Intaccare la sensibilità di un calciatore

Aperto da maverickiv2007, 27 Ago 2013, 12:57

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maverickiv2007

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Volkan Şen, centrocampista del Trabzonspor, fischiato dai suoi tifosi abbandona il campo durante la partita in lacrime, nonostante i tentativi di consolarlo dei compagni, avversari e perfino dell'arbitro.

Questo episodio mi ha fatto riflettere... I calciatori sono uomini con le loro debolezze, i loro problemi fuori dal campo e talvolta, sarebbe bene avere più rispetto per loro.

Io sono uno dei primi che allo stadio si fa prendere dall'enfasi del momento e del tifo, so che comunque noi tifosi non facciamo nulla di male anche quando insultiamo un avversario o un nostro giocatore che magari gioca male, ma poi vedi queste scene e ti viene da pensare chessò "E se quel ragazzo avesse qualche problema serio e avesse bisogno di sentirsi apprezzato almeno nel lavoro che fa?".

Insomma, credo, spero, che d'ora in poi allo stadio, prima di insultare un giocatore, ci penserò un attimo e ripensando a questa scena, sarò più buono, diverso.

Dusk

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A quanto è dato l'intervento su "sono pagati mijardi per essere insultati"?

Magnopèl

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Immagini tenerissime.
Sono molto fiero di non aver mai fischiato nessuno dei nostri.

umanoide69

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Citazione di: Dusk il 27 Ago 2013, 13:00
A quanto è dato l'intervento su "sono pagati mijardi per essere insultati"?

Visto il buonismo che trasuda dal topic ve lo risparmio. Però se il suddetto giocatore vuole fare a cambio io mi sacrifico volentieri.

Ah, ve aspetto al derby, voi e i vostri buoni propositi.  ;)

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CodyAnderson

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Citazione di: Magnopèl il 27 Ago 2013, 13:01
Immagini tenerissime.
Sono molto fiero di non aver mai fischiato nessuno dei nostri.

confermo, mai fischiato apertamente. gli insulti ai nostri li "penso" e basta, neanche ne parlo col vicino. anzi domenica quando dias ne combinava una dietro l'altra io tifavo solo per lui e spero ancora che ritorni il gran difensore che era un paio di anni fa.

Dusk

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Oddio, non è questione di buonismo. E' questione di saper vivere in modo un po' meno manicheo e tranchant.
I giocatori sono dei privilegiati, e lo sono in maniera teoricamente assolutamente ingiusta.
Però non sono "pagati per essere insultati" e soprattutto, un conto in banca spropositato non resetta il fatto di essere degli esseri umani come tutti.

In altre parole: in quanto calciatore professionista strapagato hai sicuramente dei doveri di rispetto e degli oneri comportamentali che le persone comuni non hanno. Tra questi oneri e doveri, tuttavia, esistono una serie di cose che non ci rientrano e che, erroneamente, alcune tra le stesse persone che poi seguono il calcio e fanno sì che sia quella fucina di miliardi quale è, pensano di sì.

Gli si chiede un livello di rispetto e correttezza molto alto in quanto miliardari, questo sì. Ma no, non ricevono tale compenso per "essere insultati" a buffo.

Davy_Jones

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se un ragazzo ha problemi che possono sfociare in una crisi di quel tipo, forse se si voleva fare il suo bene era meglio farlo riposare. uno stadio pieno e' uno stadio pieno. sinceramente non ho mai visto una cosa del genere.

Dusk

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Citazione di: CodyAnderson il 27 Ago 2013, 13:13
confermo, mai fischiato apertamente. gli insulti ai nostri li "penso" e basta, neanche ne parlo col vicino. anzi domenica quando dias ne combinava una dietro l'altra io tifavo solo per lui e spero ancora che ritorni il gran difensore che era un paio di anni fa.

Anche perché, se non ho frainteso in questi ultimi 31 anni di vita, il punto dell'essere tifosi è sostenere la propria squadra.
E' più facile che un giocatore della tua squadra giochi bene e faccia vincere la tua squadra se lo sostieni o se lo insulti mortalmente per 90 minuti?

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umanoide69

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Citazione di: Dusk il 27 Ago 2013, 13:15
Gli si chiede un livello di rispetto e correttezza molto alto in quanto miliardari, questo sì. Ma no, non ricevono tale compenso per "essere insultati" a buffo.

Io su questa cosa finisco per discutere pressoché con chiunque, ma devo essere io che sono "manicheo" effettivamente.
Eppure non mi sembra difficile: a questo mondo abbiamo tutti la possibilità di scegliere, se vivere della nostra "arte", qualora ci sentissimo in grado, o di seguire sentieri più sicuri ma senza gloria.
Qualcuno decide di rischiare e di fare il cantante, lo scrittore, il musicista, il pittore, l'attore, il regista o lo sportivo. Altri finiscono dietro uno sportello o una scrivania, nell'anonimato, con uno stipendio misero ma più sicuro, senza luci della ribalta ma senza scossoni.
È una scelta, nessuno ti obbliga a salire su un palcoscenico per dire a tutto il mondo "guardate come sono bravo, ammiratemi, io vivo delle mie doti". Ma è una scelta che una volta fatta implica il saper accettare che ci potranno essere applausi o fischi. O magari a volte gli uni a volte gli altri.

La società si è talmente appiattita su questo buonismo patetico - che poi è un'altra faccia del tentativo, riuscitissimo, di sedare qualsiasi forma di dissenso - che non è più ritenuto accettabile il fatto di fischiare per esprimere la propria pacifica disapprovazione. Anzi, applaudiamo lo stesso il cane che stona, il politico che dice castronerie, lo scrittore che non vende (e diamogli anche dei sussidi, già che ci siamo), il calciatore impedito. Che poverini, sono esseri umani, poi ci rimangono male!
Delirio totale. Ma se non sono in grado, se non reggono la ribalta, perché sono lì? Perché non lavorano alle poste??
Ed è comunque un delirio recente. Quando gli spettacoli erano pochi e vi assistevano regolarmente tanto il popolo quanto le classi più privilegiate, gli artisti cani dovevano stare bene attenti a schivare la roba che gli pioveva addosso, altro che fischi.

Zoppo

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Come mai il calciatore è stato contestato?

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Quoto umanoide69,mi spiace ma non riesco a sentire questa sensibilità.
Non nego che ci sia,ma ammetto che non me ne interesso.
Come non mi importerebbe se al posto del calciatore ci fosse un arbitro o un portiere,di solito molto più bersagliate.
E che dire dei politici,dei manager o degli attori?
Per me è l'eccessiva esposizione mediatica della società odierna il nodo del problema,noi oggi sappiamo tutto di questi personaggi pubblici,pure quante volte vanno al bagno e dove vanno in vacanza.

Infondo di fronte a totti che piangeva abbiamo GIUSTAMENTE goduto tutti.

Il discorso,caro maverick,è che loro hanno una "settimana da dei" contro 90 minuti nel potenziale occhio del ciclone.
I comuni mortali nell'occhio del ciclone ce vivono e per questi il mondo fa molto più schifo che per l'attore,il calciatore,il politico o il manager di successo.
Non parliamo solo di soldi (seppur questi rappresentino una larga fetta della concezione sociale odierna) ma di tutto quello che poi gira intorno allo showbiz e quant'altro.

Insomma,per rispettare le emozioni altrui dovrei sopprimere le mie,direi che non è il caso.  8)

porgascogne

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Dusk

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Citazione di: umanoide69 il 27 Ago 2013, 13:40
Io su questa cosa finisco per discutere pressoché con chiunque, ma devo essere io che sono "manicheo" effettivamente.
Eppure non mi sembra difficile: a questo mondo abbiamo tutti la possibilità di scegliere, se vivere della nostra "arte", qualora ci sentissimo in grado, o di seguire sentieri più sicuri ma senza gloria.
Qualcuno decide di rischiare e di fare il cantante, lo scrittore, il musicista, il pittore, l'attore, il regista o lo sportivo. Altri finiscono dietro uno sportello o una scrivania, nell'anonimato, con uno stipendio misero ma più sicuro, senza luci della ribalta ma senza scossoni.
È una scelta, nessuno ti obbliga a salire su un palcoscenico per dire a tutto il mondo "guardate come sono bravo, ammiratemi, io vivo delle mie doti". Ma è una scelta che una volta fatta implica il saper accettare che ci potranno essere applausi o fischi. O magari a volte gli uni a volte gli altri.

La società si è talmente appiattita su questo buonismo patetico - che poi è un'altra faccia del tentativo, riuscitissimo, di sedare qualsiasi forma di dissenso - che non è più ritenuto accettabile il fatto di fischiare per esprimere la propria pacifica disapprovazione. Anzi, applaudiamo lo stesso il cane che stona, il politico che dice castronerie, lo scrittore che non vende (e diamogli anche dei sussidi, già che ci siamo), il calciatore impedito. Che poverini, sono esseri umani, poi ci rimangono male!
Delirio totale. Ma se non sono in grado, se non reggono la ribalta, perché sono lì? Perché non lavorano alle poste??
Ed è comunque un delirio recente. Quando gli spettacoli erano pochi e vi assistevano regolarmente tanto il popolo quanto le classi più privilegiate, gli artisti cani dovevano stare bene attenti a schivare la roba che gli pioveva addosso, altro che fischi.


Facciamo a capirci: messa così, hai ragione molto pacificamente: penso che sia impossibile non condividere il succo delle tue riflessioni. Semplicemente io ho scritto tutt'altre cose e ho espresso tutti altri concetti.

jp1900

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Citazione di: umanoide69 il 27 Ago 2013, 13:40
Io su questa cosa finisco per discutere pressoché con chiunque, ma devo essere io che sono "manicheo" effettivamente.
Eppure non mi sembra difficile: a questo mondo abbiamo tutti la possibilità di scegliere, se vivere della nostra "arte", qualora ci sentissimo in grado, o di seguire sentieri più sicuri ma senza gloria.
Qualcuno decide di rischiare e di fare il cantante, lo scrittore, il musicista, il pittore, l'attore, il regista o lo sportivo. Altri finiscono dietro uno sportello o una scrivania, nell'anonimato, con uno stipendio misero ma più sicuro, senza luci della ribalta ma senza scossoni.
È una scelta, nessuno ti obbliga a salire su un palcoscenico per dire a tutto il mondo "guardate come sono bravo, ammiratemi, io vivo delle mie doti". Ma è una scelta che una volta fatta implica il saper accettare che ci potranno essere applausi o fischi. O magari a volte gli uni a volte gli altri.

La società si è talmente appiattita su questo buonismo patetico - che poi è un'altra faccia del tentativo, riuscitissimo, di sedare qualsiasi forma di dissenso - che non è più ritenuto accettabile il fatto di fischiare per esprimere la propria pacifica disapprovazione. Anzi, applaudiamo lo stesso il cane che stona, il politico che dice castronerie, lo scrittore che non vende (e diamogli anche dei sussidi, già che ci siamo), il calciatore impedito. Che poverini, sono esseri umani, poi ci rimangono male!
Delirio totale. Ma se non sono in grado, se non reggono la ribalta, perché sono lì? Perché non lavorano alle poste??
Ed è comunque un delirio recente. Quando gli spettacoli erano pochi e vi assistevano regolarmente tanto il popolo quanto le classi più privilegiate, gli artisti cani dovevano stare bene attenti a schivare la roba che gli pioveva addosso, altro che fischi.
Nel caso dei calciatori, però, non è una scelta che si fa da adulti o, comunque, dopo i 20 anni (come per quasi tutti gli altri lavori).
A volte la fanno gli altri per te (genitori), e tu devi dare il massimo da 20 anni a 30, dopodichè sei "lavorativamente" finito.

Maremma Laziale

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Proprio qualche giorno fa Mario Gomez disse qualcosa proprio a proposito di fischi e insulti.

Un Mario Gomez che non ti aspetti. L'ex attaccante del Bayern Monaco, in attesa di debuttare ufficialmente con la maglia della Fiorentina nel massimo campionato italiano (lunedì sera il posticipo contro il Catania, ndr) lancia dure accuse ai connazionali.
Tutta colpa di quei fischi che hanno accolto il suo ingresso in campo a Kaiserslautern durante l'amichevole pareggiata 3-3 dalla Germania contro il Paraguay lo scorso 14 agosto. Un atteggiamento che proprio non è piaciuto a Gomez.
"Capisco che la gente a Kaiserslautern volesse che Klose continuasse a giocare (Mario aveva sostituito proprio il bomber della Lazio, ndr) per battere il record di gol di Gerd Muller proprio davanti ai tifosi della squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, però è un atteggiamento sbagliato" incalza il panzer alla Bild.
"Dopo la morte di Robert Enke (portiere tedesco suicidatosi nel 2009 a causa di una forte depressione, ndr) pensavo che le cose fossero cambiate in Germania, che la gente avesse capito che prendersela così tanto con un calciatore – che è pur sempre un uomo – può essere molto pericoloso. Peccato, mi sbagliavo..."


http://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-gomez-popolo-tedesco-mi-deluso-104754579.html

maverickiv2007

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Citazione di: VeniVidiLulic il 27 Ago 2013, 13:58
Quoto umanoide69,mi spiace ma non riesco a sentire questa sensibilità.
Non nego che ci sia,ma ammetto che non me ne interesso.
Come non mi importerebbe se al posto del calciatore ci fosse un arbitro o un portiere,di solito molto più bersagliate.
E che dire dei politici,dei manager o degli attori?
Per me è l'eccessiva esposizione mediatica della società odierna il nodo del problema,noi oggi sappiamo tutto di questi personaggi pubblici,pure quante volte vanno al bagno e dove vanno in vacanza.

Infondo di fronte a totti che piangeva abbiamo GIUSTAMENTE goduto tutti.

Il discorso,caro maverick,è che loro hanno una "settimana da dei" contro 90 minuti nel potenziale occhio del ciclone.
I comuni mortali nell'occhio del ciclone ce vivono e per questi il mondo fa molto più schifo che per l'attore,il calciatore,il politico o il manager di successo.
Non parliamo solo di soldi (seppur questi rappresentino una larga fetta della concezione sociale odierna) ma di tutto quello che poi gira intorno allo showbiz e quant'altro.

Insomma,per rispettare le emozioni altrui dovrei sopprimere le mie,direi che non è il caso.  8)
Vedi, tu hai ragione da un certo punto di vista, però è anche vero che un calciatore, solitamente, ad di là degli aspetti extracalcistici è un professionista che lavora per una Società e che cerca di regalare ai tifosi la gioia della vittoria, quindi, essere contestato per il lavoro che si fa è destabilizzante, è come se venissi pubblicamente contestato nell'ambito del tuo lavoro, chessò, da un pubblico con cui stai interloquendo.
Per intenderci io, da tifoso, non me la sentirei di accanirmi contro UN giocatore, al massimo posso accanirmi, vedi le mer.de lo scorso anno, contro un'intera squadra se questa non mostra rispetto verso il pubblico, ma per contestare UN giocatore, lo stadio non mi sembra il luogo appropriato, per il semplice fatto che sei in un ambiente appunto pubblico, davanti a migliaia di altre persone che in quel momento stanno giudicando non solo il tuo essere calciatore, ma la tua persona, per capirci non sentirai mai un tifoso dire soltanto sei una pippa come calciatore, ma diventerai "mer.da - stron.zo - figlio di p........" e via discorrendo.
Insomma c'è una sensibilità che dovrebbe portarti ad avere un certo tipo di atteggiamento... Il tuo capo non ti contesterà mai pubblicamente ma in disparte, se il tuo comandante ti darà un ordine che ritieni inconcepibile non potrai mai discuterne davanti agli altri commilitoni...
E' complicato il discorso, ma accanirsi contro UN solo giocatore in quel modo, mi da veramente fastidio...

umanoide69

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Citazione di: Maremma Laziale il 27 Ago 2013, 14:14
Proprio qualche giorno fa Mario Gomez disse qualcosa proprio a proposito di fischi e insulti.
[...]

E può andare tranquillamente affanculo anche il sig. Mario "che è pur sempre un uomo (ma da quanto guadagna si direbbe che sono un centinaio)" Gomez.
Io non posso permettermi di far vivere le persone a me care in una casa degna di questo nome e lui poverino si preoccupa di 90 minuti alla settimana a rischio fischi...
Lo so, questa cosa degenera in facile qualunquismo in un nanosecondo. Ma quando i miliardari si lamentano della loro vita sfortunata è inevitabile che succeda.
Siamo tutti a rischio depressione, tutti, è vero. Ma proprio perché lo siamo tutti, è bene che i più fortunati stiano zitti e a cuccia in un angoletto se non vogliono essere insultati il triplo. Le loro lacrime sono un offesa vera e propria per chi la vita se la suda secondo per secondo.



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Splash

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Si parla di beccare i fischi dai propri tifosi , una cosa stupida , inutile se non dannosa . Il conto in banca non c'entra niente , anche perchè per fare 10 anni di carriera , i sportivi sacrificano una vita intera (e la maggior parte manco ci arriva a certi livelli , si fermano a livelli molto più umani economicamente parlando).
Nella maggior parte dei calciatori parliamo di gente senza una laurea , con poca cultura , che ha dedicato la vita allo sport e che a 30 anni , se non ha fatto un mucchio di soldi , rischia di cominciare una nuova vita molto più difficile della gente normale .
Detto questo , ripeto che per me fischiare i propri giocatori è una delle cose più insensate viste in un campo di calcio , sopratutto se fatti non dopo l'uscita del giocatore dal campo .

A quanto pare i propri tifosi l'hanno insultato , vado a vedere il perchè , cmq dev'essere qualcosa di grave vista la reazione del giocatore e degli stessi tifosi .

fabichan

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Sinceramente sta cosa di mettere sulla bilancia la sensibilità con "quanto uno guadagna" mi dà sui nervi.

Come se i soldi potessero rendere una persona insensibile o impermeabile.

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