Citazione di: Thunder il 15 Mar 2014, 01:01
Quando si perde, i tifosi solitamente non risparmiano quasi nessuno. Non è una questione che riguarda solo l'ambiente e i tifosi, ma è un problema che riguarda la strategia societaria e soprattutto la mentalità e la personalità dell'allenatore. Quando Konko ci fa uscire dall'Europa, ritorna in campo la partita dopo senza nemmeno aver sostenuto gli allenamenti prima della partita. Lo stesso vale anche per altri giocatori, vedi Mauri e lo stesso Lulic. Se poco poco il giovane sbaglia e non fa una grande prova, subito in panchina e non lo vedi più.
Io non ce l'ho con Reja, ma con chi, conoscendo l'ambiente, sceglie di puntare decisamente sui giovani (spendendo anche 9 mln per quel che riguarda FA) e non prende l'allenatore che abbia la voglia, la personalità e la mentalità di puntare sui giovani, al di là di ogni critica. Altrimenti è un controsenso. A Benitez a Napoli gliene hanno dette di tutti i colori, cambia modulo, metti un incontrista in più, gioca più basso perché ti scopri troppo, non fare turn over, ma lui è andato avanti per la sua strada. Qui prendiamo allenatori che alla prima critica cambiano 1200 moduli.
La strategia della società almeno su questo aspetto (vivaddio) è chiarissima.
E i primi risultati iniziano a vedersi. Ci vuole tempo e pazienza. Cosa che il Laziale medio in questo momento non ha.
I giovani vanno incoraggiati anche e soprattutto quando sbagliano. Bisogna saperli aspettare.
L'allenatore capace di puntare sui giovani, nei progetti della società, doveva essere Petko, che questo lavoro di raccordo tra primavera e prima squadra aveva iniziato a farlo. integrando e sviluppando il lavoro dell'ottimo Bollini.
Disgraziatamente i risultati della prima squadra sono stati pessimi e quindi si è reso necessario il cambio.
Nonostante ciò ormai Keita, Perea, Onazi, Cavanda, Crecco, Berisha e F.A. sono in pianta stabile in prima squadra e si ritagliano il loro minutaggio ( un po' meno Crecco che evidentemente è quello meno pronto al grande salto).
Altri 3 o 4 primavera (Tunkara, Minala, Antic, Elez) sono in rampa di lancio, Cataldi promette bene e credo rientrerà presto alla base.
In tutto almeno 11 giocatori sotto i 25 anni, di cui 10 sotto i 23. Un gran bel pacchetto di potenziali promesse. Alcuni arriveranno a fare i titolari altri faranno fare alla società qualche sostanziosa plusvalenza.
Tutto funziona però se non c'è l'assillo del risultato e della prestazione a tutti i costi, vedi Arsenal per dire.
Juventus, Napoli, Roma, Fiorentina, Inter e Milan non mi sembra che abbiano tutti questi giovani in rosa. Di conseguenza è chiaro che la politica dei giovani poco si sposa con lo stress da risultato immediato.
È ovvio che Reja abbia scelto la sostanza e l'esperienza.
La squadra la prende in corsa, sull'orlo della quota a rischio lotta salvezza e con la piazza in fibrillazione, non poteva oggettivamente fare altro.
E i risultati, sebbene un po' altalenanti gli hanno dato ragione. Prima di tutto era necessario mettere ordine e ha potuto farlo con quelli che conosceva e che sapaveno quello che voleva.
Mauri dopo un paio di partite s'è n'è ritornato in panca. Nè s'è preoccupato di lasciare Marchetti in panca dando fiducia ad un sorprendente Berisha. Keita va verso la conquista del posto da titolare ma evidentemente deve essere ancora un po' catechizzato, Perea ed Onazi hanno il loro spazio.
Da sottolineare inoltre che anche molti big, durante la stagione, hanno faticato a trovare continuità perché la squadra non ha mai trovato una sua identità precisa. In una situazione del genere chi è esposto di più è il giovane che rischi di bruciare prematuramente, mandandolo allo sbaraglio.
Ora non voglio convincerti di avere ragione ma, analizzandola serenamente e senza retropensieri, un ragionamento del genere può avere un suo perché?
Non dimentichiamo mai che noi stiamo dietro una tastiera e ci scambiano opinioni, quello invece è il loro lavoro ed è legittimo concedergli che magari ne sanno più di noi, anche perché hanno sotto controllo il polso della situazione tutti i giorni.