Citazione di: anderz il 18 Dic 2015, 17:35
Mi sembrano affermazioni un po' strane, soprattutto la parte in cui si sostiene che l'intervento russo ha sconvolto a tal punto i jihadisti da farli tornare a casa. Ho capito che lo sostiene il capo della polizia - e se lo dice immagino ci siano dei dati - ma lo stesso organo di propaganda del Cremlino, Sputnik News, pochi giorni fa ha ammesso che il numero dei FF è in crescita. i FF russi e asiatici sono aumentati, per fare un esempio, del 300%. Inoltre ormai è ampiamente dimostrato che l'obiettivo primario dell'aviazione russa sono i ribelli, coloro contro i quali è stato scagliato l'arsenale operativamente più concreto, mentre contro l'IS c'è stata più che altro lo sfoggio di missili cruise da navi e sottomarini e l'uso dei vetusti bombardieri strategici, più una dimostrazione di potenza all'occidente che altro. Ripeto, nel great game siriano l'IS è funzionale a tutti gli attori.
Da un punto di vista prettamente militare la strategia di eliminare ogni sacca di resistenza che potrebbe rimanere alle spalle del fronte principale è l'unica funzionale per garantire la messa in sicurezza delle aree liberate, gran parte delle operazioni appoggiate dai russi sin dall'inizio del loro intervento mira proprio a questo obiettivo, non avrebbe senso spingersi ad est contro l'Isis per ritrovarsi Al-Nusra e gli altri alle spalle. La mappa delle varie fazioni in lotta nella Siria è a macchia di leopardo e quello che si può intuire dai vari report è che l'obiettivo principale è riprendere il controllo dei confini con Turchia e Giordania per fermare l'afflusso di uomini e mezzi.
Solo dopo la fine di questa prima fase procederanno verso est al confine con l'Iraq, le milizie dell'Isis a quel punto avranno la scelta di abbandonare la Siria o combattere nelle città e nei territori da loro ancora controllati.
Il massiccio uso di auto e camion bomba in azioni suicida da parte dei terroristi, oltre alle ultime forniture di missili anticarro, è uno dei fattori che sconsiglia un attacco frontale senza avere un appoggio tattico importante.
I foreign fighters di origine russa o asiatica sono prevalentemente ceceni o uighuri delle ex repubbliche sovietiche del centro asia, probabilmente sono l'ultimo "regalo" di Erdogan ai russi prima di lasciare la scena, il transito di questi gruppi è sempre dalla Turchia e purtroppo non è solo a senso unico, quindi c'è il rischio concreto di vederli anche in Europa, magari con uno dei mille e più passaporti rubati in Ucraina e che sembra siano finiti nelle mani dell'Isis tramite i gruppi neonazi che hanno contatti coi servizi turchi.
Che la minaccia sia concreta non lo dice solo Pansa, i servizi tedeschi, dopo le rivelazioni di un ff di ritorno, hanno deciso di riaprire i contatti ufficiali con la controparte siriana e tornare a Damasco, per il momento i servizi di intelligence siriani sono gli unici che hanno qualche informazione accurata sugli europei che sono andati nel Califfato e che non sono restii a condividerle.