PROCESSO A CANDREVA
Ieri sera, primo tempo.
Prende palla a centrocampo e avanza veloce verso l'area. Ha alla sua sinistra Onazi che lo aspetta per l'uno-due.
Invece prende la tangenziale e mette la quinta per superare l'avversario, ma si scontra in un frontale perdendo palla.
Mi sembra l'azione paradigmatica dello stato di forma di un ragazzo che ha bisogno di fermarsi un attimo e riflettere.
Ha rilanciato la sua carriera alla grande presso di noi. E' una forza della natura che scavalla nelle praterie degli stadi di mezzo mondo con la nostra maglia. E' bello a vedersi, ma troppe volte, sempre più spesso, irritante nella ricerca dell'azione personale, che si traduce in un dribbliing e nella ricerca spasmodica del gol della domenica.
Il ragazzo dovrebbe fermarsi e riflettere e pensare un attimo prima di prodursi in queste azioni che il più delle volte hanno dello stucchevole. Se davvero riuscisse a tenere a freno l'impeto e a ragionare un attimo prima di fare quello che gli viene istntivo, diventerebbe il migliore esterno su piazza in questo momento: uno dei tre migliori al mondo.
Petkovic deve fermarlo più spesso in allenamento e mettergli un post-it sul pallone: vedi se la puoi passare prima di tirare.