Cragnotti vedeva il mondo del calcio con 10 anni di anticipo. Non ha fatto fallire la
Lazio e non l'avrebbe fatta fallire. L'ha fatta diventare la prima squadra del mondo, contro tutti i luoghi comuni. Nell'ultimo bilancio della sua gestione ha scritto quello che avrebbe fatto di fronte alla crisi.
Lotito, poi, la Lazio non l'ha presa da Cragnotti. C'é stata una gestione intermedia che nella narrazione scompare non si sa bene perché . Gestione che ha dilapidato un patrimonio, compreso un aumento di capitale da 100 mln di euro sottoscritto da noi tifosi. Peraltro, una parte consistente della salvezza della Lazio é avvenuta vendendo i giocatori che Cragnotti aveva lasciato in ereditá alla Lazio.
Dare il merito solo a chi si é venduto l'argenteria è un po' ingeneroso.
Detto questo la gestione di Lotito lascia a desiderare non per i risultati che sono lì e nessuno disconosce, ma perchè lascia la sensazione che non voglia andare oltre un certo limite che ogni tanto appare alla portata.
Negli anni delle sette sorelle c'erano sette squadre fortissime che partivano tutte per vincere lo scudetto. Poi una arrivava prima ed una settima.
Diverso è arrivare sesti perchè si accetta che non si possa fare di più, non si sa bene perchè.
Con trenta o quaranta milioni di investimento, la Lazio di oggi potrebbe diventare davvero forte. Non si rischia nulla, perchè se va male quello che si fa oggi (vendere i migliori) si potrà fare domani.
Invece, con rassegnazione stiamo accettando che questo non avverrà e che va bene così.
Questo per me è incomprensibile.