E' morto " el pibe de oro "

Aperto da COLDILANA61, 30 Ott 2020, 00:11

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Ora insegna agli angeli a metterla sotto il sette con la barriera a 3mt

seagull

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Dico solo questo e basta. Maradona è Argentina, un popolo che ha sofferto per e che è orgoglioso della sua Patria. È normale che il popolo argentino sia addolorato per aver perso un eroe nazionale.

DaMilano

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Me lo ricordo al Flaminio, era il 30 dicembre 1989...gli cantavamo "rotolo de coppa"...avrebbe vinto comunque quel campionato...
Personalmente non mi è stato mai simpatico, però calcisticamente è stato qualcosa di irripetibile...

esgeggio

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Citazione di: DaMilano il 25 Nov 2020, 22:43
Me lo ricordo al Flaminio, era il 30 dicembre 1989...gli cantavamo "rotolo de coppa"...avrebbe vinto comunque quel campionato...
Personalmente non mi è stato mai simpatico, però calcisticamente è stato qualcosa di irripetibile...
Icardi non gli fece strusciare un pallone.

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calimero

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"Andammo a giocare contro l'Argentinos Juniors e tutti mi parlavano di questo piccoletto, dicevano che era un fenomeno. Era alto poco più di un metro e mezzo con una gran testa di riccioli neri e tutti ad adularlo perché aveva già fatto un sacco di gol. Mi avvicinai a lui prima della partita "Oh Gordito (cicciottello) guarda che oggi tu a me non segni neanche se torna Gesù Cristo in terra per la seconda volta" ... per ottanta minuti mi ascolta docile docile. Poi quel diavolo mi fa quattro gol negli ultimi dieci ... che tu sia maledetto Diego Armando Maradona !!!"

Parole e musica di un'altra leggenda, Hugo Orlando Gatti



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FatDanny

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Sono proprio le sue fragilità ad aver reso Maradona un mito assoluto.
Assoluto perché per essere mitico non ha mai rinunciato a mostrare il suo volto umano, fragile in quanto tale.
Altri grandi campioni, vedi Jordan o un CR7 oggi, sono figure di plastica. Talmente ossessionati dall'immagine da non apparire reali. Merci utili alla vendita. Poi vai a vedere dietro l'immagine satinata e vedi che anche loro hanno bei mostri, forse anche peggiori di quelli di Diego.
Ma per una questione di marketing quei mostri devono restare nell'armadio.
Diego no. Diego non aveva bisogno di apparire come una divinità perfetta, si mostrava come essere umano, come simile a noi e nonostante questo restava Mito. La sua grandezza credo derivi da qui.
Da qui riusciva a guardare agli scugnizzi di tutto il mondo non come un'entità astratta, ma come uno che ne condivideva le origini, i modi, l'allegria strafottente nonostante tutto e nonostante tutti.

Maradona non è un Mito nonostante la sua vita personale, ma lo è a partire proprio dalla non scindibilità del calciatore e dell'uomo.
E mi fa schifo leggere tanti ma e però su giornali sempre pronti ad osannare il morto potente di turno, dimenticando malefatte che in confronto Maradona era in odore di santità.

Ma Diego ci avrebbe riso su. Avrebbe riscattato anche questo affronto con una finta irriverente e un tocco sotto.
Che la terra ti sia lieve, è morto l'uomo ma resta il mito. Per sempre.

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LuloFr

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è impossibile spiegare Maradona.
ho provato stamattina con mia moglie e mio figlio, non sono riuscito a far loro capire la magia che portava in campo.
ed è proprio di questo che bisogna parlare, del campo. dove è stato il più grande di tutti.
non sono suo amico, tantomeno suo parente, quello che ha fatto fuori dal campo non mi riguarda.
e in campo, era il più grande di tutti!

italicbold

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Citazione di: FatDanny il 26 Nov 2020, 09:17
Sono proprio le sue fragilità ad aver reso Maradona un mito assoluto.
Assoluto perché per essere mitico non ha mai rinunciato a mostrare il suo volto umano, fragile in quanto tale.
Altri grandi campioni, vedi Jordan o un CR7 oggi, sono figure di plastica. Talmente ossessionati dall'immagine da non apparire reali. Merci utili alla vendita. Poi vai a vedere dietro l'immagine satinata e vedi che anche loro hanno bei mostri, forse anche peggiori di quelli di Diego.
Ma per una questione di marketing quei mostri devono restare nell'armadio.
Diego no. Diego non aveva bisogno di apparire come una divinità perfetta, si mostrava come essere umano, come simile a noi e nonostante questo restava Mito. La sua grandezza credo derivi da qui.
Da qui riusciva a guardare agli scugnizzi di tutto il mondo non come un'entità astratta, ma come uno che ne condivideva le origini, i modi, l'allegria strafottente nonostante tutto e nonostante tutti.

Maradona non è un Mito nonostante la sua vita personale, ma lo è a partire proprio dalla non scindibilità del calciatore e dell'uomo.
E mi fa schifo leggere tanti ma e però su giornali sempre pronti ad osannare il morto potente di turno, dimenticando malefatte che in confronto Maradona era in odore di santità.

Ma Diego ci avrebbe riso su. Avrebbe riscattato anche questo affronto con una finta irriverente e un tocco sotto.
Che la terra ti sia lieve, è morto l'uomo ma resta il mito. Per sempre.

Mi é venuto in mente quel detto brasiliano
Ancora oggi, se chiedi a un vecchio brasiliano chi è Pelè, il vecchio si toglie il cappello, in segno di ammirazione e di gratitudine. Ma se gli parli di Garrincha, il vecchio chiede scusa, abbassa gli occhi e piange
Giudicare Maradona solo con il metro del pallone, anche se é già tanto, é ancora poco, é insufficiente.
Qualcuno ha scritto che Maradona gioca nella corte dei Mohammed Ali. Non basta il limite del ring per spiegarlo cosi come non bastano le linee di gesso di un terreno di gioco per spiegare Diego Armando Maradona.

vaz

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secondo me, invece, con Alì c'entra poco.
mai stato un sostenitore dell'epica maradoniana.
indubbiamente un personaggio fondamentale del Calcio e dello sport.

StylishKid

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Non mi passa.
Vedo la mia giovinezza, il pallone sempre in mezzo ai piedi a giocare fino a che non diventava buio, le orecchie incollate alla radiolina.

Maradona mi ricorda tutto questo.  :S

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arturo

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Citazione di: FatDanny il 26 Nov 2020, 09:17
Sono proprio le sue fragilità ad aver reso Maradona un mito assoluto.
Assoluto perché per essere mitico non ha mai rinunciato a mostrare il suo volto umano, fragile in quanto tale.
Altri grandi campioni, vedi Jordan o un CR7 oggi, sono figure di plastica. Talmente ossessionati dall'immagine da non apparire reali. Merci utili alla vendita. Poi vai a vedere dietro l'immagine satinata e vedi che anche loro hanno bei mostri, forse anche peggiori di quelli di Diego.
Ma per una questione di marketing quei mostri devono restare nell'armadio.
Diego no. Diego non aveva bisogno di apparire come una divinità perfetta, si mostrava come essere umano, come simile a noi e nonostante questo restava Mito. La sua grandezza credo derivi da qui.
Da qui riusciva a guardare agli scugnizzi di tutto il mondo non come un'entità astratta, ma come uno che ne condivideva le origini, i modi, l'allegria strafottente nonostante tutto e nonostante tutti.

Maradona non è un Mito nonostante la sua vita personale, ma lo è a partire proprio dalla non scindibilità del calciatore e dell'uomo.
E mi fa schifo leggere tanti ma e però su giornali sempre pronti ad osannare il morto potente di turno, dimenticando malefatte che in confronto Maradona era in odore di santità.

Ma Diego ci avrebbe riso su. Avrebbe riscattato anche questo affronto con una finta irriverente e un tocco sotto.
Che la terra ti sia lieve, è morto l'uomo ma resta il mito. Per sempre.
Bravo Fat.
Hai centrato il punto.
Maradona è stato il più grande calciatore perché è stato anche un grande uomo, vero, che non ha mai nascosto le sue  umili origini, che non ha avuto paura di accusare i Signori del calcio mondiale.
Mi mancherai Diego...

FatDanny

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sono d'accordo con IB, il paragone è azzeccato.
La dimensione di Maradona, come quella di Alì, ha un'innegabile eco politica che ne spiega la grandezza.
Attenzione, per politica non intendo la sua amicizia con Chavez e Fidel, né le sue prese di posizione contro l'imperialismo americano. Questi sono aspetti pressoché irrilevanti.

L'eco politica a cui mi riferisco è quella del riscatto nel significato che gli avrebbe attribuito Walter Benjamin. Simbolo del riscatto dei dannati della terra.
Solo con gli occhi dei Sud del mondo (rigorosamente al plurale) si capisce Maradona.
E senza di essi non lo si comprende, o lo si comprende parzialmente.

Il riscatto degli argentini quattro anni dopo le Falkland, proprio in virtù di una frode e di un capolavoro assoluto. La combinazione perfetta, che non sarebbe potuta essere migliore nemmeno a scriverne una sceneggiatura.
Il riscatto dei napoletani, trattati come migranti appestati, terremotati, colerosi, che passa dai piedi di un calciatore che sovverte tutti gli equilibri della massima serie dello sport nazionale.
Il riscatto degli scugnizzi di periferia, nelle scelte della star di vivere la città a tutto tondo anche violando le disposizioni societarie.
Il riscatto di chi conosce bene le cadute rovinose ma si rialza da sgambetti di ogni tipo in campo come fuori, senza autocommiserazione, dimostrando nella giocata successiva chi è il migliore. Senza mollare mai.

Quando il riscatto si unisce all'arte, alla magia, alla poesia vibrano corde umane che non si spiegano solo con la tecnica.
Per questo Messi o CR7 anche facessero 350 gol più di maradona, anche driblassero 11 avversari solo toccandola con la spalla, anche segnassero dall'angolo della loro metà campo non arriverebbero mai a Maradona.
Perché loro quelle corde non sanno farle suonare. Sono campioni, fuoriclasse, ma non sono Maradona.

Tarallo

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Secondo me bisogna fare attenzione.
Nel caso di Maradona l'uomo e il calciatore si sovrappongono per diverse ragioni, ma rimangono anche aree di separazione.
Perche' Maradona e' il piu' grande? Per me perche il suo rapporto viscerale col pallone veniva proprio dal centro della Terra, si vedeva negli occhi, nei gesti, la sua passione trascendeva anche la tecnica. Vedi giocare dei fenomeni come Ronaldo e Lewandoski, loro mettono in atto la teoria del calcio, rendono reali gesti che partono come immagini, come possibilita'. Maradona sta a un altro livello, l'esempio di Garrincha lo spiega. Per lui il calcio era sangue, sudore, popolo, passione, gente, rivincita, ed e' per questo che solo per lui la gente provera' quello che sta provando. La sua passione per il popolo, le sue scelte controcorrente, il suo essere viscerale a prescindere lo rendono una figura romanzesca, fuori dalle righe, della quale se si ha un cuore ci si innamora.

Ma non so se ce la faccio a dire che Maradona e' stato un grande uomo. I dettagli non li so, e non so se ci sia qualcuno che li conosce davvero, ma io faccio anche del non lasciare dietro di me scie di dolore evitabile uno dei capisaldi della mia etica. Si parla di gente che ha sofferto molto, in particolare donne e figli. Spesso gente come Maradona da' la vita per gli amici, per la loro passione ma trascura l'impatto delle sue azioni sulle persone a se' piu' vicine.

La domanda quindi diventa se nell'analisi (giudizio e' parola troppo forte) di un personaggio che sposta la storia, che muove i popoli, che riaccende passioni spente, questi aspetti piu' privati e personali debbano pesare, e se quanto.

Per me pesano.

Rimane il fatto che quando si vede Diego ci si emoziona, proprio perche' non ha fatto nulla che non fosse viscerale. Sfido chiunque dei fenomeni attuali a scatenare lo stesso livello di passione.

FatDanny

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Tarallo queste cose potremmo dirle anche su Marx, Che Guevara e tanti altri (vorrei fare esempi non politici ma ora non me ne vengono, semmai ci torno).

Vogliamo parlare dei figli morti di Marx perché lui doveva studiare invece che trovarsi un lavoro in grado di mantenere la sua numerosa famiglia?
E' vero che all'epoca i figli morti erano un qualcosa di normalissimo, praticamente in tutte le famiglie, soprattutto del popolo, si contavano. Ma resta il fatto che il concetto da te espresso sulle persone a lui più vicine potrebbe essere utilizzato in egual modo.
Idem il Che. Quanto ha considerato i suoi figli o le sue compagne (e anche su questo...) nelle sue scelte di vita?

Chiaramente Maradona era uno sportivo, non un politico, né uno dei massimi teorici dell'età contemporanea, ma c'è una questione da considerare: dimensione pubblica e privata confliggono perché insistono su un tempo che è rigidamente limitato nella sua materialità.
Non ho esperienza di persone che abbiano inciso nella storia umana e al contempo siano state in grado di dedicare la giusta attenzione alla loro sfera privata. E' un fatto materiale e anche psicologico, io credo. La tua attenzione va altrove, per quanto egoistico possa sembrare.

Il che non è una wild card, non significa che fosse giusto. Fa parte anche questo dei limiti umani di cui stiamo parlando.

JoeStrummer

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Citazione di: FatDanny il 26 Nov 2020, 10:21
sono d'accordo con IB, il paragone è azzeccato.
La dimensione di Maradona, come quella di Alì, ha un'innegabile eco politica che ne spiega la grandezza.
Attenzione, per politica non intendo la sua amicizia con Chavez e Fidel, né le sue prese di posizione contro l'imperialismo americano. Questi sono aspetti pressoché irrilevanti.

L'eco politica a cui mi riferisco è quella del riscatto nel significato che gli avrebbe attribuito Walter Benjamin. Simbolo del riscatto dei dannati della terra.
Solo con gli occhi dei Sud del mondo (rigorosamente al plurale) si capisce Maradona.
E senza di essi non lo si comprende, o lo si comprende parzialmente.

Il riscatto degli argentini quattro anni dopo le Falkland, proprio in virtù di una frode e di un capolavoro assoluto. La combinazione perfetta, che non sarebbe potuta essere migliore nemmeno a scriverne una sceneggiatura.
Il riscatto dei napoletani, trattati come migranti appestati, terremotati, colerosi, che passa dai piedi di un calciatore che sovverte tutti gli equilibri della massima serie dello sport nazionale.
Il riscatto degli scugnizzi di periferia, nelle scelte della star di vivere la città a tutto tondo anche violando le disposizioni societarie.
Il riscatto di chi conosce bene le cadute rovinose ma si rialza da sgambetti di ogni tipo in campo come fuori, senza autocommiserazione, dimostrando nella giocata successiva chi è il migliore. Senza mollare mai.

Quando il riscatto si unisce all'arte, alla magia, alla poesia vibrano corde umane che non si spiegano solo con la tecnica.
Per questo Messi o CR7 anche facessero 350 gol più di maradona, anche driblassero 11 avversari solo toccandola con la spalla, anche segnassero dall'angolo della loro metà campo non arriverebbero mai a Maradona.
Perché loro quelle corde non sanno farle suonare. Sono campioni, fuoriclasse, ma non sono Maradona.

Madonna mia che bel post. Complimenti.

Tarallo

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Citazione di: FatDanny il 26 Nov 2020, 10:31
Tarallo queste cose potremmo dirle anche su Marx, Che Guevara e tanti altri (vorrei fare esempi non politici ma ora non me ne vengono, semmai ci torno).

Vogliamo parlare dei figli morti di Marx perché lui doveva studiare invece che trovarsi un lavoro in grado di mantenere la sua numerosa famiglia?
E' vero che all'epoca i figli morti erano un qualcosa di normalissimo, praticamente in tutte le famiglie, soprattutto del popolo, si contavano. Ma resta il fatto che il concetto da te espresso sulle persone a lui più vicine potrebbe essere utilizzato in egual modo.
Idem il Che. Quanto ha considerato i suoi figli o le sue compagne (e anche su questo...) nelle sue scelte di vita?

Chiaramente Maradona era uno sportivo, non un politico, né uno dei massimi teorici dell'età contemporanea, ma c'è una questione da considerare: dimensione pubblica e privata confliggono perché insistono su un tempo che è rigidamente limitato nella sua materialità.
Non ho esperienza di persone che abbiano inciso nella storia umana e al contempo siano state in grado di dedicare la giusta attenzione alla loro sfera privata. E' un fatto materiale e anche psicologico, io credo. La tua attenzione va altrove, per quanto egoistico possa sembrare.

Il che non è una wild card, non significa che fosse giusto. Fa parte anche questo dei limiti umani di cui stiamo parlando.

Concordo su tutto.
In questo senso Maradona e' stato un grandissimo essere umano.
C'e' una sottile linea che pero' non va ignorata, tra l'esaltazione della vita di un uomo incredibile, e l'esaltazione di un grandissimo uomo. Io non rinnego nulla ne' di Maradona ne' tanto meno di Marx, ma se si parla dell'uomo a 360 gradi una esaltazione pura e semplice per me manca un pochino il bersaglio. Se invece si parla del suo impatto sulla societa', con tutte le conseguenze che fanno le analisi dei sociologi, e purtroppo pure dei giornalisti sportivi, allora, come ho gia' detto, Maradona e' il piu' grande e pure di parecchio.

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JollyRoger239

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Gli sia lieve la terra ... ha donato tanta bellezza, gioia e allegria ... conta solo questo ... ciao Diego e grazie di tutto ... ho tanto freddo al cuore ma anche la consapevolezza assoluta di aver assistito in prima persona dagli spalti all'incarnazione del Dio del Calcio ... e gia' solo per questo valeva la pena di essersi avvicinati a questo sport ... non e' da tutti poter dire "HO VISTO MARADONA!". Il calcio moderno si tenga pure i suoi miti di cartapesta che non escono mai dalla comfort zone ... io per fortuna ho visto un mito VERO che col petto in fuori ha spavaldamente sfidato mezzo mondo riuscendo a portare vittorie laddove non arrivavano mai ... il fuoriclasse degli ultimi!


RG-Lazio

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Cosa significa grande uomo?

In realtá spesso le biografie dei tanti "grandi" uomini nascondono una vita intima tormentata nonché un uso arbitrario e forse capriccioso del proprio potere-carisma.

Non si tratta di difendere Maradona, di sminuire la sua parte oscura o di separarla. Non si separa niente.
L´uomo campione é quello, estremamente conscio del suo potere - anzi meglio usare usare l´espressione spinoziana di "potenza" - fino al punto di credersi un dio a tutto tondo capace di dirigere popoli e di gestire la propria storia intima con la gomma da cancellare. Come ogni Icaro, le ali si sciolgono e si torna al fango, del quale uno come Diego é sempre rimasto sporco, conscio e con orgoglio...in questo é stato sempre popolare.

Alla fine Diego si é preso la responsabilitá di quei fantasmi che non riusciva a dribblare, lo ha fatto con coraggio, mettendoci la faccia (come sempre) e in questo lo trovo non dico esemplare (morte agli esempi di vita), ma da raccontare.

In fin dei conti, sono importanti i modi in cui raccontiamo la storia di Diego Armando Maradona. Il partire dai suoi errori (ignorando l´origine del tipo e la sua via) é un modo per disinnescare Maradona come racconto, che é quello per il quale in fondo lo si celebra. 

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