Dopo averci dormito sopra, ho ripensato a quante volte ho visto una squadra in lotta per un obiettivo, sia questo lo scudetto, la qualificazione ad una coppa oppure la salvezza, battere a fine campionato un'avversaria scarica e priva di ambizioni di classifica, con un rigore visibilmente cercato dal proprio attaccante. Ho 49 anni e seguo il calcio da 42, l'elenco sarebbe interminabile. Poi ho ripensato a quante volte ho ascoltato interviste di dirigenti e allenatori delle squadre scariche di cui sopra, minimamente paragonabili a quelle di Marino e Sottil ieri sera, a memoria mia è la prima volta.
Rigori come quello di ieri si fischiano ogni domenica, senza che i giocatori che li conquistano vengano sommersi dal vomito di rosicate dei vari Marelli.
Mio adorato Ciro, ti sono veramente grato per esserti legato alla Lazio ed essere diventato profondamente laziale, non è facile per un tifoso vivere in mezzo all'ostilità, posso immaginare cosa significhi per il giocatore simbolo della nostra gloriosa squadra.
Quello di ieri è un rigore preso da un attaccante esperto, sfruttando anche l'onda del rigore non concesso qualche minuto prima, che, con buona pace di Marelli, era enorme.