Menez 1
Quella voglia di stringersi un po'
Scritto da Redazione
Domenica 23 Gennaio 2011 10:54
TONINO CAGNUCCI
Dammi tre punti e poi chiedimi tutto. Perché questo 3-0 in casa che ti dà la libertà di sognare, ti racconta un'altra cosa importante: che la Roma s'è ripresa la Roma. Di questo Roma-Cagliari serale ci sono due momenti più importanti dei gol fatti da due campioni del mondo e da uno che un giorno lo diventerà sicuramente. Il primo è sull'1-0 quando stavamo soffrendo a inizio ripresa e lo stadio invece di borbottare e malumoreggiare s'è messo a cantare forte quel "voglia di stringersi un po'..." che fece da colonna sonora alla splendida, commovente, maledetta parte finale dello scorso campionato. Era come se la gente avesse capito che questa squadra andava accettata con tutti i suoi limiti.
Non era solo un incitamento nel momento del bisogno, ma quasi un aderire a quello che in definitiva è diventato un progetto, e lasciarsi indietro un passato fatto quasi esclusivamente di polemiche: questa Roma sa volare -
e lo dimostra il gol di Menez fatto con le ali e non con le gambe - ma in qualche maniera deve andare in apnea, mischiarsi alla terra, mettersi dietro la linea della palla, ripartire, prendere la rincorsa per farlo. È stata un'accettazione della realtà, e quando si fa così si costruisce sempre qualcosa di importante, si va avanti. È stata veramente la voglia di stringersi un po'.La stessa che ha dimostrato Marco Borriello quando è uscito che non era neanche metà ripresa e la partita era sempre e solo su quell'1 a 0: prima ha applaudito il pubblico e poi - con un'impercettibile deviazione della sua traiettoria - si è diretto verso l'allenatore. La voglia di stringersi un po' e di stringersi le mani. Così alla fine è arrivato anche il "cinque" del capitano con Ranieri. Questo Roma-Cagliari ha questo sapore enorme: l'aver serrato i ranghi, l'aver accettato di stare definitivamente sullo stesso fronte, magari in trincea, ma tutti insieme. Con quelli che partono dalle retrovie che vincono la battaglia (il 70% ddelle volte dice Ranieri), con chi è sceso in campo disposto a stare lì anche solo per preparare il terreno agli altri, con chi difende che attacca - la straordinaria elegante potenza bionda di Mexes che colpisce la traversa a un attimo dalla fine - con chi attacca che difende - la generosità tutta romanista del capitano che rientra al novantesimo minuto sulla propria trequarti rincorrendo un Ragatzu qualsiasi. Quando è così il cerchio si chiude: Francesco Totti non segnava in campionato all'Olimpico proprio dalla partita col Cagliari. Erano nove mesi, il tempo di un parto, visto che questa, la sua-la nostra, è una straordinaria infinita storia di amore. Eccolo, il valore in più.
Se la Roma abbraccia se stessa come ha fatto ieri sera, visto i giocatori e il Capitano che ha, può arrivare là dove ognuno di noi ha sempre sperato, voluto, preteso, meritato. Con tutto quello che è successo, con tutto quello che s'è detto, con tutto quello che s'è sprecato, siamo a tre punti dal primo posto, una partitina-ina-ina, siamo nei quarti di finale della Coppa Italia - dove ci siamo già presi la soddisfazione più bella - negli ottavi di Champions League con una grande possibilità di arrivare fra le prime otto d'Europa. Almeno. Abbiamo vinto i due derby di stagione, abbiamo battuto i campioni del Mondo e i vicecampioni d'Europa, il Milan a San Siro... E l'impressione è che il bello sia appena cominciato. Ieri la Roma ha detto che nessuno ha voglia di perderselo, ha fatto l'appello e tutti hanno risposto presente. Ora si tratta solo di stringersi un po'.
MENEZ 2
LE PAGELLE DI ROMA-BAYERN DI TONINO CAGNUCCI
JULIO SERGIO 6
Non fa niente, prende due gol dove non ha colpe, fa un rinvio brutto coi piedi (ma c'era deviazione) però si prende almeno la sufficienza perché Roma-Bayern Monaco è finita 3-2. Se continuava un'altra mezz'ora vincevamo pure "quella" Coppa delle Coppe.
CASSETTI 6,5
Sì è vero ha sbagliato sull'1-0 col Bayern, ma 1) chissenefrega 2) è più vero che i centrali in quell'occasione non hanno coperto bene in mezzo 3) s'avvicina il 6 dicembre, giorno, mese in cui l'anno scorso s'è preso il diritto alla gratitudine eterna.
MEXES 6
Mamma mia come ha sofferto stasera, ma Philou sta lì bello biondo al centro nel tabellino di Roma-Bayern Monaco 3-2. Tradotto:è nella storia.
BURDISSO 6
Leggi Mexes, e leggi lo stesso tabellino. Viva il Bandito che ha battuto i crucchi.
RIISE 7
Gioca per un'ora così e così soprattutto perché dalla sua parte c'è un guardalinee roscio: la cosa lo fa stranire. Ma poi quando la partita prende la piega dell'epica, ti pare che uno come lui sta a guardare. E' lui che fa il cross per il provvisorio pareggio con la storia (poi l'abbiamo battuta).
BRIGHI 6
Fa un fallo da rigore fortunatamente non visto, sbaglia un gol sfortunatamente senza vedere, esce e la Roma vince. Ma che gli vuoi mettere insufficiente?
DE ROSSI 8
Il 2-2 suo vale quello di Pruzzo a Torino. Capite bene: ha segnato da capitano sotto la Sud contro il Bayern Monaco che vinceva esattamente come venticinque anni prima 2-1 all'Olimpico. Il senso: ha cambiato la storia. E' entrato in quella canzone - che sarà sarà - e ha deciso lui come sarà.
GRECO 6
Un'ammonizione presa quand'è ancora mattina lo condiziona. Sbaglia in quell'occasione, poi è lui che dà l'unica frustata nel primo tempo alla Roma con un bellissimo tiro da lontano. Quando esce è il meno peggio. Alla fine non può non essere sufficiente. Stanotte passava pure la Roma dell'85.
MENEZ 7
Fa un primo tempo da 1.5, sbaglia malamante il retropassaggio del 2-0 per loro, ma nella ripresa sboccia. Germoglia. Fiorisce. E il Bayern Monaco è una provincia dell'Udinese, lui torna meglio di Platini e Ribery e lascia una scia di profumo d'arte all'Olimpico. Menez è l'errore di Fabrizio de Andrè: non è vero che dai diamanti non nasce niente.VUCINIC 6,5
Per un'ora gioca probabilmente la più brutta partita da romanista, sbaglia un gol da Pacione, poi però c'è quel tocco in profondità che lo porta e ti porta alla luce. Che bagliore.
BORRIELLO 9,5
Segna, fa segnare, si prende il rigore, segna a Muslera, strilla sull'ultimo fallo laterale, lascia le tonsille sull'erba. Segna il primo gol della storia del calcio da sottoterra, come un mostro che esce dalle viscere, come un nuovo salvatore che spunta dal basso per portarci nei cieli. Un evangelista. Un faro per i minatori. A confronto Giggiriva è uno sbadiglio.
RANIERI 8+
Un genio. L'ha fatto sicuramente apposto ad approcciare così male la partita. A parte gli scherzi (quali?) se un allenatore si vede all'intervallo questo è un caso da manuale visto che nella ripresa la Roma è diventata la Roma. Ma poi fa di più riuscendo a vincere una partita del genere col 4-2-4. Che squadra è quella che gioca con Vucinic, Menez, Totti e Borriello insieme? Quella che batte il Bayern 3-2. La Roma di Ranieri.
SIMPLICIO 7
A essere proprio riduttivi porta tanta ma tanta fortuna. La verità è che in un modo tutto suo (ancora sghembo e a volte apparentemente incerto) riesce a dare equilibrio alla squadra che da quando c'è lui non perde più. Anzi, vince quasi sempre.
PIZARRO 7
Perché entra e gli basta un minuto, solo un minuto per ribaltare destini, cieli e mari.
TOTTI 9+
Rasenta un dio. O, un po' più laicamente, è sicuramente più fico di Fonzie: entra e accende il juke box insieme alle stelle, entra e la Roma segna, entra e la Roma vince, entra e passa la crisi economica, torna la stabilità di governo, si fa qualcosa anche per la fame del mondo. E' un pranoteraupeta dell'impossibile. La preghierina realizzata di tutti i bambini del mondo. Probabilmente grazie a lui. Scrivetegli per Natale: è il suo compleanno.
L'ARTE DI MENEZ DI TONINO CAGNUCCI
Gli svaligiano casa, Ranieri lo toglie ogni partita, non segna mai: e che fa per reagire? Segna un gol da pazzi, Menez. Dal Romanista:
Se ci fosse stato ancora Liedholm sarebbe stato un problema serio per Menez. Scaramantico com'era il Barone avrebbe preteso ogni settimana che qualcuno andasse a svaligiare la casa del francese.
Ma davvero. In effetti quel gol è stato un furto.Alla fisica. All'arte. Al tempo. Un attimo sospeso lungo sette tocchi di un torero angelico che danza sincopato tra i due Lichsteiner e Stendardo dell'Udinese, tra il possibile e l'immaginabile, tra palco e realtà. Et voilà. Con quel profilo da Baudelaire e il faccione tra Bargnani e Giorgino, il paragone con Zidane è riduttivo. Semmai a Platini. O a Maradona. O a Zico. O a tutti e due insieme visto che è stato direttamente Marazico a dire che è più forte di lui. Contro l'Udinese giocò la sua ultima partita all'Olimpico il Divino, ieri Monsieur Menez ha giocato la prima di una nuova era calcistica: la sua. In campionato non segnava da 400 giorni. Sono i suoi 400 colpi. Il suo gol è un film di Truffaut, un capolavoro di Leonardo, un classico e insieme un ritratto avanguardistico, coi suoi capelli a spazzola. E' stato un furto. Alla noia. Al già visto. Al già detto. Ma è stato appena giusto per la Roma. Tutto quello che i suoi tifosi si meritano è la squadra che gioca a pallone da sette partite a questa parte. Sette come i tocchi di Jeremy. Come gli scalini che ci separano dal Paradiso. Basta una finta per arrivarci. Il tempo di uno stop col petto. E poi un giocatore come Marco Borriello che probabilmente contro l'Udinese ha toccato soltanto un pallone e quindi ha fatto un gol. C'è qualcosa di tremendamente rassicurante in questa statistica. La stessa sensazione che hai quando la palla ce l'ha Totti o quando guardi la panchina di ieri: Vucinic, Adriano, Julio Baptista, Mexes, Cicinho e Pizarro. E quando pensi che hai battuto quella che era la migliore squadra del momento senza gli stessi Pizarro e Vucinic, più De Rossi, Riise, Perrotta e Taddei. Puntini puntini... Adesso il futuro è il Bayern Monaco. La Coppa dei Campioni. Adesso il futuro è che sarà sarà veramente