Citazione di: FantaTare il 16 Gen 2021, 11:07

Il primo obiettivo - per un direttore sportivo e un presidente, qualora decida d'intervenire in prima persona - è quello di mettere l'allenatore (giusto) nelle migliori condizioni possibili per costruire un gruppo unito, con la giusta mentalità, compatto: "resiliente" di fronte alle avversità (come va di moda dire) e dunque vincente.
Poi, i giocatori vanno e vengono.
A volte le persone (in un determinato contesto) lavorano al meglio e sviluppano a pieno le loro potenzialità; a volte (in un determimato contesto) no; altre volte, può capitare di prendere delle toppe clamorose, a patto però che il tempo concesso ai nuovi acquisti sia stato congruo ai loro bisogni (cifra spesa, risultati di squadra e pressioni ambientali possono non aiutare, in questo senso).
Ma bisogna sempre vedere il risultato complessivo (nel medio-lungo periodo: il tempo degli investimenti) per valutare la bontà del lavoro di un direttore sportivo. L'importante è che si siano gettate solide fondamenta, per dare sempre continuità tecnica ed economica, e intraprendere processi di graduale cambiamento senza perdere la bussola e le proprie certezze.
Tutti i cicli cominciano e finiscono. L'importante è che l'onda (sulla base delle proprie possibilità) cresca; o se il limite è stato raggiunto, si mantenga comunque alta.
Lotito e Tare (e gli allenatori con cui lavorano: con Inzaghi è simbiosi) sanno costruire grandi gruppi.
È giunto il momento di vincere in Europa.
Perchè quello che (realisticamente) potevamo vincere in Italia, lo abbiamo vinto. E rivinto.
Lottare per la Champions (e soprattutto giocandola, quando ci riusciamo) è il mezzo per competere ai massimi livelli in Europa League o Conference League
Questo è il passo che dobbiamo fare, sulla base delle nostre possibilità.
Avanti con fiducia.