1) come già ampiamente detto il discorso è viziato dalla trasformazione di UNA pratica simbolica del movimento ne LA pratica, anzi l'OBIETTIVO stesso del movimento.
E' chiaro che così facendo la cosa diventa ridicola. Peccato che BLM negli stati uniti - così come in Europa - non sia un movimento per l'abbattimento delle statue, sta chiedendo altro e soprattutto sta facendo moooolto di più e molto altro oltre che abbattere qualche statua, basterebbe leggere gli aggiornamenti che ogni tanto posto.
Il fatto che tu, come altri, ti concentri solo su questa singola pratica simbolica, che semplicemente rimanda ad un discorso più generale, la dice lunga sulla serietà con cui si vuole affrontare la discussione sulle ragioni - e volendo anche le pratiche - messe in campo da questo movimento.
2) Il fatto che metti sullo stesso piano i roghi nazisti e l'abbattimento di alcune statue dimostra il gigantesco problema di comprensione storica che in quest'epoca abbiamo, anche al di là dell'averlo fatto al potere o meno.
D'altronde è la stessa epoca che mette sullo stesso piano nazismo e comunismo perché "hanno fatto i morti" o che parla di "opposti estremismi".
Te la dico prima in termini "colti": la differenza tra la violenza di classe e quella nazifascista è che la prima deriva da uno stato di necessità, la seconda dalla volontà di potenza.
In termini spicci: i nazifascisti agivano e agiscono violenza contro dei soggetti per quel che SONO, a prescindere da ogni altra cosa, per affermare un dominio su tutto ciò che nazista non è.
La violenza di classe, ad esempio contro il nazifascismo o gli scioperi violenti contro le condizioni di lavoro lungo il novecento o contro gli abusi di polizia, è invece determinata da una reazione a quel che l'altro FA, anzi GLI FA.
Se per te mussolini era un grande uomo io me ne sbatto. Se inizi a fare le ronde per pestare migranti vai pizzicato e ridotto malissimo. Se pensi di dover massimizzare i tuoi guadagni io me ne sbatto, se lo fai facendo morire i colleghi in miniera dopo 15 ore di lavoro ti prendiamo a serciate fino a che non ti becchiamo bene in testa.
Se ti credi Dredd sti cazzi me fai ride. Se inizi a fare Dredd spero che una ventina di persone di un ghetto a caso ti facciano passare una notte all'inferno.
Non sto dicendo che devi assumere questo criterio demarcativo, ma, anche qui, la differenza è oggettiva.
I "roghi dei libri", ossia di TUTTI i libri non nazisti, per purificare la cultura tedesca non possono essere messi sullo stesso piano dell'abbattimento di ALCUNE statue per ragioni simboliche puntuali.
Anche se non si giustifica nessuno dei due atti la differenza dovrebbe essere lampante e se non lo è abbiamo un bel cazzo di problema a livello di percezione individuale e sociale.
3) Sul fatto che gli storici la pensino come te, da storico, permettimi di avere serissimi dubbi.
La storia è sempre la storia dei vincitori e inevitabilmente non solo il passaggio immediatamente precedente, ma TUTTA la storia viene riletta secondo la lente del vincitore del momento.
Pensi ad esempio che la nostra lettura del Medioevo, ad esempio in rapporto al Mediterraneo, sia neutra o uguale a quella di cento anni fa? O tra cento anni sarà uguale?
Certo che no, ma non perché ora ne sappiamo di più, semplicemente perché i vincitori di oggi hanno una lettura diversa di quella fase, come di tutte le altre, rispetto ai vincitori di cento anni fa.
Questa cosa è assolutamente fisiologica e non è che falsifica la storia, ma costituisce il perno attorno a cui si forma la Memoria.
Ricostruire i fatti storici non vuol dire riportare il contraddittorio, ma fornire un quadro degli eventi quanto più ricco e completo possibile. Detto questo per quanto il quadro potrà essere ricco la Memoria resterà SEMPRE e COMUNQUE soggettiva e quindi soggetta alla lettura di vincitori e vinti.
Per fare un esempio: non è che ci tengono nascosto quanto accaduto a Hiroshima e Nagasaki.
Non è che i numeri vengono distorti per rifare il trucco agli Alleati e farli sembrare meno cattivi.
Ma la Memoria di quegli eventi è posta in rapporto ad altri affinché l'insieme, di fatto, relativizzi quanto accaduto. Se avesse vinto l'Asse, o se tra cento anni ci sarà un dominio mondiale di campo opposto, quello sarà letto come oggi lo sono i campi di sterminio nazisti.
In questi termini i vincitori fanno la storia, altrimenti la questione diventa un'operetta dal conseguente sapore paracomplottista sull'effettiva realtà del vinto che presta facilmente il fianco a revisionismo e negazionismo.
4) sempre tu mi dai l'esempio di come poco seriamente si affronta la discussione: non c'è stata alcuna messa all'indice di via col vento. Nessuna. Una totale fake news tirata su ad arte.
Semplicemente una piattaforma streaming ha inserito a Via col vento una PREMESSA che commenta l'opera e il contesto storico in cui è stata realizzata, sottolineando l'aspetto del razzismo.
Ti sembra censura? O qualcosa di paragonabile alla citata damnatio memoriae?
Il punto vero è che con la classica dinamica social si bollano processi sociali che coinvolgono milioni di persone senza prendersi la briga di approfondire un attimo quello che diamine sta succedendo andando oltre due articoletti della stampa mainstream.
Dimostrando uno sprezzo e una superbia oltre ogni limite, un classicone della cultura bianca occidentale. Della serie: confermiamo inconsapevolmente ogni singola minima accusa che BLM solleva.