Citazione di: noneinparticular il 27 Gen 2021, 23:20
Non solo sono paragonabili, ma sono storicamente collegati visto che gli imperi europei hanno rilevato le rotte commerciali degli arabi dopo la loro sconfitta e le hanno estese ulteriormente includendo tutte le merci dalle spezie agli schiavi che erano una merce di scambio e un fattore produttivo per gli arabi come per gli Europei e non solo visto che gli arabi acquistavano gli schiavi anche da commercianti africani. Poi che la differenza sia che vengano utilizzati per l'accumulazione del capitale in un caso e per la gloria di un impero nell'altro, a parte che non è vero, non ha nessuna rilevanza morale.
La nostra morale ci dice che la schiavitù sia stata una parte terribile della storia dell'umanità e non solo dell'Europa come sembri voler fare passare tu forse perché il tuo nemico ideologico è l'Occidente che ha fatto le sue porcate come le hanno fatte a turno le potenze o le classi dominanti in giro per il mondo. II che ovviamente non vuol dire non accettare la responsabilità storica delle nostre ma neanche mistificare la storia con una visione ideologica manichea anti occidentale.
Comunque piccolo OT bene la u23 contro la Spal stasera
Fagioli sembra un prospetto interessante
Citazione di: LaFonte il 28 Gen 2021, 00:41
Ma neanche per sogno! Erano società, quelle e tutte quelle che nei secoli hanno impiegato schiavi, che affidavano agli schiavi i lavori più pesanti, pericolosi, degradanti. Li facevano lavorare per un tozzo di pane e si appropriavano del frutto del loro lavoro, nè più nè meno di quanto facevano nelle piantagioni di cotone in USA, per dire. Che non fossero borghesi capitalisti sposta zero, il comportamento era identico.
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Che gli schiavi fossero un fattore produttivo è vero, ma come detto prima, in termini riproduttivi.
Che questa lettura sia un modo per alimentare la visione manichea antioccidentale è invece una cazzata perché tra gli imperi che ho considerato c'è anche l'impero romano che, se non sbaglio, fa parte proprio della storia occidentale.
E' proprio storicamente errato segnare una continuità tra società che non avevano concettualmente il criterio dell'accumulazione (al massimo della tesaurizzazione di ricchezza materiale) e le società moderne. Questo significa naturalizzazione: fare di categorie storiche delle categorie metastoriche che valgano sempre. Attribuirle ad una presunta "natura umana".
Negli imperi antichi gli schiavi erano una risultante delle conquiste, delle vittorie militari, non erano essi stessi scopo e ragione dell'aggressione. Certo che venivano venduti (anche nell'impero romano gli schiavi erano venduti), ma non davano vita ad un processo di accumulazione di ricchezza immateriale potenzialmente illimitato. Anche perché tale accumulazione era moralmente considerata abietta in queste società (basterebbe leggere Aristotele, le Sacre scritture cristiane, il Corano), per le stesse ragioni dell'usura.
E' falso che il problema fosse puramente tecnologico (spostarli), era proprio concettualmente rifiutato. Ad essere rifiutato non era l'uso schiavistico di esseri umani, ma "la produzione per la produzione".
Ci sono fior fiore di studi storici che dimostrano come l'accumulazione sarebbe stata assolutamente possibile alla fine dell'età antica (i greci usavano il vapore, ma non a scopi produttivi, i romani avevano, appunto, la forza lavoro degli schiavi da poter sfruttare) ma non lo era socialmente e politicamente. Tanto che questa è una delle ragioni del collasso dell'impero romano: aver raggiunto una capacità produttiva tale da poter permettere quel passaggio ma non avere i presupposti soggettivi per farlo/volerlo fare.
Non riuscite a distinguere ricchezza materiale (accumulazione di prodotti, necessariamente finita) da ricchezza immateriale (accumulazione di denaro, potenzialmente infinita) e ciò che questa implica nel concreto dispiegarsi di rapporti sociali diversi, che comprendono quindi anche il senso e lo scopo della schiavitù.
Il che non significa che negli imperi antichi essere schiavo fosse una bella cosa o una passeggiata, ma significa che tracciare una continuità tra i due fenomeni è e resta una cazzata su un piano storico.
Sarebbe come dire che lo scambio mercantile nel mediterraneo nel 986 d.C. e il mercato sviluppatosi in occidente siano di fatto la stessa cosa e conseguenza l'uno dell'altro.
E' semplicemente falso, lauree o meno. E' pensare alla storia in forma evolutivo-teleologica, come una linea tracciata in forma ascendente che segna un percorso lineare e continuo in cui l'unica demarcazione è stabilita tramite periodizzazione.
Non basterebbero tutti i post di LazioNet per dimostrare attraverso eminenti storici quanto questa lettura, ben radicata nello studio attuale della storia a livello scolastico, sia una gran cazzata.
E' concettualmente il modo con cui la nostra civiltà si autocelebra come esito migliore possibile.
Sull'abolizionismo: le ragioni storiche per cui l'abolizionismo è nato in occidente non ho il tempo di approfondirle in questo stesso post, ma sono molto diverse dal "vedi quanto è bello e evoluto il nostro discorso civile". Perché alla fine sempre sulla difesa torniamo: "si è vero, noi abbiamo fatto le merdate. Ma almeno noi le abbiamo documentate e ci siamo redenti". Pazzesco come la nostra civiltà sia in grado di rovesciare la realtà concreta a suo comodo. In grado di destabilizzare e mandare volutamente in rovina interi continenti per poterli depredare (altro che impero mongolo) ma allo stesso tempo di blaterare di uguaglianza e fraternità (per chi?).
L'abolizione della schiavitù ha ben poco a che fare con l'evoluzione civile. Basterebbe vedere le posizioni concrete durante la guerra civile americana e cosa accadde dopo la vittoria degli abolizionisti. P anche il fatto che in forma concreta, qui e ora, anno domini 2021, la nostra società utilizza ancora lavoro di schiavi. Non è la schiavitù ad essere stata abolita, ma il suo principio rivendicato perché in aperta contraddizione con alcuni valori fondanti. Ma basterebbe farsi un giro nel settore agricolo (anche IN occidente) o nel settore estrattivo per vedere che anche pensare che l'occidente abbia concretamente fatto a meno della schiavitù è semplicemente falso.