Mi rendo conto di essere diventato un "tifoso 2.0": sono cresciuto calcisticamente osservando le madonne di mia nonna che stirava con frenesia tutto quello che le capitava sotto mano mentre ascoltava "Tutto il calcio minuto per minuto" alla radio, attendendo avidamente un cenno sull'andamento delle nostre pietose trasferte a Rimini, Cava dei Tirreni e San Benedetto del Tronto, poi ho iniziato a seguire i gironi estivi di Coppa Italia, sognando il giorno in cui la mia Lazio potesse battere le "strisciate" e portare a casa la competizione. Sono passato per il quarto di finale buttato contro il Toro per le papere di Valerio Fiori, nonostante i migliori 45 minuti in assoluto di Gazza, per la semifinale rubata dalla Juve contro la prima Lazio di Zeman, poi finalmente la rimonta contro il Milan e la coppa alzata mentre Merdaset mandava un quarto d'ora filato di pubblicità, il bis nell'anno dello scudetto, con tutta la squadra tinta di biondo, il tris firmato Corradi-Fiore nell'ultima partita dell'era prelotitiana, il poker firmato Zarate, Delio Rossi e Ousmane Dabo, e poi ancora Lulic al 71' e il contropiede folgorante di Correa. Emozioni magnifiche, se fino a qualche anno fa mi aveste chiesto cosa avrei preferito tra la prospettiva di partecipare alla Champions e quella di vedere i miei beniamini alzare un trofeo, non avrei avuto dubbi: avrei firmato col sangue per la seconda opzione. Quest'anno no, sono molto convinto delle scelte gestionali di Lotito, della sua politica sensata ed attenta ai conti, e capisco che sarebbe un colpo gigantesco riprendere i bonus dell'UEFA e al contempo estromettere dai primi quattro posti una delle squadre tragicamente indebitate, merde in primis. Se avessimo schierato i migliori 11 in Coppa Italia, non avremmo strapazzato l'Atalanta in campionato, abbiamo giocatori sproporzionatamente forti rispetto a quanto abbiamo investito per i loro cartellini e a quanto spendiamo per il loro ingaggio, ma ogni volta che li abbiamo spremuti troppo siamo crollati. Sticazzi della Coppa Italia, almeno per quest'anno, cerchiamo di non prenderne otto dal Bayern, e continuiamo il filotto in campionato. Tutti i club che hanno buttato soldi alla cieca stanno andando a zampe all'aria, è vero che la "tensione finanziaria" dura ormai da decenni, ma sono sicuro che la politica della formica sta per ripagarci alla grandissima.