Italia-Serbia

Aperto da TheReverend92, 12 Ott 2010, 20:46

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Eagles77

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Citazione di: anderz il 13 Ott 2010, 08:56
Sì sì, eccolo




- Al mio segnale, scatenate l'infernooooooooo

mansiz

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Io mi faccio queste domande:

perché lo stadio di calcio deve essere un luogo dove la legge è un optional?
perché se mi trovo in uno stadio posso insultare, inneggiare, malmenare, incendiare, sporcare, vilipendere?
perché ho la copertura della massa e del branco e da solo non sarei nessuno.

Ma in Inghilterra tutto questo sarebbe accaduto?

Voi vi stupite del minuto 5:35? Voi non fareste mai il cellerino, vero? Manco io.

olandese

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Si ma i gay so esibizionisti ...

 

COLDILANA61

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Citazione di: Aquila grigia il 13 Ott 2010, 10:32
e tu, scusa, come lo definiresti, invece?
Per me era e rimane, anche se apparentemente sciolto, un movimento terrorista nato all'interno di uno stato sovrano con lo scopo di pulire etnicamente una sua regione.

Io non la definisco per un semplice motivo .
Non sono kosovaro di etnia albanese e non sono kosovaro di etnia serba.

Sappiamo benissimo su quali ragione storiche nacque la Yugoslavia e sappiamo benissimo e fino quando e grazie a chi , questa geopolitica internazionale resse in quella regione .

Gli odi e gli ultranazionalismi stanno uscendo come i vermi . Da tutte le parti .
Io sono contro i nazionalismi , i padanismi , i meridionalismi , i fondamentalismi e non mi schiero a favore di nessuna parte che abbia nel programma questi "ismi".

Naturalmente tu sei libero di schierarti , magari hai le conoscenze e le ragioni per farlo .
Io no , posso ? e comunque dai miei interventi NON ho mai manifestato alcuna forma di avversione per i serbi , in quanto tali e solo per quello . Ne alcuna simpatia per l'UCK e simili .Spero che almeno questo me lo concedi .


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Loro avranno fatto una grande figura di merda, ma anche noi non siamo da meno, avevamo in mano l'organizzazione ecc e la sicurezza specialmente dei tifosi italiani, invece abbiamo dimostrato che non servono tesserine del cazzo (vero marò) ma ben altre soluzioni e ci siamo trovati impreparati, praticamente hanno fatto come volevano e hanno vinto loro.

porgascogne

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Citazione di: Dusk il 13 Ott 2010, 10:08
Ma infatti. Posso dire, sommessamente, una cosa? In verità la stavo scrivendo ieri, poi ho lasciato perdere.
Il punto è che, ormai, la guerriglia da stadio andrebbe inquadrata sempre in contesti molto più ampi e che travalicano il mondo dello sport. Si è scelto, un po' in tutto il mondo, di incanalare e veicolare verso gli stadi un certo tipo di "disagio sociale" che è fisiologicamente esistito da quando esiste l'organizzazione umana. E' un dato di fatto incontrovertibile. Qui a Roma, così come a Belgrado, Londra o in Africa subsahariana.
Ora, al di là delle motivazioni, al di là del merito, il caso di ieri si ascrive "banalmente" in un contesto simile.
E io inizio a essere stufo. Perchè francamente è stucchevole l'armamentario di "ecco la vergogna, lo scandalo, la follia". Non è nè "vergogna", nè "scandalo", nè tantomeno "follia". E' l'umanità, nelle sue forme violente, deprecabili e che vanno combattute, con i giusti mezzi. Che di certo non sono questo stucchevole armamentario di retorica cieca e sorda, pronta a liquidare qualsiasi avvenimento con aggettivi moralisti, agitando il pugnetto e facendo la faccina sconcertata.
Il fatto che nel 2010 ancora perduri la squallida retorica del "...quella che doveva essere una serata di sport è di festa, si è trasformata in bla bla bla bla bla per colpa della follia di bla bla bla bla" mi fa capire che, a monte, siamo ancora anni luce lontani dal semplice inquadramento del fenomeno.
Forse, non so, dietro c'è proprio la volontà da parte degli organi di informazione di perpetrare questa favoletta agli occhi del grosso degli utenti, o forse è un meccanismo involontario che ormai si è innescato e che è difficile da far cessare.
Ma il punto è che non c'è nulla di "folle", inteso come casuale, improvviso, e ingiustificato.
Dietro la violenza del tifo ci sono connivenze a doppio e triplo filo con ambienti malavitosi, con frange oscure del potere politico e quant'altro, da un lato. Dall'altro lato è un fatto conclamato che si è scelto di veicolare la devianza della società in un luogo recintato e apparentemente distantissimo dalle cose "serie" contro cui, invece, a briglia sciolta, potrebbe indirizzarsi tale disagio.

In ultima istanza, mi risulta oltremodo pesante il commento scandalizzato dei comunicatori mediatici per un fatto di mera abitudine: purtroppo siamo abituati da decenni a vedere TUTTO il marcio del mondo, in diretta tv. Abbiamo visto inquadrature da film di Oliver Stone su decine di guerre "classiche", internazionali o civili, abbiamo visto torture, scontri etnici, religiosi, morti in diretta, attentati spettacolari e spettacolarizzati e quant'altro. Abbiamo, nel nostro bagaglio culturale, le immagini orrende dei campi di concentramento, che "maneggiamo" fin dai tempi del sussidiario delle elementari.
A me, personalmente, il commento "moralista" a fronte di immagini che, in confronto a tutto quello che ho descritto prima, sembrano quasi all'acqua di rose, suona fasullo, sciocco, stucchevole.
La violenza va combattuta, il lato oscuro dell'uomo c'è e ci sarà sempre, ma non per questo occorre abbassare la guardia.
Tuttavia, è ora di "crescere", come società civile. Il moralismo, la banalizzazione, le letture stereotipate e quant'altro, non servono a nulla.

as usual, ti quoto

(grazie RB)
;)

mansiz

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Citazione di: NBA-LAZIO il 13 Ott 2010, 10:58
Loro avranno fatto una grande figura di merda, ma anche noi non siamo da meno, avevamo in mano l'organizzazione ecc e la sicurezza specialmente dei tifosi italiani, invece abbiamo dimostrato che non servono tesserine del cazzo (vero marò) ma ben altre soluzioni e ci siamo trovati impreparati, praticamente hanno fatto come volevano e hanno vinto loro.

mi sembra che i tifosi italiani siano usciti perfettamente incolumi e questo era fondamentale;
i tifosi serbi non avevano la tessera del tifoso, quindi in questo momento non c'entra niente;

tommasino

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A parte le motivazioni storico-politico-nazionalistiche sulle quali non mi ritengo in grado di entrare con una certa cognizione di causa (anche se  il 3 con le dita che non significasse il rischio di perdere la partita 3-0 a tavolino me lo ero immaginato pure io) vorrei capire il comportamento dlle forza dell'ordine.
La questione di fondo è stabilire se le forze dell'ordine devono principalmente garantire il regolare svolgimento della manifestazione o l'incolumità degli spettatori, o entrambe le cose.
Nel caso specifico risulta evidente che entrambe le cose, vista la piega presa dalla situazione, non potevano essere garantite e si è scelta la strada di far sfogare quei personaggi con veramente poco di umano.
E' stata la scelta giusta? Non ne sono pienamente convinto; a quel punto forse sì, ma una fila di poliziotti in assetto antisommossa piazzata a bordo campo che avesse preso a manganellate sui malleoli chiunque avesse provato a "cavalcare " la recinzione credo che potesse far sentire i serbi meno convinti di poter fare tutto quello che gli pareva.

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Citazione di: mansiz il 13 Ott 2010, 10:49
Voi vi stupite del minuto 5:35?[/b]
No, per niente. Anzi.

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Citazione di: mansiz il 13 Ott 2010, 11:04
mi sembra che i tifosi italiani siano usciti perfettamente incolumi e questo era fondamentale;
i tifosi serbi non avevano la tessera del tifoso, quindi in questo momento non c'entra niente;

Allora da quanto leggo in giro, erano già successe situazioni simili anche in campionato (nel loro paese), e pur sapendo che questi erano pericolosi, ovviamente non tutti (perchè c'erano anche dei bambini), alcuni sono riusciti ad entrare lo stesso, il problema però è che noi non siamo stati capaci di organizzarci, infatti le forze dell'ordine hanno chiesto rinforzi, dimostrando che erano del tutto impreparati e la cosa è gravissima, dubito che in altri paesi questa cosa finiva così, anzi; la tessera del tifoso era per far capire che servono ben altre soluzioni e non una carta del supermercato. ;)

BiancoAzzurro

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Citazione di: tommasino il 13 Ott 2010, 11:10
una fila di poliziotti in assetto antisommossa piazzata a bordo campo che avesse preso a manganellate sui malleoli chiunque avesse provato a "cavalcare " la recinzione credo che potesse far sentire i serbi meno convinti di poter fare tutto quello che gli pareva.
Mi sà che ti sfugge da chi è composta la maggioranza della tifoseria serba.  :roll:

Primus_Pilus

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Citazione di: olandese il 13 Ott 2010, 10:50
Si ma i gay so esibizionisti ...



questo ce lo vedo bene a "fine carriera" conduttore radiofonico per una trasmissione sul patizan..chessò.. te la do io belgrado?

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Aquila Romana

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Citazione di: pentiux il 13 Ott 2010, 09:17
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2010/10/12/AM8nyn8D-seguaci_attacco_governo.shtml

Onore al Gatto Silvestro

Sono su una black list di 400 "noti", alla Uefa come alle polizie europee. Ma, denuncia Roberto Masucci responsabile dell'Osservatorio del ministero, la polizia serba non ha fornito elementi sulla "soglia di rischio". Replicano i serbi: «Non è vero».

Probabilmente gli Osservatori dell'Osservatorio che tutto Osservano e a cui nulla sfugge erano intenti nello stabilire se per vendere un biglietto ad un bambino di 7 anni sia sufficiente la tessera sanitaria oppure sia meglio richiedere la Carta d'Identita o la Patente di Guida.... 

Il male di questo paese è l'immunità universale, in un paese serio si sarebbero già dimessi

surg

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Citazione di: tommasino il 13 Ott 2010, 11:10
A parte le motivazioni storico-politico-nazionalistiche sulle quali non mi ritengo in grado di entrare con una certa cognizione di causa (anche se  il 3 con le dita che non significasse il rischio di perdere la partita 3-0 a tavolino me lo ero immaginato pure io) vorrei capire il comportamento dlle forza dell'ordine.
La questione di fondo è stabilire se le forze dell'ordine devono principalmente garantire il regolare svolgimento della manifestazione o l'incolumità degli spettatori, o entrambe le cose.
Nel caso specifico risulta evidente che entrambe le cose, vista la piega presa dalla situazione, non potevano essere garantite e si è scelta la strada di far sfogare quei personaggi con veramente poco di umano.
E' stata la scelta giusta? Non ne sono pienamente convinto; a quel punto forse sì, ma una fila di poliziotti in assetto antisommossa piazzata a bordo campo che avesse preso a manganellate sui malleoli chiunque avesse provato a "cavalcare " la recinzione credo che potesse far sentire i serbi meno convinti di poter fare tutto quello che gli pareva.

Io credo che la Polizia debba garantire l'osservanza della legge e arrestare chi compie atti contrari alla legge. Non credo invece che gli agenti debbano intervenire con il manganello (o peggio) per punire chi, a loro avviso,  sta compiendo atti contrari alla legge

tommasino

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Citazione di: BiancoAzzurro il 13 Ott 2010, 11:17
Mi sà che ti sfugge da chi è composta la maggioranza della tifoseria serba.  :roll:

Mi sà che la tifoseria serba sia la stessa che è stata GIUSTAMENTE manganellata ed arrestata al termine della partita.
Se mi dici che al termine in un piazzale è un conto ed all'interno di uno stadio è un'altro, ne possiamo certamente discutere.
Ma se ritieni che la "maggioranza della tifoseria serba" non possa in alcun modo essere fronteggiata dalla polizia italiana non mi trovi d'accordo

Aquila Romana

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Citazione di: BiancoAzzurro il 13 Ott 2010, 10:06


Minuto 5:35, inizia la mattanza.

Questo paese non è attualmente in grado di garantire la sicurezza durante un evento pubblico.

Sono anni che ci troviamo di fronte alle stesse scene deprimenti, i responsabili delle forze dell'ordine agiscono come un elettrodomestico a due velocità :

A - Carica ad occhi chiusi, chi cojo cojo e a chi tocca nun se 'ngrugna

B - Lasciamoli fare, disponiamoci a debita distanza, prima o poi qualcosa accadrà

Mark Lenders

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Citazione di: Dusk il 13 Ott 2010, 10:08
Ma infatti. Posso dire, sommessamente, una cosa? In verità la stavo scrivendo ieri, poi ho lasciato perdere.
Il punto è che, ormai, la guerriglia da stadio andrebbe inquadrata sempre in contesti molto più ampi e che travalicano il mondo dello sport. Si è scelto, un po' in tutto il mondo, di incanalare e veicolare verso gli stadi un certo tipo di "disagio sociale" che è fisiologicamente esistito da quando esiste l'organizzazione umana. E' un dato di fatto incontrovertibile. Qui a Roma, così come a Belgrado, Londra o in Africa subsahariana.
Ora, al di là delle motivazioni, al di là del merito, il caso di ieri si ascrive "banalmente" in un contesto simile.
E io inizio a essere stufo. Perchè francamente è stucchevole l'armamentario di "ecco la vergogna, lo scandalo, la follia". Non è nè "vergogna", nè "scandalo", nè tantomeno "follia". E' l'umanità, nelle sue forme violente, deprecabili e che vanno combattute, con i giusti mezzi. Che di certo non sono questo stucchevole armamentario di retorica cieca e sorda, pronta a liquidare qualsiasi avvenimento con aggettivi moralisti, agitando il pugnetto e facendo la faccina sconcertata.
Il fatto che nel 2010 ancora perduri la squallida retorica del "...quella che doveva essere una serata di sport è di festa, si è trasformata in bla bla bla bla bla per colpa della follia di bla bla bla bla" mi fa capire che, a monte, siamo ancora anni luce lontani dal semplice inquadramento del fenomeno.
Forse, non so, dietro c'è proprio la volontà da parte degli organi di informazione di perpetrare questa favoletta agli occhi del grosso degli utenti, o forse è un meccanismo involontario che ormai si è innescato e che è difficile da far cessare.
Ma il punto è che non c'è nulla di "folle", inteso come casuale, improvviso, e ingiustificato.
Dietro la violenza del tifo ci sono connivenze a doppio e triplo filo con ambienti malavitosi, con frange oscure del potere politico e quant'altro, da un lato. Dall'altro lato è un fatto conclamato che si è scelto di veicolare la devianza della società in un luogo recintato e apparentemente distantissimo dalle cose "serie" contro cui, invece, a briglia sciolta, potrebbe indirizzarsi tale disagio.

In ultima istanza, mi risulta oltremodo pesante il commento scandalizzato dei comunicatori mediatici per un fatto di mera abitudine: purtroppo siamo abituati da decenni a vedere TUTTO il marcio del mondo, in diretta tv. Abbiamo visto inquadrature da film di Oliver Stone su decine di guerre "classiche", internazionali o civili, abbiamo visto torture, scontri etnici, religiosi, morti in diretta, attentati spettacolari e spettacolarizzati e quant'altro. Abbiamo, nel nostro bagaglio culturale, le immagini orrende dei campi di concentramento, che "maneggiamo" fin dai tempi del sussidiario delle elementari.
A me, personalmente, il commento "moralista" a fronte di immagini che, in confronto a tutto quello che ho descritto prima, sembrano quasi all'acqua di rose, suona fasullo, sciocco, stucchevole.
La violenza va combattuta, il lato oscuro dell'uomo c'è e ci sarà sempre, ma non per questo occorre abbassare la guardia.
Tuttavia, è ora di "crescere", come società civile. Il moralismo, la banalizzazione, le letture stereotipate e quant'altro, non servono a nulla.

Sono d'accordo. Del tifo violento ne parlai una volta con un questore in pensione, e lui mi confermò che a monte c'era una precisa scelta politica: veicolare la devianza della società in un luogo recintato e apparentemente distantissimo dalle cose "serie" contro cui, invece, a briglia sciolta, potrebbe indirizzarsi tale disagio.
Detto questo, torno su un mio vecchio cavallo di battaglia e dico che la violenza serba non è stata l'unica cosa fuori luogo della serata di ieri. Vogliamo parlare del minuto di silenzio e di tutti gli striscioni in onore dei caduti in Afghanistan? Qualcuno, per l'ennesima volta, è in grado di spiegarmi come mai lo sport, attravarso una partita di calcio (in questo caso della nazionale, ma è accaduto anche in campionato), debba essere tirato per la giacchetta e utilizzato dallo stato per commemorare i propri morti? Usano la vetrina del calcio per diecimila fini extracalcistici (i minuti di silenzio, le sciarpette di Telethon, etc.) e poi pretendono di poter dire agli ultras che "la politica deve restare fuori dagli stadi". Ma con quale credibilità?

Drake

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Citazione di: tommasino il 13 Ott 2010, 11:44
Mi sà che la tifoseria serba sia la stessa che è stata GIUSTAMENTE manganellata ed arrestata al termine della partita.

Non sono d'accordo andavano solo arrestati, stamattina ho visto in tv le immagini che riprendevano una ventina di celerini che manganellavano alcuni tifosi serbi ormai inermi, la violenza inutile non va mai giustificata.


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Citazione di: tommasino il 13 Ott 2010, 11:44
Mi sà che la tifoseria serba sia la stessa che è stata GIUSTAMENTE manganellata ed arrestata al termine della partita.
Se mi dici che al termine in un piazzale è un conto ed all'interno di uno stadio è un'altro, ne possiamo certamente discutere.
Ma se ritieni che la "maggioranza della tifoseria serba" non possa in alcun modo essere fronteggiata dalla polizia italiana non mi trovi d'accordo
Intendevo dire che visto il loro "background" non credo fossero tanto spaventati da qualche manganellata sui malleoli. (cit.)

Poi grazie al cavolo che j'hanno menato. Dopo. A schiacciarli addosso a quel cancello sò boni tutti.
Col piffero però che sò imboccati nel loro settore durante la partita.

E comunque di scontri se ne son visti ben peggiori. Anche qui in Italia. E qui a Roma.

Ma la domanda è un'altra?
Se questi stavano a fà bordello dalle 17, ma perchè l'hanno fatti entrare?

arrigodolso

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La polemicaUefa infuriata con l'Italia
La Serbia non sarà espulsaI serbi rischiano di giocare le prossime tre partite all'estero a porte chiuse. Partita vinta 3-0 per gli azzurri, ma è in arrivo una multa o un turno di squalifica. Aperta un'inchiestadi Fulvio Bianchi

ROMA - Nel quartier generale dell'Uefa, a Nyon, due passi da Ginevra, Michel Platini è arrivato di prima mattina: era reduce da un viaggio in Lussemburgo e poi in Olanda, dove martedì sera è stato avvertito subito dall'Italia di quello che stava accadendo a Genova. Il n.1 del calcio europeo ha presieduto una riunione col suo staff, appena ricevuti i referti di arbitri e delegato Uefa ed ha subito aperto un'inchiesta sui fatti di Genova (il caso verrà esaminato il prossimo 28 ottobre). Molto male il delegato Uefa, di nazionalità georgiana: "Temevo Heysel". Meglio l'arbitro, che ha avuto il coraggio di sospendere la partita. Adesso, le sanzioni. Per la Serbia sconfitta a tavolino, 0-3, e (probabili) tre turni di squalifica al campo, da scontare all'estero e a porte chiuse (non facile però trovare una sede). La nazionale di Stankovic non giocherà più in casa in queste qualificazioni: ma non ci sarà l'espulsione dall'Europeo 2012. Per motivi politici. Quando l'Inghilterra fu cacciata dai campi di calcio, ci fu un accordo fra l'Uefa, appunto, e il governo inglese di Margareth Tatcher. Ora non è possibile che ci sia una decisione del genere fra Uefa e governo di Belgrado, non ci sono rapporti così stretti: tra l'altro il prossimo anno Platini si ricandida alla presidenza del massimo organismo europeo e cacciare la Serbia sarebbe una decisione troppo pesante.

Ma a Nyon sono infuriati anche con la Federazione italiana, che aveva chiesto gli Europei 2016 (poi, come noto, andati alla Francia) e non è stata in grado di organizzare una partita con 500 ultras "annunciati" da Belgrado. Disastrosa la questura di Genova nella gestione della prevenzione: incidenti nel pomeriggio, poi le "trigri di Arkan" che sono entrate a Marassi con coltelli, bombe carta, tronchesine, eccetera. Di tutto è stato fatto passare. Dove erano finiti filtraggi e prefiltraggi? Come è possibile una simile disorganizzazione? Che ha da dire il questore di Genova? La Figc ne pagherà ora le conseguenze: una forte ammenda, al massimo un turno a porte chiuse. Tra l'altro, Platini e Abete sono in rapporti molto freddi dopo la candidatura italiana agli Europei.


Ecco , mo se la prendono con il questore di Genova,....ma che pretendono,erano in uno stadio, mica chiusi in una scuola..............

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