Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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gregor

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DiBenedetto al lavoro per la nuova Roma
Dopo la concessione di 30 giorni di trattativa esclusiva, gli americani pianificano il futuro, dai contratti da rinnovare alla campagna acquisti. Si pensa anche al tecnico: Ranieri, Capello e Ancelotti i nomi
di MATTEO PINCI


Gli americani: "Chiuderemo presto"

Ranieri si gioca tutto

ROMA - "Quanto prima intendiamo avviare il nostro progetto di crescita che mira a valorizzare società e squadra". La promessa di DiBenedetto - che suona tanto come il primo proclama di un nuovo imperatore - è chiara come la luce del sole. Il gruppo statunitense ha già pronto il piano d'attacco a Trigoria. Rinnovamento, la parola d'ordine. Dai dirigenti che abiteranno Trigoria alla comunicazione, dagli sponsor al parco giocatori fino al settore giovanile.

Una sola certezza: tutti sono già da tempo al lavoro per non perdere tempo e garantire alla Roma un futuro solido, tra contratti da rinnovare, una campagna acquisti da pianificare e un futuro tecnico tutto da scrivere. Dopo la concessione di 30 giorni di trattativa esclusiva, (ma in un paio di settimane sia la banca che il gruppo Usa contano di chiudere l'affare) il progetto può decollare: non appena chiusa la trattativa, firme a Roma e sbarco dei nuovi "alleati", che potranno contare, almeno fino a fine stagione, su una figura di riferimento sul territorio per coordinare le operazioni, pianificare la nuova stagione, gestire l'ordinaria amministrazione, tenere i rapporti con Unicredit, socio di minoranza con una partecipazione nell'affare del 40 per cento. Il nome più caldo, resta quello dell'attuale coordinatore generale Gian Paolo Montali. Ma per pianificare al meglio la nuova stagione, il gruppo Usa provvederà a una ricapitalizzazione importante per sanare i conti del club, che chiuderà in rosso per almeno 30 milioni: 35 verranno immessi subito, prima ancora della fine della stagione. Altri 40-50 sono previsti in futuro. Soldi freschi per affrontare il fair play finanziario e accelerare anche sul mercato: non meno di 40 milioni saranno utilizzati per finanziare la Roma che verrà.

Inutile, però, parlare di nomi oggi: il primo passo sarà definire il management sportivo e quello finanziario del club. Sotto DiBenedetto, che sarà il presidente, almeno un manager italiano, un amministratore delegato, un direttore generale, un uomo mercato. Da Montali a Baldini a Sabbatini, nomi sono già stati fatti e altri ne emergeranno. Come per la guida tecnica. Inizialmente, il gruppo Usa avrebbe gradito una conferma annuale di Ranieri con indennizzo prestabilito in caso di addio. Una precauzione per dare stabilità al presente e poter decidere senza fretta il futuro tecnico, ma che la frenata dell'allenatore ha rimesso in discussione. La girandola di nomi è nota, da Ancelotti a Capello, da Villas Boas (rivelazione del Porto) alla new entry Gasperini. Tutti validi, ma ancora tutti in ballo. Presto, molto presto, sarà tutto più chiaro.


 
(16 febbraio 2011)

Flaminio

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Se non fosse per le ultimissime righe sembrerebbe il testo di un Cinegiornale LUCE. Basta leggerlo col tono di "Fascisti su Marte".
I grassetti sono miei, ovviamente.

Citazione di: gregor il 16 Feb 2011, 19:17
DiBenedetto al lavoro per la nuova Roma
Dopo la concessione di 30 giorni di trattativa esclusiva, gli americani pianificano il futuro, dai contratti da rinnovare alla campagna acquisti. Si pensa anche al tecnico: Ranieri, Capello e Ancelotti i nomi
di MATTEO PINCI


Gli americani: "Chiuderemo presto"

Ranieri si gioca tutto

ROMA - "Quanto prima intendiamo avviare il nostro progetto di crescita che mira a valorizzare società e squadra". La promessa di DiBenedetto - che suona tanto come il primo proclama di un nuovo imperatore - è chiara come la luce del sole. Il gruppo statunitense ha già pronto il piano d'attacco a Trigoria. Rinnovamento, la parola d'ordine. Dai dirigenti che abiteranno Trigoria alla comunicazione, dagli sponsor al parco giocatori fino al settore giovanile.

Una sola certezza: tutti sono già da tempo al lavoro per non perdere tempo e garantire alla Roma un futuro solido, tra contratti da rinnovare, una campagna acquisti da pianificare e un futuro tecnico tutto da scrivere. Dopo la concessione di 30 giorni di trattativa esclusiva, (ma in un paio di settimane sia la banca che il gruppo Usa contano di chiudere l'affare) il progetto può decollare: non appena chiusa la trattativa, firme a Roma e sbarco dei nuovi "alleati", che potranno contare, almeno fino a fine stagione, su una figura di riferimento sul territorio per coordinare le operazioni, pianificare la nuova stagione, gestire l'ordinaria amministrazione, tenere i rapporti con Unicredit, socio di minoranza con una partecipazione nell'affare del 40 per cento. Il nome più caldo, resta quello dell'attuale coordinatore generale Gian Paolo Montali. Ma per pianificare al meglio la nuova stagione, il gruppo Usa provvederà a una ricapitalizzazione importante per sanare i conti del club, che chiuderà in rosso per almeno 30 milioni: 35 verranno immessi subito, prima ancora della fine della stagione. Altri 40-50 sono previsti in futuro. Soldi freschi per affrontare il fair play finanziario e accelerare anche sul mercato: non meno di 40 milioni saranno utilizzati per finanziare la Roma che verrà.

Inutile, però, parlare di nomi oggi: il primo passo sarà definire il management sportivo e quello finanziario del club. Sotto DiBenedetto, che sarà il presidente, almeno un manager italiano, un amministratore delegato, un direttore generale, un uomo mercato. Da Montali a Baldini a Sabbatini, nomi sono già stati fatti e altri ne emergeranno. Come per la guida tecnica. Inizialmente, il gruppo Usa avrebbe gradito una conferma annuale di Ranieri con indennizzo prestabilito in caso di addio. Una precauzione per dare stabilità al presente e poter decidere senza fretta il futuro tecnico, ma che la frenata dell'allenatore ha rimesso in discussione. La girandola di nomi è nota, da Ancelotti a Capello, da Villas Boas (rivelazione del Porto) alla new entry Gasperini. Tutti validi, ma ancora tutti in ballo. Presto, molto presto, sarà tutto più chiaro.

(16 febbraio 2011)

flaccoflamini

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Mi fa ridere anche il fatto che, dopo aver saputo che si scrive tutto attaccato, i nostri impagabili giornalai scrivono tutto attaccato ma con la b maiuscola. DiBenedetto. Sono unici.

Palo

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Citazione di: Murmur il 16 Feb 2011, 13:18
pare che il misterioso socio cinese sia mr. goh-det-uron, noto imprenditore
Ligolepaaloma

(oltre al meraviglioso, buon vecchio aslomamelda)

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GoodbyeStranger

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Credo che questo tizio quando scrive questa
roba si faccia delle risate pazzesche...  :pp

"primo proclama di un nuovo imperatore"

è demenziale... dai è una presa in giro palese

giulianofiorini87

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Ma é vero che unicredit abbia pagato gli ultimi stipendi contando sul certo passaggio ai quarti di cl contro la matricola shaktar...? :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

CHE SPETTACOLO ;) ;) ;) ;) ;)

AquiladiMare

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Citazione di: gregor il 16 Feb 2011, 19:17

Gli americani: "Chiuderemo presto"....



me sa che i nuovi proprietari sono Laziali  :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm

And159

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seagull

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Citazione di: giulianofiorini87 il 16 Feb 2011, 22:30
Ma é vero che unicredit abbia pagato gli ultimi stipendi contando sul certo passaggio ai quarti di cl contro la matricola shaktar...? :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

CHE SPETTACOLO ;) ;) ;) ;) ;)

Allora se vengono eliminati, i giocatori ie devono restitui i sordi?

Murmur

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ovviamente, sarà lo shaktar a pagare i danni

radar

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Citazione di: Ale. Aus. Il Tempo 17 febbraio Unicredit tranquillizza i giocatori

Bisogna fare in fretta. Mentre gli avvocati definiscono i dettagli della cessione della Roma agli americani, Unicredit vuole evitare che la stagione finisca a scatafascio. Quasi persa quella attuale, qualificarsi alla prossima Champions è un obiettivo fondamentale per agevolare i primi passi della nuova proprietà e i dirigenti della banca vogliono restituire tranquillità ai giocatori. Così già oggi Paolo Fiorentino, numero 2 di Unicredit, potrebbe presentarsi a Trigoria accompagnato dal legale Roberto Cappelli che fa già parte dell'attuale cda che si riunirà oggi. Fiorentino parlerà alla presenza della Sensi e aggiornerà squadra, tecnici e dirigenti sulla situazione societaria. Aspettando l'uscita di una Rosella parecchio delusa e il passaggio del timone (almeno fino a giugno) a Montali, Unicredit vuole lanciare un messaggio chiaro alla Roma: «Pensate a giocare, noi stiamo lavorando per il futuro di tutti voi». Per garantire stabilità al gruppo la banca potrebbe anche annunciare ai giocatori che Ranieri non si tocca almeno fino al termine del campionato. Nei giorni scorsi, per lo stesso motivo, sono stati pagati gli stipendi di novembre e dicembre. Intanto ieri i legali degli studi Grimaldi e Tonucci hanno iniziato a lavorare sui contratti per il passaggio di proprietà al consorzio guidato da Thomas DiBenedetto. Vanno definiti i patti parasociali e gli accordi sulla governance, con la ripartizione dei consiglieri all'interno del nuovo cda: la banca avrà diritto ad almeno due membri visto che controllerà il 40% del pacchetto di maggiornanza. Sulle cifre non c'è più nulla da trattare: la Roma (compresi marchio e Trigoria) è stata valutata 110 milioni, gli americani verseranno 46 milioni subito per la propria parte (su 77 totali), poi altri 35 per la prima ricapitalizzazione e più o meno la stessa cifra per la successiva Opa. Entro dieci giorni DiBenedetto è atteso in Italia per le firme. Non è previsto al momento l'ingresso di nuovi soci oltre a Movesian, Pallotta, D'Amore e Ruane. In un secondo momento sì: ieri è circolato il nome del cinese Kenneth Huang, ma sono arrivate solo smentite. Per adesso si vuole chiudere con gli americani. E basta.


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surg

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Citazione di: giulianofiorini87 il 16 Feb 2011, 22:30
Ma é vero che unicredit abbia pagato gli ultimi stipendi contando sul certo passaggio ai quarti di cl contro la matricola shaktar...? :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

CHE SPETTACOLO ;) ;) ;) ;) ;)

Sono disorientato. Ieri non solo non hanno avuto favori arbitrali determinanti (rigoripaaroma, espulsioni, ecc), ma hanno perso per episodi sfortunati.
Sembra quasi che non solo siano stati abbandonati dal potere, ma che anche il loro proverbiale cuxx si sia improvvisamente esaurito. Non so più cosa pensare

eaglefly1978

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Citazione di: surg il 17 Feb 2011, 09:21

Sembra quasi che non solo siano stati abbandonati dal potere, ma che anche il loro proverbiale cuxx si sia improvvisamente esaurito.

Invece il gol di Perrotta (o meglio, l'autogol) come lo definiresti?  ;)
Più che esaurimento del cul@ direi che si può parlare di squadra (attualmente) allo sbando...

Biafra

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NY Yankees, è il nostro futuro
IL ROMANISTA (E. M. CIANCIMINO) - Con 27 titoli in attivo è la squadra più titolata della Major League Baseball, il campionato di baseball degli Stati Uniti d'America. Squadra del secolo nel 1999 nonché del decennio per gli anni 1990-1999. È la società sportiva, secondo i dati dell'Annual Review of Global Sports Salaries, ad avere gli stipendi più alti con quasi 100 mila euro a settimana. Parliamo dei New York Yankees, una delle squadre professionistiche di baseball americana, che ha scritto pagine e pagine nella storia della MLB in campo e soprattutto fuori rivoluzionando il concetto di business sportivo.
Il modello societario dei New York Yankees, lo stesso che DiBenedetto e soci vorrebbero adottare per l'As Roma, negli anni è stato copiato dalla maggior parte dei team sportivi e non solo del mondo del baseball ma anche nella NBA, il campionato di basket americano, e
nella NFL, la più grande e più popolare lega professionistica di football americano del mondo. Padre di questa grande rivoluzione fu George Steinbrenner, proprietario dei New York Yankees dal 1973 e scomparso lo scorso luglio, all'età di 80 anni, stroncato da un infarto.
Quando nel 1973 Steinbrenner, o meglio il "Boss" come preferivano chiamarlo qui in America, comprò gli Yankees per 10 milioni di dollari dalla CBS, uno dei più grandi network televisivi presenti negli Stati Uniti, le condizioni della squadra non erano delle più rosee. Oggi il franchising dei New York Yankees vale 1.6 miliardi di dollari. Una rivoluzione resa possibile da quella che oggi viene chiamato il modello della benzina, delle sigarette e della soda.
Un modello che si basa sul presupposto che ogni azienda ha una parte di essa, la benzina, procurarsi i clienti. Steinbrenner non fece altro che fare del baseball la sua "benzina" per arrivare a comprare "le sigarette e la soda". Il primo passo fu nel '75 con una mossa che diede il via all'era moderna della free Agency ed alla rivoluzione degli ingaggi dei giocatori. Steinbrenner, infatti, per migliorare il più velocemente possibile la squadra, tramite le free Agency, riuscì ad ingaggiare il lanciatore star James Augustus "Catfish" Hunter, dal lontano Oakland. Fatto il pieno di benzina, c'era da concentrarsi sul resto. Nel 1997 la seconda
Yankees vide Steinbrenner firmare un contratto di sponsorizzazione con l'Adidas di 10 anni per un valore di 95 milioni di dollari. Una cifra mai vista nel mondo del Baseball fino a quel momento, che permise all'azienda di abbigliamento e scarpe di pubblicizzare i proprio prodotti in aree altamente visibili dello Yankee Stadium e legare il suo nome a quello della squadra.
Nel 2001 poi, insieme a Goldman Sachs, Steinbrenner fondò la YES, la Yankees Entertainment & Sports, la prima rete televisiva via cavo proprietà di una società sportiva. Secondo i dati della rivista Forbes, oggi la YES ha un valore di mercato di circa 3 miliardi di dollari.
Queste le mosse fondamentali che hanno portato i Yankees, oggi, ad essere un punto di riferimento per tante altre società sportive. Oggi intorno al marchio dei New York Yankees girano numerose attività collaterali. Come ad esempio la società di catering, fondata da Steinbrenner con Jerry Jones, proprietario della squadra di footbal americano Dallas Cowboy, che oggi gestisce l'ospitalità ed i servizi degli stadi di entrambe le squadre.
Capitolo stadio. Nella lunga ascesa dei Yankees ha recitato un ruolo fondamentale. Lo Yankee Stadium, la casa della mitica squadra di baseball di New York. Il tempio del baseball la vera passione degli americani. Costruito nel 1923 da Jacob Ruppert, proprietario degli Yankees, quando la sua squadra si spostò da Harlem al Bronx, oggi lo Yankee Stadium è qualcosa di più di un semplice stadio. È una piccola città dentro la città. All'interno della struttura, infatti, si trova trova un enorme centro commerciale di circa 90 mila metri quadrati, fast-food, ristoranti, tra cui un Hard Rock Cafe, cinema, negozi, musei, palestre, piscine e centri benessere. Una struttura costata 1,5 miliardi di dollari, cifra che lo ha reso il secondo stadio più costosa al mondo, dopo lo stadio di Wembley.
Tornando al modello della benzina, delle sigarette e della soda, ecco che si capisce meglio la strategia usata da Steinbrenner. Il baseball, in questi anni à stata solo la benzina per arrivare a comprare la soda, la sua rete via cavo che vale più degli Yankees stessi, o per comprare le sigarette, cioè i ristoranti, gli sponsor e le licenze.17-02.2011


Ecco finalmente un articolo serio che spazza via tutti i dubbi dei vari pennivendoli   :poof:

DIBENEDETTO IGNORA I GIORNALARI DER PALAZZO!
ROMA TI STA ASPETTANDO!





eaglefly1978

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Citazione di: Biafra il 17 Feb 2011, 09:52
NY Yankees, è il nostro futuro


Nel senso che abbandonano il calcio e si mettono a giocare a baseball?

In fondo una delle loro bandiere (BruCo Conti) viene da una cittadina (Nettuno) che vanta una forte tradizione nel baseball...  :D

Biafra

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As Roma: nel progetto DiBenedetto anche la "Hall of Fame"   :bann:

ROMA (MF-DJ)--Mentre la As Roma continua a perdere, ieri l'ultima pesante sconfitta in Champions League, sul fronte societario procedono i lavori per consegnare il club giallorosso ai nuovi proprietari a stelle e strisce gia' nelle prossime settimane.Oggi per dare un primo segnale di cambiamento il vice direttore di Unicredit, Paolo Fiorentino e' atteso a Trigoria per incontrare management e squadra. Sara' l'occasione per fare il punto su quello che accadra' nelle prossime settimane e anche per stabilire la tabella di marcia del nuovo assetto societario. Nel frattempo la Gazzetta dello Sport anticipa una parte del business plan del gruppo DiBenedetto. Secondo il quodtiano oltre allo sviluppo del sito Internet , alle chat con i tifosi, alle visite guidate a Trigoria, alle tourne'e all'estero, alle accademie per i bambini in tutto il mondo,
gli americani hanno in mente anche il progetto "Hall of Fame".
Verranno infatti offerte partecipazioni azionarie simboliche della As Roma ad atleti italiani e stranieri che hanno fatto la storia del club, ma anche a grandi personalita' del mondo dello sport per veicolare il progetto Roma in tutto il mondo.  :rotfl:
Da smentire invece le voci su un possibile ingresso di un nuovo socio della cordata (ieri qualche organo di stampa parlava di un partner cinese  per DiBenedetto & Co.). Diversi investitori sono interessati ad entrare
nel progetto, ma ogni decisione verra' presa soltanto dopo la firma del contratto. Al momento si lavora per chiudere l'intera operazione gia' nelle prossime settimane.
cat
catia.augelli@mfdowjones.it


RobertoK

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ho letto poco fa sulla gazzetta (rigorosamente "scroccata" al bar), tra le altre cose un paio di domande ad una pr dei Red Sox (non ne ricordo il nome) alla quale chiedevano se c'era Mr. Dibenedetto e lei rispose che difficlmente lo avrebbero trovati lì prima di marzo, poi le hanno chiesto se lo conoscesse  e lei ha risposto di sì, ma che non è come il presidente dei Sox che è ogni sacrosanto giorno negli uffici della squadra Boston, aggiungendo che Dibenedetto ha un ruolo del tutto marginale e che lì non ha neanche un ufficio!

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robylele

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Dibenedetto é azionista di minoranza.

detto questo: ma le visite guidate a Trigoria sono previste in pullman? pensano di riparare le buche per arrivare al centro sportivo?
poi perché guidate? ai turisti faranno vedere la bacheca dei trofei e poi come si allena Cassetti?
un pò breve ma fica sta gita..


Pikkio

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Citazione di: Biafra il 17 Feb 2011, 09:52
NY Yankees, è il nostro futuro
IL ROMANISTA (E. M. CIANCIMINO) - Con 27 titoli in attivo è la squadra più titolata della Major League Baseball, il campionato di baseball degli Stati Uniti d'America. Squadra del secolo nel 1999 nonché del decennio per gli anni 1990-1999. È la società sportiva, secondo i dati dell'Annual Review of Global Sports Salaries, ad avere gli stipendi più alti con quasi 100 mila euro a settimana. Parliamo dei New York Yankees, una delle squadre professionistiche di baseball americana, che ha scritto pagine e pagine nella storia della MLB in campo e soprattutto fuori rivoluzionando il concetto di business sportivo.
Il modello societario dei New York Yankees, lo stesso che DiBenedetto e soci vorrebbero adottare per l'As Roma, negli anni è stato copiato dalla maggior parte dei team sportivi e non solo del mondo del baseball ma anche nella NBA, il campionato di basket americano, e
nella NFL, la più grande e più popolare lega professionistica di football americano del mondo. Padre di questa grande rivoluzione fu George Steinbrenner, proprietario dei New York Yankees dal 1973 e scomparso lo scorso luglio, all'età di 80 anni, stroncato da un infarto.
Quando nel 1973 Steinbrenner, o meglio il "Boss" come preferivano chiamarlo qui in America, comprò gli Yankees per 10 milioni di dollari dalla CBS, uno dei più grandi network televisivi presenti negli Stati Uniti, le condizioni della squadra non erano delle più rosee. Oggi il franchising dei New York Yankees vale 1.6 miliardi di dollari. Una rivoluzione resa possibile da quella che oggi viene chiamato il modello della benzina, delle sigarette e della soda.
Un modello che si basa sul presupposto che ogni azienda ha una parte di essa, la benzina, procurarsi i clienti. Steinbrenner non fece altro che fare del baseball la sua "benzina" per arrivare a comprare "le sigarette e la soda". Il primo passo fu nel '75 con una mossa che diede il via all'era moderna della free Agency ed alla rivoluzione degli ingaggi dei giocatori. Steinbrenner, infatti, per migliorare il più velocemente possibile la squadra, tramite le free Agency, riuscì ad ingaggiare il lanciatore star James Augustus "Catfish" Hunter, dal lontano Oakland. Fatto il pieno di benzina, c'era da concentrarsi sul resto. Nel 1997 la seconda
Yankees vide Steinbrenner firmare un contratto di sponsorizzazione con l'Adidas di 10 anni per un valore di 95 milioni di dollari. Una cifra mai vista nel mondo del Baseball fino a quel momento, che permise all'azienda di abbigliamento e scarpe di pubblicizzare i proprio prodotti in aree altamente visibili dello Yankee Stadium e legare il suo nome a quello della squadra.
Nel 2001 poi, insieme a Goldman Sachs, Steinbrenner fondò la YES, la Yankees Entertainment & Sports, la prima rete televisiva via cavo proprietà di una società sportiva. Secondo i dati della rivista Forbes, oggi la YES ha un valore di mercato di circa 3 miliardi di dollari.
Queste le mosse fondamentali che hanno portato i Yankees, oggi, ad essere un punto di riferimento per tante altre società sportive. Oggi intorno al marchio dei New York Yankees girano numerose attività collaterali. Come ad esempio la società di catering, fondata da Steinbrenner con Jerry Jones, proprietario della squadra di footbal americano Dallas Cowboy, che oggi gestisce l'ospitalità ed i servizi degli stadi di entrambe le squadre.
Capitolo stadio. Nella lunga ascesa dei Yankees ha recitato un ruolo fondamentale. Lo Yankee Stadium, la casa della mitica squadra di baseball di New York. Il tempio del baseball la vera passione degli americani. Costruito nel 1923 da Jacob Ruppert, proprietario degli Yankees, quando la sua squadra si spostò da Harlem al Bronx, oggi lo Yankee Stadium è qualcosa di più di un semplice stadio. È una piccola città dentro la città. All'interno della struttura, infatti, si trova trova un enorme centro commerciale di circa 90 mila metri quadrati, fast-food, ristoranti, tra cui un Hard Rock Cafe, cinema, negozi, musei, palestre, piscine e centri benessere. Una struttura costata 1,5 miliardi di dollari, cifra che lo ha reso il secondo stadio più costosa al mondo, dopo lo stadio di Wembley.
Tornando al modello della benzina, delle sigarette e della soda, ecco che si capisce meglio la strategia usata da Steinbrenner. Il baseball, in questi anni à stata solo la benzina per arrivare a comprare la soda, la sua rete via cavo che vale più degli Yankees stessi, o per comprare le sigarette, cioè i ristoranti, gli sponsor e le licenze.17-02.2011


a parte che mi chiedo checcazzo c'entrano i nyy con di benedetto e l'asrm [er proggetto?]
diteme che questo che scrive su il romamerdista se chiama veramente ciancimino, ve prego.

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