Citazione di: Pergianluca il 05 Nov 2012, 13:22
Questo, però, è un ragionamento circolare. Lo stesso che i loro schierani tentano per giustificare l'(ingiustificabile) iniqua ripartizione di risorse e poteri a favore delle tre.
Il surplus di tifosi a cui fai cenno lo hanno sottratto alle altre squadre proprio perché per tanti anni hanno potuto giocare (barare?) al tavolo con fiches dieci, venti, trenta volte superiori a quelle degli altri contendenti. Ed oggi vorrebbero addurlo per perpetrare una distribuzione delle fiches ugualmente squilibrata.
La verità è che, così come hanno dovuto riconoscere in tutti i Paesi in cui si sono posti davvero il problema di come massimizzare i ricavi del sistema, il prodotto calcistico è necessariamente "unico" ed il relativo fatturato dovrebbe essere distribuito (al netto di eventuali meccanismi di redistribuzione volti a promuovere ulteriormente la competitività) in parti sostanzialmente paritetiche tra tutti coloro che concorrono a realizzarlo.
Condivido la tua analisi, e propongo una facile controprova.
In un paese come il nostro la prima regola fondamentale del vivere sociale è in molti casi il
campanile, la contrapposizione geografica arcigna ed eterna.
Ogni città si adora in contraposizione e in odio alle vicine rivali, ogni quartiere replica nel suo piccolo lo stesso meccanismo con i quartieri vicini.
E infatti in sport di squadra meno celebrati e seguiti (basket, rugby, volley...) le realtà locali hanno un valore impensabile per le squadre di calcio: penso a Macerata, a Modena, a Treviso, a Bologna, a Siena. E nel loro piccolo (che poi tanto piccolo non è, ma sicuramente incomprabile al calcio) queste realtà muovono interessi, passioni e, a ricarico, soldi, sponsor e quant'altro.
A livello minore gli stessi sport sono caratterizzati forse da una minore spinta economica, ma da un seguito ugualmente stabile e fedele.
Nel calcio questo non esiste, o almeno in tante parti d'Italia è stato fatto dimenticare ad arte: Juve Inter e Milan sono le squadre più tifate anche e soprattutto nelle regioni dove il fenomeno calcio è marginale e subordinato ai trionfi delle strisciate.
Di più: interi club, anche importanti e di serie A, fungono da bacino satellite per le tre grandi, in un rapporto di dipendenza che ormai diamo per scontato