La monodimensione sportiva italiana

Aperto da MisterFaro, 25 Feb 2019, 10:34

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MisterFaro

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Citazione di: Lativm88 il 25 Feb 2019, 17:32
Forse è per questo che, non avendo divi, può avere meno fascino di qualche impomatato attore in calzoncini.

Questo però credo sia anche la sua 'rovina' (brutta parola) in Italia. Gli sport 'minori' (e 2) hanno avuto nuova linfa spesso alle spalle di un fuoriclasse. Penso a Rosolino o alla Pellegrini nel nuoto, o alla Vezzali. O Myers/Basile. magari sbaglio ma nel rugby questo non c'è ancora stato. Non dico uno tipo Lomu ovviamente eh.

Lativm88

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Citazione di: vaz il 25 Feb 2019, 17:47
Questo però credo sia anche la sua 'rovina' (brutta parola) in Italia. Gli sport 'minori' (e 2) hanno avuto nuova linfa spesso alle spalle di un fuoriclasse. Penso a Rosolino o alla Pellegrini nel nuoto, o alla Vezzali. O Myers/Basile. magari sbaglio ma nel rugby questo non c'è ancora stato. Non dico uno tipo Lomu ovviamente eh.


RIcordo che nel 2007, a margine del miglior sei nazioni della nostra storia, la nazionale venne travolta da una specie di psicosi collettiva. Addirittura mandavano le notizie in quel cesso di studio sport.

Ma era una moda, come spesso accade da noi, destinata a passare. Perché si è ben presto ritenuto più costruttivo tornare a farsi due risate sulle sconfitte rugbistiche o a della vuotissima retorica sullo sport rude e gentile e menate varie.

In generale in Italia, fateci caso, le cose si seguono per un certo periodo sperando nell'exploit assolutamente non programmato di un qualche fenomeno per poi ricadere nell'oblio assoluto non appena si spengono i riflettori e non sfruttare il fenomeno del momento per una strategia a lungo termine (E qui ci sono le colpe della F.I.R. come delle tante federazioni che sono state in prima pagina per un po' e poi sono svanite non appena si è esaurito l'inutile entusiasmo iniziale)

Per tornare a quello che tu scrivi c'è anche da dire che fisiologicamente il rugby è uno sport che non ti permette di emergere come singolo, è proprio pensato perché questo non avvenga.
CI sono i campioni che ti aiutano e marcano punti importanti ma non può esistere il giocatore, come nel basket o nel calcio, che mettendosi in proprio ti fa vincere da solo. Allo stesso modo gli sport individuali si basano sul carisma/forma/capacità di un singolo e basta, una squadra di rugby si basa su 15 persone che sono costrette a passarsi la palla all'indietro per andare avanti.

Se io mi metto in proprio prima o poi mi placcano e se i miei compagni non sono lì a darmi una mano gli avversari mi arano in inverno, piantano in primavera e raccolgono in estate.

PS. ogni volta che parlo di rugby con appassionati anglosassoni/irlandesi/francesi tutti mi dicono che Parisse è stato il n8 più forte dell'emisfero nord degli ultimi 10 anni, quindi a volte i campioni li hai pure, ma non sono determinanti come altrove.

italicbold

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Citazione di: vaz il 25 Feb 2019, 17:47
Questo però credo sia anche la sua 'rovina' (brutta parola) in Italia. Gli sport 'minori' (e 2) hanno avuto nuova linfa spesso alle spalle di un fuoriclasse. Penso a Rosolino o alla Pellegrini nel nuoto, o alla Vezzali. O Myers/Basile. magari sbaglio ma nel rugby questo non c'è ancora stato. Non dico uno tipo Lomu ovviamente eh.

Nel rugby é totalmente impossibile. Nel 2013 abbiamo avuto, probabilmente il giocatore più forte al mondo, Sergio Parisse. Uno che sarebbe stato titolare con la Nuova Zelanda, per dire.
Ma se é solo lui, nel rugby ci fai la birra. Un Maradona é impossibile nel rugby. Perché é il non plus ultra del gioco di squadra. Nessun giocatore, nelle storia di questo sport, ha mai vinto una partita da solo.
E' materialmente impossibile.

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italicbold

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TomYorke

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Però io mi ricordo interviste nelle trasmissioni più disparati ai fratelli Bergamasco (?).
Quindi forse vaz potrebbe aver ragion....ragio...ragion...no niente, m'avete convinto.

Lativm88

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Citazione di: TomYorke il 25 Feb 2019, 18:26
Però io mi ricordo interviste nelle trasmissioni più disparati ai fratelli Bergamasco (?).
Quindi forse vaz potrebbe aver ragion....ragio...ragion...no niente, m'avete convinto.

non voglio monopolizzare il discorso sul rugby, ci mancherebbe, parlo di questo sport perché è quello che conosco meglio, che ho praticato di più.

I fratelli Bergamasco, Troncon e compagnia erano saliti agli onori della cronaca per via di quel 2007 in cui vincemmo due partite di fila nel torneo e tutti si accorsero che esisteva sto torneo e che era figo dire di seguirlo.
Chiaramente le vittorie portarono in alto lo sport perché a nessuno piace perdere e tutti vogliono andare allo stadio quando le cose quando vanno bene (eh... già) quando il rugby ha avuto il suo mutamento generazionale impedendogli di competere con nazioni che hanno tradizioni e bacini d'utenza imparagonabili al nostro si è tutto sgonfiato.
Quello, tanto nel calcio quanto nell'attenzione da dedicare agli altri sport, che io non capisco è come si faccia a sacrificare la passione per la mera competizione sportiva per un risultato. Cioè se io tifo la Lazio mi vado a vedere la Lazio, se io sono appassionato di rugby mi vado a vedere il rugby.
Quello che succede in campo mi importa fino alla settimana dopo quando torno a vedere la Lazio e torno a guardarmi il rugby.



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Io credo che il problema italiano non sia tanto che si parli poco di altri sport ma che si parli decisamente troppo di calcio.


Parlo ovviamente di informazione tv, carta e radio, non certo i forum.

italicbold

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Citazione di: UnDodicesimo il 25 Feb 2019, 18:35
Io credo che il problema italiano non sia tanto che si parli poco di altri sport ma che si parli decisamente troppo di calcio.

Mammagari si parlasse di calcio.
Si parla più di Wanda Nara, di Diletta Leotta che dei giocatori.

UnDodicesimo

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Citazione di: italicbold il 25 Feb 2019, 18:37
Mammagari si parlasse di calcio.
Si parla più di Wanda Nara, di Diletta Leotta che dei giocatori.

Hai ragione. Si parla di pallone  :)

TomYorke

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Citazione di: Lativm88 il 25 Feb 2019, 18:32
non voglio monopolizzare il discorso sul rugby, ci mancherebbe, parlo di questo sport perché è quello che conosco meglio, che ho praticato di più.

I fratelli Bergamasco, Troncon e compagnia erano saliti agli onori della cronaca per via di quel 2007 in cui vincemmo due partite di fila nel torneo e tutti si accorsero che esisteva sto torneo e che era figo dire di seguirlo.
Chiaramente le vittorie portarono in alto lo sport perché a nessuno piace perdere e tutti vogliono andare allo stadio quando le cose quando vanno bene (eh... già) quando il rugby ha avuto il suo mutamento generazionale impedendogli di competere con nazioni che hanno tradizioni e bacini d'utenza imparagonabili al nostro si è tutto sgonfiato.
Quello, tanto nel calcio quanto nell'attenzione da dedicare agli altri sport, che io non capisco è come si faccia a sacrificare la passione per la mera competizione sportiva per un risultato. Cioè se io tifo la Lazio mi vado a vedere la Lazio, se io sono appassionato di rugby mi vado a vedere il rugby.
Quello che succede in campo mi importa fino alla settimana dopo quando torno a vedere la Lazio e torno a guardarmi il rugby.

Ma certo, che poi gli italiani si appassionino ad alcuni sport nei momenti in cui si vince qualcosa è verissimo.
Me ricordo gente fuori de testa con le gare delle barchette, 'na cosa de 'na tristezza infinita.
Gente che faceva le nottate...pd.

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Citazione di: TomYorke il 25 Feb 2019, 18:45
Ma certo, che poi gli italiani si appassionino ad alcuni sport nei momenti in cui si vince qualcosa è verissimo.
Me ricordo gente fuori de testa con le gare delle barchette, 'na cosa de 'na tristezza infinita.
Gente che faceva le nottate...pd.

Comunque questo vale per tutto il mondo.
Non é che altrove sono tutti filosofi. Durante le ultime olimpiade la metà del medagliere italiano é venuto dal tiro al piattello. Si parlava di trap anche durante i matrimoni e battesimi in famiglia.

Lativm88

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ma per carità, se uno di quelli rimasti svegli a guardarsi Luna Rossa ha iscritto il figlio o la figlia ad un circolo canottieri quell'esposizione mediatica è stata pure positiva.
Quello che di solito accade, però, è che finita la festa e gabbato lo santo.

Fine dei discorsi, finisce l'interesse, finisce tutto e alcuni sport hanno davvero la necessità vitale di avere una vetrina importante e internazionale per sopravvivere.

Penso al fatto del sei nazioni (aridanghete) sapete che se ci cacciassero davvero il movimento, più o meno, morirebbe?
Perché il CONI se lo inculerebbe pochissimo, perché si spegnerebbero i riflettori, perché qualche bambino che magari oggi si mette a giocare ad acchiapparella in un cortile con un pallone che rimbalza a cazzo invece di simulare in area di rigore lo fa perché ha visto la partita del 6 nazioni in tv, cosa che svanirebbe.

E cosa ci sarebbe da essere felici della morte di uno sport/passione?

vaz

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TomYorke

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Citazione di: italicbold il 25 Feb 2019, 18:47
Comunque questo vale per tutto il mondo.
Non é che altrove sono tutti filosofi. Durante le ultime olimpiade la metà del medagliere italiano é venuto dal tiro al piattello. Si parlava di trap anche durante i matrimoni e battesimi in famiglia.

Io non so come raccontino i vari sport fuori dall'Italia, ma quello che noto da noi è che viene riproposto lo stesso schema, gli stessi argomenti e lo stesso tipo di narrazione qualsiasi sia lo sport che viene raccontato, probabilmente pure perché mancano professionisti di un certo tipo.
Da noi viene appiccicato il modo con cui si racconta il calcio a più o meno tutti gli altri sport. Stesse modalità e spesso pure le stesse persone.

Dissi

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Citazione di: italicbold il 25 Feb 2019, 18:15
Nel rugby é totalmente impossibile. Nel 2013 abbiamo avuto, probabilmente il giocatore più forte al mondo, Sergio Parisse. Uno che sarebbe stato titolare con la Nuova Zelanda, per dire.
Ma se é solo lui, nel rugby ci fai la birra. Un Maradona é impossibile nel rugby. Perché é il non plus ultra del gioco di squadra. Nessun giocatore, nelle storia di questo sport, ha mai vinto una partita da solo.
E' materialmente impossibile.

si è vero
però avercelo un dominguez, ora ....

Gio

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Per quel che mi riguarda io sono il tipico italiano abbastanza mono sport. Mi vedo tutto il calcio possibile e mi piace. Dovessero trasmettere alla tv Vigna Clara - Fleming la vedrei e mi divertirei. Idem il calcio a 5. Unica eccezione le merxe che vedo solo al derby perché nelle altre partite non ce la faccio.
Nel mio caso penso che sia perché a calcio ci ho giocato e sono in grado di capirne bene i meccanismi e di interpretare l'andamento delle partite.
A rugby, per dire,  non ci ho mai giocato e, francamente, quando vedo una partita non ci capisco niente, al di fuori del risultato, e questo mi rende le partite noiose. Ieri ho visto su DMax Italia Irlanda, ma alla fine tifavo la nostra vittoria senza capirci molto, in particolare cosa stavano facendo di buono o di sbagliato le due squadre. Ad un certo punto mi sono fidato dei telecronisti che parlavano di Irlanda allo sbando ed Italia in controllo e quelli ci hanno fatto due mete in 5 minuti. Senza senso. Bisognerebbe studiare.
Idem la pallavolo e la pallacanestro. Vedo i canestri e le schiacciate, ma alla fine,  non  comprendo l'essenza del gioco. Menzione particolare per la Formula 1 con cui mi addormento entro sette giri.
Quindi, alla fine, gli altri sport me li vedo un po' come vedo le olimpiadi. Per vivere le emozioni delle grande occasioni o per vedere un italiano che vince (Tomba, Rossi, le nazionali che vanno bene). Il resto é abbastanza noioso.
Il calcio é tutta un'altra cosa.

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Lativm88

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Ma la predilezione per il calcio è totalmente legittima.
Così come quella di non volerci capire nulla di altri sport, quello che ci si chiede nel topic è se esiste un modo, uno spazio, per rendere più vario il menù sportivo nazionale e perché sinora lo è solo a singhiozzi.

Ogni sport, io non faccio classifiche di valore tra loro anche se ho delle legittime preferenze, ha un suo spirito ed un suo insegnamento e penso che se fosse più vario il panorama sportivo proposto a tutti (ragazzini in primis) gli insegnamenti di questi sport potrebbero essere un contributo vero e sostanziale nella vita di una persona. E sticazzi se perfdi 100 a 0.

Fatta la pappina alla mulino bianco mi ritiro in buon ordine

MisterFaro

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"perché si spegnerebbero i riflettori, perché qualche bambino che magari oggi si mette a giocare ad acchiapparella in un cortile con un pallone che rimbalza a cazzo invece di simulare in area di rigore lo fa perché ha visto la partita del 6 nazioni in tv, cosa che svanirebbe."

Anche questa retorica che il calcio è brutto e cattivo, che travia i minori, mentre gli altri sport sono la culla della lealtà e dell'innocenza ha un po' parecchio scassato.

So che sei d'accordo, non dare soddisfazione a KS  ;)


Basterebbe questo a mantenere valido il discorso:
"E cosa ci sarebbe da essere felici della morte di uno sport/passione?"



Ah, neanche nel calcio il singolo fenomeno determina il risultato (a meno che non parliamo di VDM vs GDM, dove a seconda se gioco o meno io i GDM vincono o perdono)

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