paolo,
nel dettaglio, in due occasioni piuttosto che servire matri prima e oikonomidis dopo meglio piazzati di lui, ha tento il tiro di precisione, deviato da un difensore nel primo caso, parato nel secondo. sono scelte, invece che con il passaggio ha tentato di sfruttare gli inserimenti dei compagni per sorprendere il portiere, sono scelte che ci stanno a volte vanno bene a volte no. ci sono inoltre da parte sua un tiro al volo dal limite deviato da un difensore a portiere pressoché battuto e un assist perfetto a djordjevic per il raddoppio
rispetto ai recuperi difensivi, secondo me sbagli, ne ha fatti molti più di uno, e tutti gestiti molto bene, tranne quello che ha portato al tiro del pareggio - attenzione, un tiro al centro della porta, dai 25-30 metri, diventato gol solo grazie a uno svarione clamoroso di berisha (fino ad allora inappuntabile, peraltro). voglio dire, sbagliare una palla in ripartenza ci sta; per trasformare questa palla in gol servono tutta una serie di altri fattori difficilmente imputabili al centrocampista/attaccante che sbaglia
più in generale, al di la degli episodi, felipe anderson si conferma come il giocatore che più e meglio di tutti i giocatori della Lazio - ma il discorso si potrebbe facilmente allargare all'intero campionato italiano - riesce a trasformare la routine di una manovra paraoffensiva, in una potenziale o assai spesso reale insidia alla porta avversaria. le sue palle filtranti per gli attaccanti o per l'inserimento dei centrocampisti - il primo quarto d'ora del secondo tempo di ieri può essere illuminante - sono perle di rara bellezza e, potenzialmente, di straordinaria efficacia. che con attaccanti capaci di finalizzare e con centrocampisti capaci di inserirsi porterebbero a risultati purtroppo impensabili per la Lazio di oggi
aggiungo che il giudizio generale su felipe anderson, a mio parere, patisce un errore di fondo. lo scorso lo abbiamo visto partire in velocità, saltare gli avversari come birilli e concludere positivamente in porta oppure depositare comode palle gol sui piedi un suo compagno. oggi che quel tipo di azioni si sono fatte rare, ecco che subito si parla di giocatore sparito. secondo me questa è una grande sciocchezza, agita peraltro, nel caso dei media romani, in pura malafede. nel campionato italiano a nessun giocatore sarebbe consentito ripetere per più stagioni quel tipo di gioco. nel nostro campionato, tra raddoppi, falli tattici, marcature ad hoc, schemi che ingabbiamo, trovare spazio per ribadire azioni individuali di quel alla lunga diventa praticamente impossibile. felipe anderson, oggi, soprattutto quando pioli lo allontana dalla linea laterale, sta mostrando, diciamo così, qualità da trequartista di straordinaria efficacia. se la Lazio, come squadra, come collettivo, dovesse tornare a girare - e spero che lo faccia presto - sarà difficile continuare a nasconderlo