Prendo spunto dalla emblematica discussione twitter fra Pedullà ("Tare ha sbagliato gli ultimi cinque acquisti in doppia cifra" - cinque oltre i 10M?) e i Giornalistiromani ("Tare sbaglierà come tanti, ma la Lazio vince coppe e lotta per la Champions con un budget contenuto") per completare uno dei miei precedenti messaggi, a proposito del lavoro del direttore sportivo. Sono posizioni inconciliabili, quelle esposte sopra? Per me, no: sono vere entrambe ed è proprio per questo che Tare lavora ancora qua. Mi servirà un po' di spazio per spiegarmi.
Il cortocircuito che si è creato, nel giudizio di questa situazione, credo sia il seguente: può il lavoro di un d.s. essere ridotto al semplice saldo della campagna acquisti? Oppure, per essere valutato, bisogna fare una analisi più generale del suo lavoro? Per me, la seconda risposta è quella corretta.
Il fatto è che il direttore sportivo non è (solo) un semplice osservatore, che sceglie e poi compra i giocatori. Il suo è un lavoro complesso (odio questa parola abusata, ma non ne trovo una migliore) perchè alle competenze tecniche - il d.s. spesso è un ex calciatore - deve affiancare (studiando) dei rudimenti dei giochi dell'economia; gestione e leadership delle risorse umane; saper condurre una trattativa; informarsi su cosa accade nel mondo (situazione dei mercati calcistici e non solo), etc, etc.
Dunque.
Che le ultime due sessioni di mercato siano state discutibili (rapporto qualità/prezzo) è chiaro a tutti; che la Primavera sia retrocessa due volte in poco tempo, pure - sebbene in questo caso conti molto anche cosa proviene dal settore giovanile, temo, e i problemi sono più profondi.
Allo stesso tempo però - sulla base di quello che sappiamo dalla stampa e che racconta il campo, sebbene non sia sempre tutto - bisogna considerare anche altri fattori, per dare un giudizio complessivo dell'operato di Tare. Ad esempio:
- il bilancio economico è positivo (al netto di una pandemia; scarsi ricavi strutturali; zero cessioni di rilievo da 3 anni; pur in difficoltà con l'IL, la situazione è quantomeno gestibile e la squadra ancora sufficientemente competitiva).
- il bilancio sportivo è positivo (la Lazio è stabile: lotta da anni per i traguardi a cui può ragionevolmente ambire e gioca quasi sempre in Europa; ha vinto svariate coppe).
- il valore della rosa si è moltiplicato nel tempo, grazie anche a una partecipazione alla CL, più volte sfiorata negli anni. Aumento qualitativo del monte-ingaggi, solo parzialmente dovuto agli esuberi (questo è un parametro fondamentale per analizzare la crescita sportiva di una società). L'età media è un falso mito: non esiste un'età media prestabilita per raggiungere gli obiettivi, abbiamo comunque diversi giocatori con cui fare plusvalenza, in caso di necessità. Il plotone di tesserati - acquisti sbagliati e Salernitana a parte - è un malcostume generale della Serie A.
- leadership sul gruppo e credibilità della direzione sportiva (i dualismi in squadra e i casi spinosi sono rari e sinora generalmente ben gestiti - Correa e Alberto compresi. I plurimi rinnovi dei contratti più importanti, con un solo giocatore perso a zero per commissioni troppo elevate, è segno di credibilità).
- gli allenatori scelti, nella maggiorparte dei casi, si sono rivelati compatibili con gli obiettivi della società e l'ambiente. In quasi 15 anni, abbiamo ingaggiato 7 allenatori (e mezzo: Bielsa). Il ticket Tare-Inzaghi la nostra coppia migliore per distacco.
Etc, etc.
Queste cose non sono scontate. Ci sono direzioni sportive e tecniche davvero senza capo e nè coda! Bacheche vuote; rendimento ben al di sotto delle proprie potenzialità; girandole di d.s. e allenatori; spogliatoi spesso bollenti; e via dicendo.
Quindi.
Si può dire che, dopo Leiva, Tare è stato il nulla?
Se guardiamo solo al mercato, direi: dipende. Perchè gli acquisti non sono tutti uguali: i titolari generalmente non li sbagliamo; i giovani - finchè ne abbiamo comprati e schierati in campo - sono stati spesso di valore; per gli acquisti di rincalzo a fronte di titolari induscussi - questi sono i profili più difficili da pescare, perchè a costi contenuti devi trovare un giocatore dignitoso in campo e buono per la panchina e che non abbia problemi a restarci - il bilancio è senza [...]a e senza lode; gli acquisti recenti che invece dovevano contendere senza dubbio la titolarità e alzare il livello del gruppo (per prezzo e aspettative: Vavro, Muriqi, Fares) non hanno funzionato.
Si può dire che, dopo Leiva, Tare è stato il nulla?
Se guardiamo a tutto il resto, oltre il calciomercato, decisamente no. Anzi. Sono stati rinnovati contratti in serie, ad esempio. La Lazio è riuscita pure a giocare una buona Champions, e ha vinto altre due coppe. Ora - per la prima volta da due decenni - abbiamo sulla nostra panchina un allentore di notevole prestigio. Insomma, come si fa a parlare di disastro?
La Lazio è tendenzialmente stabile, per il suo valore complessivo e le proprie potenzialità. Non è scontato e basta guardare la storia recente della Serie A (Milan prima di Maldini, Inter prima e durante gli Zhang, Asr dopo Sabatini; Fiorentina tra Commisso e gli ultimi Della Valle; Genoa dell'ultimo Preziosi; la Samp dopo Garrone; il povero Torino di Cairo etc, etc).
Per crescere e avere maggiori margine sul mercato - senza stadio e senza un cambio di rotta radicale in termini di ricavi commerciali - o non si sbaglia un acquisto (difficile); oppure si accelera con il player trading. Ma su questo punto, credo che Lotito sia sordo, perchè non l'ha mai fatto con convinzione. Lotito non ama rischiare. Lazio e Atalanta - che delle plusvalenze fa il suo modello - sono simili, ma anche diverse (vedi il settore giovanile: costa). Lanciandoti sul calciomercato con maggiore disinvoltura, puoi diventare come il Napoli o fare la fine del Genoa e della Fiorentina, per come siamo strutturati noi.
Concludo.
Dal mio punto di vista, invocare la cacciata di Tare - almeno oggi, domani chissà: magari arriviamo decimi e Sarri si dimette - non ha molto senso, al netto degli errori noti a tutti. Il bilancio è ancora accettabile, se comparato con i nostri mezzi e i nostri obiettivi, che sono giocare in Europa e lottare realisticamente per la Champions.
Se poi Tare non piace perchè ritenuto arrogante (?), o per altre ragioni calcistiche o meno, ovviamente ci sta. Pure il desiderio di provare qualcosa di diverso, nel bene e nel male.
A me - più che a Igli Tare sono interessato alla professione che svolge, nonostante sia sempre più affascinato dall'area geografica da cui il nostro d.s. proviene - a me sinceramente dispiace che Tare ormai sia additato a male della Lazio, come Lotito a suo tempo, da una buona fetta della tifoseria. O che venga ridicolizzato (er mejo d.s. del mondo! pagato per non fare nulla!) o considerato come uno sprovveduto miracolato (studia i calciatori su youtube; non ha gli osservatori - costano!; prende le stecche, etc). Credo che Tare non lo meriti, per quello che ha dato alla Lazio, e la Lazio ha dato a lui.