IL GRAN VOLTAFACCIA, FURIA INZAGHI
Dal pugno al cielo al pollice verso. Lukaku fa un voltafaccia clamoroso. La notte mette la firma simbolica sul rinnovo, la mattina si pente, dice sì al Chelsea e addio all'Inter.
È un colpo di scena clamoroso che manda Inzaghi al manicomio. Ieri, dopo averlo provato a convincere per un'ora invano, molla la presa a metà pomeriggio. Non vuol sentir più parlare del suo centravanti, altro che cuore nerazzurro al suo fianco: «Gli avevamo offerto il rinnovo del contratto con un aumento di stipendio e anche dei bonus, lui mi ha detto ne riparliamo dopo. L'ho chiamato, gli ho dato appuntamento e dopo un'ora e mezza c'eravamo già stretti la mano».
Questo è successo martedì ad Appiano Gentile, Inzaghi ha la voce mogia il giorno dopo. È sera, è tramontato un ciclo, il tecnico è deluso: «Martedì mattina Lukaku aveva già parlato con Marotta e fra loro c'era stato un chiarimento. Proprio col ds s' era messo d'accordo per tutto. Poi abbiamo cenato tutti e tre ad Appiano Gentile, avevamo trovato l'accordo». Per questo Lukaku era uscito a mezzanotte dal centro sportivo sorridendo, ma nel letto è diventato un ghigno.
STIMOLI ESAURITI Era totale il consenso sino al 2024 (a 8,5 milioni a stagione più bonus), mancava solo la firma da mettere ieri mattina. Ma il Chelsea non si è rassegnato e ha fatto breccia: «Avevamo concordato tutto per ulteriori quattro anni a cena. Ho chiamato Marotta ieri mattina per sapere se aveva contattato Lukaku per fargli apporre sui contratti la sua firma, ma poco dopo mi è arrivata la telefonata di Romelu che mi voleva parlare e già lì ho capito l'antifona.
Mi ha detto che non aveva più stimoli e non sapeva più come presentarsi alla squadra, che era arrivata l'ora di una nuova esperienza. Io gli ho risposto di pensarci bene e che non ci si può comportare in questa maniera. Anche se poi ognuno nella vita raccoglie quello che semina...».
Ora è davvero finita, si rompe la famiglia (come conferma la nota diffusa dalla società in cui non compare mai il nome del giocatore). Lukaku diceva che l'Inter era la sua priorità, ma alla fine decide di provare a dare una svolta così alla sua carriera. Ma è un testacoda che alla fine sciocca. Persino un popolo che lo adorava e lo aveva innalzato a bandiera. Adesso Marotta ed Inzaghi dovranno trovarne un'altra che possa rimpiazzarla e non faccia passare Lukaku come martire dinnanzi alla piazza. Per questo prende sempre più corpo l'ipotesi Quagliarella.
Colpi di clacson di Romelu all'uscita da Appiano Gentile martedì sera, ora ne sono attesi altri di scena.
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