Ricapitolando:
TdB è il rappresentante di una cordata di 5 (6? 7?) investitori italo-ammericani che hanno deciso di diversificare i loro investimenti acquistando dei pacchetti azionari dell'AS Roma, società di calcio di medio livello internazionale quotata alla borsa valori italiana.
L'AS Roma ha una situazione finanziaria spaventosa, un patrimonio netto negativo ed un cash flow prospettico da brividi.
Opera in un mercato dominato da un oligopolio (Milan-Inter-Juve) con barriere all'entrata imponenti.
La possibilità di diversificare il core business è ad oggi meramente fideistica in mancanza di una legge sugli stadi che permetta di patrimonializzare l'attivo. Il merchandising è trascurabile sia per lo scarso appeal sportivo internazionale, sia per la diffusa contraffazione a livello nazionale e locale.
Infine, c'è un non trascurabile rischio ambientale legato alla presenza di frangie di tifosi di estrema destra dedite a ripetuti atti di violenza e discriminazione razziale.
Trascurando per un istante la parte finanziaria dell'investimento ed analizzando solamente quella economico-prospettica, quello che ho descritto è lo scenario di mercato che si trova di fronte un investitore straniero, scevro da qualsiasi sinergia economica e da fede calcistica, che si interessa all'acquisto della AS Rioma.
In un contesto del genere, cosa spinge un americano ad investire nel calcio in Italia? cosa mi sfugge?
Secondo voi, quante possibilità ci sono che un investitore americano si avventuri in un ginepraio del genere?