Citazione di: laziAle82 il 19 Nov 2015, 18:17
Una distinzione campata in aria?
[emoji38]
Ma proprio [emoji38]
Tu la hai presa come pietra angolare. Io ho detto che è un articolo pieno di se e forse come da nostra abitudine e che mi riservo di parlare della legge quando avremo a disposizione il testo emanato e quando sarà chiaro quali saranno le modifiche costituzionali e come incideranno sulla nostra vita.
Ah, per inciso, GAC che ognuno di noi ha una visione parziale.
(Ib, gli estensori dell'articolo abitano proprio a saint Denis)
Hai detto che ti basta quella frase, quindi hai preso quella frase come pietra angolare per giudicare l'articolo.
Senza contare che gia ad oggi sono stati vietati 3 cortei: clima (cop21), migranti e donne.
Cosa vuoi aspettare?
Ma poi, come ti faceva notare mo, un domani dovesse vincere la le pen come applicherà le modifiche decise oggi?
A mio avviso la strategia di daesh sta funzionando alla grande. Attentati riusciti in pieno nello scopo.
Si moltiplicano in Francia le aggressioni agli arabi, liberta sospese, facendo ritrovare quel passaporto finto (appositamente) sono pure riusciti a buttare il dubbio sui rifugiati per far saltare l'accoglienza che temono perché è proprio l'unione di popolo che disinnesca la loro follia.
Mi sembra poi che stiate malcomprendendo Carib, avendo una visione della patologia come se questa fosse biologica e innata.
Se ti fai esplodere e relativizzi a tal punto la tua vita e quella degli altri gia questo delinea una psicosi. È di per se una prova. Non è che alcuni di loro ce l'ha (le psicosi possono essere collettive e soprattutto hanno una spiegazione nell'esperienza di vita delle persone non nel loro dna, generalmente).
Infine sull'integrazione: capiamoci su che intendiamo. Se pensiamo che basti un lavoro per dare prova di integrazione direi che gia dicendo questo esplicitiamo la nostra incapacità ad intenderla. Facciamo capire quanto ne capiamo poco. E ancora, non essere integrati non vuol dire essere reietti.
Io parlo di me (concedetemi che almeno su questo dovrei essere ferrato): sono bianco, italiano, maschio, ho un lavoro, il sabato vado a mangiare la pizza e il mercoledì a calcetto. E non mi sento integrato in questa società. E ODIO questa società e chi la governa. non ho 16 anni, non è ribellismo adolescenziale. Fidatevi, È odio. Perché i meccanismi di esclusione si articolano su vari livelli e non si può banalizzare il tutto attraverso un impiego.
Tu potresti dire che il mio odio è ideologico, ma coglieresti i termini al contrario, scambiando causa ed effetto.
Io prima ho avvertito l'odio, l'ideologia mi ha fornito solo una possibile lettura.
E questo probabilmente mi ha salvato (ad esempio da soluzioni individuali criminali). Mi ha fatto razionalizzare i motivi di questa esclusione e quindi di questo odio. Mi ha dato una speranza che per quanto difficile mi tiene lontano dall'impazzire.
Io non mi farei saltare in aria, non mi ergerei a giudice della vita di una persona strappandola dal corpo, ma ti assicuro che ogni maledetta mattina quando mi alzo sento quella stretta all'esofago che non mi lascia mai e la necessità di stringere i denti per dare sfogo alla tensione.
Anni di soprusi, di esclusioni, di ricatti.
Di impossibilità di determinare la mia vita, il mio futuro, le mie scelte.
Di mentecatti che aprono la bocca per dargli fiato e magari hanno anche ruoli di spessore in società.
Sono integrato? Io ti risponderei di no.
Ma fortunatamente studiando mi sono regalato una speranza. Senza di quella mi vedrei facilmente in una contesto psicotico e disperato.
Se vale per un caucasico nato è cresciuto qui, figurati per loro.
La differenza è che l'ideologia che ho incontrato io mi ha salvato, la loro (non l'islam ma quella follia travestita da islam) li ha condannati.
Ah, non si può dire che fossero integrati e poi si mette al centro molenbeek.
Le due cose si escludono a vicenda.
Quello è da sempre il quartiere dei non integrati, anche prima che arrivassero gli arabi.