Prostituzione

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Offline carib

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Re:Prostituzione
« Risposta #20 il: 12 Ott 2020, 18:57 »

Come dice Pentiux, con cui mi trovo totalmente d'accordo, indirizzare la domanda su un mercato lecito, alla luce del sole, tutela chi lavora in quel mercato e sottrae profitti a quello illegale.


"Alla luce del sole" è un'arma a doppio taglio per le donne (e i bambini) vittime di tratta e ridotte in schiavitù. In realtà - specie in un Paese come l'Italia - c'è il serio rischio che il paravento della legalità finisca per favorire ancor di più il business e l'infiltrazione di organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione forzata. Basti pensare a come è "evoluta" la 'ndrangheta al nord; oppure al gioco (non più) d'azzardo: non c'è più il picchetto illegale ma c'è il pizzo sulle macchinette legali.

Paradossalmente laddove le ragazze sono per strada - cioè per davvero alla luce del sole - è più facile individuarle, aiutarle e assisterle oltre che addirittura liberarle dalla schiavitù. (Ci sono diversi studi su questo anche presso il ministero per le pari opportunità e ne parla un'operatrice anche nell'audizione che ho citato stamattina in cui c'è la "perla" della mussolini). Da quel che ricordo l'introduzione del reato di tratta e riduzione in schiavitù ha reso più "semplice" (lo dico in estrema sintesi, non mi si prenda alla lettera) per le associazioni che si occupano di queste cose raccogliere le testimonianze e convincerle a denunciare, dopo di che scatta un programma di protezione etc. che per il reato di sfruttamento non era assolutamente previsto. Su larga scala, impostando la battaglia in questo modo - cioè a partire dall'interesse per le vittime - la contrazione dei guadagni e i rischi "giudiziari" possono essere un deterrente non trascurabile per le grandi organizzazioni criminali. Nel senso che potrebbero seriamente pensare di concentrare i propri sforzi su altri business più remunerativi e meno pericolosi (per loro).

Al di là di questi ragionamenti considerando che stiamo parlando di un crimine contro l'umanità - per le conseguenze sulle vittime e i loro familiari, e la dimensione del fenomeno - io al momento non riesco a pensare che possa essere combattuto tramutandolo in qualcosa di legale

Aspetto con interesse qualsiasi approfondimento.

Preciso solo che non ho messo in relazione l'assistenza sessuale per disabili alla prostituzione forzata, per carità, ma alla prostituzione.
Sì Pe', scusa, evidentemente mi sono espresso male. Non ti stavo "accusando" di averlo fatto. Desideravo ribadire.

Io credo che partire dall'assunto che siamo tutti assolutamente contro qualsiasi forma di coercizione nella prostituzione e che siamo tutti convinti che ogni forma di coercizione vada severamente repressa, ci capiamo meglio.
Certo.


Re:Prostituzione
« Risposta #21 il: 12 Ott 2020, 19:52 »
C'è, poi, un malinteso senso di libertà.
Quale donna si sente libera perchè prende 100, 200,500 euro per farsi scopare da uno che la va  scegliere?
Se fosse libera davvero lo farebbe senza compenso, per piacere. Non mancano le possibilità.
E' sempre una questione di soldi (i maledetti soldi), come quasi tutto nel mondo.

Ok allora dovremmo fare un discorso sul capitalismo a 360 gradi.
Io lavoro 30 ore a settimana per prendere 1200 al mese. Posso dire di essere libero?
Perchè dovremmo considerare il sesso come una sfera sacra che non deve essere contaminata
dai soldi? Eppure i libri, i film, le serie, persino le canzoni ci ricordano che non è così.

Online FatDanny

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Re:Prostituzione
« Risposta #22 il: 12 Ott 2020, 20:01 »
"Alla luce del sole" è un'arma a doppio taglio per le donne (e i bambini) vittime di tratta e ridotte in schiavitù. In realtà - specie in un Paese come l'Italia - c'è il serio rischio che il paravento della legalità finisca per favorire ancor di più il business e l'infiltrazione di organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento della prostituzione forzata. Basti pensare a come è "evoluta" la 'ndrangheta al nord; oppure al gioco (non più) d'azzardo: non c'è più il picchetto illegale ma c'è il pizzo sulle macchinette legali.

Paradossalmente laddove le ragazze sono per strada - cioè per davvero alla luce del sole - è più facile individuarle, aiutarle e assisterle oltre che addirittura liberarle dalla schiavitù. (Ci sono diversi studi su questo anche presso il ministero per le pari opportunità e ne parla un'operatrice anche nell'audizione che ho citato stamattina in cui c'è la "perla" della mussolini). Da quel che ricordo l'introduzione del reato di tratta e riduzione in schiavitù ha reso più "semplice" (lo dico in estrema sintesi, non mi si prenda alla lettera) per le associazioni che si occupano di queste cose raccogliere le testimonianze e convincerle a denunciare, dopo di che scatta un programma di protezione etc. che per il reato di sfruttamento non era assolutamente previsto. Su larga scala, impostando la battaglia in questo modo - cioè a partire dall'interesse per le vittime - la contrazione dei guadagni e i rischi "giudiziari" possono essere un deterrente non trascurabile per le grandi organizzazioni criminali. Nel senso che potrebbero seriamente pensare di concentrare i propri sforzi su altri business più remunerativi e meno pericolosi (per loro).

Partendo dal presupposto che anche sul gioco d'azzardo la soluzione non è l'illegalità, perché non rimuove in alcun modo le cause stai però saltando un elemento essenziale del mio ragionamento.
Che è il divieto di interposizione di manodopera di qualsiasi genere.
Dovrebbe quindi essere una professione esercitabile unicamente come liber* professionist*.
Cosa determinante proprio per evitare alcuni rischi. Esattamente per lo stesso motivo le sostanze stupefacenti andrebbero depenalizzate, ma non vendute liberamente, altrimenti avresti lo stesso effetto avuto nel gioco d'azzardo.
In questo caso l'unica vera possibilità per togliere alle mafie il mercato sarebbe quello della produzione di stato (perché anche il monopolio della distribuzione non cambia il fatto che a produrle resterebbero gli stessi). Autoproduzione o produzione di stato.

In un sistema capitalista qualsiasi mercato tende alla concentrazione e questo va tenuto in conto.
Se parliamo di merci fisiche questo si impedisce permettendo l'autoproduzione o controllando direttamente la produzione oltre che la distribuzione.
Se parliamo di servizi questo si impedisce vietando categoricamente la concentrazione.
Questo non darebbe alcun paravento di legalità alle organizzazioni di cui parli.
Re:Prostituzione
« Risposta #23 il: 12 Ott 2020, 20:13 »
Io sono favorevole alla repressione. La prostituzione non dovrebbe essere consentita, anche se non è semplice. Bisogna volerlo ed impegnarsi,
Che la liberalizzazione possa cambiare qualcosa è pura utopia. Basta vedere quello che è successo nel gioco che, una volta divenuto lecito, non ha minimamente intaccato gli introiti della criminalità che, anzi, ha avuto la possibilità di proseguire a fare lecitamente quello che prima doveva fare di nascosto. Una follia.

C'è, poi, un malinteso senso di libertà.
Quale donna si sente libera perchè prende 100, 200,500 euro per farsi scopare da uno che la va  scegliere?

Se fosse libera davvero lo farebbe senza compenso, per piacere. Non mancano le possibilità.
E' sempre una questione di soldi (i maledetti soldi), come quasi tutto nel mondo.

Credo che il malinteso sia a monte.
In un mondo ideale nessuno dovrebbe fare nulla per soldi, si dovrebbe essere liberi di fare ciò che piace e nessuno dovrebbe essere costretto a pagare per avere qualcosa.
Detto che non siamo in quel mondo ideale, che per sopravvivere, per soddisfare i bisogni primari, secondari, terziari, eccetera servono i soldi, per chi non vive di rendita ci dovrebbe essere la "libertà" di scegliere a quale costrizione sottomettersi. Per alcune persone (qui stiamo centrando giustamente l'attenzione sulle donne, in senso allargato, perché per loro esiste il problema dello sfruttamento, per i gigolò credo sia molto meno presente ma esiste anche questa forma di prostituzione) potrebbe essere preferibile dover aver rapporti sessuali per guadagnare soldi piuttosto che altre forme di asservimento.

Questo in generale sul concetto di scelta, che è diverso da quello di libertà.
Per il resto, sugli scenari a seguito di eventuale maggiore repressione o maggiore libertà vi leggo con molto interesse.
 

Offline carib

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Re:Prostituzione
« Risposta #24 il: 12 Ott 2020, 20:47 »

Se parliamo di servizi questo si impedisce vietando categoricamente la concentrazione.
Questo non darebbe alcun paravento di legalità alle organizzazioni di cui parli.
No ma infatti, la 'ndrangheta nel settore dei servizi (o nello Stato) non è mai riuscita a penetrare. Suvvia :-)


Ciò detto, ripeto - visto che lo hai cancellato dal mio quote  :beer: - la tratta e la riduzione in schiavitù sono crimini contro l'umanità. Farsi di eroina o fumare una canna non lo sono nemmeno lontanamente, anche per questo (al momento) non mi convince affatto l'idea che la soluzione da adottare contro chi controlla le "merci" in questione sia la stessa.
Forse perché nel primo caso non si tiene conto fino in fondo del fatto che stiamo parlando di persone?

Offline pentiux

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Re:Prostituzione
« Risposta #25 il: 12 Ott 2020, 21:28 »
No ma infatti, la 'ndrangheta nel settore dei servizi (o nello Stato) non è mai riuscita a penetrare. Suvvia :-)


Ciò detto, ripeto - visto che lo hai cancellato dal mio quote  :beer: - la tratta e la riduzione in schiavitù sono crimini contro l'umanità. Farsi di eroina o fumare una canna non lo sono nemmeno lontanamente, anche per questo (al momento) non mi convince affatto l'idea che la soluzione da adottare contro chi controlla le "merci" in questione sia la stessa.
Forse perché nel primo caso non si tiene conto fino in fondo del fatto che stiamo parlando di persone?
Ma anche il caporalato è un reato, questo non rende illegale lavorare in agricoltura.
Anche in agricoltura, o magari nel tessile, c'è tratta, sfruttamento, riduzione in schiavitù. E parliamo in Italia, non nel terzo mondo. Il che non rende illegale raccogliere i pomodori o cucire un vestito.

Io rimango convinto che nell'illegalità, nella paura si cela molto più potere e capacità di ricatto per le organizzazioni criminali.

Online FatDanny

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Re:Prostituzione
« Risposta #26 il: 12 Ott 2020, 21:51 »
No ma infatti, la 'ndrangheta nel settore dei servizi (o nello Stato) non è mai riuscita a penetrare. Suvvia :-)


Ciò detto, ripeto - visto che lo hai cancellato dal mio quote  :beer: - la tratta e la riduzione in schiavitù sono crimini contro l'umanità. Farsi di eroina o fumare una canna non lo sono nemmeno lontanamente, anche per questo (al momento) non mi convince affatto l'idea che la soluzione da adottare contro chi controlla le "merci" in questione sia la stessa.
Forse perché nel primo caso non si tiene conto fino in fondo del fatto che stiamo parlando di persone?

ma infatti in quei servizi dove si infiltra la ndrangheta non è vietata la concentrazione!
Sono esattamente servizi pubblici gestiti da privati!
Né si tratta di servizi prodotti dallo stato ma, come sopra, prodotti PER lo Stato.

Io ti sto dicendo che per evitare queste distorsioni proprie di questo modello economico puoi solo passare per la produzione immediatamente di Stato e l'autoproduzione quando si tratta di merci.
Vai a vedere il caso olandese, dove la liberalizzazione delle droghe leggere è tutt'altro che rose e fiori (meglio in uruguay).

Certo che tengo conto che in un caso si parla di persone e in un altro di sostanze, proprio per questo, ripeto, va assolutamente affermato un principio per cui nessuno può guadagnare SU quel lavoro, ma solo DI quel lavoro.
Non è un dettaglio. Anche questo principio può essere violato?
Certo, ma sarebbe come pretendere di abolire l'omicidio per decreto. Puoi punirlo, ma per abolirlo toccherebbe avere poteri divini più che legislativi.

Offline Gio

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Re:Prostituzione
« Risposta #27 il: 13 Ott 2020, 08:41 »
Ok allora dovremmo fare un discorso sul capitalismo a 360 gradi.
Io lavoro 30 ore a settimana per prendere 1200 al mese. Posso dire di essere libero?
Perchè dovremmo considerare il sesso come una sfera sacra che non deve essere contaminata
dai soldi? Eppure i libri, i film, le serie, persino le canzoni ci ricordano che non è così.
Penso che siamo su temi diversi. Il lavoro è un modo per realizzare la propria personalità, garantito costituzionalmente. Ed è anche partecipazione alla costruzione della società. Tutti dovrebbero avere le condizioni per avere un buon lavoro che consenta di esprimersi. E non: tutti dovrebbero poter non lavorare.
Un sistema che consente (costringe) una donna a rinunciare alla propria libertà sessuale a favore di chi può permetterselo, per me, è marcio. Esattamente come quello che consente ai propri cittadini di rovinarsi al gioco o ai propri ragazzi di rin[...]rsi con sostanze dannose perchè non riesce ad impedirlo (per me).
Il fatto, poi, di pensare di contrastare la criminalità riconoscendo alle donne la libertà di essere stuprate da chi ha i soldi (perchè questo è, alla fine), mi sembra una mezza follia.

Offline pentiux

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Re:Prostituzione
« Risposta #28 il: 13 Ott 2020, 10:35 »
Continuo a pensare che un rapporto consenziente non possa definirsi stupro.
Capisco che il consenso si possa ottenere tramite minaccia o ricatto, in tal caso è comunque uno stupro anche se non vi è una violenza fisica, ma non lo è se si ottenga tramite scambio libero, concordato e consenziente.
Siamo tutti d'accordo che nel mondo ideale vivremmo tutti liberi e belli potendo dedicarci alle nostre passioni senza doverci preoccupare del nostro benessere. Ma parlare per utopie o iperboli aiuta poco la discussione.
Nel mondo attuale i soldi servono, e servono a tutti. E per i soldi e i vantaggi che essi comportano la maggior parte delle persone fa lavori o svolge attività che se potesse eviterebbe come la peste.
Lavori che spesso comportano problemi gravissimi, malattie professionali, rischi, degrado, fatica, usura. Le prestazioni di servizi sessuali rientrano certamente in queste categorie, del cosiddetto "lavoro usurante". Molto usurante, aggiungerei.
Con la speranza, spesso la certezza, che possa essere un lavoro molto ben pagato che consenta di terminare la fase usurante molto velocemente.
Che si può scegliere o meno, c'è chi preferisce spaccarsi la schiena per poche centinaia di euro al mese e chi preferisce altro.

Poi sul "sistema" ce ne sarebbe da discutere. Spesso il sistema sono le famiglie stesse.
Non parliamo dell'Italia, dove sono per fortuna casi rari, ma in buona parte del mondo le famiglie stesse "sacrificano" una figlia femmina alla prostituzione e con i suoi guadagni ci campano la famiglia intera.
Ecco, dovremmo iniziare da li a ragionare sulle tratte e sugli sfruttamenti.  Ma è un altro discorso.

Qui si discute solo ed esclusivamente di un aspetto. Se una persona maggiorenne, capace di intendere e volere, possa scegliere liberamente se offrire servizi sessuali in cambio di soldi o meno.
Per me rispondere no in assoluto a questa domanda resta solo un bigottismo che considera le prestazioni sessuali aprioristicamente immorali ed inaccettabili.

Offline orchetto

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Re:Prostituzione
« Risposta #29 il: 13 Ott 2020, 10:49 »
L'altro giorno mi è capitato di leggere una cosa sulla prostituzione sacra praticata in alcuni templi di alcune divinità di alcune culture politeiste pagane occidentali, compresa quella romano/italica...

Offline Gio

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6895
Re:Prostituzione
« Risposta #30 il: 13 Ott 2020, 11:01 »
Continuo a pensare che un rapporto consenziente non possa definirsi stupro.
Capisco che il consenso si possa ottenere tramite minaccia o ricatto, in tal caso è comunque uno stupro anche se non vi è una violenza fisica, ma non lo è se si ottenga tramite scambio libero, concordato e consenziente.
Siamo tutti d'accordo che nel mondo ideale vivremmo tutti liberi e belli potendo dedicarci alle nostre passioni senza doverci preoccupare del nostro benessere. Ma parlare per utopie o iperboli aiuta poco la discussione.
Nel mondo attuale i soldi servono, e servono a tutti. E per i soldi e i vantaggi che essi comportano la maggior parte delle persone fa lavori o svolge attività che se potesse eviterebbe come la peste.
Lavori che spesso comportano problemi gravissimi, malattie professionali, rischi, degrado, fatica, usura. Le prestazioni di servizi sessuali rientrano certamente in queste categorie, del cosiddetto "lavoro usurante". Molto usurante, aggiungerei.
Con la speranza, spesso la certezza, che possa essere un lavoro molto ben pagato che consenta di terminare la fase usurante molto velocemente.
Che si può scegliere o meno, c'è chi preferisce spaccarsi la schiena per poche centinaia di euro al mese e chi preferisce altro.

Poi sul "sistema" ce ne sarebbe da discutere. Spesso il sistema sono le famiglie stesse.
Non parliamo dell'Italia, dove sono per fortuna casi rari, ma in buona parte del mondo le famiglie stesse "sacrificano" una figlia femmina alla prostituzione e con i suoi guadagni ci campano la famiglia intera.
Ecco, dovremmo iniziare da li a ragionare sulle tratte e sugli sfruttamenti.  Ma è un altro discorso.

Qui si discute solo ed esclusivamente di un aspetto. Se una persona maggiorenne, capace di intendere e volere, possa scegliere liberamente se offrire servizi sessuali in cambio di soldi o meno.
Per me rispondere no in assoluto a questa domanda resta solo un bigottismo che considera le prestazioni sessuali aprioristicamente immorali ed inaccettabili.
Ogni opinione è legittima, ma il bigottismo non c'entra nulla.
Il marcio, per me, non sta nella prestazione sessuale. Se un donna decidesse liberamente di offrirsi a chi vuole, per me, non ci sarebbe nessun problema. Libertà e scelta sue.
Sta nel farlo per soldi e spacciarlo per scelta libera.
Ci sono mille pippe in questo forum sul capitalismo e sull'esercizio potere economico e, poi, ritenete accettabile, che uno coi soldi possa comprarsi una scopata. Consenziente.
Voglio vedere se venisse vostra figlia a dirvi che è indecisa se fare il medico o farsi scopare a 500 euro a botta, dove andrebbe la vostra idea di libertà.

Offline Seamus

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Re:Prostituzione
« Risposta #31 il: 13 Ott 2020, 11:07 »
Davvero tu credi che le "signorine" siano libere professioniste volontarie e consenzienti? Ciò che definisci "prostituzione" è invece purtroppo riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani. Non c'è una sola valida ragione al mondo per "legalizzarla". Che poi in realtà è un modo per confermare implicitamente che le donne che non sono mogli e madri sono tutte puttàne e per nascondere la polvere sotto il tappeto (questa è la mentalità dei neofascisti fratellini ditalia eleghistivari che vogliono che riaprano le case chiuse con la "scusa" misera di toglierle dalla strada; non ce l'ho con te, sia chiaro, e chiedo scusa per l'OT ma si parla di violazione di diritti umani e 'sta cosa mi manda in bestia quando vedo che attecchisce...). E la polvere in questo caso sono ragazzine e donne brutalizzate quotidianamente dai loro carcerieri e dai maritini e fidanzatini segaioli impotenti e violentatori che le "caricano" in macchina
Lazio.net[/b][/color]

Oltre ad essere pienamente d'accordo, ho sempre pensato che, anche nel migliore degli scenari possibili (a cui in nessuna parte del mondo ed in nessun periodo storico si è mai nemmeno andati vicino), la prostituzione sia eticamente inaccettabile in quanto si tratterebbe di accettare che una persona, per fragilità (economica, culturale, sociale, psicologica,...), offra se stessa alla mercé di chi è più forte e, semplicemente, se lo può permettere.
E' una cosa che dovrebbe essere inaccettabile per chiunque abbia un minimo di coscienza sociale e che personalmente trovo vergognosa.

Offline pentiux

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Re:Prostituzione
« Risposta #32 il: 13 Ott 2020, 11:08 »
Ogni opinione è legittima, ma il bigottismo non c'entra nulla.
Il marcio, per me, non sta nella prestazione sessuale. Se un donna decidesse liberamente di offrirsi a chi vuole, per me, non ci sarebbe nessun problema. Libertà e scelta sue.
Sta nel farlo per soldi e spacciarlo per scelta libera.
Ci sono mille pippe in questo forum sul capitalismo e sull'esercizio potere economico e, poi, ritenete accettabile, che uno coi soldi possa comprarsi una scopata. Consenziente.
Voglio vedere se venisse vostra figlia a dirvi che è indecisa se fare il medico o farsi scopare a 500 euro a botta, dove andrebbe la vostra idea di libertà.
Guarda, il discorso è semplice. Non tutti possono scegliere tra fare il medico o la prostituta.
Qualcuno deve scegliere se fare la lavacessi (detto con tutti il rispetto possibile) o la prostituta.
Ora non ho figlie, ma se mia nipote mi dicesse che ha deciso di "farsi scopare a 500 euro a botta" non salterei dalla gioia. Ma altrettanto, veramente non so se addirittura peggio, se mi dicesse che ha deciso di andare a pulire i cessi a cinque euro l'ora vivendo di stenti, magari con dei figli a carico.

Nel mio mondo ideale i cessi li puliscono i robot, le prestazioni sessuali pure le forniscono dei robot, e tutti vivono felici e contenti.
Mi sa che manca ancora un pò a questo mondo.

Online FatDanny

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Re:Prostituzione
« Risposta #33 il: 13 Ott 2020, 11:44 »

Ci sono mille pippe in questo forum sul capitalismo e sull'esercizio potere economico e, poi, ritenete accettabile, che uno coi soldi possa comprarsi una scopata. Consenziente.
Voglio vedere se venisse vostra figlia a dirvi che è indecisa se fare il medico o farsi scopare a 500 euro a botta, dove andrebbe la vostra idea di libertà.

la critica al capitalismo non è una critica dall'esterno, ma dal suo interno.
Noi qui viviamo, in questa società mercificata, non in quella che vorremmo.
Quindi con questa facciamo i conti. Dire che per criticarla dovremmo vivere come San Francesco non coglie il senso della critica, che è immanente, non trascendente.

E per rispondere alla tua domanda ne conosco di amiche che, per periodi limitati durante gli studi, hanno fatto quella scelta invece di andare a pulire i cessi. Ci pagavano l'affitto a Roma e anche qualche divertimento. Perché si, meglio far pompini e potersi togliere qualche sfizio che vivere una vita monastica per potersi mantenere in una grande città e dover dire pure grazie per quelle 500 euro.

Non ho figlie, ma possi dirti che se lo facesse mia sorella avrebbe tutto il mio rispetto.
Ne sarei proprio orgoglioso. Non del lavoro in sé - anche qui concordo con pentiux - ma perché dimostrerebbe che superato il moralismo ha capito che il lavoro, per chi non ha la fortuna di poterlo far coincidere con i propri interessi (ed è la maggioranza delle persone, ma forse siete così fortunati da conoscere l'altra metà del cielo), significa comunque far pompini a qualcuno.

Se farli concretamente porta una paga dieci volte maggiore che farli metaforicamente a porsi qualche domanda non dovrebbe essere lei, ma tutti gli altri.

Offline Seamus

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Re:Prostituzione
« Risposta #34 il: 13 Ott 2020, 12:15 »
...perché dimostrerebbe che superato il moralismo ha capito che il lavoro, per chi non ha la fortuna di poterlo far coincidere con i propri interessi (ed è la maggioranza delle persone, ma forse siete così fortunati da conoscere l'altra metà del cielo), significa comunque far pompini a qualcuno.

Se farli concretamente porta una paga dieci volte maggiore che farli metaforicamente a porsi qualche domanda non dovrebbe essere lei, ma tutti gli altri.

Ma non so se tu guadagni un sacco di soldi facendo quello che ti piace: perchè non posso fare a meno di pensare che quello che proponi lo potremmo fare tranquillamente anche io e te, mica solo le ragazze che vogliono divertirsi.
Ma se non lo facciamo (o almeno io non lo faccio  ;) ) qual'è allora il motivo?

Per me è che non è paragonabile il mettere le proprie capacità manuali o intellettuali al servizio di un datore di lavoro (che, sì, in questa logica economica le sfrutta) con il vendere la propria sessualità, ovvero una parte della propria intimità, per qualsivoglia motivo.
Per me non è accettabile.

Che poi questo non significa disprezzo per chi si prostituisce (che, anzi, ha tutta la mia compassione) ma per chi approfitta di una posizione di forza (ripeto, economica, sociale, culturale).

Offline mdfn

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Re:Prostituzione
« Risposta #35 il: 13 Ott 2020, 12:20 »
Detto che la penso come Pentiux e FatDanny, vorrei proporre un diversivo.
C'è qualche cliente che ci vuole parlare delle sue esperienze? O qualche prostituto?
Io per esempio sono affascinato dall'idea di prostituirmi.

Offline Gulp

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Re:Prostituzione
« Risposta #36 il: 13 Ott 2020, 12:23 »
Ma se non lo facciamo (o almeno io non lo faccio  ;) ) qual'è allora il motivo?

Da parte mia ti dico perché non sono sessualmente emancipato come vorrei, come pensavo di essere. Non so se lo sarò mai 

:D

Offline Tarallo

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Re:Prostituzione
« Risposta #37 il: 13 Ott 2020, 12:23 »
Mamma mia, un incubo; a me non me va manco con quelle che scelgo io.. :roll:

Offline pentiux

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Re:Prostituzione
« Risposta #38 il: 13 Ott 2020, 12:41 »
Ma se non lo facciamo (o almeno io non lo faccio  ;) ) qual'è allora il motivo?
Nel mio caso, oltre che perché molto probabilmente nessuno pagherebbe per avere prestazioni sessuali dal sottoscritto, perché posso permettermi di non farlo e vivere dignitosamente.
Nel mio caso quindi la scelta è tra vivere dignitosamente e non farlo, o prostituirmi e vivere da benestante (sempre a trovà clienti). Scelta abbastanza facile, anche se per qualcuno può essere più che legittimo anche preferire una vita da benestante.
Certo che se l'alternativa fosse una vita non dignitosa, per me e per i miei cari, forse la scelta non sarebbe altrettanto facile.

Online FatDanny

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Re:Prostituzione
« Risposta #39 il: 13 Ott 2020, 12:42 »
Ma non so se tu guadagni un sacco di soldi facendo quello che ti piace: perchè non posso fare a meno di pensare che quello che proponi lo potremmo fare tranquillamente anche io e te, mica solo le ragazze che vogliono divertirsi.
Ma se non lo facciamo (o almeno io non lo faccio  ;) ) qual'è allora il motivo?

Per me è che non è paragonabile il mettere le proprie capacità manuali o intellettuali al servizio di un datore di lavoro (che, sì, in questa logica economica le sfrutta) con il vendere la propria sessualità, ovvero una parte della propria intimità, per qualsivoglia motivo.
Per me non è accettabile.

Che poi questo non significa disprezzo per chi si prostituisce (che, anzi, ha tutta la mia compassione) ma per chi approfitta di una posizione di forza (ripeto, economica, sociale, culturale).

veramente ho detto fin dall'inizio che il discorso non riguardava affatto solo le ragazze e che infatti toccherebbe parlare di sex-workers. Anzi, ho detto di più: ho detto che nonostante il fenomeno venga raffigurato esclusivamente male-oriented non lo è affatto.

Per te non è paragonabile, per me si.
Sia perché l'intimità è un qualcosa di culturalmente costruito (quindi non dato oggettivamente, ma soggettivamente), sia perché esistono lavori che mettono eccome in gioco l'intimità e proprio per questo sono molto ben pagati. Esattamente come questo caso.

Perché non lo faccio? Ma io per mia fortuna guadagno discretamente per un lavoro che mi permette di studiare, di scrivere cazzate qui sopra di continuo, di gestirmi i miei tempi alla grande.
Non è il mio lavoro dei sogni ma manco mi lamento.
Se dovessi lavorare in magazzino (l'ho fatto, sono scappato dopo una settimana, letteralmente), se dovessi spaccarmi la schiena in un mercato generale, se dovessi fare quei lavori considerati "onesti" dalla bella retorica moralista di questa società per guadagnare un terzo di quanto guadagno oggi direi volentieri "no, grazie chivvesestrancula".
preferirei una qualsiasi delle attività illegali che riceverebbero disapprovazione e stigma generale.
E sticazzi.
Con tutto il rispetto per chi questi lavori li fa e che ha tutta la mia stima per la resistenza, la tenacia, la voglia di sostenersi senza barare alle regole del gioco io tutte ste caratteristiche non le ho.
Meglio i pompini.
 

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