Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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spook

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Citazione di: robylele il 08 Mag 2011, 08:18
non sto scherzando, non sono aggiornato veramente.. ma la cordata Usa dov'é? che dice?

siamo tutti in serena attesa dell'antitrust e soprattutto della Consob?

a quando qualche iperbolica dichiarazione? come stiamo messi col merciandaisin con le magliette vendute in Medio Oriente?

ditemi qualcosa perchè io so rimasto a Pastore, Bale e Neimar.

Vabbè non sei informato... Adesso c'è il tabellone per gli allenatori!   :=))

biancocelestedentro

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dopo la funesta partita di udine sono uscito per fare una passeggiata con mia moglie. al ritorno a casa vado a controllare la casella di posta su libero e trovo questa notizia bomba... forse, perché dopo un titolo così netto mi sarei aspettato di leggere nell'articolo tutti i dettagli del nuovo contratto, le indicazioni del nuovo tecnico per la campagna acquisti, l'orario di arrivo a roma del volo da londra, notizie sulle folle oceaniche già radunatesi a fiumicino e pronte a dare il benvenuto ad ancelotti, invece il tenore dell'articolo è assai più sfumato, addirittura il verbo passa al modo condizionale.
mah

Bye Bye Carlo, Chelsea ko a Manchester
Lo United batte per 2-1 i Blues all'Old Trafford e ipoteca la Premier. Ancelotti pronto a sbarcare a Roma.

Notizia del 8 maggio 2011 - 19:39

Crollano le ultime speranze di rimonta per il Chelsea di Carlo Ancelotti, battuto all'Old Trafford dal Manchester United. Gli uomini di Alex Ferguson si impongono per 2-1 e ipotecano la vittoria in Premier League a due giornate dal termine del campionato.

Il gol del 'Chicharito' Hernandez dopo pochi secondi ammazza subito ogni strategia della squadra di Ancelotti, che al 23' vede i suoi capitolare nuovamente, trafitti da un colpo di testa di Vidic su cross dell'impressionante Giggs.
 
Nella ripresa Lampard riaccende la speranza a venti minuti dal termine, ma è solo un'illusione. Troppo forte lo United, che ora, messo in cassaforte il campionato, può concentrarsi sulla finale di Champions contro il Barcellona, in programma a Wembley il 28 maggio.

Il ko dei Blues segna invece il passo d'addio di Carlo Ancelotti, che l'anno prossimo potrebbe sbarcare a Roma.

Nell'altra gara della domenica lo Stoke City travolge uno sconcertante Arsenal per 3-1.

I risultati:

Wolverhampton-West Bromwich Albion 3-1
Stoke City-Arsenal 3-1
Man United-Chelsea 2-1

La classifica aggiornata:
Manchester United 76; Chelsea 70; Arsenal 67; Manchester City 62; Tottenham 56; Liverpool 55; Everton 51; Bolton 46; Stoke 46, Fulham 45; Sunderland 44, Newcastle 44, West Bromwich 43; Aston Villa 42; Birmingham 39, Blackburn 39; Wolverhampton 37; Wigan 36, Blackpool 36 West Ham 33.



Palo

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Ascoltavo la rassegna stampa radio-rai-sport di stamani e parlavano di tensioni tra gli ammerigani. la vecchia proprietà e UC, citando il messaggero ... credo che si tratti dell'edizione nazionale (ammesso che qualcuno compri quel giornale assolutamente inutile al di fuori del raccordo) ... qualcuno ha letto qualcosa?

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Trattandosi di essi è difficile, bisogna leggere tra le righe quà e là.
Mi sembra comunque interessante l'articolo di Repubblica, a firma di Fulvio Bianchi

Lega di A: Rosella Sensi chiede di eleggere il presidente...

Lega di serie A, cercansi presidente. Il tempo di Maurizio Beretta ormai è scaduto. Il manager romano da tempo ha assunto un importante incarico all'UniCredit, la banca che è proprietaria del 40% della Roma, almeno per ora. Una posizione in chiaro conflitto d'interesse: Beretta è pronto a dimettersi prima della scadenza. Ma finora tutto questo è passato in second'ordine. I venti club infatti sono spaccati in due, come noto, per la questione dei diritti tv, quell'accordo sul bacino d'utenza che è impossibile da trovare. I cinque club più importanti, e che producono il 75% delle risorse (le due milanesi, la Juve, la Roma e il Napoli), sono in aperto conflitto con le quindici medio-piccole (e alcune tanto piccole non sono...) che, oggi come oggi, hanno la netta maggioranza. Mercoledì 11 maggio il consiglio di Lega darà il via libera alla delibera che assegna a tre agenzie demoscopiche, scelte dalle 15 "ribelli", lo studio sui tifosi-simpatizzanti-sostenitori, eccetera. Le cinque grandi si ribelleranno e sono pronte, dopo la prima sconfitta, ad andare sino al Tar del Lazio. Ma intanto mercoledì verrà portato, per la prima volta, sul tavolo della Lega il caso-presidente, in attesa dell'assemblea straordinaria del 16 maggio. E' stata Rosella Sensi, che della Lega è vicepresidente vicario, a fare mettere all'ordine del consiglio, spaccato in due (cinque contro cinque!), proprio l'elezione del futuro presidente. Il motivo è semplice: la figlia di Franco Sensi cerca di affrettare i tempi, visto che punta dritto alla poltrona di Beretta. Ha chiesto un sostegno politico a Gianni Letta e ha pronto un piano d'attacco, insieme al suo consulente, Enrico Bendoni. Ultimamente, Rosella Sensi è stata molto presente a Milano, cosa che in passato non era sempre successa. Si sa inoltre che ha ottimi rapporti con Adriano Galliani, ma si sa anche che altri presidenti (fra questi Claudio Lotito e Andrea Agnelli ) preferiscono una diversa soluzione. Resta quindi in corsa come traghettatore anche Franco Carraro, l'ex presidente (di Lega Calcio, Figc, Coni, eccetera).  Che è stato molto chiaro: accetta solo se c'è pieno consenso di tutti i presidenti, quantomeno di una larghissima maggioranza. Massimo Moratti sembra che sia ancora nettamente contrario, ricordando i tempi di Calciopoli. Un altro candidato è il manager Tullio Camiglieri, ex Sky ed esperto quindi di diritti tv: ma essendo il portavoce di Thomas DiBedenetto, almeno per alcune materie, potrebbe restare a lavorare con la "nuova" Roma. Almeno per ora, fra un anno chissà. Le quindici società ribelli, avendo la maggioranza, potrebbero tentare un colpo di mano e presentare per la presidenza un loro candidato, l'avvocato Campoccia dell'Udinese, questo in aperto conflitto con le grandi. "Ma dove siamo? Su Scherzi a parte?", disse tempo fa Galliani di fronte ad una sinile ipotesi.  I giochi in Lega quindi sono molto aperti: per il presidente si dovrà aspettare la fine del campionato. Prima c'è da litigare sui duecento milioni dei diritti tv.

E Giraudo è pronto ad andare alla Corte Europea
Moggi, Giraudo e Mazzini sono pronti a dare battaglia. A tutti i livelli, e non solo in Italia. Si scalda il caso-radiazione: come noto, il 19 maggio c'è la Disciplinare Figc ma su richiesta dei tre interessati dovrebbe rinviare la sua udienza. Il 23 maggio infatti l'Alta corte di giustizia presso il Coni dovrà esaminare il ricorso di Innocenzo Mazzini, ex numero due della Figc ai tempi di Calciopoli. Secondo alcune voci il ricorso verrebbe respinto (come irricevibile): ma Mazzini è convinto di avere alcuni importanti elementi a sua disposizione. Si vedrà. L'Alta Corte comunque è un passaggio obbligato per chi vuole andare (eventualmente) al Tar del Lazio. Cosa che Mazzini farà. Le condanne a cinque anni di Moggi, Mazzini e Giraudo scadono infatti questa estate: Mazzini ne fa una questione d'orgoglio, e si batte per non essere radiato. Moggi e Giraudo invece ne fanno anche una questione di lavoro: l'ex dg della Juve vuole tornare in campo in Italia come consulente di mercato (qualche amico ce l'ha ancora, no?), mentre l'ex amministratore delegato bianconero avrebbe un accordo con un importante club belga. Per questo Giraudo si è rivolto all'avvocato Dupont, quello del caso Bosman, ed è pronto a presentare un ricorso addirittura alla Corte dei diritti d'Europa. Perché gli verrebbe impedito di lavorare nella Comunità.

E  il contratto per l'Olimpico fa infuriare Mr. DiBenedetto
Il nuovo patron della Roma, mr. Thomas DiBenedetto, è furioso. Prima non gli era piaciuta affatto (e non era piaciuta nemmeno a Baldini) la decisione di rinnovare il contratto a Cassetti e Perrotta. L'accordo era stato fatto dalla vecchia proprietà, in sintonia con l'UniCredit, durante il periodo dell'offerta vincolante della cordata Usa. Cosa che non si può fare, e avrebbe potuto comportare addirittura la rottura della trattative. Così non è stato: DiBenedetto e c. hanno acquistato il 67% della Roma e presto, al massimo ai primi di giugno, il nuovo patron dovrebbe sbarcare a Roma per mettere a punto tante cose. Quello che lo ha fatto infuriare ancora di più è il fatto che la "vecchia" dirigenza, in questo periodo di complessa transizione, ha firmato un nuovo accordo con il Coni per l'affitto dello stadio Olimpico. Rosella Sensi non solo ha pagato l'ultima rata (800.000 euro) d'affitto di questa stagione, e così, ha differenza di Lotito, ha potuto ottenere la licenza Uefa per le Coppe europee. Ma la Roma ha anche firmato il contratto con  il Coni per il 2011-2012: DiBenedetto non è stato interpellato e si è infuriato. Poteva aspettare ancora la Sensi? Quantomeno, avrebbe dovuto informarlo: ma fra le due parti non c'è alcun contatto. Baldini e Sabatini intanto continuano a lavorare: l'allenatore dovrebbe arrivare dall'estero. E dovrebbe essere un grande nome.

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simcar

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Citazione di: TheVoice il 09 Mag 2011, 09:59
Baldini e Sabatini intanto continuano a lavorare: l'allenatore dovrebbe arrivare dall'estero. E dovrebbe essere un grande nome.

Quando si dice, notizie certe!!!

Alexia68

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Citazione di: Palo il 09 Mag 2011, 09:52
Ascoltavo la rassegna stampa radio-rai-sport di stamani e parlavano di tensioni tra gli ammerigani. la vecchia proprietà e UC, citando il messaggero ... credo che si tratti dell'edizione nazionale (ammesso che qualcuno compri quel giornale assolutamente inutile al di fuori del raccordo) ... qualcuno ha letto qualcosa?

si, dicono che Dibenedetto ha mandato una lettera alla Sensi & C. molto inc.ta con richiesta di chiarimenti in merito all'accordo con il Coni per l'uso dello stadio l'anno prox e all'accordo con le 4 grandi per i diritti tv, visto che risulta essere penalizzante per la rioma.
in pratica lo hanno totalmente scavalcato su decisioni importanti e lui si è fatto rodere.

robylele

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Citazione di: Alexia68 il 09 Mag 2011, 14:29
in pratica lo hanno totalmente scavalcato su decisioni importanti e lui si è fatto rodere.

strano, perchè non risulta certificato il suo versamento iniziale di 6 milioni, mentre quello di 4 di Unicredit sì.

così fosse... prima bisogna pagare moneta per avere il cammello, pur indebitato.

Alexia68

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Citazione di: robylele il 09 Mag 2011, 14:38
strano, perchè non risulta certificato il suo versamento iniziale di 6 milioni, mentre quello di 4 di Unicredit sì.

così fosse... prima bisogna pagare moneta per avere il cammello, pur indebitato.

ma veramente ? perchè nessuno ne parla, tu dove l'hai trovata questa notizia ?

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robylele

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Citazione di: Alexia68 il 09 Mag 2011, 14:41
ma veramente ? perchè nessuno ne parla, tu dove l'hai trovata questa notizia ?

avevo detto così fosse perché la fonte non é così qualificata, Bruno Ripepi ai microfoni di RR.

alla dichiarazione é stato aggredito verbalmente da Fabrizio Aspri.   :)

inutile dire che é stata una trasmissione godibilissima.




RubinCarter

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Dai rinnovi ai diritti tv
Tutti i perché di DiBenedetto
La nuova proprietà vuole vederci chiaro su molti aspetti curati dalla gestione uscente, in particolare sui prolungamenti di contratto a giocatori over 30, la gestione del ''caso'' Adriano, sponsor e merchandising. Domande in attesa di risposta
di MATTEO PINCI

ROMA - La lettera fatta pervenire venerdì scorso da DiBenedetto a Roma 2000 per chiedere delucidazioni sulla gestione del rinnovo del contratto con il Coni per l'Olimpico e sulla questione diritti tv, è solo l'ultimo atto di una serie di richieste di chiarimenti susseguitesi nelle settimane. Dai rinnovi di contratto di Cassetti e Perrotta a quello, mancato, di Mexes. Dalla gestione del "caso" Adriano, alle battaglie personali per la presidenza di lega, passando per sponsor, merchandising e rinnovi pregressi di giocatori over 30, tutti i "perché?" della nuova proprietà alla gestione uscente e non solo. Domande in attesa di risposta.

1. RINNOVI - Il 22 marzo, la Roma ufficializzava il prolungamento di contratto per un'altra stagione con i trentaquattrenni Simone Perrotta e Marco Cassetti. Accordi rispettivamente da 2,5 e 1,8 milioni lordi per la prossima stagione. Un'operazione di cui DiBenedetto non era stato informato, nonostante l'avanzatissimo stato della trattativa per l'acquisto della Roma (solo 2 giorni dopo sbarcò a Roma con l'intenzione di chiudere, prima dello slittamento a metà aprile). Che fretta c'era di ufficializzare l'accordo? Da Trigoria assicurano che "l'operazione è stata concordata con la banca". In America, però, non lo sapeva nessuno.

2. ADDIO A MEXES - Per due rinnovi fatti in tutta fretta, ce n'è un altro che non è mai stato neanche intavolato. Quello per il rinnovo di Philippe Mexes,  che raggiungerà a scadenza di contratto - e quindi a costo zero - il Milan, come confermato oggi da Allegri. Perché nessuna offerta di rinnovo?, si sono chiesti (e hanno chiesto) a più riprese dagli States. L'avallo della banca all'operazione era arrivato in tempi non sospetti. Operazione che Rosella Sensi ha gestito in prima persona, senza però riuscire ad arrivare a una soluzione che consentisse al club di mantenere il controllo del difensore o monetizzare la sua partenza. Una perdita, se non a bilancio, almeno a livello patrimoniale.

3. CASO ADRIANO - Un altro punto interrogativo grande così riguarda la gestione del caso Adriano. Contratto da 5 milioni lordi all'anno per 3 anni, nonostante i noti problemi a livello personale. Dopo un girone di andata costellato di guai fisici e con uno stato di forma mai divenuto accettabile, a fine dicembre il Corinthians aveva di fatto raggiunto un accordo con il management per l'acquisto: 1,3 milioni alla Roma, che avrebbe intascato qualcosa. Il "no" arriva però da Rosella Sensi. Salvo, poi, arrendersi l'11 marzo a una rescissione consensuale, che porterà il brasiliano proprio al Corinthians ma a costo zero. Il "perché" del rifiuto invernale non verrà mai chiarito.

4. SPONSOR - Lo scorso anno, a campionato finito, la Roma ufficializzava i rinnovi con gli sponsor Wind e Kappa. Per il primo, main sponsor, rinnovo triennale da 16,5 milioni complessivi. Per il fornitore, invece, accordo addirittura per 7 stagioni, in cui alla Roma sarebbero stati versati in tutto 47,7 milioni. Un contratto lunghissimo: perché? Soprattutto, perché stipularlo per così tanti anni in un momento di incertezza sul futuro (che poi ha portato alla cessione del club)? Dubbi, anche, sulle cifre. Per questo, DiBenedetto e soci pagheranno la penale per risolvere l'accordo e cercare nuove sponsorizzazioni.

5. MERCHANDISING - La nuova gestione promette investimenti ingenti nel campo di marketing e merchandising. Per questo a Boston sono rimasti particolarmente sorpresi di scoprire che la Roma produce in proprio l'80 per cento dei prodotti che vende. Gli altri grandi club, nel mondo, affidano invece il marchio in licenza a ditte specializzate: le penne del Manchester, per capirci, le produce una ditta che fabbrica penne. Non il club in prima persona, come avviene alla Roma, dove vengono spesi 6 milioni ottenendo in cambio un ricavo minimo e un magazzino infinito di prodotti invenduti. Addirittura, c'è chi giura esistano scatoloni pieni di gadget per celebrare il quarto scudetto prodotti un anno fa. Il "perché?" stavolta, è quasi d'obbligo.

6. DIMISSIONI - A DiBenedetto qualcuno ha dovuto spiegare come nel calcio italiano non sia prassi comune per i dirigenti rimettere il proprio mandato nelle mani del nuovo azionista di riferimento. Qualcosa che avviene normalmente nei casi di cessioni di grandi società, soprattutto all'estero. Un atto formale spesso rigettato dal proprietario entrante. Che però, alla Roma, non dovrà prendersi neanche questo disturbo.

7. TADDEI - Un anno fa, alla fine del campionato, i rinnovi a Taddei e Julio Sergio. Il più rumoroso il primo: 3 anni a 1,5 milioni e il quarto a 1 milione. Cifre altissime per un giocatore reduce da due infortuni gravi al ginocchio, e che aveva appena compiuto 30 anni. Il refrain è sempre lo stesso: perché?

8. STADIO - Per concludere, i punti più recenti. A cominciare dalla "questione Olimpico", su cui DiBenedetto aveva già dovuto ricevere una replicata piccata di Petrucci dopo la primissima intervista italiana. A Boston resta il dubbio: era inevitabile firmare un contratto con il Coni alle condizioni (un anno, canone di 3 milioni per l'affitto, 1.500 tagliandi a partita destinati al Coni e il saldo dell'ultima rata da 800 mila euro) del comitato olimpico? O era possibile, come ha fatto Lotito, andare allo scontro per provare a strappare condizioni più vantaggiose? Dubbio legittimo, anche se la banca era informata sulla vicenda.

9. DIRITTI TV - La domanda in fondo, è di poche ore fa. Ma continuerà a far rumore per giorni, almeno fino a che la questione non verrà chiarita. Perché schierarsi con le altre grandi? Esistono proiezioni che dimostrino come la Roma potrebbe avvantaggiarsene? Un team di fiducia del businessman Usa sta studiando i dati e i primi rilievi dimostrerebbero che se prevalesse la posizione delle "piccole", la Roma ridurrebbe il gap con Juve, Milan e Inter (e non è detto che non guadagnerebbe in ogni caso di più). In attesa di conoscere le risposte che fornirà Roma 2000 al riguardo, la domanda ne genera un'altra.

10. PRESIDENZA DI LEGA - La candidatura di Rosella Sensi alla presidenza di Lega (ha ottenuto di far mettere all'ordine del giorno dell'assemblea l'elezione del nuovo presidente), in fondo, potrebbero - e non sembri un'accusa  -  sollevare domande sul suo ruolo nel consiglio dell'organo. In che modo, questa posizione, può pesare nella collocazione del club - che lei rappresenta il Lega - sui diritti tv? Anche in questo senso, è attesa una risposta
(09 maggio 2011)

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Citazione di: zaradona il 09 Mag 2011, 23:23
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Dai rinnovi ai diritti tv
Tutti i perché di DiBenedetto
La nuova proprietà vuole vederci chiaro su molti aspetti curati dalla gestione uscente, in particolare sui prolungamenti di contratto a giocatori over 30, la gestione del ''caso'' Adriano, sponsor e merchandising. Domande in attesa di risposta
di MATTEO PINCI

ROMA - La lettera fatta pervenire venerdì scorso da DiBenedetto a Roma 2000 per chiedere delucidazioni sulla gestione del rinnovo del contratto con il Coni per l'Olimpico e sulla questione diritti tv, è solo l'ultimo atto di una serie di richieste di chiarimenti susseguitesi nelle settimane. Dai rinnovi di contratto di Cassetti e Perrotta a quello, mancato, di Mexes. Dalla gestione del "caso" Adriano, alle battaglie personali per la presidenza di lega, passando per sponsor, merchandising e rinnovi pregressi di giocatori over 30, tutti i "perché?" della nuova proprietà alla gestione uscente e non solo. Domande in attesa di risposta.

1. RINNOVI - Il 22 marzo, la Roma ufficializzava il prolungamento di contratto per un'altra stagione con i trentaquattrenni Simone Perrotta e Marco Cassetti. Accordi rispettivamente da 2,5 e 1,8 milioni lordi per la prossima stagione. Un'operazione di cui DiBenedetto non era stato informato, nonostante l'avanzatissimo stato della trattativa per l'acquisto della Roma (solo 2 giorni dopo sbarcò a Roma con l'intenzione di chiudere, prima dello slittamento a metà aprile). Che fretta c'era di ufficializzare l'accordo? Da Trigoria assicurano che "l'operazione è stata concordata con la banca". In America, però, non lo sapeva nessuno.

2. ADDIO A MEXES - Per due rinnovi fatti in tutta fretta, ce n'è un altro che non è mai stato neanche intavolato. Quello per il rinnovo di Philippe Mexes,  che raggiungerà a scadenza di contratto - e quindi a costo zero - il Milan, come confermato oggi da Allegri. Perché nessuna offerta di rinnovo?, si sono chiesti (e hanno chiesto) a più riprese dagli States. L'avallo della banca all'operazione era arrivato in tempi non sospetti. Operazione che Rosella Sensi ha gestito in prima persona, senza però riuscire ad arrivare a una soluzione che consentisse al club di mantenere il controllo del difensore o monetizzare la sua partenza. Una perdita, se non a bilancio, almeno a livello patrimoniale.

3. CASO ADRIANO - Un altro punto interrogativo grande così riguarda la gestione del caso Adriano. Contratto da 5 milioni lordi all'anno per 3 anni, nonostante i noti problemi a livello personale. Dopo un girone di andata costellato di guai fisici e con uno stato di forma mai divenuto accettabile, a fine dicembre il Corinthians aveva di fatto raggiunto un accordo con il management per l'acquisto: 1,3 milioni alla Roma, che avrebbe intascato qualcosa. Il "no" arriva però da Rosella Sensi. Salvo, poi, arrendersi l'11 marzo a una rescissione consensuale, che porterà il brasiliano proprio al Corinthians ma a costo zero. Il "perché" del rifiuto invernale non verrà mai chiarito.

4. SPONSOR - Lo scorso anno, a campionato finito, la Roma ufficializzava i rinnovi con gli sponsor Wind e Kappa. Per il primo, main sponsor, rinnovo triennale da 16,5 milioni complessivi. Per il fornitore, invece, accordo addirittura per 7 stagioni, in cui alla Roma sarebbero stati versati in tutto 47,7 milioni. Un contratto lunghissimo: perché? Soprattutto, perché stipularlo per così tanti anni in un momento di incertezza sul futuro (che poi ha portato alla cessione del club)? Dubbi, anche, sulle cifre. Per questo, DiBenedetto e soci pagheranno la penale per risolvere l'accordo e cercare nuove sponsorizzazioni.

5. MERCHANDISING - La nuova gestione promette investimenti ingenti nel campo di marketing e merchandising. Per questo a Boston sono rimasti particolarmente sorpresi di scoprire che la Roma produce in proprio l'80 per cento dei prodotti che vende. Gli altri grandi club, nel mondo, affidano invece il marchio in licenza a ditte specializzate: le penne del Manchester, per capirci, le produce una ditta che fabbrica penne. Non il club in prima persona, come avviene alla Roma, dove vengono spesi 6 milioni ottenendo in cambio un ricavo minimo e un magazzino infinito di prodotti invenduti. Addirittura, c'è chi giura esistano scatoloni pieni di gadget per celebrare il quarto scudetto prodotti un anno fa. Il "perché?" stavolta, è quasi d'obbligo.

6. DIMISSIONI - A DiBenedetto qualcuno ha dovuto spiegare come nel calcio italiano non sia prassi comune per i dirigenti rimettere il proprio mandato nelle mani del nuovo azionista di riferimento. Qualcosa che avviene normalmente nei casi di cessioni di grandi società, soprattutto all'estero. Un atto formale spesso rigettato dal proprietario entrante. Che però, alla Roma, non dovrà prendersi neanche questo disturbo.

7. TADDEI - Un anno fa, alla fine del campionato, i rinnovi a Taddei e Julio Sergio. Il più rumoroso il primo: 3 anni a 1,5 milioni e il quarto a 1 milione. Cifre altissime per un giocatore reduce da due infortuni gravi al ginocchio, e che aveva appena compiuto 30 anni. Il refrain è sempre lo stesso: perché?

8. STADIO - Per concludere, i punti più recenti. A cominciare dalla "questione Olimpico", su cui DiBenedetto aveva già dovuto ricevere una replicata piccata di Petrucci dopo la primissima intervista italiana. A Boston resta il dubbio: era inevitabile firmare un contratto con il Coni alle condizioni (un anno, canone di 3 milioni per l'affitto, 1.500 tagliandi a partita destinati al Coni e il saldo dell'ultima rata da 800 mila euro) del comitato olimpico? O era possibile, come ha fatto Lotito, andare allo scontro per provare a strappare condizioni più vantaggiose? Dubbio legittimo, anche se la banca era informata sulla vicenda.

9. DIRITTI TV - La domanda in fondo, è di poche ore fa. Ma continuerà a far rumore per giorni, almeno fino a che la questione non verrà chiarita. Perché schierarsi con le altre grandi? Esistono proiezioni che dimostrino come la Roma potrebbe avvantaggiarsene? Un team di fiducia del businessman Usa sta studiando i dati e i primi rilievi dimostrerebbero che se prevalesse la posizione delle "piccole", la Roma ridurrebbe il gap con Juve, Milan e Inter (e non è detto che non guadagnerebbe in ogni caso di più). In attesa di conoscere le risposte che fornirà Roma 2000 al riguardo, la domanda ne genera un'altra.

10. PRESIDENZA DI LEGA - La candidatura di Rosella Sensi alla presidenza di Lega (ha ottenuto di far mettere all'ordine del giorno dell'assemblea l'elezione del nuovo presidente), in fondo, potrebbero - e non sembri un'accusa  -  sollevare domande sul suo ruolo nel consiglio dell'organo. In che modo, questa posizione, può pesare nella collocazione del club - che lei rappresenta il Lega - sui diritti tv? Anche in questo senso, è attesa una risposta
(09 maggio 2011)

Lo devo ancora leggere, lo quoto per sottolineare che i problemi si dovrebbero guardare PRIMA
di acquistare, non dopo...

disincantato

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a me, di quell'articolo, piace soprattutto questa frase  8)

Citazione di: zaradona il 09 Mag 2011, 23:23
da ASRepubblica.it

..... e un magazzino infinito di prodotti invenduti. Addirittura, c'è chi giura esistano scatoloni pieni di gadget per celebrare il quarto scudetto prodotti un anno fa. Il "perché?" stavolta, è quasi d'obbligo.

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Yanez_de_Gomera

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Ammesso che la sfilza di "perchè?" dello zio Tom sia stata correttamente riportata nella sintesi del mediocre giornalaio romettista, non si può fare a meno di notare che una buona parte delle domande, specie le ultime della serie, hanno, in realtà, una sola risposta (alla quale il 18° uomo più ricco di Boston farà bene ad abituarsi in fretta): la risposta delle tre P, politica-potere-poltrone.

Questa é l'Italia. Questo é il calcio italiano, caro mister 6milioni di Dollàri del Delaware.

Perchè, non gliel'avevano spiegato ?   

Drake

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Citazione di: zaradona il 09 Mag 2011, 23:23
9. DIRITTI TV - La domanda in fondo, è di poche ore fa. Ma continuerà a far rumore per giorni, almeno fino a che la questione non verrà chiarita. Perché schierarsi con le altre grandi? Esistono proiezioni che dimostrino come la Roma potrebbe avvantaggiarsene? Un team di fiducia del businessman Usa sta studiando i dati e i primi rilievi dimostrerebbero che se prevalesse la posizione delle "piccole", la Roma ridurrebbe il gap con Juve, Milan e Inter (e non è detto che non guadagnerebbe in ogni caso di più). In attesa di conoscere le risposte che fornirà Roma 2000 al riguardo, la domanda ne genera un'altra.

10. PRESIDENZA DI LEGA - La candidatura di Rosella Sensi alla presidenza di Lega (ha ottenuto di far mettere all'ordine del giorno dell'assemblea l'elezione del nuovo presidente), in fondo, potrebbero - e non sembri un'accusa  -  sollevare domande sul suo ruolo nel consiglio dell'organo. In che modo, questa posizione, può pesare nella collocazione del club - che lei rappresenta il Lega - sui diritti tv? Anche in questo senso, è attesa una risposta

Certo che il fatto che la rioma appoggi la linea delle grandi fa riflettere, repubblica subito dopo ci tiene a farci sapere che reputa questa vicenda legata a quella dell'elezione del presidente della lega, a cui punterebbe la Sensi; io, se avessi voluto fare il maligno fino in fondo, l'avrei anche connessa allo spropositato numero di fischi a favore di cui ha goduto la rioma in questa seconda parte di campionato, fischi che potrebbero portarla a cogliere un'insperata qualificazione alla CL, cioè a quella competizione in grado di fornirgli soldi vitali per la sopravvivenza. Non ci resta che aspettare la fine per vedere quali di queste supposizioni si rivelerà giusta, dando per scontato che non esiste società al mondo che agisce contro i propri interessi.

tommasino

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Porque, porque, porque, porque, porque ............. (proseguisce).

aticche78

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Citazione di: TheVoice il 09 Mag 2011, 09:59
Trattandosi di essi è difficile, bisogna leggere tra le righe quà e là.
Mi sembra comunque interessante l'articolo di Repubblica, a firma di Fulvio Bianchi

... Rosella Sensi non solo ha pagato l'ultima rata (800.000 euro) d'affitto di questa stagione, e così, ha differenza di Lotito, ha potuto ottenere la licenza Uefa per le Coppe europee...

Fulvio Bianchi, rimandato!!!



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Esprit Libre

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Il porque di certe posizioni sensiane si capisce pure troppo bene, basti pensare all'amigo Adriano, ma evidentemente gli americani si regolano in maniera differente, pensando più al dollaro che alle relazioni pubbliche, almeno per ora.

Gio

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Si stanno precostituendo la scusa per scappare in tempo ?

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