ieri ho ascoltato la radio ufficiale, per capire quale clima si respira in società, quale sia la direzione.
il buon Cristiano Ditta stoppava le critiche alla costruzione della rosa, sostenendo che oramai non c'era possibilità di correzione e che quindi tanto valeva (se si vuole bene alla Lazio) criticare il tecnico.
Per me la grande colpa di Inzaghi è aver fatto dei piccoli miracoli e non averli ripetuti con tutti.
Si parla molto dei "grandi tenori" di questa squadra, dimenticando che Savic arrivò da ragazzino e nessuno sapeva come incastrarlo, Luis Alberto era in un gorgo psicologico ed ai margini del calcio che conta, Acerbi aveva fallito miseramente in una grande squadra e Immobile veniva da 2 flop consecutivi.
Ha rigenerato Lulic e Radu, ha dato una nuova giovinezza a Leiva, ha fatto crescere Strakosha e Luiz Felipe che, lo ricordiamo, a Salerno c'avevano il culo appiattito dalla panchina. Ha fatto pure segnare Caicedo, bomber da 19 gol in 3 stagioni nella Liga spagnola (non 19 a stagione eh, totali, nell'ultima - 16/17 - ne ha fatti 2)
La sua colpa è non riuscire a trasformare in giocatori veri Patric, Escalante, Akpa Akpro, Muriqi. Di non aver nobilitato il circo Barnum di Igli Tare, con la donna barbuta, il nano superdotato e il laterale sinistro che forse stoppa la palla e forse no.
Quando poi questi fenomeni vanno via dalla Lazio giocano poco e male in squadre di infimo livello. Denis Vavro: 0 partite con il formidabile Huesca, Badelj gioca nel Genoa, Bobby Adekanye nel celeberrimo Ado Den Haag, dopo un passaggio a vuoto in Spagna...
Tutti a contestarlo per Neto (5 gol, sono andato a controllare, pareva capocannoniere) e Jordao (adesso in forza al Famalicão).
Cristiano Ditta vuole la testa di Inzaghi? Va benissimo.
Ma magari se gli date qualche giocatore con i piedi dritti è meglio.
Forse lo vedremo il prossimo anno alle prese con Fabian Ruiz, Zielinski, Demme, Lobotka, Bakayoko, Elmas e sentirà potente la nostalgia di Akpa Akpro.