As merda store e la nike

Aperto da WhiteBluesBrother, 10 Feb 2014, 19:17

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italicbold

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Citazione di: porgascogne il 11 Feb 2014, 10:39
(che poi, almeno io, mi lamento della mancanza di un ns store IN CENTRO...che ci siano ns store altrove, ok, me pare de sapello...ma io sono ANCHE un turista, giro, vedo, vado e, come turista, vado a puerta del sol e vedo lo store del real...mica stanno nelle cercanias...non è una critica ALLA società o alla macron...è solo che a me viene da pensare che un tedesco che ha come mito miroklose viene a roma e si vuole prendere una maglia di miro, e deve andare a ponte galeria, magari mentre ritorna a prendere l'aereo scende e se fa du' passi, no? eppoi, vogliamo parlare degli aeroporti?)

Il tedesco che c'ha come mito Miro Klose e vuole comprarsi la maglietta di Klose non credo che sia un campione suscettibile di modificare le strategie commerciali di chicchessia.
Non gli apri il negozio al centro per lui.
Tralaltro il negozio al centro ce l'abbiamo avuto, e non ha funzionato. E c'avevamo magliette con nomi ben più pregiati di quello di Klose. O voi pensate davvero che la gente non c'é entrata perché si chiamava B11 e pensava agli 11 anni di B ?

Il merchandising della Lazio, come quello delle merde, é un merchandising locale. Gli stranieri se ne strafottono, nella stragrandissima maggioranza dei casi, delle magliette della Lazio o della Roma. Quelli che non se ne strafottono sono un numero assolutamente marginale. Ma marginale veramente. Ne noi né loro siamo il Real Madrid che é una delle attrazioni turistiche di Madrid, a differenza di Roma che, bontà sua, ha altro da offrire ai turisti stranieri, che non la Lazio o le merde.




Zoppo

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Io non ce capisco un caxxo, quindi di fronte a ib mi azzittisco...

Però ve farei fa una passeggiata al centro.
Manchiamo, pure nei negozietti dei souvenirs che vendono le magliette false.
Servono come il pane più store in città. Sopratutto quello in centro.

P.S. Anche nei centri commerciali di Roma (di Roma ehh), tranne che Parco Leonardo, manchiamo...
Non ci capisco niente ma la realtà dice ciò...

iDresda

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Citazione di: porgascogne il 11 Feb 2014, 10:43
io non riderei tanto, però
anche perché ci sono tonnellate di studi che certificano che il ritorno in termini di immagine dati dal falso, abbattono le perdite (reali) delle mancate vendite

in pratica il falso è un veicolo pubblicitario ed i grandi marchi lo sanno: gli costerebbe più contrastarlo che ignorarlo

eppoi, voglio dire, perché gli americani dovrebbero sbagliare su un mercato nel quale già sbagliano (il falso esiste anche per loro, no?) i tedeschi?
:=))

Occhio porga
sono i tempi giudiziari, di cui abbiamo parlato a tavola la volta scorsa, a fare la differenza.
Una causa per contraffazione (di brevetto, modello, disegno o marchio) in Italia si chiude, come noto, alle calende greche. Tipicamente per arrivare in primo grado ci vogliono dai 5 agli 8 anni.
Per cui il titolare di un titolo qualsiasi di proprietà industriale tra quelli che ho elencato prima stringe le spalle e spera che i mancati introiti non superino i ricavi.

Non conosco la situazione del mercato del falso americano per quanto riguarda i disegni/marchi, ma conosco qella per i brevetti, che sono di tutt'altro ordine di grandezza rispetto alle nostre.
Basta guardare le indennità che riceve chi vince una causa di contraffazione di brevetto, per fare un esempio Apple vs Samsung: 1,2 miliardi di dollari di penale e ingiunzione contro Samsung, per un processo che si è concluso in due anni in primo grado. In una controversia molto simile tra i due contendenti di cui sopra, il tribunale di Düsseldorf ha dato ragione ad Apple ed ha ingiunto a Samsung il blocco di tutti i tablet contraffatti sul territorio tedesco.
Di fatto noi non abbiamo la possibilità di comprare i tablet della Samsung perché un tribunale ha deciso che c'é contraffazione di un brevetto Apple.

Per i disegni e i modelli (che sono i titoli di proprietà industriale delle magliette delle squadre di calcio o delle marche di moda) credo valga la stessa severità, e la lotta è più semplice anche perché la "produzione e la commercializzazione" dei prodotti falsi non sta in mano ad organizzazioni malavitose radicate sul territorio.
Inoltre succede, e l'ho visto fare abbastanza spesso, che se un turista si ferma davanti ad una vetrina a fotografarne il contenuto, il commesso del negozio esce fuori e cerca di impedirti di farlo, prendendoti anche a male parole.
L'idea è che fotografando tu potenzialmente puoi cercare di riprodurre il modello a casa tua, falsificandolo.

Conta anche un altro aspetto, forse di natura culturale: in Germania, in Inghilterra si guadagna in generale di più, ed un tifoso è più propenso a spendere per i prodotti originali.
Altrove, parlando del tifo, ho scritto che è parte della mentalità dei tedeschi godersi eventi originali, per dire la partita è meglio allo stadio che in televisione, la maglietta della mia squadra, meglio una e originale che 10 false.
E infatti i club ne vendono a carretti.

Fish può postare i dati del merchandising, lui ce li ha di sicuro ;))

italicbold

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Citazione di: Zoppo il 11 Feb 2014, 10:55
Io non ce capisco un caxxo, quindi di fronte a ib mi azzittisco...

Però ve farei fa una passeggiata al centro.
Manchiamo, pure nei negozietti dei souvenirs che vendono le magliette false.
Servono come il pane più store in città. Sopratutto quello in centro.

P.S. Anche nei centri commerciali di Roma (di Roma ehh), tranne che Parco Leonardo, manchiamo...
Non ci capisco niente ma la realtà dice ciò...

Possiamo giocare al monopoli quanto vogliamo.
Aprire un negozio al centro, malgrado tutto, non é uno scherzo.
C'é uno studio di fattibilità e redditività (che é la cosa che é scritta nel documento peraltro) che va fatto.
Aprire uno store al centro solo perché quando Zoppo, o italicbold, ce passano davanti sono contenti non serve a nulla.
Fa solo perdere dei soldi.
Noi il negozio a Torre Argentina ce l'abbiamo avuto. Ed é stato un pozzo senza fondo di perdite.
E c'avevamo dentro le magliette di Nesta, Veron, Nedved, Vieri. Mica quelle di Kakuta.

A margine, noto anche la contraddizione, qui esistente, della contemporanea presenza di un topic che percula i romanisti con le tute, che noi "non metteremmo mai", e la necessità impellente di un negozio dentro al Colosseo.
Perché quello é il merchandising, il merchandising sono le tute che i peperonati si mettono anche per andare alla posta o a fare gli esami universitari.
Facciamo i puri e i duri che noi una tuta della Lazio non la mettiamo se non dentro lo stadio e poi critichiamo che non ci aprono il Lazio store al centro ? C'é una certa contraddizione in questo.


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Zoppo

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Citazione di: italicbold il 11 Feb 2014, 11:08
A margine, noto anche la contraddizione, qui esistente, della contemporanea presenza di un topic che percula i romanisti con le tute, che noi "non metteremmo mai", e la necessità impellente di un negozio dentro al Colosseo.
Perché quello é il merchandising, il merchandising sono le tute che i peperonati si mettono anche per andare alla posta o a fare gli esami universitari.
Facciamo i puri e i duri che noi una tuta della Lazio non la mettiamo se non dentro lo stadio e poi critichiamo che non ci aprono il Lazio store al centro ? C'é una certa contraddizione in questo.

Su questo per me sfondi una porta aperta.
Questa specie di "ghettizzazione" che siccome loro si mettono etuteee noi ci dobbiamo vestire bene tranne allo stadio e bla bla bla ci sta facendo malissimo.
Guarda su questo ti dò ragione...

Sugli studi e sul negozio, ormai chiuso, a torre argentina chiudo la bocca perchè, oltre ad essere totalmente ignorante, ero pure troppo piccolo per ricordarmi di quei negozi...

NoSurrender

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Citazione di: italicbold il 11 Feb 2014, 10:55
Il tedesco che c'ha come mito Miro Klose e vuole comprarsi la maglietta di Klose non credo che sia un campione suscettibile di modificare le strategie commerciali di chicchessia.
Non gli apri il negozio al centro per lui.
Tralaltro il negozio al centro ce l'abbiamo avuto, e non ha funzionato. E c'avevamo magliette con nomi ben più pregiati di quello di Klose. O voi pensate davvero che la gente non c'é entrata perché si chiamava B11 e pensava agli 11 anni di B ?

Il merchandising della Lazio, come quello delle merde, é un merchandising locale. Gli stranieri se ne strafottono, nella stragrandissima maggioranza dei casi, delle magliette della Lazio o della Roma. Quelli che non se ne strafottono sono un numero assolutamente marginale. Ma marginale veramente. Ne noi né loro siamo il Real Madrid che é una delle attrazioni turistiche di Madrid, a differenza di Roma che, bontà sua, ha altro da offrire ai turisti stranieri, che non la Lazio o le merde.

La gente non è entrata al B11 perché era nel punto più fuori da tutto di Roma, non ci si passa manco se ci devi andare.
Era semivuoto, non si trovava niente, faceva tristezza.

Fu tutto sbagliato, dal nome surreale alla location, all'arredamento al materiale venduto.
Eppure lo fece Cragnotti, sbagliando totalmente, che non era mica Dio, eh?
Infatti fu criticatissimo e perculato per il nome (giustamente).

Ma a quanto pare non vogliamo migliorare.
Non siamo nei centri commerciali romani (gli altri te li raccomando, ma chi ci va??).
Il negozietto in centro è da caccia al tesoro.
Siamo spariti anche dai negozietti per turisti, ha ragione Zoppo.

E il materiale Macron (marchio con appeal prossimo allo zero) è talmente brutto che per trovare qualcosa da comprare bisogna fare uno sforzo, io mi sono proprio dovuta fare forza per comprare due sciarpe facendomele piacere (il celeste è praticamente grigio).

Ma pare che ci godete a sparire da questa città, pur di difendere ciolui che per alcuni, al contrario di Cragnotti, non è criticabile, ma infallibile a quanto pare.

Ridete, ridete, che a Roma a farci il sangue amaro ci stiamo noi...

Bah, non capisco.




porgascogne

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Citazione di: italicbold il 11 Feb 2014, 11:08
Aprire uno store al centro solo perché quando Zoppo, o italicbold, ce passano davanti sono contenti non serve a nulla.
Fa solo perdere dei soldi.
Noi il negozio a Torre Argentina ce l'abbiamo avuto. Ed é stato un pozzo senza fondo di perdite.

all'hotel cavalieri hilton a roma ci sono 2 ristoranti e 2 caffè
uno dei due ristoranti è la pergola (chef: heinz beck), l'altro è il normalissimo l'uliveto
uno, il primo, fa 40 coperti a 250€ a testa: è in perenne perdita (ovvio: prezzi altissimi, clientela d'élite, materiali di estrema qualità, sovrabbondanza di personale - 2 maitre, 2 sommelier, 1 sommelier delle acque, 12 camerieri che turnano su due turni, 3 concierge, 1 guardarobista, più tutto il personale di cucina, circa 12 persone, oltre beck che sta sempre lì)
l'altro, al costo pro capite di 100/150€, è sempre pieno e tiene su anche la pergola

ora, credo che a nessuno (tantomeno a chi gestisce l'hotel, gli investimenti, il marketing della catena) venga lontanamente in mente di dire ad heinz beck che, siccome il suo ristorante è in perdita - e dentro l'hilton ringraziano iddio che esiste l'uliveto - allora è mejo chiude

c'hai heinz beck
a roma
in un tuo hotel

sticazzi se perde: c'hai un tristellato che attira

giusto per dire che, in certi ambiti (ed il negozio in centro dovrebbe avere questo fine), sarebbe una vetrina per dire che ci sei, che esisti

italicbold

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Citazione di: NoSurrender il 11 Feb 2014, 11:21
La gente non è entrata al B11 perché era nel punto più fuori da tutto di Roma, non ci si passa manco se ci devi andare.
Era semivuoto, non si trovava niente, faceva tristezza.

Fu tutto sbagliato, dal nome surreale alla location, all'arredamento al materiale venduto.
Eppure lo fece Cragnotti, sbagliando totalmente, che non era mica Dio, eh?
Infatti fu criticatissimo e perculato per il nome (giustamente).

Ma a quanto pare non vogliamo migliorare.
Non siamo nei centri commerciali romani (gli altri te li raccomando, ma chi ci va??).
Il negozietto in centro è da caccia al tesoro.
Siamo spariti anche dai negozietti per turisti, ha ragione Zoppo.

E il materiale Macron (marchio con appeal prossimo allo zero) è talmente brutto che per trovare qualcosa da comprare bisogna fare uno sforzo, io mi sono proprio dovuta fare forza per comprare due sciarpe facendomele piacere (il celeste è praticamente grigio).

Ma pare che ci godete a sparire da questa città, pur di difendere ciolui che per alcuni, al contrario di Cragnotti, non è criticabile, ma infallibile a quanto pare.

Ridete, ridete, che a Roma a farci il sangue amaro ci stiamo noi...

Bah, non capisco.

Ma mica vorrai che ricomincio la spiegazione...
No, davvero. Siete una task force. Nun gliela faccio.

E m'avreste un po anche rotto co sta storia del "difendere colui che é infallibile".
E' stucchevole. Veramente stucchevole.
Anche fastidioso.
Non difendo nessuno, eventualmente difendo le scelte marketing della Società sportiva Lazio.
E avendo 20 anni di mestiere mi sento anche abbastanza con le spalle grosse per poterlo fare.

Poi fate come ve pare.
C'ho pure perso troppo tempo.

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italicbold

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Citazione di: porgascogne il 11 Feb 2014, 11:25
all'hotel cavalieri hilton a roma ci sono 2 ristoranti e 2 caffè
uno dei due ristoranti è la pergola (chef: heinz beck), l'altro è il normalissimo l'uliveto
uno, il primo, fa 40 coperti a 250€ a testa: è in perenne perdita (ovvio: prezzi altissimi, clientela d'élite, materiali di estrema qualità, sovrabbondanza di personale - 2 maitre, 2 sommelier, 1 sommelier delle acque, 12 camerieri che turnano su due turni, 3 concierge, 1 guardarobista, più tutto il personale di cucina, circa 12 persone, oltre beck che sta sempre lì)
l'altro, al costo pro capite di 100/150€, è sempre pieno e tiene su anche la pergola

ora, credo che a nessuno (tantomeno a chi gestisce l'hotel, gli investimenti, il marketing della catena) venga lontanamente in mente di dire ad heinz beck che, siccome il suo ristorante è in perdita - e dentro l'hilton ringraziano iddio che esiste l'uliveto - allora è mejo chiude

c'hai heinz beck
a roma
in un tuo hotel

sticazzi se perde: c'hai un tristellato che attira

giusto per dire che, in certi ambiti (ed il negozio in centro dovrebbe avere questo fine), sarebbe una vetrina per dire che ci sei, che esisti

Stavolta lo stizzito lo faccio io.
Con gli esempi a caso mi sento abbastanza disarmato.
Nel senso che preferisco fare altro.

Dai che No surrender ha capito tutto.
Scrivevo solo perché sono un Lotitiano di ferro.
M'avete sgamato.

:lol: :lol: :lol: :lol:

porgascogne

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Citazione di: italicbold il 11 Feb 2014, 11:30
Stavolta lo stizzito lo faccio io.
Con gli esempi a caso mi sento abbastanza disarmato.
Nel senso che preferisco fare altro.

ah, ok, apposto
basta sapello

iDresda

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quanto me piacete quando litigate
:))

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Citazione di: italicbold il 11 Feb 2014, 11:30
Stavolta lo stizzito lo faccio io.
Con gli esempi a caso mi sento abbastanza disarmato.
Nel senso che preferisco fare altro.

Dai che No surrender ha capito tutto.
Scrivevo solo perché sono un Lotitiano di ferro.
M'avete sgamato.

:lol: :lol: :lol: :lol:

Io ti ho proposto una situazione: stiamo sparendo da Roma, il merchandising fa abbastanza schifo, lo sponsor tecnico pure, mentre quellillà avranno stores Nike ovunque, nelle vie più appetibili del mondo, che io ci farei una firma col sangue.

Come rispondi visto che tu sei l'esperto nel "vendere", mentre io sono esperta solo nel comprare e 'sta roba della Lazio non mi attira manco un po'? E a quanto pare non attira moltitudini, anzi manco quelli che fanno i falsi, e pure se attirasse ad esempio turisti (che poi quanto ci piace vedere le maglie Lazio nel mondo) per trovare il negozio ci vuole il lanternino oppure (probabilissimo, per un turista :DD ) andare a Soratte o Valmontone?
Ci sarà qualcosa di sbagliato? No, tuttapposto, allora.

Ora ti puoi fare un'altra bella risata, che sei pure discretamente sgradevole nel modo di discutere, fammetelo dire, in amicizia.

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Citazione di: NoSurrender il 11 Feb 2014, 12:11
Io ti ho proposto una situazione: stiamo sparendo da Roma, il merchandising fa abbastanza schifo, lo sponsor tecnico pure, mentre quellillà avranno stores Nike ovunque, nelle vie più appetibili del mondo, che io ci farei una firma col sangue.

Come rispondi visto che tu sei l'esperto nel "vendere", mentre io sono esperta solo nel comprare e 'sta roba della Lazio non mi attira manco un po'? E a quanto pare non attira moltitudini, anzi manco quelli che fanno i falsi, e pure se attirasse ad esempio turisti (che poi quanto ci piace vedere le maglie Lazio nel mondo) per trovare il negozio ci vuole il lanternino oppure (probabilissimo, per un turista :DD ) andare a Soratte o Valmontone?
Ci sarà qualcosa di sbagliato? No, tuttapposto, allora.

Ora ti puoi fare un'altra bella risata, che sei pure discretamente sgradevole nel modo di discutere, fammetelo dire, in amicizia.

NoSurrender

Le tue preoccupazioni sono anche le mie.
Ma siate onesti: voi vedete frotte di turisti inglesi, americani, tedeschi, francesi scendere a Roma e comprarsi la maglia griffata del fesso?

Potenzialmente il marketing è lì, avete ragione.
Ma l'acquirente non è uno scemo rincitrullito che si compra una maglia di calcio di una squadra che non sia la sua solo perché è turista in quella città.
E pure se cerchi di camuffare la magli, imbertandoci il simbolo della città, l'operazione non riesce, perchè il prezzo è comunque proibitivo. Proibitivo per chi non è fedelissimo e di quella sètte non gliene frega un cazzo.

Il tifoso tedesco la maglia di Miro Klose e la compra con il logo della sua nazionale di calcio, non con quello della Lazio. Mettiamocelo in testa.
Aho, noi abbiamo avuto la puma, no dico la puma, e i nomi di Nesta, Nedved, Veron sulle maglie, e il risultato era uguale, le compravamo solo noi.


Altrimenti io dovrei avè una cinquantina di maglie tra Borussia, Bayern, Schalke, Mainz, Arsenal, Barcellona, Real etc. etc.
Una per ogni città che ho visitato.
E per me è un roboante sticazzi, mi compro solo la maglia della mia squadra.
Guarda che gli stranieri non ragionano diversamente eh

porgascogne

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Citazione di: iDresda il 11 Feb 2014, 12:21
Altrimenti io dovrei avè una cinquantina di maglie tra Borussia, Bayern, Schalke, Mainz, Arsenal, Barcellona, Real etc. etc.
Una per ogni città che ho visitato.
E per me è un roboante sticazzi, mi compro solo la maglia della mia squadra.
Guarda che gli stranieri non ragionano diversamente eh

secondo me sei tu
:=))
io in ogni città nella quale sono andato ho acquistato qualcosa (se c'era) di altre squadre o ho cmq visitato lo store di una delle squadre della città

ho amici (fra cui uno anche di IB) che ogni volta che viaggia, e viaggia, eh, ritorna con cappellini, sciarpe, maglie di altre squadre

mo', lui non fa testo, ovvio
ma manco tu, allora
:=))

altrimenti gli store che ho visitato delle altre squadre dovevano essere sempre vuoti, ed invece non era così

iDresda

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Citazione di: porgascogne il 11 Feb 2014, 12:24
secondo me sei tu
:=))
io in ogni città nella quale sono andato ho acquistato qualcosa (se c'era) di altre squadre o ho cmq visitato lo store di una delle squadre della città

ho amici (fra cui uno anche di IB) che ogni volta che viaggia, e viaggia, eh, ritorna con cappellini, sciarpe, maglie di altre squadre

mo', lui non fa testo, ovvio
ma manco tu, allora
:=))

altrimenti gli store che ho visitato delle altre squadre dovevano essere sempre vuoti, ed invece non era così

E allora visto che sono solo io ad applicare la politica del roboante sticazzi siamo nella merda
:lol:

Scusa nosurrender, non ho resistito, non è mia intenzione essere sgradevole

papalliano

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Fermo restando che Ib ha ragione quando dice che la commercializzazione di marchi e prodotti è roba per esperti.

ogni consumatore consuma a modo suo.
a me non piace vestirmi "da calcio", ma compro materiale ufficiale per i bambini.
e all'estero mi è capitato di girare le città per comprare magliette taglia 5-10 anni della squadra locale.
perchè ai bimbi piace la maglietta della loro squadra, ma anche quella esotica, souvenir, soprattutto se è bella o è "importante".
e se la mettono alla partitella per impressionare gli amichetti.

Ma non so quanto possa essere significativa, nel contesto del marketing globlale, questa mia esperienza di acquirente di magliette di calcio per ragazzini. Posso solo dire, da profano, che se dovessi mettere su un negozio ufficiale di calcio, lo piazzerei nell'aeroporto internazionale e metterei in vetrina materiale per i più piccini. A prezzi turistici. Con i consumatori tipo me funzionerebbe.

vagabond

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guardate che il nome "roma" (volutamente in minuscolo) tira. L'hanno fatto apposta a togliere asr dal marchio in modo da rinforzare il concetto che il rioma è Roma (cosa che non ha ne capo ne coda essendo nati a corropoli in data dubbia).

La nike non è scema, ne ha approfittato subito, venderanno non in modo eclatante ma venderanno più di ora e più che con la kappa.

Dusk

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Ad onor del vero, il negozio B11 fu frutto della gestione Cragnotti&Sons, un'epoca declinante che a mio avviso va distinta da quella immediatamente precedente.
A quanto ricordo, ma la memoria potrebbe ingannarmi, il progetto fu fortemente voluto da Elisabetta, aiutata da non ricordo quale costosissimo (e dannoso) consulente.

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Barabba Terzo

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Tutto bello tutto bene, ma io trovo poco carino sputare sulla Macron, ditta che ad oggi ci ha trattato coi guanti, ci ha portato bene (perlomeno per chi non considera la coppa italia un danno) e ha tirato fuori meteriale di assoluto pregio.

Poi loro so' sempre mejo, figuramose se mi metto a discutere questo assioma peculiarmente laziale, ma invito semplicemente a non sputare sulla Macron perché è ingiusto.
La puma, grande brand mondiale, ci produceva delle gran cacate.
E a me interessa questo.
La guerra delle tutine è sicuramente importante, ma tanto sappiamo di averla già persa in partenza se il competitor è rappresentato da gente che si va a sposare col completo diadora del 2004.
Poco cambia tra macron adidas puma o dolce e gabbana per una clientela come la nostra. Tanto di tute ne compriamo poche e ne indossiamo realmente ancor meno.

Poi il negozio in centro lo vorrei pure io eh, ma dubito che la questione possa essere esclusivamente colpa o merito dei vari Macron, Puma Nike o chi per loro.

JoeStrummer

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Citazione di: Barabba Terzo il 11 Feb 2014, 15:45
Tutto bello tutto bene, ma io trovo poco carino sputare sulla Macron, ditta che ad oggi ci ha trattato coi guanti, ci ha portato bene (perlomeno per chi non considera la coppa italia un danno) e ha tirato fuori meteriale di assoluto pregio.

Poi loro so' sempre mejo, figuramose se mi metto a discutere questo assioma peculiarmente laziale, ma invito semplicemente a non sputare sulla Macron perché è ingiusto.
La puma, grande brand mondiale, ci produceva delle gran cacate.
E a me interessa questo.
La guerra delle tutine è sicuramente importante, ma tanto sappiamo di averla già persa in partenza se il competitor è rappresentato da gente che si va a sposare col completo diadora del 2004.
Poco cambia tra macron adidas puma o dolce e gabbana per una clientela come la nostra. Tanto di tute ne compriamo poche e ne indossiamo realmente ancor meno.

Poi il negozio in centro lo vorrei pure io eh, ma dubito che la questione possa essere esclusivamente colpa o merito dei vari Macron, Puma Nike o chi per loro.

Io credo che per rispondere colpo su colpo a queste merde ci vorrebbe l'Adidas.
Si, la Macron è una splendida azienda italiana che produce materiale di prim'ordine, ma come al solito lo sappiamo solo noi.
Quando avevamo la puma(ed eravamo forti forti) tu andavi Londra, Parigi ecc... e nei negozi della grande distribuzione sportiva trovavi in vetrina le nostre maglie.
Poi i prodotti facevano cagare, ma il marchio Lazio girava, eccome se girava.
Oggi il nostro ridimensionamento, oltre che mediatico e dal quest'anno anche tecnico, nei confronti delle merde sta anche qui, ed è doppiamente amaro da digerire perchè è evidente anche nel centro della nostra città, in cui è ormai quansi impossibile, dalle bancarelle, ai negozi di souvenir, alle grandi catene sportive trovare i nostri colori.(com'era bello il puma store con le nostre coppe in via del Corso...).

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