Citazione di: Kim Gordon il 09 Set 2011, 09:24
questo post è il migliore se volessimo cercare di entrare nella forma della mente di un Nuovo Puritano.
Post Puritano.
Benpensante 40 enne che callo callo dal prorpio divano di casa annuisce alla tv che impartisce, giudica sommariamente, addita, sospetta, isninua, lapida, esclude, sostiene arretramenti di diritto a colpi di Poteri Speciali, Cie, Tornelli, Scuole private, Ghetti, discriminazioni arbitrarie, licenziamenti giusti...
un esempio di Indignazione a Comando.
anzi Telecomando.
Questo sembrerebbe proprio un affascinante e presuntuoso tentativo di individuare i contorni della mia
forma mentis. !
(ahimè se cosi è cade nel vuoto, non ne azzeccheresti neanche una. Nel frattempo ti aiuto cercando di dipanare meglio il mio pensiero, garbatamente).
Correggimi se sbaglio. I tuoi post denotano una certa conoscenza, dal punto di vista sociologico, del fenomeno ultras in riferimento alla società contemporanea.
Non vorrei semplificare troppo ma sono costretto per via del poco tempo a disposizione.
La tua posizione mi sembra in aperto contrasto con le spinte totalizzanti della società cosiddetta "dei consumi" che tende a fagocitare le aree di libera espressione riducendo, nella tua concezione, gli spazi di d'azione e di pensiero a livello individuale (o meglio a livello sottoculturale ? credo che quella ultras possa essere definita una sottocultura, anche sufficientemente omogenea).
Crociate di questo tipo in epoca di "globalizzazione" hanno ben poco di nuovo, personalmente ne ascolto ogni giorno e in quasi tutti i campi del vivere umano.
Ora la cosa interessante è osservare il fenomeno nel suo complesso, perchè se ci si limita alla visione degli ultras e della tessera del tifoso in italia si settorializza a tal punto che ci si può anche illudere che ad essere soggetto al cambiamento sia solo quel piccolo "porto franco" che per alcuni è lo stadio e che quelle spinte siano difatto contrastabili.
Lo stadio, in ambito sociologico, è studiato da ormai quasi un secolo e sotto moltissimi aspetti, in particolare come luogo di aggregazione e confronto sociale e come valvova di sfogo per le tensioni accumulate in altri contesti del vivere sociale.
(ai tempi dell'università il mio professore di sociologia, un interista sfegatato, amava dire che "il sociologo è colui che va allo stadio non per la partita ma per il pubblico).
Dal punto di vista sociologico,se non ricordo male, ci si attiene ad uno studio il più possibile obiettivo dei comportamenti e ci si dovrebbe esimere dall'esprimere considerazioni personali per evitare di cadere nella trappola che condiziona, ad esempio, il lavoro dell'etnologo. (descrivere altre società guardandole con gli occhi della propria)
Da quanto scrivi deduco quindi che la tua accorata difesa del mondo ultras derivi in parte da ciò che faceva il mio vecchio prof, cioè frequentare la curva.
Sarebbe a questo punto interessante sapere cosa ne pensi dell'ordine economico-sociale in cui ci troviamo a vivere, ovviamente al difuori del contesto stadio, rappresenta per te la miglior ipotesi possibile? E' anch'esso un ambiente repressivo e disciminatorio nei confronti delle minoranze che vengono sistematicamente schiacciate da "bempensati puritani 40 enni telecomandanti" ?
E' il mondo esterno che sta invadendo lo stadio portando con se codici comportamentali finora assenti grazie alle armi del business ? se così è che cosa stai difendendo e da chi ?
Risposte a simili domande ci porterebbero comunque fuori topic e non è quello che voglio.
Capisco che il mio post precedente potesse essere travisato, ma è frutto di una riflessione personale proprio come la tua (influenzate dal nostro vivere la società), la tua replica mi lascia intendere una relativa mancanza di fiducia nello spirito critico altrui, e non dovrebbe essere cosi, sopratutto tra Laziali !
