Citazione di: Ulissechina il 25 Nov 2015, 10:34
Perché il tifoso della Lazio deve essere sempre così remissivo
e guardarsi la punta delle scarpe invece che guardare in alto? 
Mi collego qui perchè in qualche modo riassume la mia incaxxatura.
Ieri leggevo l'articolo sui guadagni derivanti dalla Champions.
Al netto dell'evidente ottusità nel negare che il solo fatto di giocarle ste benedette sei partite ti fa fare un salto in avanti dal punto di viste economico, questa ottusità diventa quasi diabolica quando leggo che comunque il solo fatto di essere arrivati terzi ci ha portato in cassa 10milioni, tondi tondi.
A questo poi ci metti l'incasso del botteghino per Lazio-Leverkusen.
Ci potevi anche aggiungere l'introito di una eventuale sponsorizzazione visto che il ritrovato appeal lo potevi sfruttare per fare cassa. Fossero stati anche solo 2 milioni era 2 milioni in più rispetto ad oggi, rispetto a ZERO.
Quindi la SS Lazio a fronte di una
entrata extra di 10 milioni abbondanti ha fatto il mercato che abbiamo tutti sotto gli occhi ed oggi in cassa non ha una benemerita ceppa da investire per puntellare la squadra a gennaio tanto che spera di poter spendere massimo 4 milioni per arrivare a Douglas che altro non è che un Hoedt che parla portoghese.
Pavelo, in assoluta buona fede, mi dice come avrei reagito se Tare si fosse presentato con Cigarini.
Se fosse arrivato al posto di Biglia avrei imparato a memoria i peggiori insulti in albanese per andarli a riferire direttamente a "Pinotto" Tare.
Se invece fosse arrivato e basta sarei stato soddisfatto non del livello di Cigarini ma di vedere che il DS analizzando la squadra ha previsto di prendere una ALTERNATIVA al titolare per evitare di spremerlo contando di dover giocare per più tempo possibile ogni tre giorni.
Il problema è che questa prospettiva l'avevamo e l'abbiamo noi.
Questa società, questa proprietà, questa gestione HA FATTO IL SUO TEMPO e potrebbe dare un senso alla sua permanenza solo di fronte ad un tracollo tecnico che ci possa portare a lottare per restare in Serie A perchè quello è il target del fantastico duo... e in questa Serie A ti ci devi mettere d'impegno per precipitare a quel livello (e la Coppa Davis di ieri sera lo dimostra).
Gli attuali equilibri italiani non sono più legati solo al blasone consolidato ma anche alla distribuzione dei diritti tv legata a tanti fattori tra cui anche la piazza cui ti rivolgi.
La Lazio è Roma e fino ad 12 anni fa all'estero era considerato un top team italiano.
Alla luce di questo la sua posizione di PARTENZA è nel gruppo delle prime 6 in Italia (le 3 strisciate, Napoli, rioma e noi).
Fino a pochi anni fa tutto questo non c'era ed il tuo punto di partenza dipendeva solo dal portafoglio di chi comandava.
Negli anni 80, ma anche 90, potevamo andare allo stadio anche in 90mila ma il tuo campionato veniva deciso solo dalle risorse del proprietario di turno perchè le società non avevano risorse proprie.
Oggi la SS Lazio vive e pianifica SOLO con le SUE RISORSE in quanto SS Lazio 1900, nata a Roma il 9 gennaio 1900, perchè il proprietario non interviene per aumentarle nemmeno con un accordo di sponsorizzazione... e non ho nemmeno lontanamente nominato un aumento di capitale che nelle Ditte Individuali non è previsto.
Oggi la SS Lazio si sveglia la mattina sapendo che domani si sveglierà nuovamente e la sua giornata sarà uguale alla precedente... per lei, non per il puparo che conquistata una poltrona già mira a quella successiva, ma SOLO per le sue chiappe.
Questa è la routine di tutti i giorni della stragrande maggioranza di noi comuni mortali ma se la trasferisci ad una ente sportivo che, per natura, DEVE COMPETERE questa routine TI UCCIDE perchè uccide la passione di chi ti circonda.
Noi negli anno 80 non perdevamo un grammo di passione nonostante le pizze in faccia del destino perchè non perdevamo la speranza di svoltare prima o poi e di passare alla cassa.
Perchè eravamo la SS Lazio 1900!!!
Ricordo gli insulti giornalieri a Calleri che aveva la colpa di non avere le risorse per poter andare oltre e lo diceva chiaramente.
Col senno di poi dovremmo fare un busto in bronzo a Calleri non solo per la squadra del -9 ma perchè quando gli si è presentato davanti qualcuno che poteva dare una svolta alla nostra storia no gli ha sbattuto la porta in faccia per paura di perdere il giocattolo ma si è fatto da parte riconoscendo i suoi limiti.
Oggi si parla di dinastia... di "Padre in figlio" ma non c'entrano niente Wilson & c.
E intanto oggi è uguale a ieri e domani lo sarà altrettanto, gli smadonnamenti post terzo posto sono gli stessi del posto 26 maggio... e così via... fino alla presidenza federale... fino alla laurea del delfino.
Dopo oltre dieci anni me sarei un po' rotto li
co.jo.ni de guardamme le scarpe che se consumano e cercarmi di convincermi che non sono vecchie, sono vintage.