Campionato Falsato?, Si, ad aprile e maggio del '99...di Vincenzo Cerracchio
Campionato falsato, titola a tutta pagina il Corriere dello Sport. Probabilmente – o forse no! – lo stesso titolo che avranno fatto Il Friuli e il Gazzettino a proposito del rigore fasullo che al 93′ ha tolto all'Udinese una vittoria sacrosanta che avrebbe portato i bianconeri dell'Est a 15 punti al pari della Roma al secondo posto in classifica. Perché vedete, il punto è questo: ci sono errori ogni domenica sui campi di calcio di tutto il mondo. E una retrocessione conta più di uno scudetto: a volte vuol dire sparire, fallire, è un dramma vero. Solo in Italia, anzi solo a Roma, oggi ci si dispera per due falli (inequivocabili) a cavallo di una riga e per un fuorigioco passivo che non si è mai fischiato nella storia, nemmeno se il colpevole è abbracciato al portiere: in Europa basta andarsi a rivedere Atletico Bilbao-Napoli...Neanche si protesta più.
E' assolutamente logico che oggi il Corriere dello Sport faccia questo titolo: la battaglia mediatica vive e si alimenta di campanilismo, nel calcio saremo sempre l'Italia dei Comuni. Tuttosport a Torino celebra la vittoria juventina senza se e senza ma, ci mancherebbe. Ma ai laziali piacerebbe sapere perché lo stesso trattamento cubitale (nel senso di enormità del titolo ma anche del concetto, che dovrebbe indurre la gente a non crederci più, a non andare più allo stadio) non sia stato mai loro concesso dal quotidiano sportivo romano. Mai. Volete un esempio? Sabato 3 aprile 1999, vigilia di Pasqua, si gioca all'Olimpico lo Juve-Roma dell'epoca, vale a dire Lazio-Milan. I biancocelesti sono in testa con 7 punti di vantaggio, i rossoneri sono il loro unico avversario, una vittoria chiuderebbe il conto. Al primo minuto segna Vieri: un gol regolarissimo su cross di Salas, l'ineffabile arbitro Cesari annulla. E la partitissima finirà 0-0 con 14 angoli a zero a favore della Lazio. Scandalo per il gol negato? Zero. Il titolo è "Occasione persa" o giù di lì.
Quaranta giorni dopo lo sprint scudetto è diventato infuocato. Il Milan le ha vinte tutte, compresa una surreale sfida con la retrocedenda Samp, risolta al quinto minuto di recupero da un autogol su azione d'angolo che non c'è...Altri risultati strani si sono verificati sui campi salvezza ma sarebbe troppo lungo analizzarli. La Lazio ne ha perse due in malo modo (derby e Juve in casa, Juve che poi darà via libera ai rossoneri arrendendosi 0-2 senza combattere a Torino) e va a Firenze alla penultima con il punticino di vantaggio. Ebbene, al di là di come i viola giochino con il coltello tra i denti manco fossero loro a lottare per lo scudetto, la Lazio (che il mercoledì successivo vincerà la Coppa delle Coppe) è fortissima e domina il campo: va sotto in contropiede, pareggia e poi coglie una traversa con Vieri. E nel momento di massimo sforzo si vede negare dall'arbitro Treossi un rigore solare per un abbraccio di Mirri a Salas che, al confronto, quello di Lichtsteiner a Totti sembra roba da educande. Il cileno avrebbe segnato, per intenderci. Treossi completerà l'opera assegnando nell'azione successiva un rigore ai viola per un contrasto tra Nesta e Batistuta: il sistema è lo stesso dello stravisto penalty negato a Ronaldo in Juve-Inter. Marchegiani parerà il tiro dal dischetto dell'argentino: comunque pareggiare o perdere è la stessa cosa.
Ci pensate? Rigore tolto e rigore concesso nel giro di trenta secondi...Più campionato indirizzato, più falsato di così! Figuriamoci, la rompiscatole Lazio di Cragnotti opposta al Milan di Berlusconi che per giunta festeggia il Centenario. Ecco ora si può dire: la Lazio quella partita a Firenze non l'avrebbe mai potuta vincere, non gliela avrebbero fatta mai vincere. Ma ce lo siamo detto tra noi. Grande festa a Milano in casa Gazzetta. E a Roma? A Roma, fino a ieri, c'era solo il gol di Turone...
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