Inciso OT
Che la pallavolo, sia maschile che femminile, abbia da tempo intrapreso un percorso che privilegia la potenza alla tecnica è un fatto assodato, di cui chiunque abbia un minimo di contezza di questo sport non può non essersi accorto.
Nell'ultimo trentennio, l'abolizione del cambio palla, l'introduzione del libero, la sostanziale eliminazione dei falli in ricezione e in difesa, a un certo punto addirittura la rivisitazione dellla regola sull'invasione, sono tutte regole aventi per scopo o, comunque, per effetto quello di esaltare la potenza del colpo e la (presunta) spettacolarità dell'azione rispetto al gesto tecnico.
Si tratta, d'altro canto, di una dinamica che accomuna la pallavolo a pressoché tutte le altre discipline sportive.
Io, che sono anziano e che sono legato ad un'epoca in cui le partite potevano durare anche più di tre ore e nella quale qualsiasi tocco della palla men che pulito era fallo (ricordo ancora l'orrore di Pittera per la ricezione non frontale), me ne posso rammaricare, ma non posso ignorare quello che è accaduto. A maggior ragione non credo lo possa fare Mazzanti.
Anche perché, in punto di vertice, ne risulta una modifica anche delle logiche e delle priorità del gioco. Per dire, finché c'era il cambio palla i fondamentali del punto erano solo muro e difesa. Oggi lo è, anche e soprattutto, l'attacco. Da questo deriva, a mio avviso, uno stravolgimento degli obbiettivi e delle competenze richieste e, se fossi un allenatore, deriverebbe uno stravolgimento delle tecniche di allenamento.
Ma siccome, a suo tempo, decisi che fare l'allenatore non era per me, possono starmene sul divano a rammaricarmi dei tempi perduti.
Fine inciso OT