Simone Inzaghi (Topic Ufficiale)

Aperto da Charlot, 03 Apr 2016, 20:06

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JoeStrummer

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Citazione di: Rainman il 16 Feb 2017, 22:34
Concordo; a volte segna Matuzalem di faccia e godi, altre volte Suso pesca il jolly e rosichi. Chiamasi calcio, e ci piace (anche) per questo.

Mah.
Quando le volte in cui vedi i tuoi cincischiare sulla 3/4 e diventano una,due,tre,quattro...
Quando gli scontri diretti recitano uno score pietoso appellarsi alla sfortuna è liberatorio, ma non risolutorio.
Io vedo la Lazio commettere sempre gli stessi errori di supponenza, superficialità è concentrazione e questo mi preoccupa molto, vista l'ordalia che ci attende.

Kredskin

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Citazione di: inquisitor il 16 Feb 2017, 20:35
Sono concetti così elementari che solo chi non ha fatto mai sport in vita sua, neanche a livello amatoriale, non comprende.
Ho fatto l'esempio della Pellegrini: nonostante abbia una bacheca di trofei di livello internazionale da riempirci un palazzo ancora dedica una parte dei suoi allenamenti al mantenimento e perfezionamento della tecnica. Forse non c'ha un cazzo da fà, chissà....
Se uno non ha il tiro a 27 anni non ce l'ha neanche se glielo alleni un po' durante la settimana.
Pensare che ultimamente si segni poco a causa degli allenamenti è quantomeno discutibile.

P.S. Io in mezzo ai campi ci sto ogni domenica e spesso anche in mezza alla settimana  ;)

inquisitor

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Bene, prendo atto che Immobile, Parolo, Felipe Anderson e Lulic non hanno nel loro bagaglio tecnico il tiro in porta: mi domando che ci stanno a fare in serie A se mancano i fondamentali, a volte la vita è assi grama ma spesso offre delle botte di culo notevoli...

Davy_Jones

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Citazione di: inquisitor il 17 Feb 2017, 07:20
Bene, prendo atto che Immobile, Parolo, Felipe Anderson e Lulic non hanno nel loro bagaglio tecnico il tiro in porta: mi domando che ci stanno a fare in serie A se mancano i fondamentali, a volte la vita è assi grama ma spesso offre delle botte di culo notevoli...

:DD  e c'hai ragione

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DajeLazioMia

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Un conto è avere nel bagaglio il tiro in porta, un conto è avere quella caratteristica come di spicco nel proprio bagaglio. Non significa che Lulic non può segnare, significa che per caratteristiche ha una percentuale di errore superiore ad altri specialisti. Così come se uno si allena 100 ore al giorno, ma non ce l'ha come caratteristica di spicco (chiaro che tutti in seire A sanno correre 10 km in una partita), non avrà mai il dinamismo e la tigna di Lulic.
Si chiamano caratteristiche dei calciatori, uno segna 1 punizione su 2 e un altro neanche 1 ogni 100, uno corre come una bestia e un altro no anche se si allena 100 ore al giorno, uno se tira in porta la spacca e uno se tira in porta il portiere la para in piedi. Altrimenti i giocatori partirebbero tutti allo stesso livello e conterebbe solo la quantità e la qualità dell'allenamento, ma non è un gioco della play, e tutti si allenano tutti i giorni 2 volte al giorno seguiti da fior di professionisti nel campo.
È così, è dura eh, ma è così.

inquisitor

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Citazione di: DajeLazioMia il 17 Feb 2017, 08:02
....Si chiamano caratteristiche dei calciatori, uno segna 1 punizione su 2 e un altro neanche 1 ogni 100.....
Oh bravo, hai tirato fuori la statistica che invece di confutare la mia tesi confuta invece proprio la tua.
Posto e mai smentito che esistono le caratteristiche individuali dei giocatori che fanno parte dei propri limiti invalicabili per cui un Gattuso non avrà mai le qualità di un Messi (e viceversa) anche se si allenasse 24 ore al giorno, concetto che avrò scritto almeno dieci volte e si continua a non capire forse perché sono troppo ermetico, dovresti invece spiegare tu, nel caso citato, come mai quelli che segnano 1 punizione su 2 invece di 1 punizione su 100 ad ogni fine allenamento si allenavano/allenano a calciare punizioni con sagome o altro: lo facevano/fanno Platini, Mihajlovic, Pjanic. Strano...

DajeLazioMia

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Citazione di: inquisitor il 17 Feb 2017, 12:54
Oh bravo, hai tirato fuori la statistica che invece di confutare la mia tesi confuta invece proprio la tua.
Posto e mai smentito che esistono le caratteristiche individuali dei giocatori che fanno parte dei propri limiti invalicabili per cui un Gattuso non avrà mai le qualità di un Messi (e viceversa) anche se si allenasse 24 ore al giorno, concetto che avrò scritto almeno dieci volte e si continua a non capire forse perché sono troppo ermetico, dovresti invece spiegare tu, nel caso citato, come mai quelli che segnano 1 punizione su 2 invece di 1 punizione su 100 ad ogni fine allenamento si allenavano/allenano a calciare punizioni con sagome o altro: lo facevano/fanno Platini, Mihajlovic, Pjanic. Strano...
Perché come ho scritto già in precedenza qualunque professionista deve allenarsi per mantenere/sviluppare le sue caratteristiche migliori, se le ha.
Se non sono nel tuo bagaglio puoi allenarti quanto vuoi (se ti confronti con l'eccellenza eh).
Savic ad esempio ha mostrato caratteristiche da top in area di rigore sia su palle rasoterra che a mezza altezza, queste sono caratteristiche nelle quali può diventare il numero 1, sul tiro da fuori ancora non ha mai preso la porta da fuori e quindi penso (non sono sicuro) che non sia la sua caratteristica forte (non che non sappia tirare in porta).
Altro esempio, Lulic è sempre staro "accusato" da alcuni di arrivare sul fondo e di crossare col destro invece che col sinistro. Bene, questa è una sua caratteristica e se ci lavori in allenamento e la perfezioni costruendogli intorno anche qualche taglio in area dei compagni puoi impostare "il cross alla Lulic".
A me sembra tutto così banale, non capisco cosa non ti convinca.



inquisitor

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Citazione di: DajeLazioMia il 17 Feb 2017, 13:09
A me sembra tutto così banale, non capisco cosa non ti convinca.
Cosa non mi convince? Il concetto che se sei forte in una caratteristica tecnica l'allenamento sia un optional e se all'improvviso mostri carenze in quello che hai dimostrato di saper fare, ciò non è addebitabile a cali di forma.
I cali di forma, oltre a non farti essere brillante atleticamente per i 90 minuti, hanno come conseguenza anche l'eseguire male un gesto tecnico che invece è nelle tue corde: se sei in forma e normalmente davanti al portiere segni facilmente quando non sei ben allenato sbagli anche gol semplicissimi, come si evince in quest'ultima nostra fase.
D'altronde, anche se non te ne sei accorto, tu stesso lo ammetti (forse eri distratto):

Citazione di: DajeLazioMia il 17 Feb 2017, 13:09
Perché come ho scritto già in precedenza qualunque professionista deve allenarsi per mantenere/sviluppare le sue caratteristiche migliori, se le ha.

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DajeLazioMia

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Se sei forte in una caratteristica tecnica l'allenamento non è un optional. Il problema è capire qual è la caratteristica in cui sei forte.
Più di così non riesco a spiegarmi, va bene lo stesso.

Kredskin

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Questa discussione è surreale.

DajeLazioMia

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Citazione di: Kredskin il 17 Feb 2017, 17:53
Questa discussione è surreale.
Sì, hai ragione, infatti da parte mia basta così.

JSV23

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Citazione di: DajeLazioMia il 17 Feb 2017, 08:02
Un conto è avere nel bagaglio il tiro in porta, un conto è avere quella caratteristica come di spicco nel proprio bagaglio. Non significa che Lulic non può segnare, significa che per caratteristiche ha una percentuale di errore superiore ad altri specialisti. Così come se uno si allena 100 ore al giorno, ma non ce l'ha come caratteristica di spicco (chiaro che tutti in seire A sanno correre 10 km in una partita), non avrà mai il dinamismo e la tigna di Lulic.
Si chiamano caratteristiche dei calciatori, uno segna 1 punizione su 2 e un altro neanche 1 ogni 100, uno corre come una bestia e un altro no anche se si allena 100 ore al giorno, uno se tira in porta la spacca e uno se tira in porta il portiere la para in piedi. Altrimenti i giocatori partirebbero tutti allo stesso livello e conterebbe solo la quantità e la qualità dell'allenamento, ma non è un gioco della play, e tutti si allenano tutti i giorni 2 volte al giorno seguiti da fior di professionisti nel campo.
È così, è dura eh, ma è così.
Io credo che a volte bisogna guardare oltre alle caratteristiche dei calciatori per come li conosciamo.
Non mi piace prendere la Roma come esempio, ma guardiamo l'evoluzione tattica di Nainggolan.
Il curriculum del belga ci parla di un centrocampista prettamente difensivo con poca attitudine al gol.
Nessuno aveva notato particolari doti di tiro nel giocatore, nessuno pensava potesse diventare un fattore sotto porta.
Spalletti invece ci ha visto altro in Nainggolan, e finora ha avuto ragione.
Ma ci sono altri esempi, uno su tutti Candreva.
Chi si sarebbe mai aspettato che Antonio Candreva potesse diventare un esterno d'attacco così forte? Quali peculiarità dell'ala offensiva aveva mostrato Antonio prima che il buon Reja lo schierasse il quel ruolo?
E poi c'è Chiellini, un terzino considerato troppo offensivo che da anni gioca da difensore centrale nella squadra più forte d'Italia.
E tanti altri.
A volte un giocatore devi metterlo nelle condizioni di poter dimostrare qualcosa.


Detto questo, per me tra Lazio-Milan di lunedì e Lazio-Fiorentina del primo anno di Pioli ad esempio, c'è stata un'unica sostanziale differenza: la Lazio di Pioli arrivava ai sedici metri ed aveva ben chiaro cosa fare, ognuno si muoveva alla perfezione, l'area di rigore veniva coperta magnificamente e chi aveva palla si trovava ad avere più opzioni ma soprattutto sapeva cosa fare.
La Lazio vista col Milan viveva delle giocate estemporanee di Felipe e a volte di Keita.
Arrivati nella zona calda l'impressione che ho avuto io è che non sapessero esattamente cosa fare e che tutto si improvvisasse di volta in volta.
Inoltre attaccavamo male, sempre secondo me, l'area di rigore. E con pochi uomini.


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DajeLazioMia

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@JSV
Se parliamo di tattica è un altro discorso (schemi e posizioni dei giocatori), tanto che dicevo che secondo me Parolo e Anderson segnano meno anche per la posizione e per ciò che gli viene chiesto di fare in campo.
Sul fatto di cambiare ruolo ad un giocatore anche, ma non di cambiare le sue caratteristiche tecniche.
Può capitare che ad un certo punto un giocatore tiri fuori una caratteristica perché magari scopre una mattonella o una giocata e la fa propria, poi dopo puoi lavorarci e perfezionarla (vedi il cross alla Lulic), ma sono rari e non dipende da un allenamento fisico (se torni indietro partiva tutto da qui, da un presunto collaboratore di Inzaghi e da un presunto calo fisico).
Tutte le squadre si allenano sui tiri e sui cross, tutti i giorni, non è questo che fa la differenza, non puoi fare una preparazione specifica per sviluppare caratteristiche tecniche che decidano le partite in serie A cioè che ti facciano tirare fuori colpi risolutivi se non ce li hai già o se non vengono mostrati dal giocatore in certi frangenti.
Imho.


fiord

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Citazione di: JSV23 il 17 Feb 2017, 19:06

Detto questo, per me tra Lazio-Milan di lunedì e Lazio-Fiorentina del primo anno di Pioli ad esempio, c'è stata un'unica sostanziale differenza: la Lazio di Pioli arrivava ai sedici metri ed aveva ben chiaro cosa fare, ognuno si muoveva alla perfezione, l'area di rigore veniva coperta magnificamente e chi aveva palla si trovava ad avere più opzioni ma soprattutto sapeva cosa fare.
La Lazio vista col Milan viveva delle giocate estemporanee di Felipe e a volte di Keita.
Arrivati nella zona calda l'impressione che ho avuto io è che non sapessero esattamente cosa fare e che tutto si improvvisasse di volta in volta.
Inoltre attaccavamo male, sempre secondo me, l'area di rigore. E con pochi uomini.

Io credo che molto dipenda dalla linea difensiva e dal modo di difendere.
Con Pioli in fase di possesso la linea difensiva stava a centrocampo e persa palla la squadra andava subito in pressione alta.
Se recuperi palla hai tanti uomini in attacco e in area. Se ti infilano prendi goal.
La Lazio di Inzaghi quando perde palla abbassa velocemente le linee di difesa e centrocampo. Quasi a ridosso della nostra area.
Difficilmente ci infilano (e i difensori centrali fanno poche figuracce), ma nelle azioni di contropiede partecipano solo i giocatori del tridente.
A me non dispiace l'impostazione inzaghiana però con De Vrij tornato ad ottimi livelli si potrebbe osare qualcosa di più

meanwhile

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Su questo concordo con JSV.
Negli spazi concessi dal milan i tre, più Parolo che ha seguito quasi sempre, bastavano e avanzavano per demolirli.
Ma pareva che ognuno avesse un'idea differente dagli altri.
Il perchè lo deve sapere Inzaghi, e porre rimedio.
Avanti così però, che la squadra gioca che è un piacere vederla, almeno fino alle bestemmie a ogni occasione buttata.
Ho letto nelle ultime pagine paragoni con Reja, va bene che i punti li faceva ma forse non vi ricordate bene come giocava la Lazio.
E quante volte arrivava a tirare in porta

JSV23

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Citazione di: fiord il 18 Feb 2017, 08:10
Io credo che molto dipenda dalla linea difensiva e dal modo di difendere.
Con Pioli in fase di possesso la linea difensiva stava a centrocampo e persa palla la squadra andava subito in pressione alta.
Se recuperi palla hai tanti uomini in attacco e in area. Se ti infilano prendi goal.
La Lazio di Inzaghi quando perde palla abbassa velocemente le linee di difesa e centrocampo. Quasi a ridosso della nostra area.
Difficilmente ci infilano (e i difensori centrali fanno poche figuracce), ma nelle azioni di contropiede partecipano solo i giocatori del tridente.
A me non dispiace l'impostazione inzaghiana però con De Vrij tornato ad ottimi livelli si potrebbe osare qualcosa di più
Esattamente.
La Lazio di Pioli però nel primo anno aveva trovato equilibrio giocando con la linea alta e pressando l'avversario appena in possesso di palla. E gli uomini che ha Inzaghi oggi sono più o meno quelli.
Secondo me si potrebbe essere meno integralisti e cercare di cogliere il momento.
Alzare la linea della difesa nella fase centrale del secondo tempo e alzare il pressing contro un Milan in evidente difficoltà avrebbe probabilmente permesso alla Lazio di chiudere la pratica.
Attaccare con più uomini avrebbe dato più imprevedibilita' ai nostri attacchi e ci avrebbe consentito di avere maggiore presenza in area avversaria.
Non deve essere un dogma, per carità, però a volte osare di più ci potrebbe tornare utile.

Biafra

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Sta li sulla linea,
sempre,
urla,
sempre,
il quarto uomo all'inizio prova a cazziarlo,
poi, visto che non è aria molla..

davvero una rottura di co joni unica per chi goca su quella fascia,
eppure...

c'ha una squadra giovanissima e ammazzandosi fisicamente riesce a tenerla sempre sul pezzo,
non c'avesse detto male con il chievo e con il milan ora staremmo vaneggiando chissà cosa.

Quando solo sette mesi fa ho saputo che era l'allenatore della Lazio ho pure bestemmiato, come sempre non c'avevo capito un c.,
con ogni probabilità anche in società bestemmiavano mentre firmavano il contratto,

la sua voglia di non mollare un c. da subito l'ha trasmessa  a un gruppo che sembrava senza arte nè parte.

Cazzutissimo.




superaquila

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Charlot

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Al momento una stagione da top allenatore, la prima dall'inizio in serie A, forse un predestinato, forse un  uomo fortunato, forse abbiamo fatto bingo!
:=))

Bravo Simone!

superaquila

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Citazione di: Charlot il 18 Feb 2017, 23:37
Al momento una stagione da top allenatore, la prima dall'inizio in serie A, forse un predestinato, forse un  uomo fortunato, forse abbiamo fatto bingo!
:=))

Bravo Simone!
Se era pure fortunato stavamo in testa con dieci punti di distacco!

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