Parigi sotto attacco!

Aperto da Monsieur Opale, 13 Nov 2015, 22:59

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Monsieur Opale

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..stiamo ritornando al "mamma li turchi"... alle marocchinate de "La Ciociara"




Thorin

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Citazione di: Monsieur Opale il 07 Gen 2016, 16:03
ve posso dì na cosa?
io la vedo brutta, stiamo camminando sul filo di un rasoio

Oggi sono d'accordo con te (wow!): siamo a due passi da un serio conflitto di civiltà non compatibili, non c'è niente da ride.

Maremma Laziale

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Citazione di: Auparayo il 07 Gen 2016, 22:53

PS: scommettiamo che se fosse accaduto l'esatto contrario, sostenitori di Pegida che avessero molestato e stuprato in massa donne turche o nigeriane, il 1° gennaio a mezzogiorno sarebbe stata la "headline" di tutti i telegiornali d'Europa?


Mi sembra che all'8 gennaio i fatti di Colonia (e altre città nord Europee) siano ancora l'headline dei media d'Europa.

Thorin

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Citazione di: Maremma Laziale il 08 Gen 2016, 11:19
Mi sembra che all'8 gennaio i fatti di Colonia (e altre città nord Europee) siano ancora l'headline dei media d'Europa.

Dopo diversi tentativi di insabbiamento da parte del governo tedesco...

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Maremma Laziale

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Citazione di: Thorin il 08 Gen 2016, 11:24
Dopo diversi tentativi di insabbiamento da parte del governo tedesco...

Si, stavo leggendo qui

http://formiche.net/2016/01/08/ecco-come-giornali-tedeschi-hanno-occultato-il-caso-colonia/

A me, a questo punto, viene spontanea una domanda. Ma nei Capodanni passati è andato sempre tutto liscio da quelle parti?

happyeagle

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Quelli che a Colonia ed in altre città tedesche hanno commesso dei reati non hanno violentato solo delle ragazze ma la stessa Germania che li ha accolti.
Se alla crisi economica si aggiunge il pericolo per l'incolumità fisica la miscela può diventare esplosiva in brevissimo tempo e la reazione del sindaco di Colonia, con le sue linee guida, non fa altro che esasperare gli animi.
Consigliare le donne di girare accompagnate e di tenere gli sconosciuti a distanza di un braccio può avere conseguenze imprevedibili.

Cancellato il passato nazista la Germania è riuscita ad integrare nella sua società milioni di islamici, la comunità turca è una colonna della sua economia e non ha mai creato seri problemi legati alla religione o ai costumi, quello che sta accadendo negli ultimi tempi è un fenomeno totalmente nuovo ed esiste il rischio di arrivare a dei conflitti culturali, e non solo, con i fanatici della sharia che sono apparsi in qualche località.  La sottovalutazione della situazione da parte della polizia durante il capodanno non fa altro che spargere sale sulle ferite, e la mancanza di fondi come giustificazione per un mancato intervento immediato è un'accusa pesante al governo Merkel ed alle politiche europee in generale.
Non ci può essere integrazione senza sicurezza sociale e senza un piano di sviluppo economico che ne possa garantire le condizioni minime, invece assistiamo a provvedimenti confusionari e spesso contraddittori all'interno dell'Unione Europea e della sua Banca Centrale che ne ha il governo reale in ultima istanza.

Davy_Jones

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al di la' della gravita' del fatto in se, il modo con cui i tedeschi lo stanno gestendo e' imbarazzante. se e' vero che per la legge non conta da dove viene chi commette un reato ma solo cosa fa, e' anche vero che la sicurezza dei cittadini e' il compito principale delle forze di polizia. e a capodanno la polizia di colonia e' stata apertamente umiliata. i politici avrebbero dovuto da subito fare quadrato intorno alle forze dell'ordine, che da giorni ripetono che si sono ritrovati in una situazione senza precedenti per loro, ignorati e senza alcuna possibilita' concreta di intervenire visti i numeri. invece hanno imposto che scrivessero rapporti "monchi" sull'accaduto, di fatto dando l'idea che i problemi segnalati dalla polizia, se conteranno, conteranno dopo i loro. questa e' la cosa veramente pericolosa secondo me.

Monsieur Opale

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e comunque sta storia me puzza, boh?

vedo organizzazione, pianificazione, obiettivo politico, insomma non si tratta de "lo nero periglio che vien da lo mare" di brancaleoniana memoria


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anderz

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Ho l'impressione che questa cosa di Colonia sia in parte OT, soprattutto in relazione al terrorismo. Però, cazzo, quello che è successo va punito e condannato in maniera netta. Non sono certo un forcaiolo, ma se queste merde pensano di poter disporre del corpo di una donna come vogliono, beh credo proprio che dovranno essere ricondotti a più miti consigli quanto prima.

Zanzalf

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In teoria, se la cosa è stata organizzata, c'è un legame tra Parigi e Colonia.

Nel primo caso si voleva terrorizzare i parigini in alcune delle attività che meglio li definiscono: sbevazzare Kir Royal per i locali del centro, divertirsi allo stadio o al concerto. Idem a Colonia, defraudare le ragazze tedesche di una prerogativa che le definisce: girare sole la notte indisturbate.

Se si conferma la premeditazione l'obiettivo è lo stesso: terrorizzare gli europei nelle cose che definiscono la loro identità.

Tarallo

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Citazione di: anderz il 08 Gen 2016, 14:54
Ho l'impressione che questa cosa di Colonia sia in parte OT, soprattutto in relazione al terrorismo.
Ma dai?

anderz

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Ero ironico, ma a quanto pare sbagliavo io, a giudicare da certi commenti

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happyeagle

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È arrivato il rapporto dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche sugli incidenti che hanno avuto luogo in Siria:
http://www.globalresearch.ca/organization-for-the-prohibition-of-chemical-weapons-opwc-confirms-rebels-used-chemical-weapons-not-assad/5500017
niente che non fosse già conosciuto agli esperti ed ai governi ma che nella versione "ufficiale" è stato usato come propaganda dai media asserviti per puntare il dito contro Assad.
La responsabilità del caos in Siria ricade ogni giorno di più contro chi non ha esitato ad armare terroristi anche con armi chimiche, fornendogli mezzi e know-how per produrle autonomamente, con tutte le conseguenze per la sicurezza del medio oriente e non solo.
La storia era già stata coperta da Seymour Hersh nel 2013 ma di questo nei giornali e nei telegiornali non c'è stata traccia, neanche quando è stato ripreso l'argomento ad aprile 2014:
http://www.lrb.co.uk/v36/n08/seymour-m-hersh/the-red-line-and-the-rat-line
La Turchia di Erdogan mirava alla distruzione della Siria ed a garantirsi conquiste territoriali sulle spoglie che ne fossero rimaste, per il momento ne ha ricevuto solo problemi, compensati però dai miliardi che l'Unione Europea gli darà per i rifugiati, quegli stessi rifugiati che non riesce a fermare sulle coste davanti la Grecia e che vengono perciò sfruttati fino alla morte dopo essere stati depredati di ogni avere, compresi quelli per pagare i giubbotti di salvataggio tarocchi comprati prima di affrontare il mare.
La Germania che voleva sangue fresco per rivitalizzare la sua forza lavoro e soprattutto le casse del sistema pensionistico ne ha accolti tanti di rifugiati e alcuni l'hanno ripagata come peggio non potevano, però invece di spendere fondi per mandare quattro Tornado da ricognizione in Turchia avrebbe potuto sicuramente spendere meglio quei soldi, magari destinarli alle forze di polizia in servizio a capodanno.   

Zanzalf

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Citazione di: anderz il 08 Gen 2016, 17:38
Ero ironico, ma a quanto pare sbagliavo io, a giudicare da certi commenti

Non mi risulta che ci siano state in Egitto, Tunisia, Giordania, Iran, eccetera, delle offese sessuali di massa durante le feste. E di donne indifese ce ne sono pure in quei contesti. Quindi la spiegazione che sia avvenuto perché "sono islamici, fuori controllo, repressi dalla religione, misogini" non è valida: "sono islamici" anche in Egitto, perché là non è successo niente? Perché in Egitto percepiscono le donne del Cairo come donne "loro".

Gli atti di Colonia si configurano come atti ostili contro gli europei, che siano stati pianificati o meno. Non saranno così drammatici come quelli di Parigi ma fanno parte, in una scala molto minore, dello stesso percorso: riaffermazione della propria identità (un'identità inventata, una versione gangsterizzata della propria storia) in contrapposizione a quella europea.

Per gli effetti, invece, credo che saranno altrettanto gravi: le donne tedesche avranno paura di stare sole la sera. Così come i parigini.

anderz

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Citazione di: Zanzalf il 08 Gen 2016, 22:52
Non mi risulta che ci siano state in Egitto, Tunisia, Giordania, Iran, eccetera, delle offese sessuali di massa durante le feste. E di donne indifese ce ne sono pure in quei contesti. Quindi la spiegazione che sia avvenuto perché "sono islamici, fuori controllo, repressi dalla religione, misogini" non è valida: "sono islamici" anche in Egitto, perché là non è successo niente? Perché in Egitto percepiscono le donne del Cairo come donne "loro".

Gli atti di Colonia si configurano come atti ostili contro gli europei, che siano stati pianificati o meno. Non saranno così drammatici come quelli di Parigi ma fanno parte, in una scala molto minore, dello stesso percorso: riaffermazione della propria identità (un'identità inventata, una versione gangsterizzata della propria storia) in contrapposizione a quella europea.

Per gli effetti, invece, credo che saranno altrettanto gravi: le donne tedesche avranno paura di stare sole la sera. Così come i parigini.

http://www.theguardian.com/world/2013/jul/05/egypt-women-rape-sexual-assault-tahrir-square

Monsieur Opale

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vero, per gli integralisti il corpo della donna vale meno che zero

ma aldilà del fatto in se, quanto accaduto risponde anche ad una logica di "terrore"

ha elementi che lo fanno pensare

Thorin

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MO e Zanzalf hanno espresso anche il mio pensiero

anderz

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L'Onu rompe l'assedio: a Madaya arriva il cibo

Bambini che mangiano le foglie dagli alberi. Altri che si cibano di cani e gatti. Gli oltre 40mila civili intrappolati da mesi a Madaya, località a ovest di Damasco circondata dalle milizie sciite di Hezbollah, continuano a patire la fame e il freddo, mentre l'Onu annuncia di aver ottenuto dal governo siriano l'assicurazione che un convoglio umanitario potrà raggiungere l'area sottoposta a un assedio medievale da parte del regime siriano sostenuto da Russia e Iran.

Melissa Fleming, portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, ha detto che il governo siriano si è impegnato a «permettere alle organizzazioni umanitarie di raggiungere Madaya, dove è previsto l'arrivo dei primi aiuti nei prossimi giorni». Damasco non ha finora confermato né smentito.

Da giorni circolavano in rete e sui media video e immagini choc – la cui autenticità non era sempre verificabile in maniera indipendente – di bambini e anziani denutriti. Secondo fonti mediche locali, nelle ultime settimane 20 persone sono morte di stenti nella città situata sulle montagne che separano il Libano dalla Siria. «Almeno 42mila persone rimangono a Madaya e sono a rischio di inedia», ha affermato Yaqoub al Hillo, il più alto rappresentante Onu presso il governo siriano. Hillo ha ricordato che i 40mila di Madaya sono solo un decimo dei 400mila da tempo intrappolati in località sotto assedio in diverse zone della Siria. La maggior parte delle aree sono circondate da truppe governative o dalle milizie locali o straniere alleate a Damasco. In altri casi, come a Dayr az Zor nell'est del Paese, l'Isis assedia sobborghi controllati dalle truppe del regime.

Nel caso di Fuaa e Kafraya, nel nord-ovest del Paese, miliziani delle opposizioni e loro alleati qaidisti assediano le due località a maggioranza sciita e difese anche dagli Hezbollah. Proprio il destino dei 30mila civili assediati a Fuaa e Kafraya è legato ai 40mila di Madaya. E sempre dalla Siria arriva un'altra notizia choc. Attivisti anti Daesh hanno fatto sapere che una donna sarebbe stata messa a morte dagli uomini del Califfato a Raqqa. Ad ucciderla, secondo le fonti, il figlio.

Caritas International: serve un grande sforzo
"La situazione di Madaya è frutto di un terribile conflitto che dura ormai da 5 anni. La guerra ha distrutto tutto il Paese, ci sono oltre 8 milioni di persone che sono sfollate e 4 milioni che si sono rifugiate fuori il Paese". Lo ha detto il segretario di Caritas Internationalis, Michel Roy, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando la drammatica situazione che sta vivendo la città siriana di Madaya. "C'è gente che non riesce più a mangiare – ha proseguito Roy - la situazione è terribile e la Comunità internazionale è in gran parte responsabile" perché "non finanzia ciò che è necessario. Bisogna fare un grande sforzo e assumersi la responsabilità di salvare questa gente che sta soffrendo fame e malattie. Non ci sono più farmaci. Ci deve essere misericordia anche per il prossimo lontano".

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Zanzalf

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Sulla relazione tra Parigi e Colonia scrive anche Battista. Sono d'accordo con lui (ad eccezione del titolo, appiccicato male, che confonde, secondo me, gli attori: non "il fanatismo" ma "i fanatici", dovrebe essere) anche in relazione ai fatti del Cairo: l'aggressione è non solo all'Europa ma a quei caratteri culturali che la definiscono, tra cui il rispetto per le donne libere.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/quelle-donne-libere-umiliatea-colonia-dal-fanatismo/
Quelle donne libere umiliate a Colonia dal fanatismo
di Pierluigi Battista

Gli uomini che a Colonia si sono avventati come animali sulle donne in festa per il Capodanno volevano punire la libertà delle loro vittime. Hanno palpeggiato, molestato, umiliato, violentato, picchiato le donne che osavano andare da sole, che giravano libere di notte, che si abbigliavano senza rispetto per le ingiunzioni e i divieti consacrati dai padroni maschi. Consideravano prede da disprezzare e da percuotere le donne che facevano pubblicamente uso di una libertà che gli stupratori e gli energumeni di Colonia considerano inconcepibile, peccaminosa, simbolo di perversione, donne che studiano e lavorano. Che sposano chi desiderano e non il marito oppressore che la famiglia, la tradizione, il clan assegnano loro. Che non sono costrette a uscire solo in compagnia dell'uomo prevaricatore. Che bevono e mangiano in libertà, entrano nei locali, fanno l'amore quando scelgono di farlo, brindano a mezzanotte, indossano jeans e magliette, flirtano, fanno sport e si scoprono per praticarlo, hanno la sfrontatezza di festeggiare il Capodanno con i loro amici maschi. Per chi considera la libertà delle donne un peccato da estirpare, le donne libere sono delle poco di buono da umiliare, da riempire di lividi sul seno e sulle cosce aspettandole all'uscita della metropolitana e con la polizia impotente e immobilizzata. Come si fa con gli esseri considerati inferiori.

Come è accaduto a Colonia in una tragica e sconvolgente prima volta nella storia dell'Europa contemporanea in tempo di pace. È stato un rito di umiliazione organizzato, coordinato, diretto a colpire quello che oramai comunemente viene definito uno «stile di vita».

Nonostante i retaggi del passato, nonostante le tenebre oscurantiste che ancora avvolgono come fumo di un passato ostinato le città e persino le famiglie dell'Europa figlia dell'Illuminismo, malgrado i branchi di lupi che infestano i nostri Paesi e fanno morire di paura le donne che si avventurano sole, le ragazze indifese di fronte al bullismo e al teppismo, malgrado tutto questo, la libertà della donna resta pur sempre un principio e una pratica di vita inimmaginabile in altri contesti culturali, in altri sistemi di valori.

Ed è l'incompatibilità valoriale con questo spirito di libertà che le bande di Capodanno hanno voluto manifestare contro le donne che andavano a ballare, a bere, a baciare anche.

Non capire il senso di «prima volta» che gli agguati di Colonia portano con sé è un modo per restare ciechi, per non capire, per farsi imprigionare dalla paura e dall'afasia.

Così come non abbiamo voluto vedere, abbiamo fatto finta di niente, siamo restati volontariamente ciechi quando al Cairo, nella leggendaria piazza Tahrir, la «primavera araba» diventò cupa e le donne a decine cominciarono in nome dell'Islam ad essere aggredite, molestate, violentate dai super-fanatici del fondamentalismo misogino. Ora dovremmo cercare di capire che nelle gesta di prevaricazione degli uomini che odiano le donne libere si riflette un gesto di aggressività valoriale di stampo irriducibilmente sessista e non lo sfogo barbarico di un primitivismo pulsionale. Un atto di sopraffazione culturale, non di ferocia animalesca e irriflessa.

Con tutte le cautele e il senso di responsabilità che si deve in questo genere di problemi, Colonia ha lo stesso significato di aggressione simbolica dell'irruzione fanatica nella redazione di Charlie Hebdo : lì veniva scatenata un'offensiva mortale contro la libertà d'espressione, considerata un peccato scaturito nel cuore del mondo infedele; qui contro la libertà della donna, la sua emancipazione impossibile e temuta in contesti culturali che danno legittimazione ideale e persino religiosa al predominio e alla sopraffazione del maschio. Certo, è diverso lo sterminio dei vignettisti dalle botte umilianti di Colonia. Ma c'è un comune sostrato punitivo, l'identificazione di un simbolo culturalmente indigeribile che stabilisce una distanza abissale tra uno «stile di vita» libero e una mentalità che bolla la libertà delle persone, uomini e donne allo stesso modo, come una turpitudine, un'offesa, un peccato, un oltraggio.

Rubricare invece le violenze di Colonia come una delle tante, tristissime manifestazioni di aggressione contro le donne che infestano la vita delle città europee significa smarrirne la specificità, la novità, il senso stesso della sua dinamica. Significa non capire cosa ha mosso gli aggressori, il fatto che fossero centinaia e centinaia in un abuso di massa del corpo e della libertà delle donne come non si era mai visto. Loro, gli aggressori, possono dire che le donne colpite e umiliate «se la sono cercata» semplicemente perché hanno scelto un modo di vivere inammissibile e peccaminoso. A noi il compito di difenderlo, questo modo di vivere, e di considerare inviolabili le donne, e la loro libertà.

Tarallo

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Ma per favore. Adesso NOI ci mettiamo a insegnare il rispetto delle donne. Ma per favore.

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