Parigi sotto attacco!

Aperto da Monsieur Opale, 13 Nov 2015, 22:59

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Nelle fila dei gruppi terroristici che operano in Siria ed in Iraq ci sono uomini (e donne) provenienti da oltre 100 paesi diversi e molti di questi torneranno nei loro paesi d'origine. Quelli che hanno creato Al Qaeda prima e l'Isis dopo forse pensavano di non trovarseli più tra i piedi e lasciarli nel loro nuovo Califfato, l'intervento russo ha invece mandato letteralmente in fumo i loro piani ed ha creato le condizioni per una diffusione del fenomeno anche all'interno dei loro confini, per quanto riguarda l'Europa l'allarme è già altissimo come ben noto al Capo della polizia: http://www.secoloditalia.it/2015/12/terrorismo-dopo-lintervento-russo-fuga-verso-casa-dei-foreign-fighters/ .
La coalizione dei sauditi è il tentativo di trovare un migliore coordinamento tra i loro servizi per contrastare il fenomeno ed è, inevitabilmente, anche uno strumento di mutua assistenza in campo militare, Turchia avrà una base militare in Qatar - Europa - ANSA.it, il pericolo più grande è  quello di una esplosione/implosione incontrollata dell'Arabia Saudita con tutte le implicazioni di carattere storico religioso per la presenza in loco dei luoghi santi dell'islam, le tensioni sono anche lì di lunga data e già nel 1979 il regno dei saud ebbe ad affrontare un tentativo di rovesciare la dinastia con il Sequestro della grande moschea de La Mecca.

NandoViola

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a me sta cosa che possano tornare a casa, sic et simpliciter, mi manda ai matti.
siamo in guerra, farei una legge a livello europeo, chi torna sconta l'ergastolo, a meno che non racconta tuttotutto quello che sa.
sono illiberale?

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Citazione di: happyeagle il 18 Dic 2015, 12:17
Nelle fila dei gruppi terroristici che operano in Siria ed in Iraq ci sono uomini (e donne) provenienti da oltre 100 paesi diversi e molti di questi torneranno nei loro paesi d'origine. Quelli che hanno creato Al Qaeda prima e l'Isis dopo forse pensavano di non trovarseli più tra i piedi e lasciarli nel loro nuovo Califfato, l'intervento russo ha invece mandato letteralmente in fumo i loro piani ed ha creato le condizioni per una diffusione del fenomeno anche all'interno dei loro confini, per quanto riguarda l'Europa l'allarme è già altissimo come ben noto al Capo della polizia: http://www.secoloditalia.it/2015/12/terrorismo-dopo-lintervento-russo-fuga-verso-casa-dei-foreign-fighters/ .

Mi sembrano affermazioni un po' strane, soprattutto la parte in cui si sostiene che l'intervento russo ha sconvolto a tal punto i jihadisti da farli tornare a casa. Ho capito che lo sostiene il capo della polizia - e se lo dice immagino ci siano dei dati  - ma lo stesso organo di propaganda del Cremlino, Sputnik News, pochi giorni fa ha ammesso che il numero dei FF è in crescita. i FF russi e asiatici sono aumentati, per fare un esempio, del 300%. Inoltre ormai è ampiamente dimostrato che l'obiettivo primario dell'aviazione russa sono i ribelli, coloro contro i quali è stato scagliato l'arsenale operativamente più concreto, mentre contro l'IS c'è stata più che altro lo sfoggio di missili cruise da navi e sottomarini e l'uso dei vetusti bombardieri strategici, più una dimostrazione di potenza all'occidente che altro. Ripeto, nel great game siriano l'IS è funzionale a tutti gli attori.

italicbold

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Citazione di: NandoViola il 18 Dic 2015, 14:43
a me sta cosa che possano tornare a casa, sic et simpliciter, mi manda ai matti.
siamo in guerra, farei una legge a livello europeo, chi torna sconta l'ergastolo, a meno che non racconta tuttotutto quello che sa.
sono illiberale?

L'altro giorno ho seguito un dibattito in televisione.
Un esponente del FN, come da copione, proponeva soluzioni draconiane e molto dure nei confronti di queste persone.
La risposta che ha ricevuto, da parte di una donna che ha creato un'associazione per aiutare le famiglie che vivono il "dramma" di un figlio, o una figlia, che partono per la djhad é che nel caso in cui si mettessero in atto iniziative dure di repressione nei confronti di chi rinuncia a partire o ritorna (senza ovviamente aver commesso atti criminali) esiste il rischio che verrebbe meno la "collaborazione" della famiglia e dei conoscenti.
Che, al momento, é estremamente importante per riuscire a identificarli.
Insomma, é un bel dilemma.

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laziAle82

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IB ma la legge sulla perdita di cittadinanza (nel caso di doppia) che vorrebbero proporre vale per chi commette atti criminosi o per chiunque parta, tout court ?

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Citazione di: laziAle82 il 18 Dic 2015, 18:02
IB ma la legge sulla perdita di cittadinanza (nel caso di doppia) che vorrebbero proporre vale per chi commette atti criminosi o per chiunque parta, tout court ?

Non ne ho idea. E' un argomento delicato, Hollande su questa cosa, molto di destra, direi quasi di estrema destra, si é esposto parecchio. A mio avviso cercano di far calmare le acque, per non dover trovarsela tra le gambe, dalle ultime elezioni é apparso chiaro che l'unica speranza di rivincere le presidenziali é arrivare con un candidato unico.
Se passa una cosa del genere la siniestra francese esplode.


happyeagle

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In Danimarca hanno iniziato un programma di riabilitazione per i foreign fighters che rientrano nel paese, i numeri (circa un centinaio di danesi erano partiti per unirsi all'Isis) sono relativamente bassi per farne un modello funzionante:
http://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/view/rehabilitation-and-reintegration-of-returning-foreign-terrorist-fighters
http://www.thelocal.dk/20141203/denmarks-jihadist-rehab-homework-football-and-islam
per paesi come Francia e Belgio la questione, data anche la maggiore complessità sociale e la perdurante crisi economica, il reinserimento senza passare dal carcere potrebbe essere meno fattibile, però così ci sarebbe la quasi certezza che la cella invece di portare ad una redenzione diventi uno strumento per radicalizzare, come ampiamente documentato, chi venisse in contatto con i foreign fighters di ritorno, gli attentatori di Charlie Hebdo vennero iniziati alla jihad durante la detenzione per reati comuni.     
Un approccio solo repressivo senza nessuna azione per eliminare la base ideologica, fomentata in gran parte dal golfo persico, potrebbe funzionare nel breve/medio periodo ma non garantirebbe nessuna sicurezza. 

happyeagle

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Citazione di: anderz il 18 Dic 2015, 17:35
Mi sembrano affermazioni un po' strane, soprattutto la parte in cui si sostiene che l'intervento russo ha sconvolto a tal punto i jihadisti da farli tornare a casa. Ho capito che lo sostiene il capo della polizia - e se lo dice immagino ci siano dei dati  - ma lo stesso organo di propaganda del Cremlino, Sputnik News, pochi giorni fa ha ammesso che il numero dei FF è in crescita. i FF russi e asiatici sono aumentati, per fare un esempio, del 300%. Inoltre ormai è ampiamente dimostrato che l'obiettivo primario dell'aviazione russa sono i ribelli, coloro contro i quali è stato scagliato l'arsenale operativamente più concreto, mentre contro l'IS c'è stata più che altro lo sfoggio di missili cruise da navi e sottomarini e l'uso dei vetusti bombardieri strategici, più una dimostrazione di potenza all'occidente che altro. Ripeto, nel great game siriano l'IS è funzionale a tutti gli attori.

Da un punto di vista prettamente militare la strategia di eliminare ogni sacca di resistenza che potrebbe rimanere alle spalle del fronte principale è l'unica funzionale per garantire la messa in sicurezza delle aree liberate, gran parte delle operazioni appoggiate dai russi sin dall'inizio del loro intervento mira proprio a questo obiettivo, non avrebbe senso spingersi ad est contro l'Isis per ritrovarsi Al-Nusra e gli altri alle spalle.  La mappa delle varie fazioni in lotta nella Siria è a macchia di leopardo e quello che si può intuire dai vari report è che l'obiettivo principale è riprendere il controllo dei confini con Turchia e Giordania per fermare l'afflusso di uomini e mezzi. 
Solo dopo la fine di questa prima fase procederanno verso est al confine con l'Iraq, le milizie dell'Isis a quel punto avranno la scelta di abbandonare la Siria o combattere nelle città e nei territori da loro ancora controllati.
Il massiccio uso di auto e camion bomba in azioni suicida da parte dei terroristi, oltre alle ultime forniture di missili anticarro, è uno dei fattori che sconsiglia un attacco frontale senza avere un appoggio tattico importante.
I foreign fighters di origine russa o asiatica sono prevalentemente ceceni o uighuri delle ex repubbliche sovietiche del centro asia, probabilmente sono l'ultimo "regalo" di Erdogan ai russi prima di lasciare la scena, il transito di questi gruppi è sempre dalla Turchia e purtroppo non è solo a senso unico, quindi c'è il rischio concreto di vederli anche in Europa, magari con uno dei mille e più passaporti rubati in Ucraina e che sembra siano finiti nelle mani dell'Isis tramite i gruppi neonazi che hanno contatti coi servizi turchi.   
Che la minaccia sia concreta non lo dice solo Pansa, i servizi tedeschi, dopo le rivelazioni di un ff di ritorno, hanno deciso di riaprire i contatti ufficiali con la controparte siriana e tornare a Damasco, per il momento i servizi di intelligence siriani sono gli unici che hanno qualche informazione accurata sugli europei che sono andati nel Califfato e che non sono restii a condividerle.

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happyeagle

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I cinque membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu hanno messo a punto una bozza per un cessate il fuoco in Siria che dovrà essere approvata domani dall'intero Consiglio. Questo dovrebbe essere il primo passo per permettere di iniziare le trattative tra governo ed opposizione ed arrivare ad elezioni senza preclusioni per Assad:   
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/18/siria-accordo-su-risoluzione-onu-per-il-cessate-il-fuoco/2317795/
uno degli ostacoli maggiori alle eventuali trattative sarà la lista dei "gruppi terroristi", la Giordania ne ha classificati 167 , compresi quelli finanziati da sauditi e qatari:
http://www.middleeasteye.net/news/jordan-presents-list-160-terrorist-groups-syria-international-council-2106399989
nell'articolo del Fatto c'è anche la notizia che la Nato invierà navi ed aerei per incrementare le difese della Turchia, questo proprio mentre si moltiplicano i rapporti delle implicazioni dei turchi nel contrabbando di petrolio che ha di fatto finanziato Isis e terroristi, anche con la fornitura di prodotti chimici per preparare ordigni esplosivi:
http://www.zerohedge.com/news/2015-12-18/secret-norwegian-report-details-isis-turkey-oil-trade-un-vows-cut-terrorist-funding-

anderz

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Citazione di: happyeagle il 18 Dic 2015, 20:35
Da un punto di vista prettamente militare la strategia di eliminare ogni sacca di resistenza che potrebbe rimanere alle spalle del fronte principale è l'unica funzionale per garantire la messa in sicurezza delle aree liberate, gran parte delle operazioni appoggiate dai russi sin dall'inizio del loro intervento mira proprio a questo obiettivo, non avrebbe senso spingersi ad est contro l'Isis per ritrovarsi Al-Nusra e gli altri alle spalle.  La mappa delle varie fazioni in lotta nella Siria è a macchia di leopardo e quello che si può intuire dai vari report è che l'obiettivo principale è riprendere il controllo dei confini con Turchia e Giordania per fermare l'afflusso di uomini e mezzi. 
Solo dopo la fine di questa prima fase procederanno verso est al confine con l'Iraq, le milizie dell'Isis a quel punto avranno la scelta di abbandonare la Siria o combattere nelle città e nei territori da loro ancora controllati.
Il massiccio uso di auto e camion bomba in azioni suicida da parte dei terroristi, oltre alle ultime forniture di missili anticarro, è uno dei fattori che sconsiglia un attacco frontale senza avere un appoggio tattico importante.
I foreign fighters di origine russa o asiatica sono prevalentemente ceceni o uighuri delle ex repubbliche sovietiche del centro asia, probabilmente sono l'ultimo "regalo" di Erdogan ai russi prima di lasciare la scena, il transito di questi gruppi è sempre dalla Turchia e purtroppo non è solo a senso unico, quindi c'è il rischio concreto di vederli anche in Europa, magari con uno dei mille e più passaporti rubati in Ucraina e che sembra siano finiti nelle mani dell'Isis tramite i gruppi neonazi che hanno contatti coi servizi turchi.   
Che la minaccia sia concreta non lo dice solo Pansa, i servizi tedeschi, dopo le rivelazioni di un ff di ritorno, hanno deciso di riaprire i contatti ufficiali con la controparte siriana e tornare a Damasco, per il momento i servizi di intelligence siriani sono gli unici che hanno qualche informazione accurata sugli europei che sono andati nel Califfato e che non sono restii a condividerle.

Ma il prettamente militare in questa situazione non esiste, non più. Voglio dire, anche se una delle fazioni riuscisse a sbarazzarsi di tutti gli avversari, lo dovrebbe fare a costi umani indicibili. Dire: "chi è contro Assad è un terrorista dell'IS" ed equiparare tutte le opposizioni all'IS è un grosso regalo al terrorismo jihadista che, proclamoni a parte, non verrà sconfitto nemmeno dalla riconquista di Raqqa e Mosul. Ti faccio presente che larga parte del confine turcosiriano è stato riconquistato da ed è ora controllato dai curdi  di YPG e YPJ (sì, gli eroi di Kobane) in collaborazione con l'esercito siriano libero (Euphrates Volcano si chiama l'alleanza). Che si fa con loro? Si oppongono ad Assad, mandiamo i Sukhoi e i Tupolev a bombardarli?
Sul WSJ, sul NYT e altrove si legge che nel 2015 i numeri dei combattenti stranieri dello stato islamico sono addirittura raddoppiati nonostante Occidente e Russia bombardino quotidianamente. Tra l'altro ritengo poco probabile, ma magari sbaglio io, che il foreign fighter che ritorna in Europa lo faccia perché spaventato dai russi. Se torna è per pianificare un attentato o reclutarne altri, come dimostrato dagli attacchi di Parigi.

Sulla disputa Putin vs Erdogan non voglio nemmeno tornare, sono due guerrafondai dall'ego ipertrofico, che agiscono in maniera identica nei confronti degli oppositori interni e che mi ricordano certi tristi figuri di 70 anni fa. La balla sull'alleanza "nazisti" ucraini con l'IS è il peggio della propaganda putinista.

happyeagle

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Tra chi ha buttato giù i tralicci che portavano l'elettricità in Crimea c'erano anche dei ceceni, il pericolo è reale non è solo propaganda.

http://www.australianetworknews.com/isis-suspects-arrested-turkey-150-passports-seized/

anderz

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Citazione di: happyeagle il 19 Dic 2015, 16:06
Tra chi ha buttato giù i tralicci che portavano l'elettricità in Crimea c'erano anche dei ceceni, il pericolo è reale non è solo propaganda.

http://www.australianetworknews.com/isis-suspects-arrested-turkey-150-passports-seized/


La fonte che c'entra con l'Ucraina? Che alcuni nazionalisti ceceni combattano contro i russi in Ucraina è vero, come è vero che ci sono altri ceceni filorussi, i kadyrovtsy, nelle file dei ribelli del Donbass. Non vedo che attinenza ci possa essere con l'IS.

Che fossero ceceni i sabotatori (non l'ho letto da nessuna parte, semmai ho letto di tatari di Crimea, che sono tutt'altro e hanno ragioni solide) non cambia nulla. Jihadismo e crisi ucraina sono realtà distantissime, creare un un unico nemico di due è tipico dei regimi autoritari e paranoici.

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happyeagle

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La fonte della storia dei passaporti ucraini passati ai ceceni è un parlamentare polacco, l'articolo l'ho letto giorni fa e proverò a ritrovarlo. Nell'articolo metteva in relazione la prossima apertura della zona di libero scambio con l'Ucraina e questo traffico di passaporti rubati, fenomeno che ha interessato anche l'Ucraina sin dall'inizio della "rivoluzione".
L'attinenza degli ucraini con i ceceni ed i turchi è data dalle loro affinità, ed anche i rapporti dei ceceni e dei turchi con l'isis sono noti.
Nell'articolo che ho postato oggi danno la notizia di un siriano ed un turco con 150 passaporti europei in transito da Istanbul, strano che li abbiano trovati dopo aver fatto transitare migliaia di jihadisti sul loro territorio, sembra la storia dei sequestri di droga alla frontiera o alla dogana, per un kilo sequestrato ne passano dieci senza che nessuno se ne accorge. 

anderz

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Citazione di: happyeagle il 19 Dic 2015, 18:32
La fonte della storia dei passaporti ucraini passati ai ceceni è un parlamentare polacco, l'articolo l'ho letto giorni fa e proverò a ritrovarlo. Nell'articolo metteva in relazione la prossima apertura della zona di libero scambio con l'Ucraina e questo traffico di passaporti rubati, fenomeno che ha interessato anche l'Ucraina sin dall'inizio della "rivoluzione".
L'attinenza degli ucraini con i ceceni ed i turchi è data dalle loro affinità, ed anche i rapporti dei ceceni e dei turchi con l'isis sono noti.
Nell'articolo che ho postato oggi danno la notizia di un siriano ed un turco con 150 passaporti europei in transito da Istanbul, strano che li abbiano trovati dopo aver fatto transitare migliaia di jihadisti sul loro territorio, sembra la storia dei sequestri di droga alla frontiera o alla dogana, per un kilo sequestrato ne passano dieci senza che nessuno se ne accorge.

Praticamente tutte le fonti che legano i "nazisti" ucraini alla jihad provengono da Sputnik News e Russia Today, vengono ripresi in copia incolla da siti e giornali e da lì ai social. SN e RT, media che sono oltre l'imparziale, visto che sono gestiti in maniera diretta dagli apparati russi, non proprio dei garanti di giornalismo indipendente (andatevi a ricercare la lista dei reporter ammazzati sotto Putin).

Attinenze tra ucraini e turchi? Ma di che parli? Magari ora i due governi si sono riavvicinati visto l'avversario comune, ma Erdogan per anni è stato un grande amico di Yanukovich (e Putin), e prima dell'intervento russo in Siria non ci sono notizie di frizioni degne di nota.

I regimi, è noto, hanno la necessità di semplificare il quadro ai propri sudditi e demonizzare l'avversario: il nemico di oggi è la Turchia (islamisti), quello di ieri l'Ucraina (nazisti), quello dell'altro ieri i ceceni (islamisti). Perfetto, diciamo che sono tutti alleati e manovrati dal perfido Occidente.

Peccato poi che nessuno dica che in Cecenia l'Islam radicale sia arrivato dopo la barbara repressione e che la maggior parte delle moschee della Grozny odierna siano state fatte costruire dal sadico scagnozzo di Putin, figlio di un ex oppositore islamista.

anderz

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Intanto Israele continua ad effettuare raid mirati in Siria contro Hezbollah: ieri a Damasco è stato ucciso Samir Kuntar ex membro del FLP e responsabile di diversi attentati contro lo stato ebraico.

Questo sovraffollamento nei cieli siriani sta diventando ogni giorno più pericoloso.

Monsieur Opale

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Citazione di: anderz il 20 Dic 2015, 17:51
Intanto Israele continua ad effettuare raid mirati in Siria contro Hezbollah: ieri a Damasco è stato ucciso Samir Kuntar ex membro del FLP e responsabile di diversi attentati contro lo stato ebraico.

Questo sovraffollamento nei cieli siriani sta diventando ogni giorno più pericoloso.

ognuno ammazza il suo nemico

happyeagle

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Citazione di: anderz il 20 Dic 2015, 15:41
Praticamente tutte le fonti che legano i "nazisti" ucraini alla jihad provengono da Sputnik News e Russia Today, vengono ripresi in copia incolla da siti e giornali e da lì ai social. SN e RT, media che sono oltre l'imparziale, visto che sono gestiti in maniera diretta dagli apparati russi, non proprio dei garanti di giornalismo indipendente (andatevi a ricercare la lista dei reporter ammazzati sotto Putin).

Attinenze tra ucraini e turchi? Ma di che parli? Magari ora i due governi si sono riavvicinati visto l'avversario comune, ma Erdogan per anni è stato un grande amico di Yanukovich (e Putin), e prima dell'intervento russo in Siria non ci sono notizie di frizioni degne di nota.
I regimi, è noto, hanno la necessità di semplificare il quadro ai propri sudditi e demonizzare l'avversario: il nemico di oggi è la Turchia (islamisti), quello di ieri l'Ucraina (nazisti), quello dell'altro ieri i ceceni (islamisti). Perfetto, diciamo che sono tutti alleati e manovrati dal perfido Occidente.

Peccato poi che nessuno dica che in Cecenia l'Islam radicale sia arrivato dopo la barbara repressione e che la maggior parte delle moschee della Grozny odierna siano state fatte costruire dal sadico scagnozzo di Putin, figlio di un ex oppositore islamista.

La credibilità delle fonti in tempo di guerra non può risiedere solo nella loro "posizione" in campo, anche perché da questo punto di vista la gran parte dei media occidentali sono completamente screditati ed asserviti agli stessi padroni che hanno causato i disastri in medio oriente ed esportato il terrorismo globale.    Seguendo la stessa linea di interpretazione delle fonti neanche un giornale dell'opposizione turca può essere definito indipendente, però per chi volesse farsi un'idea meno vaga delle manovre dietro la distruzione di Iraq prima Libia e Siria dopo può essere interessante scoprire che i peshmerga curdi hanno catturato decine di combattenti dell'ISIS di origine turca che si sono dichiarati agenti del Mit, il servizio segreto turco: 
http://www.todayszaman.com/diplomacy_iraq-concerned-over-turkish-troops-in-shaqlawa-region-not-mosul_407297.html   
questo si aggiunge ai traffici di armi uomini e petrolio tra Turchia e Isis e continua nel solco delle mire dei turchi sui territori e della repressione dei curdi, repressione portata avanti anche col contributo dei famigerati Lupi Grigi, proprio quelli che hanno i contatti con gli ucraini.
Su quello che è accaduto in Siria a partire dal 2011 c'è stata grande disinformazione e solo ora a causa degli attentati in Francia si inizia a fare luce sulle cause e sugli attori dietro il caos che è stato creato, per fortuna esistono ancora giornalisti indipendenti che, nonostante la nebbia creata dai media col contributo delle agenzie di PR pagate da qatari e sauditi, cercano di svelare come e quando si è arrivati alla situazione attuale:
http://www.lrb.co.uk/v38/n01/seymour-m-hersh/military-to-military

questa è la pagina wiki dell'autore del pezzo: Seymour Hersh 

Se invece si vuole aspettare che la cronaca diventi storia si deve essere pronti a sorbirsi le patetiche scuse di un Tony Blair a caso:
http://www.theguardian.com/uk-news/2015/oct/25/tony-blair-sorry-iraq-war-mistakes-admits-conflict-role-in-rise-of-isis
e attendere la sua conversione sulla via di Damasco:
http://www.theguardian.com/world/2015/dec/20/most-syrian-rebels-sympathise-with-isis-says-thinktank

In mediooriente ci sono in ballo affari per centinaia di miliardi e chi ha messo su questo disastro non si ferma neanche di fronte a decine di migliaia di vittime e qualche attentato in Europa, specialmente se una propaganda ossessiva nella gran parte dei media occidentali impedisce di chiedere conto delle loro azioni.   

anderz

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Ma questa non è una replica, è solo altra carne al fuoco. Quello che non si capisce è quello che vuoi dire, come la pensi tu.


Intanto l'esercito iracheno ha quasi ripreso il controllo di Ramadi, anche grazie al l'ampliamento del supporto aereo americano.

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Davy_Jones

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Citazione di: happyeagle il 21 Dic 2015, 12:54

http://www.lrb.co.uk/v38/n01/seymour-m-hersh/military-to-military



articolo divertente. alla conclusione che la politica usa in m-o e' fondamentalmente contraddittoria ci si arriva pero' anche senza conoscere i retroscena del pentagono, tanto e' palese la cosa. magari non lo e' altrettanto nel mondo anglosassone, non so.

anderz

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Citazione di: Davy_Jones il 22 Dic 2015, 14:39

articolo divertente. alla conclusione che la politica usa in m-o e' fondamentalmente contraddittoria ci si arriva pero' anche senza conoscere i retroscena del pentagono, tanto e' palese la cosa. magari non lo e' altrettanto nel mondo anglosassone, non so.

anche quest'articolo è interessante
http://www.vox.com/2015/12/21/10634002/seymour-hersh-syria-joint-chiefs

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