Credo sia opportuno riportare qui il testo apparso stamane sul Messaggero. so perfettamente che si tratta del giornale di Caltagirone (cui l'arrivo di costruttori yankee fa venire l'orticaria), ma so anche che è ben addentellato con Unicredit. E dunque va letto con attenzione. Vi riporto alcune considerazioni (che poi sono state esplicitate anche dalla Adn-Kronos di Pippo Marra cui la calata americana ha provocato un travaso di bile anche perchè intenzionata a rimodellare la comunicazione che era la sua greppia....) a firma di Rosario Dimito.
... Di Benedetto avrebbe tirato fuori alcune argomentazioni per abbassare il prezzo oltre a chiedere modifiche tecniche sulla struttura degli accordi.... Finora la banca si è mostrata flessibile su molti punti. Oltre non può andare. Così quando Fiorentino ha preso coscienza di quanto aveva capito nei colloqui telefonici con Di Benedetto dei giorni scorsi, e cioè che l'acquirente chiedeva uno sconto, il vicedirettore generale di Unicredit si sarebbe impuntato. L'imprenditore di Boston che originariamente avrebbe chiesto una riduzione di una quindicina di milioni spalmati tra il prezzo del club, il marchio e il leasing su Trigoria da accollarsi nei confronti di Italease - restano da pagare 21 milioni fino al 2020, di cui 7,5 a titolo di riscatto - ora sarebbe sceso su uno sconto di circa 11 milioni. Più altre divergenze contrattuali sulle garanzie e clausole accessorie al contratto e ai pati parasociali. Per colmare la differenza, Di Benedetto avrebbe proposto alcune soluzioni finanziarie che però comporterebbero un onerre sempre in capo a Unicredit. E la banca altre concessioni non può farle. Fiorentino sa che oltre certe soglie non può andare. E poi, fra gli altri dettagli rimasti aperti ci sarebbe la cosiddetta way out, cioè il percorso che consentirà a unicredit di dismettere la partecipazione nella Roma dopo cinque anni".
Aggiungiamoci il Corriere della Sera (pagine nazionali, perchè su quelle romane qualche fessacchiotto dice che è tutto fatto):
Costruirà pure una Reuma all'americana - promettendo scudetti, uno stadio nuovo, marketing e comunicazione - ma per ora Thomas R. Di Benedetto ha ottenuto risultati molto italiani: ha fatto infuriare il numero uno dello sport azzurro Gianni Petrucci e ha messo più pressione che tranquillità alla squadra che lotta per raggiungere la zona Champons.... C'è il rischio di una Reuma spaccata in due con uomini americani da una parte e uomini di Unicredit dall'altra?"