Tanto rumore per cosa?
Insomma, la notizia è che hanno trovato la sede per l'impianto, una scoperta sensazionale, una roba di cui ne erano al corrente cani e porci già da mesi.
Quindi c'è la firma di un accordo tra un costruttore e una società di calcio, benedetto via satellite dal sindaco.
Nel settembre 2009, invece, era accaduta la stessa identica cosa, con l'accordo tra un altro costruttore e la stessa società di calcio, alla presenza del sindaco (lo stesso di quello che ha partecipato in teleconferenza via satellie) nonché dell'allora presidente della Regione Lazio (che 10 giorni dopo si sarebbe dimesso per uno scandalo "rosa", mentre l'attuale presidente è già dimissionato).
Quindi, si tratta di potenti mortaretti lasciati scoppiare per il veglione di fine anno, nell'ambito di una operazione mediatica ad uso e consumo della società AS e del sindaco uscente, desideroso con questo coup de theatre di risalire la china in vista delle prossime elezioni (gli facciamo tanti auguri). In realtà, di cose concrete non c'è niente, ma proprio niente, quindi colpisce l'allarme che sembra abbia turbato la notte di molti, troppi laziali.
Il sindaco parla di imminenti consultazioni con i cittadini per un iter trasparente senza l'aumento dele cubature già previste. La cosa non quadra con le previsioni di piano per cui ai fini del progetto servirebbero delle varianti.
Si parla di investimenti pubblici per le infrastrutture e i servizi della zona finanziati interamente con gli oneri di urbanizzazione pagati dai costruttori. Una pratica già sperimentata in altri ambiti e che sicuramente darà risorse insufficienti quindi per interventi insufficienti a servizio di un impianto comunque notevole (55-60 mila persone).
Tutto questo comunque può funzionare per la contesa elettorale. In certa misura, in certa maniera.
Ma vediamo alcuni passaggi dell'intervista a Fenucci che sono ancora più significativi della qualità dell'operazione.
L'amministratore delegato ci assicura che non si presteranno a speculazioni edilizie colossali, anche se non trova scandalosa la concessione di compensazioni edilizie. Quindi per un pochetto di palazzine potrebbe andare.
Colpisce la chiarezza delle idee sui benefici economici che si attendono nel tempo, quando fa presente che "conti precisi non ne abbiamo fatti. Li faremo adesso, entrando nella fase operativa". Però cita esperienze moderne che danno un aumento dei ricavi nell'ordine che va dal 30 % al 100. Più avanti fa presente che "non abbiamo ancora definito il piano finanziario".
Da notare però una differenza con il "progetto-Lazio", visto che acquisteranno solo una parte dell'area, quella che gli servirà per fare lo stadio.
Il finale è un crescendo rossiniano di certezze perché alla domanda del cronista sulla vicinanza del Tevere risponde che questi problemi "non li abbiamo ancora valutati perché non c'è ancora un progetto, abbiamo solo individuato l'area". Quindi siamo allo stesso punto del nostro azionista di maggioranza che ha già da tempo individuato l'area (primi di luglio del 2004).
Da parte nostra, invece, Aquilalidense ed altri, propugnatori di "Flaminio 'r' us", noi abbiamo non solo l'area, ma anche l'impianto.