Lotito si è sentito tradito da Ciro perché lo ritiene un suo figlio calcistico, lo ha riesumato dopo due anni in chiaroscuro all'estero, lo ritiene una sua creatura e pensava in una certa riconoscenza. La prima botta è stata questa estate, poi il fatto che con certi comportamenti, assieme ad altri, abbia causato le dimissioni del più carismatico allenatore mai ingaggiato, quello che secondo lui poteva portarlo stabilmente nei piani alti del campionato italiano e a competere in Champions, tutto questo lo ha mandato in tilt. È andata a puttane tutta la retorica della famiglia, la filiera corta in società, l'ottima stagione passata bruciata per l'esclusione dalla prossima CL, la più ricca di sempre. Chiaramente lui pensa di non aver sbagliato nulla e accolla a tutti gli altri la situazione, come al solito, in più, l'esplosione della crisi, lo mette nella necessità di stravolgere completamente la rosa questa estate. Il primo responsabile è lui, con le sue decisioni o non decisioni, i rinnovi a cazzo, la sua assenza, il risparmio fino all'osso nelle figure societarie, la diversificazione dei ricavi, un ufficio stampa inesistente, poi vengono gli altri, con il loro orticello, Ciro compreso.
In mezzo ci siamo noi o chi come me si era illuso che finalmente si potesse ripartire, che si fosse imparato dagli errori e invece stiamo qui a roderci il fegato. Molti avevano già capito da luglio come sarebbe andata quest'anno, non ero tra questi, forse, però, anche i più pessimisti non pensavano finisse così, con una crisi del genere.