Come personaggio, Sabatini non mi è antipatico.
Però ho l'impressione che voglia apparire a tutti i costi come un "intellettuale" prestato al calcio, uno che vorrebbe parlare di Garcia Marquez, di Mao e di poesia e invece la sorte lo ha costretto ad occuparsi di 11 ragazzotti in mutandoni che corrono appresso ad una palla.
Per questi motivi Sabatini parla di una squadra di calcio come Carl von Clausewitz parlerebbe delle armate di Napoleone: ("
Sembrerebbe una squadra sclerotizzata, questa Roma. Ci sono i titolari e quelli che giocano meno. Ci vuole una dinamica, un rapporto di forza e una sana competitività diversa da questa"), e a volte scivola anche in una vuota, e anche un pò ridicola, retorica dannunziana ("
Totti è come il sole sui tetti di Roma a primavera: la luce dilaga, non va mai via, persiste").
Più in generale, sono convinto che se uno ha le idee chiare, parla pure in modo chiaro (con poche, lodevoli eccezioni, come il nostro Lotito

) e che la "neolingua", come l'ha chiamata Flaminio, serve di solito a mascherare inadeguatezza culturale (probabilmente accompagnata, nel caso di Sabatini, dalla consapevolezza di questa inadeguatezza).
(che poi, rileggendo stò post, mi sono accorto di avere anch'io sfiorato l'uso della Neolingua

)