dal fatto quotidiano:
"La rivalutazione delle quote di Bankitalia non basta a Unicredit che, nonostante gli 1,4 miliardi di profitto realizzato con l'operazione, ha chiuso il 2013 con perdite record per 14 miliardi di euro dopo aver effettuato nuovi accantonamenti su prestiti a rischio per 13,7 miliardi di euro (+46,8% anno su anno). Il 2012 si era invece chiuso in utile per 865 milioni di euro. La perdita nel quarto trimestre è di 15 miliardi con accantonamenti su crediti per 9,3 miliardi. A fronte dell'andamento del gruppo, il piano strategico della banca prevede un nuovo massiccio taglio di dipendenti: dal gruppo bancario usciranno 8.500 persone entro il 2018. Di questi 5.700 saranno in Italia.
Per quanto riguarda il beneficio contabile registrato con la rivalutazione del 22% di Bankitalia, in seguito al via libera della Consob, Unicredit l'ha messo in bilancio nonostante le perplessità della vigilanza Ue, l'Esma. Ma se al termine degli approfondimenti in corso da parte della autorità emergerà che la valutazione andrà fatta a patrimonio netto (e non in conto economico), la perdita netta di gruppo sarà più elevata di 1,2 miliardi nel trimestre e nell'intero anno.
Sui conti hanno inciso anche i rimborsi dei prestiti ricevuti dalla Bce con le aste a tasso agevolato del 2011-2012. In particolare Unicredit all'inizio di novembre ha rimborsato un miliardo di fondi Ltro e altri due miliardi in dicembre, per un totale di circa 5 miliardi restituiti in un anno. L'importo ancora dovuto alla Banca Centrale di Mario Draghi è ora sceso a circa 21 miliardi. "