Preciso un po' meglio quel che avevo già scritto in un precedente post. Vorrei il parere degli esperti di finanza del forum.
Mi sono fatto altri due calcoli sulla base delle poche cifre che si leggono stamattina. In un paese normale, l'organo di controllo della borsa avrebbe già chiesto e ottenuto le vere cifre della trattativa, ma tant'è...
Sulla base dei dati oggettivi dell'attuale assetto proprietario, dei valori di mercato, e delle poche informazioni su cui tutta la stampa sembra concordare, abbiamo questa situazione di partenza
Dibenedetto (di seguito USA) è disposto ad investire nell'operazione 120 milioni. Unicredit ne vorrebbe 140. Nel seguito assumerò come valore dell'offerta 130 milioni.
Attualmente Unicredit ha il 67% delle azioni mentre il restante 33% è sul mercato.
L'operazione avverrà mediante la costituzione di una società con USA al 60% e unicredit al 40%. Per far questo USA acquisterà il 60% del 67% attualmente in mano ad Unicredit
La nuova società lancerà l'opa sulle azioni in mano al mercato
Le azioni sul mercato sono quotate 1,22-1,23 e il costo minimo dell'opa è quindi attualmente pari a circa 54 milioni di euro.
Ricapitolando, con i 130 milioni offerti USA acquisterà prima il 60% delle quote ora in mano ad Unicredit e parteciperà al costo della successiva opa. Quest'ultimo valore è stimabile quindi in 32.4 milioni (60% di 54 milioni). Partendo da questo dato si desume che il 60% delle azioni in mano ad unicredit passeranno a USA per circa 97,6 milioni (ad un valore di circa 1,10 € per azione).
All'Opa ovviamente parteciperà anche Unicredit la quale in virtù del 40% delle quote della newco in suo possesso spenderà circa 21,6 milioni.
Al termine dell'Opa la situazione per usa e unicredit sarebbe la seguente:
USA
costo azioni Unicredit 97,6 milioni
costo OPA 32,4 milioni
COSTO TOTALE - 130 milioni
UNICREDIT
ricavo cessione quote 97,6 milioni
costo opa 21,6 milioni
TOTALE 76 milioni
A questo punto dunque la banca avrebbe guadagnato 76 milioni di euro riducendo la sua partecipazione nel asbrioma dal 67% iniziale al 40%.
USA avrebbe il 60% dell'asbrioma spendendo 130 milioni. E qui ecco la prima anomalia dell'operazione: USA avrebbe pagato per ogni azione l'illogico prezzo di 1,64 €. Le uniche due spiegazioni a tale anomalia potrebbero essere:
gli americani sono dei fessi
il vero valore dell'offerta non è 130 milioni come fatto trapelare dai giornali ma qualcosa di molto simile a quanto offerto da Angelucci ovvero 90 -100 milioni.
Premesso che se fosse vera la seconda ipotesi, l'aggiotaggio da parte di chi ha fatto girare la cifra dei 130 milioni sarebbe evidente, continuo il mio delirio finanziario prendendo per buona l'ipotesi degli americani fessi.
A giugno sarà necessario l'aumento di capitale per ripianare le perdite, per fornire i mezzi finanziari necessari almeno per il pagamento degli stipendi del secondo e terzo trimestre 2011. Escludendo quindi investimenti sul mercato (altro che Droghba, Bale, ..

) il costo dell'aumento di capitale sarà almeno di 90 milioni. Unicredit (al 40%) dovrà quindi sganciare altri 36 milioni di euro, riducendo il profitto dell'operazione ad appena 40 milioni di euro (tralasciando i costi per l'advisor, legali etc..).
Nell'ipotesi che il mio ragionamento non sia un delirio

..., qualcuno mi spiega la logica dell'operazione dal punto di vista di Unicredit? Perchè Unicredit a fronte dei circa 400 milioni di crediti vorrebbe ritrovarsi a giugno con appena 40 milioni di realizzo e ancora il 40% dell'asbrioma in mano?
PS. Quante magliette dovranno vendere gli americani per rientrare di circa 200 milioni di euro?