve essere smantellato; dopo la vittoria, deve partire un piano di ricostruzione stile Marshall, con il massimo coinvolgimento di tutti i maggiori attori internazionali. Poi una conferenza vera e definitiva sul nuovo assetto del Medio Oriente (e non solo), andando ad agire lì dove tensioni decennali fanno da terreno di coltura ideale per questi parassiti schifosi; la questione israelopalestinese non può più agire da megafono per estremisti religiosi, vanno studiati piani di sviluppo seri e duraturi per il Sahel, il Maghreb, la Somalia, lo Yemen, e l'Afghanistan, oltre naturalmente al Medio Oriente.
Importante poi cominciare a regolare una volta per tutte i conti con l'Arabia Saudita, lo stato che più di ogni altro ha cullato gli estremisti e la cui ideologia di riferimento è tuttora il maledetto wahhabismo. Capisco che purtroppo questa dinastia di disadattati navighi letteralmente su un mare di petrolio, e che il petrolio sia ancora il carburante del mondo, ma non è più tollerabile questa ingerenza oscurantista, questa doppia morale che applicano in patria e all'estero. Vanno fermati, sanzionati, ridotti ai minimi termini.
Lo so, pura utopia. Finito il lutto americani e russi continueranno a litigare sulla Siria, Erdogan continuerà ad ammazzare i curdi e Israele alzerà muri ancora più alti.