Questo è il classico caso del 'delitto perfetto', dove tutti i protagonisti hanno un alibi inattaccabile e il caso si archivia senza colpevoli.
Gli indizi al vaglio degli inquirenti sono parecchi:
1) il miglior attacco del campionato.
2) il capocannoniere del campionato ed in corsa per la scarpa d'oro.
3) un attaccante di riserva bravo, di corporatura complessa e che abbisogna di un minutaggio migliore e che, proprio a causa dei primi due punti, gioca pochissimo; comunque fa il suo e risulta lo stesso utile, giustificando in parte il perché del suo acquisto.
4) un tecnico che, a causa dei tre punti precedenti, non cambia l'assetto dell'attacco e rimane fermo nei propositi. E giustamente, visto il rendimento complessivo della fase offensiva in cui è necessariamente compresa lo scarso utilizzo di Caicedo.
Risultato: il delitto perfetto, come da premessa.

I punti da correggere sono altri: la fase difensiva carente dall'inizio della stagione e gli arbitraggi, su cui lo staff tecnico e la rosa dei giocatori non può far nulla. Però sulla fase difensiva sì.