Il sindaco di Roma (romanista)

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Online FatDanny

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Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #120 il: 13 Gen 2016, 16:33 »
A prescindere da chi vuole far cosa e dalle improbabili giustificazioni che hanno dato a Fat Danny, io credo che a Roma, oggi come oggi, non si vinca, non si possa proprio vincere. Sposo parzialmente l'idea di Purple Zack, che vorrebbe partire da un movimento trasversale che sia elemento di aggregazione e di coinvolgimento dei cittadini (cosa anche pericolosa, eh!), ma oggi nulla fa pensare che a Roma qualcosa del genere possa aver luogo in larga scala, al punto da portare al voto persone orientate all'astensione.
Quindi resta la politica, che avrà le sue gatte da pelare perché deve fronteggiare una grave crisi che si è aperta con il fallimento di Marino e con Mafia Capitale. Ma sarà alla fine la politica a doversi prendere le responsabilità di amministrare la città, a costo di nuove gogne mediatiche e di opposizioni scorrette. Oggi Roma non c'è più, occorre ricostruirla mattone per mattone, solo così si potrà riconquistare la fiducia dei cittadini. Il nome è importante, ancor più lo è lo staff che lo supporterà, ma occorre essere davvero convincenti, onesti, chiari, essenziali e un po' super partes.

improbabili?
Se i pentastellati vincono a roma si bruciano al 100% le elezioni nazionali.
Basta che stentino nell'amministrazione della città che questo diventerebbe il principale argomento renziano alle politiche. Per cadere in questo trappolone ben chiaro da chilometri toccherebbe essere dei completi tordi (o Massimo D'Alema...).

"resta la politica" che vuol dire? Che restano i partiti istituzionali, "classici"?
ma quelli non hanno alcuna possibilità di cambiare le cose autonomamente.
La questione è squisitamente di potere (inteso come Potere e come "poter fare").
A Roma (come d'altronde un po' a tutti i livelli) esistono dei centri di potere ben più importanti dei partiti che determinano le scelte.
La possibilità che i partiti politici - TUTTI i partiti politici - possano contrastare tali centri è pari a zero. Zero assoluto. Che si parli di Caltagirone, della Veltroni family, dei Casamonica o dei patti fascio-mafiosi di tradizione NAR&affini sono loro che come te tirano su, te possono fa cadè.
Essere "davvero convincenti" è propaganda pura se poi non hai la forza di imporre scelte contrarie a questi qui.

Per imporre scelte contrarie a questi qui devi mettere in piedi centri di Potere (in ambedue le accezioni) alternativi ad essi. E l'unico potere possibile (o almeno che io riesco a vedere) è quello dei cittadini, delle assemblee municipali, della partecipazione.

Non sto dicendo che sia realizzabile qui e ora.
Sto dicendo che senza questo i Caltagirone, i Casamonica, i fascio-mafiosi ecc. contiueranno ad avere un potere troppo forte da poter essere contrastato da un po' di parole al vento e da uno staff di neo-arrivisti, per quanto competenti possano essere.

Questa è una lettura Politica per come la intendo io, non il gioco delle percentuali per stabilire chi dovrà mediare/trattare con le mafie di cui sopra.

Il punto è che Purple Zac e FatDanny descrivono lo stesso processo, si capisce che vogliono fare la stessa cosa ma, mi ci gioco le palle, che col cavolo che lavoreranno allo stesso tavolo. Purple e Fat lavoreranno a due progetti politici al 90% simili ma che, per il 10% di differenza, non si uniranno mai.

Questo è il male della sinistra "immaginista"italiana. E uso immaginista in senso positivo e non denigratorio. E' lo stesso male che la fa stare storicamente al di fuori del "Grande Partito della Sinistra TM", l'ansia divisionista che la polverizza inevitabilmente in rivoli contrapposti.
Ricordo (spero qualcuno vorrà rispondere a questa mia osservazione prima o poi) che Corbyn in UK non ha fatto la stessa cosa. L'alternativa immaginista l'ha costruita per 40 anni DENTRO al partito. Dentro al partito che è stato anche di Blair (per dire di chi si lamenta di Renzy). Fuori dal partito non c'è spazio vitale, lo dimostra la storia.

Assolutamente no. Io al momento non sto lavorando a nulla, ma sono contrario a tutte le mini-ricomposizioni a sinistra di ceto politico residuale. No a "alleanze anticapitaliste" "falci e martelli da tutte le regioni unitevi" ecc.
Mentre sono interessato a parlare con le associazioni cattoliche che accolgono i migranti, i GAS di cui parla PZ, i centri che promuovono cultura indipendente e attività di mutuo soccorso.
Zanzalf non siamo più nel 2011 e fortunatamente, pian piano, fatta eccezione per qualche burocrate, ci stiamo arrivando un po' tutti a cosa dovrebbe significare "Sinistra" oggi...
Io sono fiducioso che i residui si estingueranno (come già stanno facendo) e nascerà un qualcosa di molto simile a quanto descrive PZ. Magari non per queste elezioni, magari non oggi o domani, ma i tempi e i contesti iniziano ad essere maturi - e peffortuna - anche qui da noi.

Offline cartesio

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Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #121 il: 13 Gen 2016, 16:44 »
dov'è il laicismo tanto sbandierato?

Il laicismo tanto sbandierato è un'invenzione dei preti e di chi vuole per forza dividere il mondo in schieramenti contrapposti.
Fascisti, comunisti, laicisti e cristianisti.

Casomai possiamo chiederci dove sta la laictà, che è un atteggiamento alla portata di chiunque, chierici e non.

porgascogne

porgascogne

Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #122 il: 13 Gen 2016, 16:45 »
molto modestamente, e di sicuro fuori dai tavoli che stanno lavorando per salvare roma e tuttinoi, io credo che il M5S a roma vincerà anche se dovesse candidare gegia

Online Tarallo

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Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #123 il: 13 Gen 2016, 16:50 »
molto modestamente, e di sicuro fuori dai tavoli che stanno lavorando per salvare roma e tuttinoi, io credo che il M5S a roma vincerà anche se dovesse candidare gegia
Penso anch'io.
Roma e' piu' fascista o qualunquista? Vedremo.
Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #124 il: 13 Gen 2016, 16:51 »
aldilà dei lunghi tempi che prevede FD per ipotesi altre, si voterà a breve.

Il pd mi sembra oggettivamente fuori dai giochi (sconta il recente passato, gli scandali, gli infiltrati mafiosi etc etc), la destra, cavalca la solita roba degli immigrati, islamici, zingari (ma...alemanno e er cecato sono lì che aleggiano nelle memorie della città), i pentastellati non voglio non vincere perchè è un "trappolone" per cui l'unica forza che ha i numeri per vincere non vuole governare sta città perchè ci si brucia, perchè non gli conviene

questa è la politica mentre sta città muore....
a chi ci si rivolge? si torna al Papa Re?

Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #125 il: 13 Gen 2016, 16:52 »
Penso anch'io.

un conto è vincere, qualcuno arriverà primo.... (e credo anche io vincerà gegia) un conto è il volerlo

porgascogne

porgascogne

Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #126 il: 13 Gen 2016, 16:55 »
un conto è vincere (e credo anche io andrà così) un conto è volerlo

e g.a.c.
 :=))

per quanto il M5S possa fare una campagna di basso profilo, è talmente alta l'incazzatura dei cittadini, che si troveranno a vincere anche senza volerlo

magari, questo sarà l'inizio della loro fine o, invece, useranno l'ingovernabilità di roma come clava per prendersi il governo della nazione

magari, tirando fuori dossier su dossier sul pd romano e sulle sue malefatte
per quanto riguarda la controparte di dx, basterà scoperchiare per bene il tumore atac ed ama

Offline fish_mark

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Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #127 il: 13 Gen 2016, 17:23 »
molto modestamente, e di sicuro fuori dai tavoli che stanno lavorando per salvare roma e tuttinoi, io credo che il M5S a roma vincerà anche se dovesse candidare gegia

Ancora più modestamente ti dico che Gegia* sarà battuta da Arfio. E' scritto**.


* che pur essendo leccese, interpretava una calabrese (forse figlia di Tiberio Murgia che in quanto sardo interpretava, doppiato, soltanto siciliani) e ... subiva un giudizio molto cattivo, forse troppo, insomma ingiusto.

** E sarebbe puro "logico".
Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #128 il: 13 Gen 2016, 18:01 »
spareggio arfio-gegia

che votate?
Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #129 il: 13 Gen 2016, 18:03 »

Assolutamente no. Io al momento non sto lavorando a nulla, ma sono contrario a tutte le mini-ricomposizioni a sinistra di ceto politico residuale. No a "alleanze anticapitaliste" "falci e martelli da tutte le regioni unitevi" ecc.
Mentre sono interessato a parlare con le associazioni cattoliche che accolgono i migranti, i GAS di cui parla PZ, i centri che promuovono cultura indipendente e attività di mutuo soccorso.
Zanzalf non siamo più nel 2011 e fortunatamente, pian piano, fatta eccezione per qualche burocrate, ci stiamo arrivando un po' tutti a cosa dovrebbe significare "Sinistra" oggi...
Io sono fiducioso che i residui si estingueranno (come già stanno facendo) e nascerà un qualcosa di molto simile a quanto descrive PZ. Magari non per queste elezioni, magari non oggi o domani, ma i tempi e i contesti iniziano ad essere maturi - e peffortuna - anche qui da noi.

io vedo molta più tensione aggregativa rispetto agli anni passati. e condivido esattamente quello che dici. basta con l'antagonismo a tutti i costi, anche se oggi sorge di nuovo il problema di salvare esperienze di valore come ESC e altre che la cecità amministrativa sta mettendo in seria dicussione
Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #130 il: 13 Gen 2016, 18:06 »
molto modestamente, e di sicuro fuori dai tavoli che stanno lavorando per salvare roma e tuttinoi, io credo che il M5S a roma vincerà anche se dovesse candidare gegia

mi stavo chiedendo quando sarebbe arrivata l'inevitabile frecciata sarcastica. così, tanto per.

sai dov'è il difetto di questa convinzione? che dopo Marino molta gente cerca un progetto convincente oppure seguirà la strada dell'astensione, e gegia non rappresenta un progetto convincente, con tutto il M5S dietro

Online Tarallo

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84704
Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #131 il: 13 Gen 2016, 19:41 »
molta gente cerca un progetto convincente
La mia opinione qui conta quasi zero, sono a Roma un mese l'anno massimo, quindi non ho dati quanto voi, neanche mi avvicino.
Resta il fatto che per me tu sogni, ma proprio fase REM che non te sveglia manco un'intervista della Meloni.
Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #132 il: 13 Gen 2016, 19:46 »
Guarda, forse ho dimenticato di precisare: l'unico nome spendibile per il Pd.

E comunque non tutti i ministri di Monti hanno le stesse responsabilità sull'operato di quel governo e lui alla coesione territoriale lavorò bene, con quanto dato.

Poi leggo le altre pagine .

Anche l'talia ha avuto il suo governo di Vichy .

Ed andrebbero processati come meritano . Fantocci e pagliacci .

Come il loro naturale seguito . Il fiorentino di merda .

Non e' che ci fanno astenere , e' che proprio non ci vogliono far votare .

Ah , gia' le primarie .

E poi rompono il catso col M5S che espelle .

Il pd e' come la rioma . I suoi allenatori/giocatori si dimettono . Con le teste di cavallo nel letto .

Mafiosi di merda . 

Offline Precisione

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Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #133 il: 13 Gen 2016, 21:04 »
Roma: Giachetti divide Pd, Guerini stoppa alleanza civica

Non è nemmeno candidato sindaco e fa già discutere il nome di Roberto Giachetti. Dentro e fuori il Pd, agli entusiasmi di chi lo vede come "l'uomo giusto per Roma", si sommano le critiche più o meno velate alle modalità della sua 'investitura dall'alto'. "Al momento parte dell' elettorato potrebbe non riconoscersi nell'eventuale candidatura di Giachetti", dice chiaramente il deputato dem Marco Miccoli. E non è il solo. "Mi sembra che il dibattito avviato intorno alla sua candidatura apra questo scenario: Sel non partecipa alla primarie che quindi diventano interne al Pd e senza reali avversari", rincara da Sel il segretario romano Paolo Cento.

Dalla sinistra democratica, Gianni Cuperlo sposa "la suggestione di Walter Tocci di una possibile aggregazione civica che metta il Pd al servizio della città, magari rinunciando anche al simbolo si partito". E c'è anche nel Pd chi spera proprio in una candidatura diretta dello stesso Tocci, già vicesindaco a fianco di Rutelli, a capo di questa alleanza civica. Ma interviene Lorenzo Guerini che stoppa la proposta di Cuperlo e rilancia le primarie. "A Roma faremo le primarie per candidato sindaco. E una volta scelto, correrà con il simbolo Pd di cui siamo orgogliosi", twitta il vicesegretario Pd.

Intanto un altro nome torna ancora una volta a circolare, quello del direttore del Tg3 Bianca Berlinguer. Il candidato di Sinistra Italiana, Stefano Fassina, che ha più volte chiarito che non intende partecipare alle "primarie del Pd", in una lettera aperta "agli amici e alle amiche del Pd e ai presidenti di municipio" spiega che "si insiste sull'alleanza con il Pd nella completa assenza di indicazioni programmatiche" da parte di questo partito, e dal suo profilo Fb interpella direttamente il partito di Renzi su dieci punti specifici. "Facciamo una discussione comprensibile - esorta -: discutiamo su che fare per Roma. Noi abbiamo promosso la 'Domenica del Programma per Roma', il 17 Gennaio dalle 10 alle 14".

Tra gli altri papabili per la corsa al Campidoglio c'è il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi che oggi ha incassato le prime importanti adesioni alla campagna referendaria per le olimpiadi del 2024. "Ci riflettiamo - risponde a chi lo interpella su una sua candidatura - ma visto che non consideriamo gli appuntamenti elettorali come obbligatori, non andiamo allo sbaraglio. Prima vogliamo parlare con Giachetti, in quanto con lui condividiamo una storia". Dopo il 'quasi-endorsement' di Renzi per Giachetti, Pierluigi Bersani bolla come "un errore non chiudersi in una stanza, scazzottarsi e piangere fino ad uscire con una soluzione da percorrere". Gli scenari, in ogni caso, inizieranno a chiarirsi a breve, con una fitta serie di appuntamenti politici: sabato un'iniziativa di cinque donne dem per "ricucire" il partito; domenica l'appuntamento di Fassina; il 22 la direzione del PD a cui Giachetti potrebbe arrivare già da candidato; il 23 gennaio l'incontro dei municipi al teatro Brancaccio per chiedere al centrosinistra di presentarsi compatto al voto.

Le macerie lasciate dalla traumatica fine dell' amministrazione di Ignazio Marino (una cui ricandidatura è ancora incerta) infatti, pesano ancora e timori di una disfatta, contro il Movimento Cinque Stelle, le destre o Alfio Marchini, non sono affatto isolati. Anche perché i 'renziani' duri e puri non sono poi così radicati in città, dove storicamente sono più corpose le componenti dalemiane, veltroniane e bettiniane. Certo è che anche nel centrodestra manca la quadra per il voto: secondo rumors sarebbe in atto un pressing per candidare l'ex comandante generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli che però, secondo fonti a lui vicine non sarebbe disponibile.
Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #134 il: 13 Gen 2016, 22:49 »
"Au premier tour on choisit au deuxième on élimine"
Con questo motto in testa, scenderò a Roma due volte in 15 giorni, rimborsato grazie alle leggi italiane per i residenti all'estero.
(Presenti il timbro sulla tessera elettorale, vai all'apposito ufficio e ti danno l'assegno di circa 120€ per vitto e alloggio)
#sapevatelo

Ovviamente, il tutto quando queste fantastiche elezioni saranno finalmente concesse dal giovinecapettocolpadrebanchiere (per non parlare della sodale ministra immagine), dopo che Egli ha deciso che il sindaco di Roma andasse dimesso, e tutto il codazzo scodinzolante dietro ad annuire.

Gli stessi che stanno usando una città campana di 38.000 abitanti infiltrata dalla camorra come paradigma della collusione di quattro scalzacani pentastellati e quindi del movimento tutto, omettendo e silenziando i processi in corso su Mafia Capitale, dove mezzo partito sta sul banco degli imputati e l'altro mezzo se sta a cacà sotto a casa.
Garantismi a targhe alterne, le stesse che il commissario da Egli nominato ha avuto timore di imporre, bloccato da chissà quali lobbies che s'aggirano per gli uffici comunali.

Coadiuvati da nientepopodimenoche il giornale fondato da Antonio Gramsci, che dal cimitero acattolico di Piramide ha generato 1GW a forza di rivoltarsi e di gridar contumelie.

Doppio turno, dicevamo: al primo vediamo chi c'è, si può sempre annullare la scheda con qualche frasetta simpatica.
Al secondo, gli si vota contro al capetto fiorentino ed alla sua corte dei miracoli, chiunque ci sia in lizza.
Dopo vent'anni di voti responsabili, di ragionamenti, di menopeggismo e di maniavantismo, ora la cosa più importante è far fuori il pupazzo di turno renziano coi fili attaccati sulle spalle.

Tanto del futuro di Roma non è mai fregato un caz.zo a nessuno, figuriamoci ad uno di Firenze.
Sennò, possiamo sempre consegnare la gestione della città a qualche nunzio apostolico: che si torni al buon vecchio potere temporale.

Offline Zanzalf

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Re:Il sindaco di Roma (romanista)
« Risposta #135 il: 13 Gen 2016, 22:54 »
Mettiamolo in altro modo.
"Chiunque", complimenti.

E ci si appropria di Gramsci, così. Perché ci si sente nel diritto...
Ricordo che il PCI di Gramsci, per non assuefarsi a chiunque, si è alleato con:

DC
Liberali
Monarchici
Radicali
Americani
Inglesi

Per liberarci di CHIUNQUE.
 

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